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Il ciclone nascerà nella mattinata di domani, mercoledì 30 settembre, proprio a ridosso delle isole Beleari. Raggiungerà il territorio italiano nella notte tra mercoledì e giovedì, quando approderà nel mar di Sardegna. Ma intanto in molte zone d’Italia sarà già iniziato il maltempo prefrontale con violenti temporali in risalita nel Canale di Sicilia e piogge intense nella Sardegna orientale, Sicilia orientale e Calabria jonica. Il “clou” del maltempo sull’Italia sarà tra giovedì 1 e venerdì 2 ottobre, quando la tempesta colpirà in pieno dapprima la Sardegna, successivamente il mar Tirreno, risalendolo verso l’arcipelago Toscano.
E’ bene precisare che le zone attraversate dal ciclone non sono per forza quelle più colpite dal maltempo: in Sardegna, ed esempio, il ciclone transiterà nel Sud dell’isola, ma i fenomeni temporaleschi più intensi si concentreranno sui settori orientali della stessa, anche in quelli settentrionali. La Sicilia verrà lambita dalla tempesta nei suoi settori nord/occidentali, ma in realtà il maltempo sarà più importante nelle zone meridionali e orientali perchè lo “stau” provocato dai forti venti di scirocco dovuti a loro volta dalla presenza del ciclone, addenseranno intense e abbondanti precipitazioni proprio nei versanti orientali dell’estremo Sud. Attenzione al centro e al nord: giovedì avremo piogge intense e forti temporali su Toscana e Lazio, venerdì su Piemonte e Liguria.
Non stiamo certamente parlando di marziani o di emigrare in massa su Marte. Almeno per ora. Ma certamente abbiamo una conferma delle rivoluzionarie teorie già documentate sin dal 1854 prima dallo scienziato ingleseWilliam Whewell e poi anche dall’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli. Presi per visionari, avevano ragione.
Le osservazioni della sonda Curiosity, che ha raggiunto il Pianeta Rosso nel 2012, hanno fornito una prova della passata esistenza di corsi acqua sulla superficie di Marte, riprendendo immagini di affioramenti rocciosi interpretabili come sedimenti fluviali. Adesso anche l’acqua nelle striature fino ad ora “misteriose”, e gli scienziati sono sempre più’ convinti che in alcune aree del Pianeta Rosso possano celarsi forme di vita marziane, probabilmente microbi alofili come quelli presenti nel deserto di Atacama, una zona della Terra con condizioni atmosferiche simili a quelle di Marte.
Una scoperta eccezionale, che può rivoluzionare la nostra storia sia nel passato che nel futuro. Perché ci sono ancora tanti misteri sull’origine della vita sulla Terra, e soprattutto adesso con ancor più convinzione la scienza si concentrerà sulle prossime missioni di esplorazione spaziale. E’ già tutto pronto per la missione ExoMars, un progetto di esplorazione robotica del pianeta Marte sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dall’Agenzia Spaziale Russa (Roscosmos). ExoMars prevede il lancio di un orbiter e di un dimostratore di ingresso, discesa e atterraggio nel 2016, e di un rover nel 2018. Nelle aree individuate, infatti, potrebbero esserci delle nicchie che possono ospitare microrganismi nonostante le condizioni ostili di Marte.
Altro che fantascienza, insomma. Il Pianeta più simile alla Terra del nostro Sistema Solare è sempre più a portata di mano, ancora dal punto di vista degli studi scientifici, ma in futuro chissà. E ancora non possiamo arrivare ai “gemelli” della Terra di cui abbiamo già certezza sull’esistenza. Ma se già su Marte è sempre più probabile l’esistenza di forme di vita, figuriamoci altrove. Forse a nessuno, o a pochi terrestri, questa scoperta cambierà la vita. Ma certamente cambia i percorsi, le strategie e le convinzioni dell’intera umanità. Storia e scienza che scrivono una pagina rivoluzionaria per la conoscenza umana, ribadendo ancora una volta come anche nel 2015 abbiamo tantissimo da scoprire e da esplorare. Perchè quando il saggio indica la luna, soltanto gli stolti guardano i ldito.
La tempesta nascerà mercoledì 30 settembre tra Gibilterra e le Baleari, proprio a causa dei contrasti termici tra l’aria fredda proveniente da nord/est e il clima ancora caldo/umido del Mediterraneo. Il ciclone transiterà proprio sulle Baleari nell’ultima giornata di settembre, mercoledì 30, provocando violenti temporali sull’arcipelago spagnolo e muovendosi poi in serata verso la Sardegna. Intanto sull’Italia continuerà a imperversare il maltempo soprattutto al Sud e nelle Regioni Adriatiche, con ulteriori piogge e temporali.
Il ciclone arriverà sull’Italia nelle prime ore digiovedì 1 ottobre e transiterà sul nostro Paese molto lentamente, tra 1 e 2 ottobre.E’ ancora difficile individuare le zone più colpite dalla tempesta, molto difficile da prevedere nella sua traiettoria. Al momento le aree a più alto rischio sembrano Sardegna, Sicilia, Calabria, Toscana, Lazio e Campania, anche se in una seconda parte del peggioramento (venerdì 2) anche il nord/ovest tra Piemonte e Liguria avrà piogge intense e nevicate sui rilievi.

freddo da Est a fine Settembre
temperature sopra media in Europa, specie ad Est
temperature sotto media attese per la prima settimana di Ottobre



Proprio domani cadrà la prima neve anche sull’Appennino, a quote localmente inferiori ai2.000 metri (probabilmente fino ai1.800/1.900 metri). Le condizioni meteorologiche rimarranno fresche e variabili anche venerdì e nel weekend su gran parte d’Italia e soprattutto al centro/sud. Anche nella notte tra domenica e lunedì purtroppo si verificheranno piogge sparse con annuvolamenti soprattutto al nord/ovest, in Sardegna, Calabria e Sicilia: è elevato il rischio che possano compromettere lo spettacolo molto atteso dell’eclissi lunare.
Intanto già nei prossimi giorni, subito dopo l’equinozio tra mercoledì 23 e giovedì 24avremo una vera e propria ondata di freddo autunnale con forte maltempo e temperature in picchiata. Mercoledì arriveranno le prime abbondanti nevicate sulle Alpi, in modo particolare tra Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia, poi nei giorni successivi si imbiancheranno anche le vette dell’Appennino e farà decisamente freddo in tutt’Italia con temperature inferiori rispetto alle medie del periodo, centro/sud compreso con piogge, temporali, rovesci e clima molto fresco.
L’ipotesi a lungo termine è quella relativa alla fine del mese: tra 28, 29 e 30 settembreinfatti una vera e propria colata di freddo potrebbe raggiungere l’Italia centro/meridionali direttamente da est, dalla Scandinavia, tramite i Balcani e l’Europa orientale, scorrendo lungo il bordo dell’anticiclone delle Azzorre posizionato sulle isole Britanniche e sull’Europa nord/occidentale. Un’ipotesi, che però di run in run viene avvalorata con maggior insistenza rispetto ai giorni scorsi. Bisognerà attendere ancora vari aggiornamenti per capire se è soltanto un’illusione (per gli amanti del freddo e neve), o un incubo (per chi invece già rimpiange il caldo estivo), o se davvero diventerà realtà. Certamente oggi le probabilità che si realizzi sono significativamente superiori rispetto a quando, una settimana fa, iniziavamo a parlarne come un fantasioso disegno a lungo termine.
Attenzione anche alle possibili piogge alluvionali della prossima settimana, anche questa ancora soltanto un’ipotesi lontana nelle prospettive meteo, ma già da tenere sotto controllo per le eventuali gravi conseguenze che potrebbe determinare sul territorio.
Rispetto al peggioramento precedente, inoltre, stavolta arriverà aria ancora più fredda. La giornata “clou” del maltempo sarà proprio mercoledì 23 sulle Regioni del Centro/Nord, mentre il Sud vivrà una breve tregua con schiarite e temperature in lieve aumento (ma assolutamente senza picchi di calore significativi, soltanto Catania e Siracusa nell’estrema Sicilia sud/orientale arriveranno a sfiorare i +30°C). Il maltempo sarà intenso sin dalle prime ore del mattino su tutto l’arco alpino, a partire dalla Lombardia, concentrandosi poi al nord/est nel corso della giornata.
I forti temporali faranno crollare le temperature e sulle Alpi si verificheranno le prime nevicate della stagione, con quota neve in calo fino ai 1.300/1.400 metri nel pomeriggio/sera di mercoledì, soprattutto in Trentino Alto Adige e sulle Dolomiti. La neve cadrà abbondante oltre i 1.500 metri di quota. In località come Sondrio, Belluno, Udine e Gorizia potranno cadere fino a 100mm di pioggia; Pordenone, Trento, Trieste, Bolzano, Bergamo e Brescia oscilleranno tra 50 e 70mm.
Giovedì 24 il maltempo si sposterà al centro/sud, ma sarà un risveglio molto freddo al centro/nord con temperature minime fino a+6/+7°C nelle zone interne, anche in pianura. Come dicevamo, infine, il maltempo si sposterà al centro/sud con piogge e temporali nuovamente intensi su un po’ tutte le Regioni mentre al nord tornerà a splendere il sole.
Andiamo con ordine. Lunedì 21 sarà ancora caratterizzato dal maltempo al sud; martedì 22 breve tregua ma clima fresco e tempo variabile, con molte nubi al nord, prime precipitazioni sull’arco alpino, schiarite al centro/sud. Mercoledì 23 nel giorno dell’equinozio d’autunno arriverà la nuova perturbazione da nord che provocherà forti piogge e temporali dapprima al centro/nord, poi giovedì 24 anche al centro/sud. Le temperature diminuiranno sensibilmente in tutto il Paese, mercoledì nevicherà sulle Alpi a partire dai 1.400 metri, giovedì sull’Appennino oltre i 2.200 metri. Saranno le prime nevicate stagionali. Le temperature crolleranno fino a +6/+7°C nelle zone interne del centro/nord durante le ore notturne.
Venerdì 25 nuova breve tregua, comunque con clima fresco e variabile, poi nel weekend si accentuerà nuovamente l’instabilità al centro/sud in attesa della possibile nuova perturbazione della prossima settimana, negli ultimi giorni del mese. Ricordate il “sogno a lungo termine” descritto nelle previsioni del 15 settembre scorso? L’ultimo aggiornamento del modello britannico ECMWF conferma la disposizione delle figure bariche favorevole a questa discesa fredda dalla penisola Scandinava all’Italia orientale e meridionale, con temperature in forte calo, maltempo intenso e nevicate stavolta anche a quote inferiori rispetto ai 1.800 metri persino sull’Appennino. Un’ipotesi a lungo termine che in base ai prossimi aggiornamenti potrà essere confermata o smentita, intanto l’autunno avanza e nella settimana dell’equinozio inizierà un vero e proprio show caratterizzato dalle sue componenti climatiche più consone: il fresco, le piogge e i temporali.