L'alta pressione? Non durerà in eterno. Analizzando le linee di tendenza a lungo termine si notano già evidenti segnali di decadenza da parte dell'alta pressione delle Azzorre, in favore di altri e più inquietanti scenari. A dire il vero, a livello probabilistico, le linee di tendenza risultano ancora piuttosto divergenti, sia da modello a modello, sia all'interno delle diverse corse dello stesso modello.
Nonostante la bassa predicibilità, l'elemento che manovra evolutiva che comunque sembra avere una miglior probabilità di successo, pare al momento lo smantellamento della campana anticiclonica sull'Europa. Questo avverrà, secondo il modello inglese, ad opera della possente irruzione di un blocco depressionario direttamente derivato dal vortice polare, in corrispondenza dell'Europa centro-orientale (a partire dal 19-20 marzo).
Secondo il modello americano saranno invece le correnti atlantiche a spazzare le tranquillità anticicloniche. Secondo quest'utlima linea evolutiva, il tutto farà capo ad una nuova pulsazione anticiclonica che andrà a svilupparsi molto ad ovest sull'Atlantico, tanto da lasciar spazio ad una nuova irruzione delle piovose correnti dalla premiata ditta Canada-Islanda (a partire dal 19-21 marzo).
Chi l'avrà vista giusta? Al momento, probabilisticamente parlando, siamo ad un buon 50 e 50, quindi è ancora tutta da capire. Iniziamo col prender buono l'elemento destabilizzante, ovvero il tramonto dell'alta pressione, il nuovo passo di questa primavera, atteso intorno al prossimo week-end. Il resto è ancora tutto da disegnare.
Fonte: meteolive




