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venerdì 5 febbraio 2016

Previsioni Meteo, anticiclone addio: arrivano le grandi piogge, ma senza freddo

Arrivano le grandi piogge sull’Italia: si spalanca la porta dell’oceano Atlantico che spingerà nel cuore del Mediterraneo numerose perturbazioni provenienti dall’oceano. L’evoluzione del mese di febbraio cambierà marcia nei prossimi giorni: prepariamoci a salutare l’anticiclone, stavolta con un vero e proprio “addio”. Non è una brutta notizia: si concluderanno in poco tempo le grandi emergenze che stanno attanagliando gran parte del Paese, prima di tutto la siccità ma anche lo smog e infine gli incendi che stanno flagellando il nord/ovest. Il maltempo in arrivo, però, non sarà accompagnato dal freddo: solo un po’ di fresco, temperature comunque qualche grado superiori alle medie del periodo e nevicate soltanto in montagna, ad alta quota sui rilievi. Ma andiamo con ordine.
domaniIn queste ore si sta concludendo al Sud la veloce sfuriata fredda e perturbata di cui abbiamo a lungo parlato negli ultimi due giorni. Forti venti, piogge e nevicate a bassa quota che però si esauriranno già nella sera/notte. Domani, venerdì 5 febbraio, sarà una giornata di bel tempo in tutto il Paese: sole pieno ovunque, qualche nube al nord e in Sardegna ma senza precipitazioni. Le temperature saranno ancora fredde nelle Regioni Adriatiche al Sud, ma decisamente miti al Nord/Ovest e nelle Regioni centrali tirreniche. In Puglia, Bari, Lecce e Brindisi faranno fatica a superare i +10°C mentre tra Piemonte e Liguria la colonnina di mercurio arriverà a lambire i +20°C.
sabato seraLa situazione cambierà drasticamente nel weekend: arriverà dall’oceano Atlantico il primo serio peggioramento della stagione. Quello che poi si rivelerà il primo di una lunga serie. Intanto peròsabato 6 splenderà il sole in quasi tutt’Italia, soltanto nel pomeriggio/sera si addenseranno le prime precipitazioni al nord/ovest, deboli, a causa delle correnti umide meridionali. La perturbazione atlantica sarà ancora lontana e colpirà le isole Britanniche, la Francia nord/occidentale, il Portogallo e la Spagna settentrionale con nubifragi in Galizia.
piogge domenicaLa perturbazione arriverà sull’Italia domenica 7 febbraio. Sarà la prima vera giornata di forte maltempo nel nostro Paese dopo molti mesi. Una vera e propria tempesta: soffieranno forti venti meridionali in tutte le Regioni, con raffiche di oltre 100km/h. Il fronte perturbato avanzerà da nord/ovest verso sud/est determinando forti temporali, a partire dal Nord e dalla Sardegna. Le precipitazioni più intense interesseranno il versante italiano dell’arco alpino, con piogge torrenziali su Lombardia, Trentino e Veneto. Da domenica sera (fino a lunedì mattina) diluvierà anche in Friuli Venezia Giulia, che sarà la Regione più colpita con oltre 200mm di pioggia.
notte tra domenica e lunedìForte maltempo anche nelle Regioni tirreniche, a partire dalla Liguria e poi in Toscana, Lazio e nella notte tra domenica e lunedì anche in Campania. Stavolta le Regioni meno colpite dal maltempo saranno quelle Adriatiche. Intanto però tra domenica sera e lunedì mattina la perturbazione scivolerà verso Sud, e il maltempo si estenderà alle Regioni meridionali, con forti temporali nel basso Tirreno tra Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.
lunedì mattinaProprio lunedì mattina, infatti, avremo maltempo diffuso in tutto il Sud, mentre al nord/ovest tornerà a splendere il sole e al nord/est si verificheranno le ultime residue (ma intense) precipitazioni. In 18-24 ore cadrà un grande carico di pioggia che libererà l’Italia dall’emergenza smog, incendi e siccità. Non sarà, però, un peggioramento a tutti gli effetti invernale. Più che altro sembrerà autunno. Le temperature, infatti, rimarranno elevate.
Rtavn782Infatti la neve cadrà – seppur abbondante – soltanto ad alta quota. Sulle Alpi sarà la più grande nevicata della stagione, ma la quota neve non scenderà sotto i 1.000 metri neanche nella fase più fredda, tra domenica sera e lunedì mattina al nord/ovest. In linea di massima nevicherà oltre i 1.200/1.300 metri di altitudine, seppur in modo copioso con accumuli di oltre un metro di neve fresca tra Lombardia, Trentino e Veneto. Ancora più alta la quota neve sull’Appennino, superiore ai 1.500 metri ovunque, localmente addirittura di oltre 1.700/1.800 metri, anche se lunedì le temperature si abbasseranno di qualche grado con possibili fioccate fino a 1.300 metri nella fase finale della perturbazione. Parliamo comunque di quote elevate, tipiche più dell’autunno che dell’inverno.
MS_946_ensNei giorni successivi, per tutta la prossima settimana e anche dopo metà mese, si alterneranno nuove perturbazioni provenienti dall’oceano Atlantico, molto simili a quella di domenica, con brevi pause di sole. Le temperature si manterranno di qualche grado al di sopra delle medie del periodo, ma le precipitazioni saranno abbondanti e insistenti. Si apre una nuova fase della stagione: il freddo rimane grande assente, ma il ritorno della pioggia consente di tirare un sospiro di sollievo per le tante situazioni di criticità dovute proprio alla prolungata siccità.
Fonte: meteoweb

venerdì 8 gennaio 2016

Previsioni Meteo, ulteriori conferme: niente freddo né neve, forti sbalzi termici per il caldo anomalo

Previsioni Meteo: gli aggiornamenti serali di GFS ed ECMWF confermano quanto avevamo già scritto in mattinata. Nessuna “svolta invernale” all’orizzonte

Niente da fare, l’inverno non decollerà neanche la prossima settimana e arriveremo a ridosso del 20 gennaio con continue anomalie di caldo: nessuna “svolta invernale”, nessun cambiamento significativo né nella situazione barica continentale, né nella fenomenologia meteorologica sull’Italia. Si alterneranno vampate di calore a brevi sfuriate fresche e perturbate che porteranno la neve soltanto ad alta quota sui rilievi del nostro Paese, poca e per qualche ora prima della vampata calda successiva che la scioglierà tutta.
11 mattinaE’ lo stesso copione che si ripete: dopo la burrasca delle scorse ore, adesso le temperature stanno nuovamente aumentando e nei prossimi giorni farà molto caldo in tutt’Italia nonostante i forti venti di libeccio che soprattutto lunedì 11 gennaio interesseranno il Paese. Intanto già da domani sarà un lungo weekend mite, con punte di oltre +22/+23°C al Centro/Sud. Tra domenica e lunedì picchi di +25°C e oltre, non solo al Sud ma anche nelle Regioni Adriatiche a causa del garbino che determinerà l’effetto foehn lungo la dorsale orientale dell’Appennino, a causa dei forti venti sud/occidentali sull’Italia.
Recm1442Sarà l’ennesima parentesi di gran caldo di quest’inverno decisamente anomalo; tramartedì 12 e mercoledì 13 le temperature diminuiranno nuovamente per un’altra burrasca molto simile a quella delle scorse ore; si potranno verificare altri forti temporali con grandine per i contrasti termici, soprattutto al centro/sud e altre “spruzzate” di neve sui rilievi, ma soltanto a quote di montagna. Nessun freddo né tanto meno gelo, neanche tracce di neve a quote medio/basse. Nei giorni immediatamente successivi seguirà un’altra intensa ondata di caldo che potrebbe persistere fino al weekend successivo, tra sabato 16 e domenica 17 gennaio, addirittura con temperature anche superiori ai +25°C al Sud.
cogne 02L’inverno, quindi, fatica a decollare. Dopotutto, come abbiamo già scritto stamattina, la stagione è ancora molto lunga e di chance per il freddo (quello vero) e la neve a bassa quota ci saranno, numerose, tra fine mese, febbraio e marzo. Nel periodo in cui sempre più spesso l’inverno da’ il meglio di se’. Nonostante le anomalie di caldo della prima parte della stagione, attuali e anche dei prossimi giorni viste le prospettive, la stagione è ancora tutt’altro che compromessa.
Fonte: meteoweb

venerdì 18 dicembre 2015

Previsioni Meteo, continua la pesante siccità al centro-nord e in Sardegna: non piove da 60 giorni

Anticiclone ad oltranza fino a fine anno, poi possibili dei cambiamenti per un abbassamento degli indici “NAO” e “AO”

Ancora siamo lontani dai record stracciati durante il terribile inverno 1989/1990, caratterizzato dal famoso quanto temuto“anticiclone dei 100 giorni”. Ma la situazione non riuscirà a sboccarsi nelle prossime settimane poco ci manca. Già in molte aree del centro-nord Italia, così come in Sardegna, siamo di fronte ad una eccezionale fase siccitosa. Difatti, dopo aver bucato in modo clamoroso Novembre, uno dei mesi più piovosi dell’anno. Dicembre ormai rischia di fare la stessa fine, con l’anticiclone oceanico dinamico ancora protagonista incontrastato dello scenario meteorologico italiano, mentre le piovose perturbazioni atlantiche continueranno a scorrere a latitudini più elevate. Nel frattempo, sul campo, la situazione comincia davvero a divenire critica, e non solo per il ristagno delle polveri sottili (conseguenze della persistenza dell’anticiclone) nei bassi strati, specie sulla pianura Padana. Ma quello che preoccupa maggiormente è proprio la siccità, la mancanza di precipitazioni in quello che dovrebbe essere il periodo più piovoso dell’anno. In alcune città e località del Piemonte e della Lombardia, ad esempio, non si vede una goccia di pioggia da oltre 60 giorni. Nel vercellese, come in alcune zone del torinese e dell’astigiano non piove da ben oltre 65 giorni.
Rtavn541Ancora più drammatica, data la stagione, la situazione riguardante l’innevamento sulle nostre Alpi, completamente spoglie fin dai 2500 metri. Salendo di quota quella poca neve “vecchia” ancora resistente comincia a ritirarsi, mettendo in evidenza la sottostante roccia nuda. Insomma, uno scenario veramente squallido, frutto di una anomalia barica “nostrana” che non accennerà ad esaurirsi nemmeno nel medio termine. Fino al periodo di Natale e alle giornate successive non si assisterà ad alcun vero cambiamento, specie sulle regioni settentrionali, su quelle centrali e sulla Sardegna, quelle più penalizzate dalla persistenza di questo invasivo campo anticiclonico di matrice sub-tropicale che continuerà a mantenere la propria radice calda, sub-tropicale marittima, fra le isole Canarie, il Marocco e la Spagna meridionale.
01La continua risalita di aria molto mite in quota, nella libera atmosfera, nei prossimi giorni contribuirà ad irrobustire ulteriormente la struttura anticiclonica dinamica che dalle Canarie e dalle coste del Marocco si estenderà con la propria“cresta” fino alla Germania e alla Repubblica Ceca, inglobando con il proprio asse principale l’intero bacino centro-occidentale del Mediterraneo, includendo l’Italia e tutti i mari attorno ad essa. Solo in prossimità delle nostre regioni del basso Adriatico e ioniche, così come sull’est della Sicilia, la coperta anticiclonica potrà essere parzialmente erosa da piccole infiltrazioni di aria fredda in quota e di umidità nella media troposfera, per l’inserimento di circolazioni secondarie fredde dai Balcani che, soprattutto nella giornata di sabato, potranno causare anche un po’ di instabilità, con qualche breve precipitazione sparsa fra Puglia, est della Basilicata, bassa Calabria e Sicilia settentrionale.
12348171_10207938026798729_3159680633124364664_nMa purtroppo questa situazione estremamente anomala è destinata a protrarsi ancora a lungo su gran parte del territorio nazionale, con inevitabili conseguenze. Qualche minimo cenno di cambiamento si intravede per il periodo di Capodanno, ma la distanza temporale è tale da rendere del tutto impossibile una linea di tendenza, data la bassissima predicibilità. L’unica nota da poter tenere in considerazione riguarda il temporaneo abbassamento degli indici “NAO” e “AO”, con un conseguente quanto fisiologico rallentamento delle impetuose correnti zonali lungo le medie e alte latitudini. Questo graduale rallentamento delle forti correnti zonali favorirà un incremento dei flussi di calore lungo le medie latitudini, con lo sviluppo di maggiori “forcing” troposferici dinamici fra il nord Pacifico (“wave 1”) e l’Atlantico settentrionale (“wave 2”) potrebbe reagire con un progressivo surriscaldamento, che andrebbe a disturbare lievemente la sua attività.
plot004_f30Questi “forcing” troposferici risalendo di latitudini potrebbero creare dei piccoli disturbi al vortice polare troposferico, intaccandolo nei bassi e medi strati. Il progressivo stiramento del vortice potrebbe determinare, specialmente nell’alta stratosfera, uno schema configurativo a “wave2 pattern”, caratterizzata dallo sviluppo di due ampi promontori anticiclonici, uno sul Pacifico settentrionale (anticiclone delle Aleutine) e l’altro in azione sull’Atlantico settentrionale (anticiclone delle Azzorre). A tali promontori anticiclonici si assoceranno delle saccature che affonderanno in direzione del Canada orientale e del nord-est degli Stati Uniti, la prima, e dell’Europa centro-occidentale, la seconda. In seno a queste saccature si potranno celare delle discese d’aria fredde, dalle latitudini polari, che potrebbero manifestarsi non prima degli ultimi giorni del 2015.
Credit NOAA
Credit NOAA
Ancora è troppo presto per ulteriori dettagli, ma se questo quadro verrà confermato non si può escludere che entro la fine di Dicembre, nuove avvezioni fredde potrebbero puntare in direzione dell’Europa, riportando un clima decisamente più freddo su diverse aree del vecchio continente.
Fonte: meteoweb

sabato 8 marzo 2014

Inverno in Primavera: fine Marzo al freddo e la neve? Potrebbe essere possibile

I modelli matematici proseguono nell’indicare possibile l’avvento di correnti da settentrionali verso l’Europa. Così da giorni si alternano proiezioni che indicano un periodo piuttosto freddo per la fine di Marzo. 
Dopo un Inverno che i Freddofili vorrebbero dimenticare, la Primavera potrebbe essere interessata da alcuni eventi meteorologici tipicamente invernali. Ciò potrebbe essere un paradosso, ma sono tantissimi gli eventi del passato che confermano possibili le invasioni d’aria fredda invernale in Primavera.
La mappa che mettiamo in questo articolo è a ben 360 ore, ed è sicuramente da confermare. Ma l’evoluzione indicata è una vera esclusiva, in quanto in tutto l’inverno non si era ancora vista.
E ci saranno pure 20 gradi in varie città di pianura, ma ciò non significa che dietro l’angolo ci sia già l’estate.
Fonte: freddofili

Nuovo affondo PERTURBATO dopo il 20 marzo?

Dopo il breve intermezzo freddo ed instabile atteso al centro-sud tra il 10 e l'11 marzo, da mercoledì 12 il tempo volgerà al bello su tutto il Paese, grazie ad un sostanziale rinforzo dell'anticiclone delle Azzorre, favorito da una accelerazione delle correnti occidentali alle latitudini europee più settentrionali. 

Tale cintura anticiciclonica dovrebbe reggere almeno sino a quasi tutta la seconda decade di marzo, garantendo tempo stabile e mite sull'Italia. Subito dopo, una frenata della corrente a getto potrebbe determinare un deciso affondo depressionario diretto verso sud, sino a coinvolgere anche il nostro Paese, riportando tempo piovoso e un deciso calo delle temperature. 

Su questo punto però i modelli non sono ancora del tutto convergenti. C'è chi vede il guasto anticipato ma minimizza l'entità del peggioramento, chi lo carica a tal punto da far pensare ad un vero e proprio colpo di coda invernale, chi invece lo lo inserisce in un ambito autunnale, così come è stato un po' per tutta questa stagione invernale e addirittura chi non lo vede affatto, optando per una prosecuzione di una fase mite ad anticiclonica. 

MeteoLive invece sposa l'ipotesi di maltempo autunnale, con correnti da sud ovest in grado di riportare aria umida ed altra pioggia. In pratica l'affondo della saccatura coinvolgerebbe l'ovest del Continente, attivando su di noi correnti umide di Libeccio, il tutto non prima del 19-20 marzo. L'attendibilità di tale ipotesi è al momento del 55%.

Seguite comunque tutti gli aggiornamenti.
Fonte: meteolive

martedì 4 marzo 2014

Finalmente un paesaggio invernale anche sull'Appennino, dove è tornata a cadere la neve

Come ampiamente previsto, la neve è tornata a cadere sotto i 1000 metri di altezza sull'Appennino centrale. Una nevicata di questo tipo, mancava dall'inizio del mese di di Dicembre, il che lascia immaginare che tipo di inverno sia stato questo.
 Non parliamo di nevicate eccezionali, ma di una normalissima nevicata consona al periodo e capace di rendere il paesaggio invernale.
Campo Felice 4 marzo
Oggi alle 8

Nelle prossime ore, sarà ancora possibile qualche nevicata a quote inferiori agli 800 metri di altezza in occasione dei rovesci più forti. 
Fonte: meteoportaleitalia

lunedì 3 marzo 2014

Ipotesi medio-lungo termine: tra alta pressione e FREDDO da est

Mentre l'Italia è in attesa del forte peggioramento previsto per le prossime 24-48 ore, gli occhi sono già puntati sulle ipotesi relative al medio-lungo termine, perchè i modelli si mostranoancora piuttosto incerti circa l'andamento sinottico per il prossimo futuro meteo-climatico.
Sono infatti sostanzialmente due, al momento, le possibilità più concrete; una vede l'anticiclone estendersi prepotentemente verso est/nord-est, andando ad occupare dapprima tutto l'ovest europeo e poi, gradualmente, anche il settore centrale e l'area mediterranea.
Ciò ovviamente comporterebbe un sensibile miglioramento del tempo in gran parte dell'Italia, con sole pressoché ovunque e temperature in deciso aumento, su valori nuovamente più primaverili.
L'altra ipotesi invece vede la possibile retrogressione di nuclei d'aria fredda dall'Est Europa richiamati dalla formazione di alcune aree depressionarie sulla Grecia occidentale.
Aria fredda che, scorrendo sul bordo meridionale dell'alta pressione, affluirebbe con estrema decisione soprattutto sulle regioni centro-meridionali dell'Italia, contribuendo a mantenere il clima nel complesso invernale, con freddo in accentuazione soprattutto nelle ore serali, notturne e mattutine.
Una terza ipotesi (ma al momento la meno probabile) vede invece l'isolarsi di una goccia fredda proprio sul Mediterraneo centrale, con contributo freddo da est e nevicate sui monti del Centro-Sud fino a quote etsremamente basse, localmene collinari.
Ciò che appare confermata è tuttavia l'espansione dell'alta pressione delle Azzorre verso nord-est, in direzione dell'Europa. La traiettoria (la cui poi dipenderà anche il movimento delle masse d'aria fredda), la approfondiremo maggiormente nel corso dei prossimi giorni.
Fonte: meteoportaleitalia

giovedì 27 febbraio 2014

Tanta NEVE in arrivo sull'Appennino!

Una serie di perturbazioni nord atlantiche apporterà un profondo mutamento al clima della nostra Penisola nei prossimi giorni. Da un lato arriveranno piogge abbondanti quasi ovunque, dall'altro tornerà il freddo invernale.
Pertanto, dopo una stagione indubbiamente deludente, arriverà finalmente un discreto accumulo di neve sull'Appennino.
L'aria più fredda in quota farà ingresso nella giornata divenerdì 28, quando le maggiori precipitazioni sono attese per la sera: la neve con molte probabilità si spingerà ad accumulare fino a 800 metri, sebbene non si escludano fioccate anche a quote inferiori.
Anche la giornata di sabato 1 marzo sarà abbastanza interessante in questo senso: le precipitazioni sembrano non mancare, e le mappe meteo mostrano temperature alla quota 850 hPa (1260 m circa) che scenderanno fino a -1°C; se a ciò si aggiungono fenomeni di forte intensità, sarà possibile vedere fiocchi di neve anche a 4-500 metri. Una buona occasione, questa, per i Castelli Romani.
Infine un altro impulso perturbato è previsto tra domenica pomeriggio e lunedì 3 marzo, con piogge decisamente copiose e temperature sempre relativamente fredde: sarebbe altra abbondante neve con accumulo dai 7-800 metri in su. Ma su quest'ultimo ci ritorneremo nei prossimi giorni, quando potremo avere più certezze per quanto riguarda la quota neve.
Quel che è sicuro è che, finalmente, l'Appennino sarà di nuovo ben imbiancato dai 1000 metri in su, e molti impianti potranno riaprire.
Fonte: meteoportaleitalia
neve

mercoledì 26 febbraio 2014

Previsioni Meteo: tra 1 e 5 marzo i giorni più freddi dell’inverno ma poi esplode la primavera

Marzo inizierà sull’Italia con freddo e maltempo: la perturbazione atlantica che in queste ore sta attraversando l’Italia portando piogge e temporali al centro/nord, da dove nei prossimi due giorni (gli ultimi di febbraio) si estenderanno anche al centro/sud (qui il bollettino di allerta della protezione civile), è solo un antipasto del maltempo di origine artica che tra sabato 1 emercoledì 5 marzo interesserà tutt’Italia, conaria polare in tutte le Regioni, temperature in picchiata, forti piogge, temporali e abbondanti nevicate a quote medio/basse.
Rz5004Saranno i giorni più freddi dell’intero inverno, soprattutto al centro/sud, e non perchè arriverà il gelo ma perchè quest’anno di freddo ce n’è stato ben poco e mai è stato intenso e duraturo come quello che arriverà nei prossimi giorni, a inizio marzo. Le temperature scenderanno fino a 3-4°C sotto le medie del periodo per qualche giorno, e la neve cadrà copiosa non solo sulle Alpi già sommerse dalla coltre bianca, ma anche sugli Appennini che invece ne sono ancora oggi quasi completamente spogli, anche alle alte quote, con scenari desolanti e simil-estivi.
Intanto gli ultimi aggiornamenti dei centri di calcolo a medio/lungo termine danno una nuova lettura della tendenza per la prossima settimana: da giovedì 6 marzo in poi, infatti, l’anticiclone delle Azzorre dovrebbe tornare protagonista sullo scenario Mediterraneo e potrebbe determinare una fase di bel tempo duratura proprio tra 6 e 10 marzo in tutta l’Italia, con nebbie e foschie, fresco al mattino ma clima mite e tipicamente primaverile nelle ore diurne.

Fonte: meteoweb

L’Inverno più mite degli ultimi 100 anni… Non c’è nulla da esultare cari “caldofili”!

Come se non bastassero i dati “impietosi” di questo Inverno 2013/2014, ecco che si aggiungono gli entusiastici commenti dei tanti “caldofili”, ancora increduli per aver dovuto “sopportare” una stagione dai connotati simil autunnali, a volte anche primaverili. Il “Generale Inverno” ha preferito altre mete, tra queste certamente gli Stati Uniti d’America e non il Vecchio Continente. La stagione invernale, d’altronde, era partita con il piede sbagliato, per tutta una serie di situazioni che si sono venute a creare nel corso degli ultimi mesi. L’avvio dell’inverno sul vecchio continente, difatti, è stato fortemente penalizzato da una profonda anomalia negativa di geopotenziale che da mesi insiste sopra l’area canadese orientale e la vicina Groenlandia, dove è presente un vasto campo di geopotenziali molto bassi, associati all’attività del “lobo” canadese del vortice polare, piuttosto invasivo fino in sede atlantica. 20_Anomalia_GPH500_gen_febCiò permette, in parole povere, all’attiva e profonda circolazione depressionaria Islandese di “spingere”, verso il cuore dell’Europa, l’impetuoso flusso di aria molto mite e umida, d’estrazione oceanica, che mantiene il campo termico su valori nettamente sopra la media sull’intero continente. Un bene per gli amanti del tepore e per chi non sopporta freddo e neve. Le stesse persone che dovrebbero conoscere, per bene, l’importanza della neve: essa esercita, difatti, un ruolo chiave nel ciclo idrologico e nell’alimentazione dei serbatoi d’acqua dolce. E’ bene sapere, inoltre, che la neve accumulata al suolo ha l’importante funzione biologica di proteggere il terreno sottostante dalle gelate, mentre sul fronte idrologico, la sua lenta fusione al disgelo consente una maggiore infiltrazione dell’acqua nel terreno permettendone l’accumulo in falde acquifere e riserve idriche, diversamente dalle precipitazioni liquide che, se troppo intense e durature, riversano al suolo ingenti quantitativi d’acqua che il terreno non è in grado di assorbire e che dunque fluiscono direttamente in torrenti, fiumi e laghi. ghiaccioNe consegue dunque che la neve riduce drasticamente anche il rischio idrogeologico su un dato territorio in corrispondenza di eventi precipitativi intensi. Senza contare l’importanza della “dama bianca” a livello economino e turistico a beneficio degli operatori del settore.Sugli Appennini, ad esempio, la situazione è davvero critica: le timide precipitazioni nevose cadute sono state “letteralmente mangiate” dalle continue impennate termiche imposte dall’intenso flusso meridionale innescato dall’approssimarsi delle innumerevoli perturbazioni Alantiche. Pensateci bene, quindi, prima di “maledire” una nevicata di stagione… potreste “pentirvene” in seguito!
Fonte: meteoweb

martedì 25 febbraio 2014

Caldo eccezionale su Italia ed Europa: il volto primaverile di Febbraio.

Era impossibile non riconoscere che Febbraio, un po’ come tutto l’inverno, fosse stato un mese sui generi, contraddistinto da caldo fuori stagione. Eppure, analizzando i dati ufficiali, si rimane basiti di fronte alla portata di questo riscaldamento anomalo. La seconda decade del mese è risultata la più calda degli ultimi 10 anni, con una media di 10,4°C, battendo il precedente record del 2007 che si attestava a 9,9°C. Non sono mancate le massime over 25°C in tutte le zone del Centro, mentre in Sicilia e in Calabria si sono toccate rispettivamente le soglie dei 28 e dei 30°C. La causa di questa “fiammata estiva” risiede in una repentina salita dell’anticiclone Africano, che ha portato con se aria molto calda, carica di umidità acquisita dalle acque del Mediterraneo. L’episodio più eclatante si è verificato qualche giorno fa, quando le precipitazioni piovose e nevose hanno depositato in tutta Italia pulviscolo Sahariano, ovvero sabbia trascinata verso l’alto dai forti venti. Queste piccole particelle, sospinte dai forti venti in quota, hanno percorso centinaia di chilometri, arrivando a lambire anche le città del Nord Europa. A questo proposito, le anomalie diventano ancora più eclatanti se analizziamo la situazione Europea nel complesso.
La mappa delle anomalie di temperatura mostra le zone più colpite dal riscaldamento dell’ultima settimana: i Balcani e la Russia Centrale. Queste non rappresentano altro che due massimi in un contesto già fortemente sopra media: tutta l’area Europea, dalla Francia alle “freddissime” Scandinavia e Russia, dal Bel Paese alla Grecia fino alla Romania, è stata interessata da un periodo sopra media di almeno 3 o 4°C. Situazione decisamente insolita, soprattutto se si considera che tale andamento ha già caratterizzato quasi tutti i mesi Invernali. Resta quindi da chiedersi se tutte queste anomalie avranno conseguenze sull’andamento della stagione Primaverile ed Estiva. Ovviamente è ancora troppo presto per dirlo…
Fonte: meteoindiretta

venerdì 21 febbraio 2014

ATTENZIONE!!! Falsa partenza della primavera: inizierà con un'irruzione nord-atlantica venata di artico!Scopri i dettagli

Tutto confermato. Questa mattina i due principali modelli matematici di previsione, l'americano GFS e l'europeo ECMWF confermano l'impianto barico che già vi abbiamo indicato ieri: l'inizio della primavera astronomica (1° marzo) potrebbe avere connotati più invernali che primaverili. Ma andiamo con ordine.
Il "pattern" atlantico non ha alcuna intenzione di mollare la presa sull'Europa, sebbene l'avanzare della stagione cominci a farsi sentire e si noti un innalzamento di latitudine del fronte polare. Le perturbazioni non riescono più ad entrare con decisione sul Mediterraneo occidentale per una maggiore opposizione della fascia di alta pressione subtropicale, ma permangono le classiche ondulazioni, più o meno marcate, in seno al flusso atlantico, che oggi e domani instabilizzeranno il meteo italiano.
A metà della prossima settimana è atteso il primo peggioramento intenso sul Nord Italia, che potrebbe però essere solo il preludio di un altro ancora più intenso ed a carattere più freddo atteso per il prossimo week-end, proprio all'inizio della primavera astronomica.
Le dinamiche non sono molto diverse da quelle viste a fine gennaio: la rediviva alta pressione orientale opporrà un blocco allo scorrere delle perturbazioni sul Nord Europa, perturbazioni che tenderanno quindi a scivolare a sud, verso il Mediterraneo. Nel contempo reagirà anche l'onda azzorriana che tenderà ad ergersi verso nord, richiamando masse d'aria fredda da nord verso il Mediterraneo. La perturbazione, in origine nord-atlantica, verrà quindi parzialmente alimentata anche da aria artica. Non avremo a che fare con un'ondata di gelo, ma solo con una fase perturbata dalle caratteristiche ancora invernali, ma comunque di normale entità a cavallo tra inverno e primavera.
Nei prossimi giorni verificheremo se verrà ulteriormente confermata questa linea di tendenza.
Fonte: meteogiornale

giovedì 20 febbraio 2014

E se la Primavera iniziasse con.. l'Inverno?

Si ritorna in media termica
Dopo la grande fiammata record degli ultimi giorni, lo scenario barico euro-atlantico riprenderà a mulinare depressioni oceaniche verso l'Europa. Si tratterà però di saccature nord-atlantiche e non mediterranee o addirittura depressioni africane: ciò favorirà un forte calo termico, per il rientro nella norma termica. Anzi, vi saranno veloci occasioni di irruzioni fredde sull'Italia, di modesta intensità, ma di questi tempi non si butta via nulla. La prima conseguenza di tutto ciò sarà il ritorno della neve a quote medio-basse sulle Alpi, e a quote medio-alte in Appennino.
Pattern oceanico
Il pattern barico dominato dall'oceano Atlantico ha caratterizzato buona parte dell'inverno 2013/2014. E ha tutta l'intenzione di concludere anche il mese di febbraio. Osservando la carta delle precipitazioni previste nei prossimi sette giorni vediamo accumuli modesti, compresi tra i 20 mm e i 50 mm, ma ben distribuiti su tutto il paese. Ciò significa che il tempo si manterrà per lo più uggioso e piovoso.
Un po' di freddo tra il 22 e il 24 febbraio e tra il 26 e il 28 febbraio
Il passaggio di due saccature nord-atlantiche favorirà lo scivolamento di aria fredda, in parte di origine artica, sulle regioni settentrionali e poi su quelle adriatiche, a causa della formazione di un blocco centro-europeo. Non sarà nulla di eclatante, ma la neve arriverà anche sugli Appennini e sotto i 1000 metri sulle Alpi.
Irruzione artica nei primi giorni di marzo?
Sebbene i principali modelli previsionali vadano da più corse proponendo tale possibile scenario barico, rimangono ancora molti dubbi. In sintesi sia GFS che ECMWF propongono una irruzione nord-atlantica molto profonda nel Mediterraneo centrale nei primi due giorni di marzo, come possiamo vedere nella Multi qui riportata. La componente polare-marittima potrebbe essere affiancata da una artico-marittima. Ovvero a masse di aria provenite dal nord-Atlantico (prima freccia) potrebbero unirsi masse di aria provenienti dall'Artico europeo (seconda freccia). In termini di freddo non si tratterebbe di un evento importante (vedi seconda Multi), ma comunque in grado di provocare uno scenario invernale proprio ad inizio primavera.
Fonte: meteogionale

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Week-end all'insegna del bel tempo e del freddo!

La fase di maltempo che sta interessando le regioni del Centro-Sud è destinata ad esaurirsi già da questa sera al Centro e da domani sera al Sud. A seguirla sarà un week-end all'insegna del bel tempo ma freddo.
L'anticiclone russo-siberiano tenderà infatti ad espandersi verso ovest e sud-ovest, garantendo bel tempo nelle regioni balcaniche e nell'Europa centrale, Italia compresa.
A partire dalla giornata di sabato 22 il vento del nord-est (Grecale) eliminerà da un lato le nubi residue lasciando spazio al sole, dall'altro porterà con sé aria più fredda che investirà soprattutto il settore adriatico della Penisola. Ci aspettiamo, pertanto, un netto abbassamento delle temperature minime, che tra lunedì e martedì potrebbero scendere anche al di sotto dello 0 in pianura nelle regioni adriatiche e fino a 2-3°C in quelle tirreniche. 
Fonte: meteoportaleitalia

mercoledì 19 febbraio 2014

APPENNINO in CRISI nera . ECCO la situazione

Lo scenario che si presenta ai nostri occhi è a dir poco desolante. L'Appennino senza neve nel bel mezzo della stagione sciistica. Ancora una volta a dimostrazione di quanto questo inverno, non si sta comportando da tale.
 Temperature nettamente sopra la media del periodo venute a verificarsi grazie alle calde correnti sciroccali provenienti dalle basse latitudini, hanno dato luogo a questa situazione.
Le temperature torneranno a calare solamente nel corso dei prossimi giorni, quando potrà almeno essere sparata un po' di neve.
Fonte: meteoportaleitalia

Capitali d'Europa: è Roma la più calda

L'aria calda di estrazione sahariana che ha investito il centro-sud Italia è la responsabile delle eccezionali temperature notturne che si sono registrate nell'area laziale, dopo una giornata che già aveva visto crollare diversi record di caldo mensili.
La temperatura minima registrata questa notte a Roma Fiumicino, di 16,4°C, è addirittura superiore alla media delle minime di giugno!
Ma non è stato un caso isolato, perché anche le altre stazioni dell'area romana e laziale hanno registrato valori simili e superiori a quelli di qualsiasi capitale europea.
Ecco di seguito, dalla più fredda alla più calda, le temperature minime (in gradi centigradi) registrate tra questa notte e questa mattina nelle capitali europee:
Stoccolma -5.3, Tallinn -2.7, Ankara -2.2, Reykjavik -1.6, Helsinki -1.3, Oslo -0.9, Madrid -0.8, Vilnius -0.6, Bucarest -0.1, Minsk 0.1, Mosca 0.6, Praga 0.7, Riga 0.8, Varsavia 0.8, Chisinau 0.9, Kiev 1, Skopje 1.5, Berna 1.8, Yerevan 2.1, Berlino 2.8, Copenaghen 2.9, Lubiana 3, Vaduz 3.4, Atene 4, Vienna 4, Londra 4.1, Parigi 4.6, Tirana 4.6, Nicosia 4.7, Zagabria 4.9, Lussemburgo 5.2, Baku 5.5, Bratislava 5.6, Budapest 5.9, Bruxelles 6, Tbilisi 6, Podgorica 6.1, Amsterdam 6.3, Dublino 6.4, Lisbona 8, Belgrado 8.8, Sarajevo 10.1, Gibilterra 10.4, Malta 14.6, Roma 16.4.
Fonte: meteogiornale