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lunedì 30 maggio 2016

Meteo Ponte 2 Giugno: allerta per fenomeni estremi, forte maltempo in tutt’Italia con violenti temporali

Meteo Ponte 2 Giugno – Scatta l’allerta meteo per i prossimi giorni in Italia: dopo il gran caldo di quest’ultimo weekend Maggio, già sostituito da una decisa rinfrescata di origine Atlantica nelle Regioni del Centro/Nord, adesso il mese si concluderà con due giorni variabili, ancora caldi all’estremo Sud, ma caratterizzati dal maltempo al Nord. Poi Giugno inizierà con forte maltempo in tutte le Regioni a causa di spiccata instabilità che provocherà fenomeni meteo estremi, in modo particolare al Centro/Nord ma localmente anche al Sud, soprattutto nelle zone interne. Le temperature diminuiranno rientrando in linea con le medie del periodo su tutte le Regioni, e durante i fenomeni di maltempo più estremi crolleranno ben al di sotto rispetto alla norma stagionale.
mercoledì 1 giugnoQuesta situazione sarà determinata da circostanze sinottiche tipiche della primavera. L’Italia sarà una sorta di “terra di nessuno”, senza anticicloni o veri e propri cicloni a caratterizzare in modo netto e preciso le condizioni meteorologiche. Piuttosto, ci sarà variabilità diffusa con continue alternanze tra schiarite e annuvolamenti che quotidianamente sfoceranno in fenomeni di maltempo anche molto violenti.

giovedì 2 giugno
I contrasti termici tipici del periodo, infatti, forniranno ulteriore energia ai sistemi temporaleschi che nasceranno come funghi in modo particolare durante le ore pomeridiane delle giornate. Ecco perchè scatta l’allerta per il lungo Ponte del 2 Giugno, la Festa della Repubblica che quest’anno è delle festività più attese perchè durerà quasi una settimana con il “Ponte” di venerdì 3, quindi da giovedì 2 fino a domenica 5.

sabato 4 giugno
Saranno tutte giornate perturbate, soprattutto nelle ore pomeridiane e nelle Regioni del Centro/Nord. Attenzione, quindi, ad organizzare eventi e attività all’aperto in un contesto molto pericoloso. Quanto accaduto negli ultimi giorni in Europa si ripeterà in gran parte del Continente, e stavolta anche in Italia. I fenomeni estremi hanno già iniziato a colpire il Nord nelle ultime ore, ed è stato solo l’inizio…

Fonte: meteoweb

giovedì 15 ottobre 2015

Allerta Meteo, domani piogge alluvionali nel Salento: previsioni estreme

Allerta Meteo: domani ancora forte maltempo al Sud, fenomeni estremi in Puglia

Il maltempo che sta colpendo l’Italia si intensificherà ulteriormente nelle prossime ore: violenti temporali colpiranno le Regioni meridionali tra oggi pomeriggio e domani pomeriggio, con violenti nubifragi soprattutto in Puglia. Proprio la Puglia, infatti, sarà la Regione più colpita nella giornata di domani, venerdì 16 ottobre 2015, con violenti temporali nel Salento. Attese piogge alluvionali soprattutto tra le province di Brindisi, Taranto e Lecce. Il maltempo insisterà anche su Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia, con forti temporali nelle zone joniche di Calabria e Sicilia, in modo particolare tra le Province di Reggio Calabria, Messina, Catania e Siracusa. Attenzione anche alle piogge intense nelle Regioni del Nord. 
Fonte: meteoweb

venerdì 7 agosto 2015

Allerta Meteo, brusco stop dell’estate la prossima settimana: goccia fredda al Sud, temporali estremi

Allerta Meteo per i prossimi giorni: instabilità per tutto il weekend, poi il transito di una goccia fredda sulle Regioni meridionali provocherà fenomeni meteo estremi che potranno diventare devastanti a causa dei contrasti termici.

Continua ad aumentare il caldo di questi giorni al centro/nord Italia, in attesa dei picchi estremi di venerdì 7 e sabato 8 agosto: nelle ore più calde della giornata odierna la colonnina di mercurio ha raggiunto +39°C ad Empoli e Guidonia, +38°C a Carpi e Prato, +37°C a Torino, Firenze, Venezia, Mantova, Terni, Grosseto, Trieste e Parma, +36°C a Roma, Milano, Bologna, Bolzano, Arezzo, Modena, Padova, Verona, Siena, Frosinone, Viterbo, Monza, Piacenza, Novara e Vicenza, +35°C a Pisa, Perugia, Cremona, Lodi, Ferrara, Trento, Biella e Bergamo.
calabriaSituazione completamente differente al Sud e soprattutto in Calabria dove si stanno verificando violenti temporali (picchi di 70mmdi pioggia nel reggino) con nubifragi e allagamenti. Ancora soltanto un assaggio rispetto ai fenomeni meteo estremi che ci attendono nei prossimi giorni. Infatti travenerdì 7sabato 8 e domenica 9 avremo ancora instabilità diffusa e accentuata in modo particolare nelle ore pomeridiane e serali in tutto il Sud ma anche sulle Alpi, soprattutto nel weekend con violenti temporali in estensione sulla pianura Padana occidentale tra Piemonte e Lombardia.
sera martedì 11 agostoLa prossima settimana, poi, una goccia fredda molto pericolosa attraverserà l’Italia da nord verso sud, scorrendo proprio sulle caldissime acque del Mediterraneo che superano i +30°C proprio come i mari tropicali. Sarà una settimana con fenomeni di maltempo estremo soprattutto tra martedì 11mercoledì 12 agosto; tra Sicilia, Campania e Calabria si verificheranno gli eventi più estremi non solo con piogge torrenziali e forti temporali, ma anche con possibili intense grandinate e diverse trombe d’aria. Attenzione agli eventi più violenti che potranno determinare nuovi eventi disastrosi come quelli che purtroppo nelle ultime settimane hanno già mietuto numerose vittime e danni ingenti in molte aree del territorio italiano.
Fonte: meteoweb

giovedì 6 agosto 2015

Allerta Meteo, pericolosissima goccia fredda in arrivo: altri fenomeni estremi nei prossimi giorni

Sta aumentando in queste ore il caldo sull’Italia: nella giornata di oggi, mercoledì 5 agosto, le temperature hanno raggiunto i +38°C a Mantova, Empoli e Guidonia, +37°C a Roma, Grosseto, Siena e Terni, +36°C a Firenze, Viterbo, Perugia e Bolzano. Nei prossimi giorni farà ancora più caldo, confermati per venerdì 7 agosto i picchi di oltre +40°C nelle zone interne del centro/nord, con punte di +42°C. Il caldo continuerà anche nel weekend e la prossima settimana, le temperature rimarranno superiori rispetto alle medie del periodo, ma in lieve calo rispetto ai picchi di venerdì.
06Ma se le temperature al suolo diminuiranno soltanto di pochi gradi, in quota avremo infiltrazioni più fredde che determineranno un’intensificazione non indifferente dei fenomeni meteo estremi. Una goccia fredda in quota si insinuerà dal nord Atlantico verso il Sud proprio nel weekend, alimentando fenomeni di forte maltempo in tutto il Paese (vedi mappe a corredo dell’articolo). Proprio sabato 8 e domenica 9 agosto avremo violenti temporali soprattutto nelle ore pomeridiane e serali. I fenomeni più estremi si verificheranno sull’Appennino meridionale e al nord, dove tra sabato e domenica ci saranno temporali molto forti con sconfinamenti fin in pianura Padana. Il maltempo insisterà anche la prossima settimana, con instabilità diffusa in gran parte del Paese.
storm shelf 03Non è una vera e propria perturbazione, ma si tratta di fenomeni d’instabilità tipicamente estivi come quelli che nelle ultime settimane hanno già provocato numerosi eventi estremi come il tornado di categoria F4 sulla Scala Fujita lo scorso 8 luglio, il downburst di sabato 1 agosto a Firenze, la bomba d’acqua della scorsa notte sulle Dolomiti o i tanti altri forti temporali di luglio lungo l’Italia, in un’estate dal clima sempre più tropicale.
Fonte: meteoweb

giovedì 23 luglio 2015

Allerta Meteo, il peggio del caldo è passato. Adesso 4 giorni di fenomeni estremi, massima attenzione

Allerta Meteo, oggi è stata la giornata più calda dell’anno: raggiunti i +40°C in molte località di nord, centro e sud, adesso attenzione a fenomeni di maltempo estremo.

Il peggio del caldo è passato, anche se le temperature rimarranno ancora elevate anche nei prossimi giorni senza però raggiungere i picchi estremi di oggi. Mercoledì 22 luglio, a meno di clamorose ondate di calore nel mese di agosto, rimarrà la giornata più calda di tutto l’anno 2015: oggi tantissime città hanno raggiunto i +40°C al nord, al centro e al sud con valori infuocati sulla pianura Padana orientale, tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. A raggiungere i +40°C, tra le altre città, anche Verona, Mantova, Udine e Carpi, mentre Padova s’è fermata a +39°C come Firenze, Siena, Benevento, Taranto, Orvieto, Foggia e Ferrara. A +38°C sono arrivate Bologna, Trento, Cosenza, Imola, Empoli, Vicenza, Novara, Cerignola e Guidonia mentre Roma e Perugia hanno raggiunto i +37°C.
imagesUn caldo intenso e diffuso a tutto il Paese, che però adesso ha raggiunto il suo apice. I primi violenti fenomeni temporaleschi hanno colpito varie località dell’Italia, dapprima in Sardegna con un violento nubifragio suCagliari e piogge sparse su tutto il settore orientale dell’isola, poi anche la Calabria aCosenza, le zone interne della Sicilia e l’arco alpino. Ma i fenomeni temporaleschi più intensi della giornata sono stati nell’Italia centrale, tra Toscana, Umbria, Lazio e Abruzzo, dove si sono verificate grandinate, trombe d’aria e bombe d’acqua che hanno fatto crollare clamorosamente le temperature di molti gradi in pochi minuti. Qui i dati:
EUMETSAT_MSG_RGB-12-12-9i-segment14I forti temporali hanno provocato localmente danni e disagi per gli allagamenti, il forte vento e la grandine che in molte località è caduta copiosa. Pioggia anche a Perugia e aFirenze, colpita da un veloce ma intenso diluvio in serata. Eloquenti le immagini dei video provenienti dalle varie località colpite dal maltempo.

Allerta Meteo: da giovedì 23 a domenica 26, 4 giorni di fenomeni meteo estremi

giovedì 23Adesso avremo 4 giorni di fenomeni meteo estremi: forti temporali che localmente potranno essere di potenza distruttiva, con trombe d’aria e grandinate. L’incubo di quanto accaduto l’8 luglio nella Riviera del Brenta è ancora vivo e la paura che si ripeta è grande. Dopo l’eccezionale caldo di questo luglio, con i mari bollenti tutt’intorno la Penisola, sussistono tutte le condizioni affinchè possano verificarsi nuovi eventi devastanti. Giovedì 23 (vedi mappa accanto) i fenomeni più forti colpiranno Campania e Sicilia, in modo particolare le zone interne della Campania meridionale e la Sicilia nord/orientale, tra le province di Messina e Catania.
venerdì 24Anche venerdì 24 luglio i fenomeni più intensi interesseranno la Sicilia orientale e la Campania, ma saranno colpiti anche il Centro e il Nord con forti temporali tra Svizzera, Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia, e al Centro tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. Attenzione ai temporali anche in Sardegna. Si tratta di fenomeni prevalentemente pomeridiani, il cui “clou” sarà appunto tra le ore 13:00 e le ore 19:00, mentre in mattinata saranno più ampie le schiarite.
sabato 25Sabato 25 luglio i temporali si estenderanno più verso la pianura Padana al nord, soprattutto in Piemonte, ma anche in Lombardia e in Trentino Alto Adige, con locali grandinate e possibili fenomeni vorticosi. Al centro/sud ancora forti temporali soprattutto nella Sicilia orientale e nell’Appennino campano-lucano-calabro, intorno a Pollino e Orsomarso.
domenica 26Infine domenica 26 luglio avremo qualche schiarita in più al Sud e fenomeni più intensi al centro/nord, soprattutto nel settentrione con grandinate e trombe d’aria possibili in pianura Padana dove le temperature diminuiranno di diversi gradi.

mercoledì 22 luglio 2015

Allerta Meteo, arrivano i fenomeni estremi: forte maltempo da domani, ecco le zone a rischio

Ultimi giorni di caldo, il terribile anticiclone che ormai da oltre tre settimane mantiene l’Italia in un’asfissiante fornace caldissima inizia a perdere colpi. Oggi pomeriggio nelle zone interne di alcune Regioni (Sardegna, area alpina e Appennino centrale) i primi temporali dovuti all’instabilità pomeridiana. Nei prossimi giorni questo maltempo si intensificherà, già a partire da domani, mercoledì 22 luglio. I fenomeni più estremi si verificheranno giovedì 23, in modo particolare al centro/sud in Campania e Sicilia nord/orientale. Ma anche venerdì e sabato insisterà il maltempo.
tornadoPoi tra domenica 26 e lunedì 27 le temperature diminuiranno di oltre 10°C in tutt’Italia portandosi così sotto le medie del periodo; non mancherà il maltempo con forti fenomeni perturbati in modo particolare al centro/nord. La pianura Padana sarà interessata da eventi vorticosi, il rischio è che si ripetano distruttivi tornado come quello che l’8 luglio ha devastato la riviera del Brenta. Ancora una volta le zone più a rischio sono quelle del nord/est, e il Veneto in modo particolare. Massima attenzione: viviamo in un clima sempre più “movimentato” con sbalzi pazzeschi da un estremo all’altro, alla faccia di quel sano equilibrio delle estati mediterranee ormai perdute nella realtà di altri tempi. 
Fonte: meteoweb

venerdì 10 luglio 2015

L’origine dei tornado: ecco perché anche l’Italia rischia fenomeni violenti come quelli che colpiscono gli USA

Il tornado è costituito da un grande vortice d’aria in violenta rotazione in contatto con il terreno, che scende da un cumulonembo ed è quasi sempre osservabile come una nube a imbuto, chiamata anche proboscide. Nella maggior parte dei casi i tornado vengono preceduti dalla formazione, lungo la base scura dei Cumulonembi (che deve essere molto bassa), della cosiddetta “nube ad imbuto” che comincia ad attorcigliarsi su se stessa cominciando a scivolare verso il suolo.
tornado venezia 8 luglio 2015 (2)Ma erroneamente a quanto si pensa la“nube ad imbuto” non è il tornado, ma rappresenta solo una manifestazione che precede la sua formazione. Inoltre non tutti i tornado osservati nelle grandi pianure statunitensi sono stati preceduti dalla “nube ad imbuto”, in genere ciò capita quando nei bassi strati l’aria non è molto umida. In questi casi la tromba d’aria avrà vita breve e si estinguerà rapidamente. Il tornado una volta toccato il terreno di solito tende a crescere di volume spostandosi lungo una direttrice che sovente coincide con la traiettoria del sistema temporalesco che lo ha generato. Bisogna sottolineare, a scalzo di equivoci, che il tornado è una nube a tutti gli effetti, costituita da piccolissime goccioline d’acqua. L’aria calda e umida viene risucchiata dalla parte inferiore del vortice.
tornado venezia 8 luglio 2015 (6)Dentro il tornado la pressione è molto bassa, perciò l’aria appena entrata nell’imbuto si espande, tale espansione provoca il rapido raffreddamento e la condensazione. Inoltre la condensazione libera del calore latente che contribuisce al mantenimento del vuoto all’interno della tromba che tiene in vita il gigantesco vortice. A dimostrazione del fatto che i “Tornadoes” sono nubi coniche e non vanno confuse con le nubi di detriti, dette anche “debris cloud”, che si originano dopo che il tornado ha toccato terra, percorrendo diversi chilometri sulla terra ferma, dove risucchia ogni tipo di materiale, detriti e oggetto incontrato nel suo cammino. Riguardo la loro origine e formazione possiamo dire che i tornado possono originarsi in qualsiasi tipo di sistema temporalesco, che sia una grande“Cella” isolata, una “Squall line” che si muove lungo il settore pre-frontale (da SO e S-SO nel nostro emisfero) davanti un fronte freddo, o una “Multicella” o una ben più organizzata e potente “Supercella”, come quelle che periodicamente si formano sopra le grandi praterie statunitensi lungo la linea di demarcazione fra l’aria calda e umida sub-tropicale, che sale dal golfo del Messico, con quella più fredda e secca d’estrazione canadese, mentre in quota scorre il ramo principale della “Jet Stream“ con i relativi “Jet Streak“ (le aree di massime velocità della “corrente a getto“).
Proprio lungo la parte anteriore delle “Supercelle” giovani, caratterizzate da forti“Updrafts”, è più agevole avere la formazione di un tornado, che nella maggior parte dei casi va a localizzarsi sotto la “wall cloud”. Ma tornado anche particolarmente pericolosi si possono sviluppare dentro l’area precipitativa, dove non compare la “wall cloud”. Questi sono purtroppo quelli più distruttivi perché vengono nascosti dal muro delle precipitazioni e per questo motivo e difficile poter stabilire la loro traiettoria. Negli USA, specie tra Oklahoma, nord Texas, Kansas, Nebraska, nord Alabama, Arkansas, Indiana, Tennessee, questo tipo di tornado confusi fra le precipitazioni e le grandinate hanno causato ingentissimi danni e tante vittime per la loro imprevedibilità. In presenza di una “wall cloud“, sono probabili tornado molto violenti che possono toccare il grado F4-F5 della scala Fujita causando enormi danni.
La comparsa di un tornado inizia con la formazione di un “funnel cloud” dalla base della nube a parete. I “funnel cloud” più grossi possono apparire come un cono diffuso che prende la forma di V e si invortica su se stesso procedendo verso la terra ferma. In questi casi l’eventuale contatto con il terreno potrà essere verificato con l’insorgenza della “debris cloud”, la nube di polvere e detriti, che ci indicherà che il cono ha toccato il suolo originando cosi il tornado. I tornado si possono formare con una certa frequenza, oltre che nelle pianure centrali degli USA, dove spesso diventano molto grossi e potenzialmente dannosi per il verificarsi delle condizioni appena elencate, anche sulla Pampa argentina, nell’Australia sud-orientale, lungo le coste giapponesi, nel sud della Cina e sulle coste dell’Africa occidentale, oltre che su buona parte dei bassopiani della Mitteleuropa e più raramente in estate nelle pianure sarmatiche.

Grosso tornado su Seymour, in Texas

Tornado di una certa importanza però si possono formare anche in Europa e in Italia; ecco i precedenti più tragici

Sfatiamo un tabù. Anche in Europa e sul territorio italiano possono originarsi dei tornado di piccoli dimensioni, cugini dei grandi vortici nord-americani. Gran parte delle grandi trombe d’aria e dei tornado che si formano in Europa e in Italia non vengono accompagnate dalla “wall cloud”. La mancanza della “wall cloud” sta ad indicarci che l’intensità del fenomeno vorticoso è solitamente medio bassa, fra i F-1 F-2 della Fujita, ma ciò non toglie che non possa fare danni. In Italia la stragrande maggioranza delle trombe d’aria che si osservano sono originate da “Shelf Cloud” molto attive e ben formate. In questi casi il moto rotatorio che forma la tromba d’aria viene innescato dal“Downdraft”associato alla precipitazione. In genere se il “Downdraft” annesso non ha intensità omogenea lungo tutta la “Shelf Cloud” essa può subire una inclinazione o addirittura una frattura per la diversa spinta da esso generato. L’inclinazione della “Shelf Cloud” può essere cosi spinta che una parte di essa può arrivare a toccare il suolo formando una tromba d’aria.

Lo spettacolare vortice osservato sulla laguna di Venezia
L’evoluzione del fenomeno è cosi rapida che sovente si osserva la tromba d’aria già formata e sviluppata. In queste situazioni molto difficilmente si possono originare dei tornado paragonabili con quelli che colpiscono con una certa frequenza le pianure centrali degli USA e la Pampa argentina. Eppure anche in Italia, come in Europa, abbiamo avuto dei precedenti davvero tragici nella storia, per il passaggio di devastanti tornado che percorrendo oltre 70-80 km (come i tornado negli USA) hanno cagionato un gran numero di morti e feriti. Il primato spetta al tornado che si è abbattuto sulla provincia di Treviso il 24 Luglio del 1930. Il tornado, per alcuni classificato un F-4 F-5, danneggiò il paese e la chiesa del comune di Volpago del Montello proseguendo poi per il trevigiano, dove cagionò la morte di almeno 23 persone. L’11 Settembre 1970 un grosso tornado, sviluppato a ridosso dei colli Eugani, attraverso tutto il Veneto orientale, spostandosi verso il padovano e la laguna di Venezia, interessando la città prima di esaurirsi nel litorale del Cavallino lasciandosi alle spalle ben 36 vittime, un bilancio davvero pesantissimo. Secondo la stima dei danni si calcolo che il tornado raggiunse una intensità pari a un F-4, evento più unico che raro per il nostro paese. Quello che ieri ha devastato le campagne del veneziano, un probabile F-3 “Fujita”, fa parte di questa lista che nei prossimi anni sembra destinata ad allargarsi ulteriormente, visto il continuo ripetersi di eventi meteorologici estremi lungo il bacino del mar Mediterraneo.
Fonte: meteoweb

giovedì 9 luglio 2015

Allerta Meteo, il maltempo si sposta al centro/sud. Ecco l’avviso di “fenomeni estremi” di ESTOFEX

Un’allerta livello 1 è stata diramata per la Russia occidentale, l’Ucraina centrale e la Romania centrale principalmente per grandine grossa, e violente raffiche di vento e locali temporali di forte intensità. Inoltre l’allerta livello 1 è stata diramata anche per l’Italia centromeridionale e i Balcani occidentali, principalmente per grandine grossa, violente raffiche di vento e locali temporali di forte intensità.” Questo il bollettino Estofexvalido da questa mattina alle 08:00 fino alla stessa ora di domani.
Nell’Europa meridionale, un fronte freddo si è spostato sul Mediterraneo sudoccidentale, i Balcani centrali e la Russia occidentale. Sul nord Italia è rimasta aria calda e umida, dovuta alla ciclogenesi a sud delle Alpi. I venti di Bora presenti sul Mar Adriatico, rimpiazzeranno l’aria umida dal nordest durante le prossime ore. Il fulcro dell’attività convettiva sarà l’aria umida residua sull’Italia centromeridionale mentre il fronte freddo di sposta ad est su Ucraina e Russia occidentale.
E’ possibile la formazione di multicelle e di isolate supercelle. Il rischio è più basso rispetto a mercoledì, ma sono comunque attese grandinate e forti raffiche di vento. Inoltre, piogge torrenziali non possono essere escluse localmente.
Fonte: meteoweb

giovedì 22 gennaio 2015

Allerta Meteo: il ciclone risale l’Italia, fenomeni estremi in tutto il centro/sud

Sta risalendo l’estremo Sud verso l’Italia peninsulare il violento ciclone che stamattina ha già provocato fenomeni meteo estremi in Sicilia, con raffiche di vento da uragano (fino a 140km/h nel catanese), grandinate pazzesche e piogge torrenziali con picchi di 80mmnelle zone più colpite. I fenomeni temporaleschi hanno poi raggiunto lo Stretto di Messina nel primo pomeriggio, e adesso stanno risalendo la Calabria meridionale. Massima allerta per il pomeriggio/sera su tutto il centro/sud; il maltempo insisterà anche domani, venerdì 23 gennaio, su tutto il centro/sud quando il vortice ciclonico sarà posizionato nel basso Tirreno, e persino sabato mattina gli ultimi fenomeni residui interesseranno Puglia, Calabria e Sicilia. Massima allerta per possibili nubifragi, grandinate e persino trombe d’aria. 
Fonte: meteoweb

martedì 11 novembre 2014

Allerta Meteo: pericolosi “mostri” temporaleschi al Sud, fenomeni estremi nel pomeriggio/sera

La nuova ondata di maltempo sta per abbattersi anche all’estremo Sud d’Italia: forti temporali stanno colpendo la Sardegna con picchi di 100mm giornalieri accumulati sul versante orientale del Gennargentu. al Sud i cieli sono coperti e soffia un forte vento di scirocco, ma con temperature miti: +23°C a Lampedusa +22°Ca Siracusa, +21°C a Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Lamezia Terme e Trapani, +20°C a Catania, Lecce, Messina, Latina e Fiumicino. Lo scirocco ha raggiunto gli 80km/h nel Canale di Sicilia, tra Linosa e Lampedusa, le isole Pelagie.
ImmagineForti temporali stanno colpendo la Sardegna orientale e il mar Mediterraneo tra le due isole maggiori, nelle prossime ore si formeranno due MCS, cioè due multicelle temporalesche ossia due aggregati di celle temporalesche autonome, ma che presentano stadi di maturità differenti fra loro presentando sempre più le caratteristiche di un“Cluster”, cioè di un sistema temporalesco a mesoscala alimentato da una“embeded convection” che determinerà fenomeni molto estremi. Il primo rimarrà in mare aperto risalendo il Tirreno fin verso Lazio e Campania, dove arriverà sui litorali in tarda serata. Il secondo attraverserà la Sicilia, raggiungerà lo Stretto nel primo pomeriggio e poi risalirà tutta la Calabria nelle ore pomeridiane, con forti temporali nel mar Jonio giungendo in tarda sera nel golfo di Taranto tra Puglia e Basilicata. In questo contesto, con forti venti di scirocco, è alto il rischio che si possano formare nuove trombe d’aria (o tornado che dir si voglia; i termini sono sinonimi) e violenti temporali con grandinate intense. Attenzione, quindi, alle prossime 18 ore caratterizzate da forte maltempo sulle Regioni meridionali.
Fonte: meteoweb

venerdì 17 ottobre 2014

Allerta Meteo: violento peggioramento tra 22 e 25 ottobre, alto rischio di altri fenomeni estrem

Clamorosa svolta nella tendenza meteorologica per il mese di ottobre: al contrario di quanto poteva sembrare in base ai precedenti aggiornamenti, e quindi di quanto avevamo scritto fino a ieri anche su MeteoWeb, il mese non scorrerà via liscio con un mite e gradevole anticiclone. E’ vero ed è confermata la risalita di una nuova alta pressione SubTropicalesull’Europa centrale nei prossimi giorni: raggiungerà i suoi picchi massimi sull’Italia tradomenica 19 e lunedì 20. Ci sarà bel tempo, ma senza caldo eccessivo. Sarà, anzi, un anticiclone autunnale, con tante nebbie e foschie ai bassi strati e con temperature decisamente fresche nelle ore serali e notturne.
allerta  (4)Attenzione, però, alla prossima settimana. Un brusco peggioramento arriverà sull’Italia damercoledì 22 ottobre e durerà fino a sabato 25. L’Europa centro/orientale vivrà il primo tipico peggioramento stagionale proprio nei giorni successivi all’arrivo nel continente dell’uragano Gonzalo, che condizionerà l’evoluzione della prossima settimana in tutto il continente. Tra Balcani, Polonia, Germania, Repubblica Ceca, Austria e Slovenia ci sarà forte maltempo, freddo e abbondanti nevicate fino a quote medio/basse. Sull’Italia il peggioramento porterà forte maltempo, soprattutto al centro/sud, con temperature che caleranno senza però particolari eccessi di freddo, rientrando appena in linea con le medie del periodo.
allerta  (1)E’ alto il rischio di altri fenomeni estremi, dopo quelli catastrofici che nei giorni scorsi hanno provocato 4 vittime in varie aree del centro/nord Italia (Genova, Maremma e Friuli Venezia Giulia) e danni per centinaia di milioni di euro in zone ben più vaste, basti pensare al basso Piemonte e a Parma. Stavolta nel mirino del maltempo più estremo ci dovrebbe essere il centro/sud, colpito in pieno da questo nuovo ciclone alimentato in fase di partenza proprio dalla spinta dell’uragano Gonzalo. Le carte meteo stanno iniziando adesso a leggere bene l’arrivo in Europa di questa violenta tempesta oceanica, e le sue conseguenze che si faranno quindi sentire anche nel Mediterraneo e in Italia. Nei prossimi giorni sarà possibile entrare nel dettaglio della previsione, inquadrando bene le zone più colpite e la tempistica del peggioramento. A cui però è bene prepararsi già da adesso.
Fonte: meteoweb

giovedì 18 settembre 2014

Incombe l’autunno e il Mediterraneo si prepara a trasformarsi in una fucina temporalesca, ecco perchè nei prossimi mesi saranno possibili fenomeni meteorologi estremi

Con l’arrivo dell’autunno, in Italia, come nel resto dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, inizia il periodo in cui si possono manifestare eventi meteorologici particolarmente intensi, e capaci di causare enormi criticità e calamità naturali. Difatti, in questo particolare periodo dell’anno, sul finire della stagione calda, le potenzialità energetiche presenti in atmosfera sono molto elevate e possono favorire la manifestazione di fenomeni atmosferici particolarmente violenti, capaci di cagionare molti danni. In questo caso l’enorme energia potenziale che si accumula nell’atmosfera è rappresentata, principalmente, dalla presenza di mari ancora molto caldi che con il loro calore latente contribuiscono a fornire ingentissimi quantitativi di umidità alle masse d’aria che vi scorrono sopra. Tutto questo calore latente accumulato da questi bacini nel periodo estivo verrà poi gradualmente rilasciato durante l’autunno e la stagione invernale, trasferendo cosi alle masse d’aria sovrastanti una maggior quantità di calore che oltre a far innalzare le temperature dell’aria nei bassi strati contribuirà ad apportare una maggior quantità di vapore acqueo nell’atmosfera che a sua volta determina un incremento dei “carichi precipitativi” nei periodi di instabilità atmosferica, al primo affondo perturbato verso il “mare Nostrum“ (saccature in quota, CUT-OFF, gocce fredde), allorquando l’umido flusso zonale oceanico si abbassa di latitudine.
IMG_1706Un mare ancora caldo, inoltre, è in grado di alimentare e irrobustire i fronti perturbati di origine nord atlantica e nord-africana, fornendo una maggior quantità di calore latente che funge da carburante per lo scoppio dell’attività convettiva, favorendo così lo sviluppo di grossisistemi temporaleschi a mesoscala, MCS, e più complessi sistemi “V-Shaped”, capaci di apportare severe fasi di maltempo, con forti piogge e nubifragi piuttosto intensi, in grado di causare anche dei disastrosi “flash floods”,spesso enfatizzati dall’azione orografica (vedi la Sardegna, la Liguria, l’alta Toscana, le coste campane, la Calabria, la Sicilia) e dal fenomeno dello “stau”. In più la presenza di acque superficiali cosi calde può far scoppiare forti moti convettivi (correnti ascensionali) col solo transito in quota del ramo più meridionale della “getto polare” (inasprimento dello “Shear”del vento in quota) o per deboli infiltrazioni d’aria fresca oceanica o continentale che scorrono lungo il bordo orientale dell’anticiclone delle Azzorre.
Ecco il pericoloso "V-Shaped" che punta le isole Ionie e la Grecia nord-occidentale dove appare elevato il rischio di fenomeni estremi
Ecco il pericoloso “V-Shaped” che punta le isole Ionie e la Grecia nord-occidentale dove appare elevato il rischio di fenomeni estremi
Queste, assieme alle gocce fredde in quota e ai“CUT-OFF” (circolazioni depressionarie a carattere chiuso strutturate in quota con un nucleo di aria fredda), sono le figure bariche ideali per sfornare i tanto temuti “temporali marittimi”, autentiche “torri di vapore” di oltre i 10-12 km di altezza, che prendono il loro sviluppo dall’immensa quantità di calore latente fornita dalla calda superficie marina. Alcuni di questi sistemi temporaleschi, sfruttando le enormi quantità di calore latente sprigionate dal mare, espandendosi su ampi spazi di mare ancora caldi, possono anche evolversi in insidiose ciclogenesi dalle caratteristiche tropicali, meglio note con la sigla di “TLC”,caratterizzati da una intensa attività convettiva centrale (attorno il minimo barico) e da grande “barotropicità”, tipica delle perturbazioni tropicali, al contrario delle depressioni extratropicali delle medie latitudini che sono caratterizzata da “baroclinicità”. Questi profondi vortici ciclonici tropicali mediterranei si formano molto spesso nella stagione autunnale (alle volte neanche i modelli matematici riescono ad inquadrare bene il loro sviluppo visto la rapida velocità con cui scoppia la convenzione attorno il sistema depressionario), fra Agosto e il mese di Gennaio, nel periodo dell’anno in cui le temperature delle acque superficiali dei mari mediterranei raggiungono i massimi valori, anche con picchi di+26°C +27°C su tratti del mar Libico e del basso Mediterraneo. Ma le situazioni peggiori si verificano anche quando il Mediterraneo viene invaso da ampi e caldi flussi di aria sub-tropicale continentale, che dall’entroterra desertico algerino e libico si spingono verso la Francia meridionale e l’Italia settentrionale.
mappa temporaliDifatti, le masse d’aria sub-tropicali continentali, essendo in origine molto calde e secche, date le origini desertiche, una volta passate sopra le calde acque superficiali del “mare Nostrum” tendono notevolmente ad umidificarsi, raccogliendo enormi quantitativi di umidità (le masse d’aria più calde possono assorbire maggiori quantità di umidità rispetto all’aria più temperata) che viene poi di botto scaricata, sotto forma di intense precipitazioni, sulle nostre regioni centro-settentrionali, ed in particolare sui settori pedemontani di Liguria, Toscana, particolarmente aperti ai flussi caldo umidi che risalgono dal basso Mediterraneo. In determinate situazioni sinottiche tutta quest’umidità raccolta, fra Tirreno e Adriatico, in presenza di flussi “baroclini” dai quadranti meridionali collegati ad una ben strutturata circolazione depressionaria fra Spagna e golfo del Leone, può portare piogge diffuse e intense che possono mettere sott’acqua l’intero centro-nord, anche con fenomeni temporaleschi particolarmente violenti. Già nelle prossime settimane, col transito delle prime perturbazioni, il Mediterraneo diverrà sede di una vivace attività convettiva che potrà favorire la formazione di manifestazioni temporalesche molto intense, e purtroppo in grado di cagionare danni e disagi nelle aree direttamente interessate.
Fonte: meteoweb