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lunedì 27 ottobre 2014

Che tempo fa? Entra aria fresca da est, si instabilizza il tempo su isole ed estremo sud

ARIA FRESCA: fossimo stati in pieno inverno non sarebbero mancate conseguenze importanti anche di tipo nevoso per questa infiltrazione di aria fresca dai quadranti orientali, che comunque, pur moderata, riuscirà ad accentuare sensibilmente l'instabilità sulle isole maggiori, la Calabria, l'Abruzzo, la Puglia, il Molise e in parte anche l'Abruzzo, senza dimenticare ampie porzioni del Mar Jonio e del medio-basso Tirreno, altrove prevarrà il sole ma farà piuttosto freddo, specie di notte e al mattino.

TEMPORALI: potranno verificarsi temporali localmente forti sulle coste della Sardegna orientale, sulla Calabria jonica, la Sicilia orientale e meridionale e localmente anche sul Salento.

EVOLUZIONE: il flusso orientale si indebolirà a partire dalle prime ore di giovedì e di conseguenza perderà importanza anche l'instabilità su isole ed estremo sud. Da venerdì a domenica l'Italia verrà interessata da un campo di alta pressione ma al flusso orientale se ne sostituirà uno da sud, che recherà un aumento dell'umidità dell'aria e dunque del rischio di formazione nebbiose sulle pianure ma anche sulle coste. 

PONTE DI OGNISSANTI: sostanziale tenuta dell'alta pressione durante il week-end con intensificazione degli strati nebbiosi su pianure e coste. Anche sulla Liguria si attiverà un flusso umido a precedere il tentativo della saccatura atlantica di sfondare nel Mediterraneo. 

PROSSIMA SETTIMANA: la saccatura atlantica ingaggerà una lotta con l'anticiclone e le ultime analisi prevedono uno sprofondamento della figura perturbata a ridosso delle Baleari senza riuscire ad interessare in modo diretto il tempo sull'Italia. Potrebbe però trattarsi di una saccatura "apripista", il segnale che l'Atlantico da lì a poco entrerà in azione con figure depressionarie più convinte, in grado di portare piogge autunnali diffuse sul territorio.

OGGI: nuvolaglia sul nord-ovest tra pianura e fascia prealpina per un flusso fresco di correnti orientali in parziale diradamento dal tardo mattino, sereno sul nord-est e sulla Liguria; al centro parziali annuvolamenti su Marche ed Abruzzo ma con basso rischio di pioggia, peggiora in Sardegna con rovesci temporaleschi sparsi sull'est dell'isola, specie nel pomeriggio e in serata, bello sulle centrali tirreniche; tempo instabile anche sulla Sicilia, il basso Tirreno in generale, la Calabria, tutto lo Jonio, il Molise e la Puglia con addensamenti associati a brevi rovesci o temporali, specie in mare aperto e più probabili nella seconda parte della giornata e nella notte su martedì. Lieve o moderato calo delle temperature,

DOMANI: tempo simile, ulteriormente fresco ed ancora molto instabile su isole, basso Tirreno, Jonio e basso Adriatico.
Fonte: meteolive

Situazione Generale per Martedi 28 Ottobre 2014

Una circolazione depressionaria al Sud porta un forte peggioramento del tempo in Calabria.Bel tempo altrove e temperature notturne in diminuzione. 

Nord:
 cielo sereno, terso e limpido su gran parte delle regioni eccetto sul Piemonte dove le nubi presenti potranno portare della pioviggine. Locali foschie mattutine. 

Centro:
 nubi e piovaschi possibili su Abruzzo e Molise, bel tempo sul resto delle regioni peninsulari. Piogge diffuse e anche qualche temporale invece sulla Sardegna orientale dove migliorerà entro la sera. Sud: piogge ancora in Sicilia, specie su coste ioniche e settentrionali. Peggiora forte sulla Calabria e Lucania ionica con piogge intense e temporali, non si escludono possibili nubifragi sul Reggino e Catanzarese.Venti sempre dai quadranti orientali, deboli e con locali rinforzi sullo Ionio. Temperature minime in deciso calo al Nord con soli 4/6° al Nordest, tra 6 e 17° altrove. Valori massimi più o meno stazionari.
Fonte: meteoindiretta

Previsioni Meteo, l’esperto: “in Italia sarà un inverno molto freddo e nevoso, ecco perchè”

La recente irruzione di aria molto fredda che ha investito l’Italia portando le temperature su livelli quasi invernali e nevicate anche di 50-60 centimetri sulla nostra dorsale alpina,è un assaggio di quello che potrebbe essere il  prossimo inverno“. Lo afferma a MeteoWeb il colonnello Paolo Ernani, un grande esperto di meteorologia. Da cosa nasce questa considerazione?  “Ve lo spiego in modo preciso, analizzando il grafico che ho realizzato per capire che tipo di inverno sarà” precisa Ernani, con riferimento al grafico nell’immagine a destra a corredo dell’articolo.
grafico ernaniIl profilo che si vede nel grafico esprime l’andamento termico degli inverni che si sono succeduti sulla nostra penisola dal 1997 al 2014. I numeri in verticale ci indicano  le temperature , quelli in orizzontale gli anni. Dall’analisi del grafici si possono dedurre alcuni significativi elementi. Il primo è rappresentato da 3 picchi che sono decisamente ad di sopra della linea del trend che attraversa tutto il grafico. Questi picchi esprimono gli inverni più caldi che si sono verificati  in questi ultimi 18 anni. In Italia l’inverno più caldo è quello che si verificò nel 2007 e raggiunse un valore di temperatura media di +9,27°C. Segue poi  il 2014 che con +8,83°C  si pone al secondo posto nella graduatoria. Segue infine il terzo,  ossia il 2001 con il valore termico di +8,77°C“.
neve alpi 01Come si può facilmente osservare – prosegueErnani – l’inverno scorso ( dicembre 2013, gennaio e febbraio 2014) è stato come abbiamo detto il secondo più caldo in assoluto e si è verificato dopo 7 anni da quello più caldo (2007). Altro elemento significativo e che non è molto facile scorgere è delineato dal trend. Questo, seppur in modo quasi impercettibile, sta scendendo (come peraltro abbiamo già avuto modo di verificarlo nell’analisi degli anni), cioè le temperature invernali mediamente negli ultimi 18 anni sono in calo. Ora consideriamo i 2 inverni caldi del 2001 e quello del 2007. Al 2001 è seguito un inverno abbastanza freddo con una temperatura di +6,63°C. Da un inverno al successivo vi è stata una caduta della temperatura di -2,14°C. All’inverno 2007 che registrò il record di +9,27°C seguì un inverno con una temperatura di +7,77°C. In questo caso la differenza termica tra i due è stata di -2,18 gradi. Come dire ai due inverni caldi sono seguiti due inverni freddi con un calo medio della  temperatura di -2,16°C. E se questa tendenza si confermasse anche per l’inverno 2014-2015? Se l’inverno scorso ha raggiunto il valore termico di +8,83°C e togliessimo a questo i -2,16°C otterremmo una stima di +6,67°C che ne farebbe il quarto inverno nella classifica dei più freddi“.
Un’ultima cosa – conclude infine l’esperto colonnello dell’aeronautica militare - e cioè che dall’ultimo inverno più freddo e cioè il 2006 (+6,30°C) sono trascorsi già 8 anni di ritardo. Continuerà ancora il ritardo o l’inverno 2014-2015 sarà così freddo,in sintonia con la nostra stima? Ricordiamoci comunque che quel che abbiamo detto è sempre una previsione“.

venerdì 24 ottobre 2014

Un violento temporale risveglia Reggio Calabria: eccezionale grandinata ad Archi e Gallico [FOTO]

Un violento temporale ha risvegliato stamattina Reggio Calabria con tuoni molto forti a partire dalle 06:50: la temperatura è crollata fino a +11°C in città, dopo una notte di pioggia e freddo, e nella zona nord tra Gallico ed Archi s’è verificata una grandinata molto violenta che ha imbiancato strade e giardini come possiamo osservare nella galleria con le foto di stamani. Tra ieri a oggi a Reggio Calabria sono caduti quasi 40mm di pioggia, provocati dal transito dell’uragano Gonzalo che continua ad imperversare tra l’Italia e i Balcani alimentando forte maltempo: prima i rovesci di mercoledì pomeriggio, poi il violento temporale della notte tra mercoledì e giovedì con vento impetuoso e danni ingenti in città (rami spezzati, alberi piegati, mareggiate). Poi ancora le piogge di ieri, di quest’altra notte e di stamani. E non è ancora finita…
Fonte: meteoweb

L'eccezionale stagione nevosa 2013-2014: prima parte

COMMENTO
L’eccezionalità climatica dell’inverno 2013-2014 si è manifestata con una serie di eventi nevosi particolarmente significativi, specie sulle Alpi centrali ed orientali dove, di conseguenza, si è avuta un’attività valanghiva spontanea rilevante anche per l’interessamento diretto di aree antropizzate. 

Sulle Alpi occidentali l’inverno è stato nevoso anche se non ha assunto il carattere di eccezionalità.  In questo articolo sono descritti gli eventi nivometeorologici
più interessanti della stagione invernale registrati nelle singole Regione e Provincie Autonome aderenti all’AINEVA e le principali ricadute che questi eventi hanno avuto sul territorio. 

I report, realizzati dai vari servizi valanghe regionali, non sono certamente esaustivi dell’andamento della stagione invernale a livello locale, ma sono dei “focus” mirati che hanno lo scopo di evidenziare le problematiche più rilevanti che si sono
manifestate nelle singole realtà e che hanno avuto ricadute importanti sulle attività economico-produttive e sul sistema di protezione civile. Vengono inoltre descritti alcuni fenomeni di particolare interesse che hanno interessato la stagione invernale quali il gelicidio, le valanghe da slittamento, la neve colorata, eccetera.

FRIULI VENEZIA GIULIAPer la verità l’inizio della stagione, sotto il punto di vista dell’innevamento, non è
stato dei migliori. La prima nevicata importante che ha interessato la Regione
fino a fondovalle è stata quella del 22 novembre 2013. Successivamente periodi di
alta pressione con scarse precipitazioni e temperature piuttosto miti hanno caratterizzato l’intero mese di dicembre e quasi tutto gennaio; solo alla fine, appunto, del mese di gennaio e precisamente il 30, la situazione meteorologica ha avuto una
svolta decisa verso un peggioramento con precipitazioni abbondantissime che hanno
fatto balzare il grado di pericolo valanghe da 2-moderato a 5-molto forte nel giro
di 48 ore. 

Va sottolineato che dal 1972 e cioè da quando è cominciata l’emissione
del bollettino valanghe, in Regione per la prima volta è stato usato il grado massimo di pericolo.

Da tale momento gli eventi si sono susseguiti con un ritmo incalzante portando gli
spessori di neve al suolo a livelli record; basti pensare che da fine gennaio a fine
marzo, ad esempio al Rifugio Gilberti a Sella Nevea (1830 m), sono stati misurati
ben 890 cm di sommatoria neve fresca e una altezza neve al suolo di 670 cm, per
un totale stagionale di neve caduta (fine novembre - 30 aprile 2014) di 1567 cm
Oltre che per le forti precipitazioni questa stagione è stata caratterizzata pure da un
anomalo andamento delle temperature che sono risultate quasi sempre sopra i valori
medi stagionali.

Merita inoltre una specifica attenzione anche un particolare episodio meteorico
definito “gelicidio” avvenuto nella prima decade del mese di febbraio, che ha interessato la zona di Taipana, Montemaggiore e le alte valli del Torre e del Natisone, zona quest'ultima al confine con la Slovenia.

In quest'area l’irruzione di aria molto fredda da nord-est nei bassi strati durante una
precipitazione prevalentemente piovosa ha determinato la glaciazione dell’acqua di
precipitazione su tutti gli oggetti al suolo al momento della sua deposizione, causando
così un vero e proprio cataclisma nei boschi italiani, sloveni e fino a oltre il confine
ungherese con conseguente devastazione anche delle linee elettriche.

VENETO
L’inverno 2013-2014 è stato caratterizzato, specie nella sua parte centrale, da
frequenti episodi nevosi. Gli eventi principali, quelli cioè che hanno prodotto apporti significativi di neve fresca, sono stati 15 ma, sia da un punto di vista nivologico che valanghivo, 2 di essi sono stati particolarmente significativi: quello del 25-27 dicembre 2013 e quello del30 gennaio - 5 febbraio 2014. 

Inoltre, a seguito del secondo episodio, si è manifestata una fase critica insolitamente prolungata che si è protratta fino alla prima decade di marzo causata da valanghe da slittamento ritardate.

In occasione del primo episodio (25-27 dicembre), la neve fresca pesante, oltre a causare il distacco di numerose valanghe, ha provocato la caduta di molti alberi a tutte
le quote che diffusamente hanno interrotto le vie di comunicazione e generato blackout della corrente e della telefonia mobile per 36/48h in gran parte delle valli dolomitiche.

Alcuni giorni dopo il termine dell’evento nevoso, il 5 gennaio, nei pressi di Misurina
si è verificato un incidente mortale da valanga che ha coinvolto uno sci alpinista.

Il secondo episodio importante (30 gennaio-5 febbraio) entrerà negli annali perché per la prima volta, sul territorio montano veneto, è stata raggiunta la soglia massima di pericolo valanghe con grado 5-molto forte.

A fine evento, in alcuni settori la sommatoria massima di neve fresca è statadi 200-250 cm. Per sei giorni consecutivi nelle Dolomiti e per cinque giorni nelle Prealpi il pericolo
di valanghe è rimasto 5-molto forte a causa di continui distacchi spontanei, anche di grandi dimensioni, che in più occasioni hanno raggiunto il fondovalle.

Il cumulo massimo di neve fresca registrato è stato nelle Dolomiti a Col dei Baldi
(1900 m) con 120 cm e nelle Prealpi a Campomolon (1735m) con 52 cm.
Nelle Dolomiti quantitativi significativi si sono registrati anche a fondovalle con 65
cm a Cortina (1265 m), mentre nelle Prealpi a fondovalle è quasi sempre piovuto.
La neve umida e pesante ha determinato condizioni di spiccata instabilità con conseguenti numerosi distacchi di valanghe anche di fondo.
(...)

TRENTINO
In Trentino, per comprendere l’eccezionalità delle precipitazioni nevose della stagione invernale 2013 -2014, è necessario in primo luogo soffermarsi a controllare i rilievi
dei settori orientale della provincia; quelli che fanno riferimento ai massicci montuosi
delle Pale di San Martino e Lagorai-Cima d’Asta. Le stazioni di rilevamento dislocate in queste zone hanno infatti registrato valori di sommatoria della neve fresca da
record; ma l’aspetto che forse più rimarrà nei ricordi sarà molto probabilmente quello
delle immagini con le impressionanti quantità di neve depositata al suolo e sulle
coperture dei fabbricati. 
Tra i tanti danni che la stagione invernale appena conclusa ha lasciato, alcuni riguardano infatti anche il cedimento dei tetti di alcune strutture.
Valori analoghi sono poi stati registrati nel settore occidentale del territorio provinciale,
sui versanti meridionali del gruppo dell’Adamello e delle Dolomiti di Brenta

Di conseguenza, sono stati questi gli ambiti montani maggiormente interessati da
fenomeni valanghivi; eventi che, in alcune occasioni, hanno raggiunto e superato i
limiti storicamente conosciuti e che resteranno pertanto a lungo nella memoria delle
popolazioni valligiane trentine.
Tra le tante località che hanno subito disagi, quella che più spesso è balzata “all’onore
delle cronache” è stata sicuramente quella di Passo Rolle; la strada statale che collega
la nota località turistica di Fiera di Primiero con le Valli di Fiemme e di Fassa ha subito
infatti notevoli disagi a causa del pericolo valanghe, che è sempre stato elevato e che
ha comportato la chiusura dell’importante arteria viaria per più di 70 giorni nel corso
dell’inverno!
I disagi sono iniziati dalla sera del giorno di Natale; tra il 25 e 26 dicembre 2013 un’intensa perturbazione ha interessato le Alpi meridionali apportando, in poco più di 36 ore, mediamente dagli 80 ai 140 cm di neve fresca. 

La nevicata, grazie alle temperature relativamente miti che hanno consentito un
rapido assestamento del manto ed alla sostanziale assenza di vento, non ha comunque
determinato valanghe importanti, ma non sono mancati i disagi al traffico, con
code di automobilisti fermi in val Rendena, val di Fiemme e Fassa, val di Non e di Sole.
La chiusura di alcuni valichi, come Passo Tonale, Passo San Lugano (tra la Val d’Adige e Val di Fiemme), Passo Campo Carlo Magno (tra la Val di Sole e la Val Rendena) o la strada del Monte Bondone (la montagna
di Trento!) è stata determinata più dallo schianto di numerose piante cariche di neve
umida, che dal pericolo valanghe. 

Schianti che hanno causato anche l’interruzione della corrente elettrica in molte vallate.
Il mese che però ha maggiormente contribuito a rendere eccezionale la stagione
invernale 2013 -2014 è stato sicuramente gennaio; mese stranamente caldo e umido,
contraddistinto spesso da giornate grigie e nebbiose più tipiche del periodo autunnale
che di quello invernale e con precipitazioni da record, che hanno determinato spessori
di neve al suolo superiori alla stagione invernale 2008 -2009, ricordata da tutti come
particolarmente nevosa. 

I quantitativi medi di neve fresca accumulata sono stati ragguardevoli:
ai 2000 metri di quota si sono registrati mediamente 340 cm, mentre ai 1000 metri i valori si sono attestati intorno ai 120 cm; andamento che conferma la
presenza di uno zero termico generalmente elevato per il periodo in questione, tanto
che la neve ha fatto la sua comparsa nella città di Trento (195 m slm) solo il 31 gennaio,
con una decina di centimetri di neve umida, che ha lasciato presto nuovamente
spazio alla pioggia. 

Stessi quantitativi si sono ripetuti anche a febbraio, ma l’eccezionalità è determinata dal fatto che il mese di gennaio in Trentino è solitamente secco e molto freddo, ed eventualmente ventoso, causa l’influenza dell’anticiclone russo. Nello specifico, gli eventi con precipitazioni nevose più importanti si sono verificati il 4 gennaio, con una quantità di neve fresca cumulata a 2000 m, in circa 35 ore, di 50-80 cm sui settori occidentali (a 3000 m si sono osservati valori di 100 -120 cm), di 50-60 cm sui settori orientali; e di 50-60 cm sui settori meridionali. A questo è poi succeduto un periodo di mal tempo dal 14 al 20 gennaio circa, con nevicate inizialmente fino sul fondovalle e poi con limite della neve a 600 – 1000 metri che ha determinato un incremento degli spessori di neve al suolo di 70 – 80 cm.

Altri fenomeni particolarmente intensi e persistenti si sono poi registrati dal 30 gennaio
fino al 10 febbraio; le nevicate hanno incrementato ulteriormente di 100 -150
cm gli spessori del manto nevoso.
(...)

FINE PRIMA PARTE
Fonte: meteolive

METEO a 15 GIORNI: importanti NOVITA' per l'inizio di novembre

Il mese di ottobre, probabilmente, ci saluterà con l'alta pressione e il bel tempo.
Anche le ultime analisi ci mostrano il ritorno di un periodo abbastanza stabile per la nostra Penisola (tranne locali disturbi), che dovrebbe accompagnarci fino alle soglie del nuovo mese.
La prima cartina si riferisce alle ore centrali della giornata di venerdì 31 ottobre. Come potete vedere,gran parte del Mediterraneo e l'Europa centrale saranno sotto la protezione di una vasta area di alta pressione che determinerà tempo nel complesso buono. Sulle pianure e nelle valli interne avremo la formazione di banchi di nebbia specie di notte e al primo mattino.
Il primo fine settimana di novembre, sempre alla luce delle ultime emissioni modellistiche, sembra invece annunciare un peggioramento sull'Italia stante l'arrivo di una saccatura da ovest.
Il lungo ponte di alta pressione che si diparte dal vicino Atlantico alla Russia, si spezzerà in prossimità dell'Europa occidentale. Potrebbe essere questa la porta che verrà sfruttata dalle correnti instabili nord atlantiche per pilotare i sistemi perturbati verso il bacino del Mediterraneo.
Un primo cambiamento diverrà realtà tra le giornate di domenica 2 e lunedì 3 novembre, con effetti soprattutto al centro-nord.
Un secondo e più intenso peggioramento potrebbe giungere sull'Italia nella giornata di mercoledì 5 novembre, con la formazione di una vasta depressione in prossimità del Golfo Ligure, come ben si nota dalla terza cartina proposta.
Piogge e temporali si estenderanno a tutta l'Italia, ad iniziare ovviamente dai settori di ponente e dal settentrione. In questo frangente saranno altresì possibilile prime abbondanti nevicate sulle Alpi associate ad un generale calo delle temperature specie al centro-nord.
Fonte: meteolive

Situazione Generale per Sabato 25 Ottobre 2014

Attila si allontana verso l'Est Europa e la pressione torna ad aumentare su tutta la Penisola. Sole e bel tempo prevalente su gran parte delle regioni. Più nubi sui versanti adriatici e Nord Sicilia con qualche residua pioggia. Venti moderati da Nordest, localmente ancora forti da Nord sullo Ionio e temperature stazionarie con 15/21°di giorno su tutto il Paese e minime ancora fresche.
Fonte: meteoindiretta

giovedì 23 ottobre 2014

Risveglio autunnale: gran fresco, vento, temporali su adriatiche

Il cambio, radicale, di circolazione ha catapultato l'Italia nel cuore dell'Autunno. Abbiamo passato varie settimane col caldo anomalo, salvo rare eccezioni, ed abbiamo trascorso giornate a documentare i vari disastri provocati dalle piogge. Ora, invece, finalmente affrontiamo discorsi più consoni al periodo ed il merito è attribuibile esclusivamente al nucleo freddo che sta transitando sui Balcani.
Ricordiamo quel che è successo: l'Anticiclone si è defilato ad ovest ed è stato trafitto, sul lato nord, da una depressione nord atlantica - comprendente parte dei resti della tempesta extra-tropicale "Gonzalo" - capace a sua volta si risucchiare l'aria fredda installatasi sulla Russia europea. L'arco alpino non ha consentito un ingresso franco e come avviene solitamente in simili situazioni, ecco che la perturbazione ha aggirato l'ostacolo da est.
Il Vortice, lo ripetiamo, è sui Balcani e i venti orientali che spirano a levante trasportano l'aria fredda sopra la superficie del mare caldo. Si formano così i temporali, temporali che stamane stanno investendo le coste molisane e pugliesi, che si apprestano ad apportare un più severo peggioramento nel corso della giornata. Forti acquazzoni temporaleschi, persistenti e spesso grandigeni, colpiranno Abruzzo, Molise e Puglia, ma ve ne saranno anche in Sicilia e bassa Calabria tirrenica. Qui la ventilazione piegherà da Maestrale, penalizzando i versanti nord dell'isola ed appunto il tratto tirrenico calabro.
Gli acquazzoni riusciranno a sconfinare verso le zone interne campane ed in Basilicata, così come potrebbero coinvolgere - più massicciamente - le province meridionali marchigiane. Ci aspettiamo ulteriori nevicate sui rilievi appenninici, ma la quota dovrebbe alzarsi attorno ai 1600-1800 metri (pur senza escludere locali sconfinamenti a quote inferiori). Nevicate che in questo momento stanno ancora coinvolgendo le aree alpine confinali, specie ad est, ma che dovrebbero cessare nel corso della giornata.
Nelle rimanenti regioni il tempo è e sarà nettamente migliore. Abbiamo cieli in prevalenza sereni sul Nord tutto, sul medio-alto versante tirrenico ed in Sardegna.
Fonte: meteoweb

“Gonzalo”, temporali fortissimi al centro/sud nella notte: nubifragi violenti [LIVE]

E’ una notte tempestosa al Sud Italia. Violenti temporali stanno colpendo il medio Adriatico e soprattutto il basso Tirreno, tra le isole Eolie, il messinese e il reggino, nello Stretto. Reggio Calabria è stata appena attraversata da un violento temporale con vento impetuoso, pioggia torrenziale e grandine: la temperatura è crollata a+13°C in città. Freddo invernale anche a Messina e nel messinese tirrenico, dove sono in atto vere e proprie bombe d’acqua accompagnate da forti raffiche di vento.
Fonte: meteoweb

Situazione Generale per Venerdi 24 Ottobre 2014

ATTILA si è spostato sullo Ionio portando ancora diffuso maltempo sulle regioni adriatiche, su quelle appenniniche orientali, sulla Puglia e sul basso Tirreno, Nord Sicilia, Calabria tirrenica. Locali nevicate in Appennino a 1500/1700 m. Piogge più deboli e irregolari, anche con schiarite sul resto del Sud, sole e bel tempo sul resto del Paese. Temperature massime comprese tra 17 e 21° in pianura su tutto lo Stivale, fino a 24° in Sardegna; minime sempre molto basse sui 5/9°su buona parte delle pianure del Nord e colline del Centro.
Fonte: meteoindiretta