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lunedì 24 febbraio 2014

Seconda decade di febbraio da record, mai così caldo negli ultimi anni

Che avesse fatto caldo, molto più del normale, ce ne eravamo accorti, ma l'analisi a posteriori delle temperature della seconda decade di febbraio traccia un quadro davvero eccezionale.
Negli ultimi 10 anni mai aveva fatto così caldo in febbraio e mai ci si era avvicinati ai valori di quest'anno, nemmeno nel 2007. La giornata più calda del mese, il 17 febbraio, ha avuto una media 12,3°C, il 19 febbraio la media è stata di 12,1°C, seguono il 16 e il 18 con una media superiore agli 11 gradi e altre tre giornate con una media di almeno 10 gradi. Basti dire che nel 2007 i due giorni più caldi ebbero una media di 10,3°C e che nessun altro giorno superò la soglia dei 10 gradi. Nel 2008 si arrivò a 10,6°C di media il giorno 28 e a 10,1°C il 29. Nel 2010 la soglia dei 10 gradi venne superata quattro volte, raggiungendo un massimo di 10,9°C il giorno 26. Nel 2012 si arrivò a 10,4°C il giorno 25 e poi basta, in nessun'altra occasione negli ultimi 10 anni è stata superata tale soglia.
Ma quest'anno febbraio non si è accontentato di battere il record di giorno più caldo del mese dell'ultimo decennio, ha battuto anche quello della decade più calda. La seconda decade del mese ha avuto infatti una media di 10,4°C ed ha superato la terza decade del febbraio 2007 che aveva avuto una media di 9,9°C.
L'anomalia termica della decade è stata superiore ai 4 gradi, massima sulle regioni adriatiche e sul Sud peninsulare (oltre 5 gradi) e minima al Nord Ovest e in Sardegna (poco meno di 3 gradi).
La causa di questo caldo, eccezionale in relazione al periodo, è stata la risposta africana ad un affondo di una saccatura verso l'Iberia occidentale ed il Nord Africa atlantico, che ha portato al Centro-Sud temperature ben oltre i 20 gradi, più tipiche di maggio, o addirittura giugno, che non di febbraio.
Una maggiore ingerenza dell'anticiclone, africano su gran parte d'Italia ed azzorriano sul Nord Ovest, ha portato anche ad una cospicua riduzione delle piogge rispetto alla piovosissima prima decade del mese. Anche se le precipitazioni non sono mancate, soprattutto nell'estremo nord-est e in alcune zone peninsulari, i quantitativi di pioggia o neve caduti sono stati nel complesso soltanto il 30% rispetto a quella della prima decade. Si è assisitito soprattutto ad una decisa riduzione delle precipitazioni al Nord-Ovest, mentre il Friuli-Venezia Giulia e il comparto alpino orientale sono state ancora una volta le zone più colpite dalle precipitazioni, nevose a quote di bassa montagna.
Il mese nel complesso è in lotta con il 2007 per la conquista di febbraio più caldo del decennio. Attualmente, a pochi giorni dalla conclusione, è in lieve vantaggio, ma nel 2007 gli ultimi giorni furono molto caldi, quest'anno probabilmente lo saranno un po' meno.
Fonte: meteogiornale

mercoledì 19 febbraio 2014

APPENNINO in CRISI nera . ECCO la situazione

Lo scenario che si presenta ai nostri occhi è a dir poco desolante. L'Appennino senza neve nel bel mezzo della stagione sciistica. Ancora una volta a dimostrazione di quanto questo inverno, non si sta comportando da tale.
 Temperature nettamente sopra la media del periodo venute a verificarsi grazie alle calde correnti sciroccali provenienti dalle basse latitudini, hanno dato luogo a questa situazione.
Le temperature torneranno a calare solamente nel corso dei prossimi giorni, quando potrà almeno essere sparata un po' di neve.
Fonte: meteoportaleitalia

Caldo record in Emilia Romagna: sull’Appennino la neve diventa rossa per la sabbia del Sahara [FOTO]

E’ arrivata sull’Italia centro/settentrionale la nube rossa di sabbia del Sahara che stamattina sta colorando la neve dell’Appennino Tosco/Emiliano. Quella appena passata è stata una delle nottate più calde degli ultimi decenni in tutta l’Emilia Romagna. Le temperature minime della notte sono state impressionanti, più alte rispetto a quelle che dovrebbero essere – in base alle medie – le massime del periodo: +10°C a Rimini e Forlì, +9°C a Bologna, Ferrara e Ravenna, +8°C a Modena, Parma, Reggio Emilia e Piacenza. Caldo ancor più incredibile sui rilievi: Sant’Alberico, a 1.145 metri di altitudine, ha registrato una temperatura minima davvero eccezionale, di+8,2°C. Straordinari anche i +4,6°C di minima del Monte Falco, a 1.480 metri di quota.
Fonte: meteoweb

Capitali d'Europa: è Roma la più calda

L'aria calda di estrazione sahariana che ha investito il centro-sud Italia è la responsabile delle eccezionali temperature notturne che si sono registrate nell'area laziale, dopo una giornata che già aveva visto crollare diversi record di caldo mensili.
La temperatura minima registrata questa notte a Roma Fiumicino, di 16,4°C, è addirittura superiore alla media delle minime di giugno!
Ma non è stato un caso isolato, perché anche le altre stazioni dell'area romana e laziale hanno registrato valori simili e superiori a quelli di qualsiasi capitale europea.
Ecco di seguito, dalla più fredda alla più calda, le temperature minime (in gradi centigradi) registrate tra questa notte e questa mattina nelle capitali europee:
Stoccolma -5.3, Tallinn -2.7, Ankara -2.2, Reykjavik -1.6, Helsinki -1.3, Oslo -0.9, Madrid -0.8, Vilnius -0.6, Bucarest -0.1, Minsk 0.1, Mosca 0.6, Praga 0.7, Riga 0.8, Varsavia 0.8, Chisinau 0.9, Kiev 1, Skopje 1.5, Berna 1.8, Yerevan 2.1, Berlino 2.8, Copenaghen 2.9, Lubiana 3, Vaduz 3.4, Atene 4, Vienna 4, Londra 4.1, Parigi 4.6, Tirana 4.6, Nicosia 4.7, Zagabria 4.9, Lussemburgo 5.2, Baku 5.5, Bratislava 5.6, Budapest 5.9, Bruxelles 6, Tbilisi 6, Podgorica 6.1, Amsterdam 6.3, Dublino 6.4, Lisbona 8, Belgrado 8.8, Sarajevo 10.1, Gibilterra 10.4, Malta 14.6, Roma 16.4.
Fonte: meteogiornale

Coldiretti: “Caldo shock, margherite, mimose e piante in fiore”

Nei prati sono spuntate le margherite, sono gia’ pronte le mimose con venti giorni di anticipo rispetto alla festa della donna e le piante da frutto, dai mandorli alle pesche, hanno iniziato a fiorire. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti del caldo record di questa “finta” primavera con le temperature minime che hanno fatto registrare valori superiori di 3,8 gradi alla media di riferimento nella prima decade di febbraio. “Uno shock per le coltivazioni ingannate dall’insolito tepore – sottolinea la Coldiretti – che le ha ‘risvegliate’ rendendole particolarmente vulnerabili all’arrivo del maltempo che con freddo e gelo potrebbe provocare danni incalcolabili. Nel nord – continua la Coldiretti – si osserva un risveglio vegetativo anticipato su numerose specie frutticole con parziale o totale rigonfiamento delle gemme che e’ particolarmente evidente nel mezzogiorno dove le alte temperature hanno portato in generale a un fortissimo anticipo delle fioriture su alcune specie frutticole. Il MANDORLO - Copiamandorlo e’ in pienissima fioritura con un anticipo di circa un mese mentre le pesche sono a inizio fioritura soprattutto per le varieta’ precoci che sarebbero dovute entrare in fioritura tra un mese mentre in Sicilia la temperature eccessiva ha portato ad un cambiamento dell’attivita’ fisiologica delle piante di agrumi con addirittura casi di disidratazione repentina dei frutti, sia arance che mandarini”. ”Problemi – continua l’associazione di categoria – anche per gli ortaggi che soprattutto nel centro sud per il caldo sono maturati in modo repentino e simultaneo rendendo impossibile una programmazione scalare della raccolta ma in alcuni casi le coltivazioni sono andate a fiore impedendo di fatto di ottenere una produzione vendibile sul mercato. Il tutto mentre in molti terreni del nord si fanno ancora i conti con il ristagno idrico nei terreni provocato dalle forti piogge Nella vite si evidenziano situazioni di forte difficolta’ e disagi nell’ effettuazione dei lavori preparatori e nella potatura della coltura a causa della saturazione idrica dei terreni che risultano essere cosi’ inaccessibili ai mezzi meccanici ed agli operatori. Lo stesso accade anche – continua la Coldiretti – per la realizzazione dei lavori preparatori del terreno per gli imminenti trapianti degli ortaggi e per i campi intrisi d’acqua destinati ai cereali e soia dove sono impedite le preparazione dei letti di semina primaverili. Siamo di fronte ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si sono manifestati con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ma intense, con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire”.
Fonte: meteoweb

Piove rosso? Niente paura, è solo la polvere del deserto...

l cielo ha un colore giallo paglierino e la pioggia che scende dal cielo sporca le nostre automobili. Il responsabile è lui, lo Scirocco, il "Ghibli" come viene soventemente chiamato.
Passando sui deserti dell'Africa solleva grosse quantità di sabbia, anzi, produce autentiche tempeste in grado di azzerare quasi la visibilità. La sabbia, seguendo il circolo delle correnti, viene portata verso la nostra Penisola e non appena vi è una precipitazione, essa viene veicolata al suolo assieme alle gocce.
La famosa" polvere del Sahara", che quando arriva tutto sporca. Le piogge rosse in passato sono sempre state associate a sventure future, presagi di anni nefasti e addirittura di "ira degli Dei". Negli ultimi anni, invece, si è scoperto che tale polvere è un ottimo fertilizzante per il terreno. Le piogge rosse che cadono spesso in Italia con lo Scirocco sarebbero quindi un'ottima "risorsa" per i substrati.
Fino a che distanza si può spingere la polvere del deserto? Sappiamo per certo che, con una forte sciroccata, è relativamente frequente il fenomeno della neve rossa sulle Alpi. Inoltre sono state trovate tracce di sabbia africana nella pioggia fino alle soglie della città di Parigi. Insomma, si tratta di un fenomeno particolare, che interessa una discreta porzione di territorio. Ovviamente più ci si allontana dall'Africa, meno il trasporto eolico della sabbia risulterà efficace al fine di colorare di rosso la pioggia.
Fonte: meteolive

martedì 18 febbraio 2014

A Roma centro mai così caldo dal lontanissimo 1782: ecco i dati ufficiali del Collegio Romano

In 232 anni, cioe’ da quando nel 1782 nell’Osservatorio Meteorologico del Collegio Romano, il piu’ antico della citta’, vengono registrate le temperature della Capitale, non si era mai verificato un tale caldo nella seconda decade di febbraio a Roma. “E’ record oggi a Roma dove sono stati registrati 20,6°C, la temperatura piu’ calda da 232 anni nella seconda decade di febbraio.- spiega il presidente dell’Associazione Bernacca e per anni responsabile dello stesso Osservatorio Franca Mangianti -. Il precedente record era del 1892 quando a Roma si registrarono 19,9 gradi“. Anche le temperature minime sono sopra la media di 5/6 gradi. Elevato il tasso di umidita’ che a Roma stamani alle 7 era dell’88% e alle 10 del 75%
Fonte: meteoweb

E se questo caldo nascondesse una glaciazione dietro l'angolo?

Se non intervenissero variazioni alla situazione attuale forse ci si arriverebbe davvero al progetto di raffreddamento accennato nel sommario: freddo sempre più importante al Polo e vortice polare che gira come una trottola impazzita fino ad estendere il freddo verso le basse latitudini, anche laddove adesso pare fare un caldo spropositato. Perchè no? 

Del resto non erano stati i cosiddetti sostenitori della teoria dell'AGW a suggerirci che gli inverni degli ultimi anni in Europa (non proprio in Italia) erano stati un po' più freddi perchè il vortice polare si stava sfaldando? Ora questo caldo allora non potrebbe essere un segnale contrario? Tutto troppo semplice.

Invece cambia la circolazione dei venti, cambia la temperatura superficiale delle acque, cambia l'influenza del sole, cambia la disposizione delle figure bariche. Insomma l'idea di un Polo costantemente più freddo che prima o poi scaraventerebbe verso sud una parte del suo gelo non può funzionare tout court. 
Per capire cosa potrebbe accadere bisogna invece chiamare in causa il concetto di retroazione o feedback, quel concetto secondo il quale ogni cambiamento tende a creare le condizioni per determinare variazioni all'interno dello stesso sistema che, in una sorta di reazione a catena, tenderanno a riproporre la situazione originaria.
Un FEEDBACK positivo si è già verificato sulla Terra.
Il nostro Pianeta potrebbe aver subito un ciclo del genere quando la sua temperatura era ancora particolarmente calda, quando una consistente evaporazione dovuta all'acqua degli oceani ne ha ricoperta la sua superficie. 

Effetto di questa evaporazione sono le situazioni meteorologiche che si sviluppano creando abbondanti precipitazioni nevose alle alte latitudine e sulle zone montagnose. 

L'abbondanza di tali nevicate può creare la condizione per cui l'estate non riesca totalmente a scioglierle, formando le prime distese permanenti di neve. 

Ecco un'ipotesi: queste estensioni di neve rifletteranno i raggi solari, (potente effetto ALBEDO) che, non riscaldando più la superficie interessata, ne provocheranno un suo progressivo raffreddamento. Tale raffreddamento non avrà conseguenze immediate alle latitudini equatoriali dove il freddo non riesce ad intaccare il caldo degli Oceani, carichi di elevate quantità di vapore. 

Negli inverni successivi sarà sempre la grande umidità a dare origine a nevicate abbondanti innescando, anno dopo anno, la fase iniziale della glaciazione. 

Dopo migliaia di anni (5-10 mila) l'estensione dei territori ghiacciati avrà raggiunto quella consistenza che gli permetterà di iniziare la conquista dei territori più a sud, raffreddando in modo graduale gli oceani e gelando le terre emerse del nord. Si creeranno così situazioni ambientali nuove, la circolazione delle acque degli oceani sarà stravolta, in quanto il rimescolamento delle masse d'acqua (la calda verso il nord e la fredda verso il sud) sarà prima limitata, e poi impedita e anche le correnti d'aria e la normale circolazione dei venti diverrà inconsistente. 

Le piogge e il livello del mare diminuiranno con conseguente calo dell'evaporazione. La diminuzione del livello dei mari esporrà le superfici emerse all'erosione. Si avrà l'immissione nell'oceano di sostanze nutritive e di altri minerali che aumenteranno la produttività di fitoplancton ricoperto di calcite. Dal momento che la produzione di fitoplancton lavora come la fotosintesi e assorbe anidride carbonica, i mari aumenteranno quindi l'assorbimento di quest'ultima. 

L'anidride carbonica si ridurrà in atmosfera anche per la quantità di anidride trattenuta dai ghiacciai. A questo punto, lo sviluppo delle superfici ghiacciate avrebbe raggiunto tali posizioni verso sud da limitarne l'avanzata; ciò sia a causa della mancanza di ulteriore rifornimento di nuova neve, che non potrà cadere perché gli oceani si saranno raffreddati troppo e non vi saranno più le circolazioni d'aria atte a provocarla, sia perché i raggi solari avendo più facile accesso inizieranno nuovamente a scioglierne le ultime propaggini. Anche il peso del ghiaccio affonderà gli strati rocciosi abbassandosi a sua volta. 

Ecco allora che si innescherà il processo CONTRARIO, o feedback negativo.
In questa fase le grandi masse ghiacciate tenderanno appunto alla retroazione. Lo scioglimento graduale delle zone ghiacciate più a sud con la frantumazione rapida delle grandi masse ghiacciate formerà nuovamente laghi e fiumi. Il livello dei mari tornerà gradualmente ad innalzarsi; l'anidride carbonica in atmosfera, unitamente al metano liberato dalla materia vegetale morta delle paludi, riguadagneranno le quantità perdute, ricreando nuovamente l'effetto serra che porterà a un nuovo riscaldamento del Pianeta. Contemporaneamente, sui mari e sulle terre del nord la scarsa evaporazione non produrrà più le abbondanti nevicate, assottigliando gradualmente le distese di ghiaccio di questi territori.
La conseguenza di questi processi riporterà nuovamente al disgelo e alla ricomparsa, con le dovute modificazioni, delle terre, quali erano prima del ciclo.
Molti scienziati ritengono che dovranno passare almeno altri cento anni prima che si possa potenzialmente innescare un simile processo, altri lo bocciano in toto o lo ignorano e vedono un riscaldamento senza fine con la Terra che, per colpa dell'uomo potrebbe quasi fare la fine di Venere, altri ancora ritengono credibile questa soluzione, per quanto impossibile stabilire quando un simile processo potrà davvero iniziare.
Fonte: meteolive

Anche oggi caldo eccezionale al centro/sud: Roma e Napoli verso il record storico [DATI]

Anche oggi, dopo i record eccezionali dei due giorni scorsi, fa caldissimo al centro/sud Italia che sta vivendo l’ondata di caldo più intensa degli ultimi secoli per il mese di febbraio. In modo particolare Roma e Napoli stanno volando verso i record storici. Queste le temperature massime registrate in mattinata, valori ancora parziali che aumenteranno ulteriormente nel primo pomeriggio: +26°C a Pantelleria, +24°C a Guidonia e Trapani, +23°C a Latina, +22°C a Napoli, Fiumicino, Ciampino, Salerno e Agrigento, +21°C a Roma, Palermo e Caltanissetta, +20°C a Bari, Foggia, Viterbo e Pratica di Mare, +19°C a Grosseto e Catania, +18°C a Firenze, Arezzo, Brindisi, Frosinone e Lamezia Terme, +17°C a Cagliari, Reggio Calabria, Messina, Perugia, Lecce e Alghero, +16°C a Pisa e Pescara.
Rtavn182Questo caldo è provocato dalla perturbazione che si sta avvicinando all’Italia da ovest: il centro di bassa pressione è posizionato, come possiamo osservare nella mappa accanto, tra le Baleari e la Sardegna e richiama aria calda dal nord Africa verso il Sud Italia. Temperature di fuoco che rimarranno così elevate fino a domani mattina, quando poi inizierà un lento e graduale calo termico con dapprima il ritorno del maltempo in tutt’Italia (domani al nord, tra giovedì e venerdì anche al centro e al sud) con forti piogge e temporali localmente intensi, poi anche con il vero freddo invernale che nel weekend, tra sabato e domenica e poi ancora lunedì 24 febbraio, riporterà la neve a bassa quota su tutti i rilievi italiani. In quest’articolo tutti i dettagli previsionali per i prossimi giorni, intanto oggi continuiamo a monitorare il super-caldo con la “caccia” ai nuovi record in atto al centro/sud.

Fonte: meteoweb

L'inverno dei record al contrario? Mai guardare solo al "proprio orticello"

Se c'è un errore frequente e molto comune riguardo i vari discorsi sull'andamento del clima planetario è quello della percezione locale. Molto spesso infatti si traspone il clima di casa nostra e lo si estende a tutto il mondo. Errore! Fortunatamente esistono le rilevazioni strumentali, i satelliti, i radar, che superano i facili abbagli delle sensazioni umane.
Non è difficle comprendere che, dopo il non invernoche stiamo vivendo, e che è ormai alle battute finali anche dal punto di vista meteorologico, rimane ancor più ferma in noi la convinzione che il clima ormai cambiato, sia molto più mite dei decenni scorsi. Possibile che la temperatura globale sia aumentata così tanto, 3,4,5 anche 10 gradi rispetto alla media degli scorsi decenni?
E qui casca l'asino. E' vero il clima rimane più caldo rispetto alla media degli ultimi 30 anni, ma la grande salita degli anni' 90 sembra essersi arrestata, ovvero il Pianeta si sta riscaldando meno, la curva tende ad appiattirsi. E questo lo dicono gli strumenti che, fortunatamente, sono arbitri imparziali, senza la deviazione delle precezioni umane.
E' stato dunque l'inverno dei record? Noi pensimo di si: in Italia abbiamo battuto i record di mitezza di piovosità e, sulle Alpi, anche di nevosità. Dall'altra parte del mondo, in America, è stato l'anno del gelo record, tre mesi con temperature da freezer quasi in pianta stabile. Qualcuno si chiederà che tutto ciò sia il rovescio di una stessa medaglia"?
Bingo! Ecco centrato il discorso, quello corretto, che supera le orticellistiche senzazioni umane ma che utilizza quanto di meglio possiamo disporre, il nostro cervello. Nel clima sono cambiati soprattutto i regimi di persistenza.La modifica della calotta polare, con meno ghiaccio e più neve, ha a sua volta modificato la distribuzione termica di mari e oceani.
Si sono modificati gli assetti delle correnti oceaniche e il loro impatto sul trasporto di umidità e calore. Trattasi di modifiche millesimali, non percepibili umanamente, ma incontrovertibili dal punto di vista strumentale e comunque determinanti. Gli equilibri assunti dei grandi centri di pressione rimangono stazionari per più tempo e causano lunghi periodi caratterizzati da tempo uguale. I minori gradienti di temperatura tra le alte e le medie latitudini tendono ad appiattire la circolazione emisferica in una o due sole grandi onde.
Quella che si è piazzata in Atlantico, tra noi e l'America, è stata una vasta onda depressionaria, un vero e proprio lobo del vortice polare. Il su asse ha diviso in due l'emisfero: a loro le correnti settentrionali e il gelo, a noi quelle meridionali e la mitezza. L'Atlantico infine, posto a monte delle correnti che giungono sull'Europa, ci ha aggiunto la sua umidità, ed ecco le piogge.
Inverno più mite in Italia vero, ma non andiamo oltre; cosa potrebbero rispondere infatti i cugini d'oltre oceano?
Fonte: meteolive

INVERNO umiliato: cadono diversi record di caldo al centro-sud!

Un ridimensionamento delle temperature interverrà entro giovedì e nel week-end si rientrerà nella norma, ma anche per oggi e mercoledì potranno ancora frantumarsi altri record storici. Mercoledì piogge al nord, tra giovedì e venerdì instabilità al centro-sud. Tra venerdì e sabato peggiora al nord-ovest con rovesci di neve anche sotto i 1000m, sabato mattina temporali sul nord-est, poi instabile al centro-sud sino a domenica e più fresco ovunque.


CALDO RECORD: l'inverno 2013-2014 passerà alla storia per le sue bizzarrie. Dopo le eccezionali abbuffate di neve sulle Alpi e la generale estrema mitezza, ora il caldo record che ha colpito e che ancora insisterà sulle regioni centro-meridionali. Nella giornata di lunedì sono stati battuti alcuni valori che resistevano sin dagli anni 60. 

DA NOTARE: il record di Catania con 26°C, che ha frantumato il record di 25.6°C del 27 febbraio del 66, il record di Pantelleria con 26°C, che ha stracciato quello di 25.2°C del 1966, quello di Termoli di 24.4°C, che ha battuto il record del giorno precedente di 23.2°C, quello di Capri di 22.4°C, che ha eguagliato quello del giorno precedente e infine quello di Pescara, il più eclatante con 26.3°C contro i 25°C del 24 febbraio del 1968.

COSA BISOGNA SAPERE? Una perturbazione sta avanzando da ovest, preceduta da correnti molto miti dai quadranti meridionali, che a tratti si presentano umide, soprattutto al nord. Anche oggi dunque seguiterà a far caldo sulle regioni meridionali e in parte anche al centro, mentre al nord l'aria umida favorirà annuvolamenti irregolari e in serata si verificheranno le prime piogge. Sull'alto Tirreno si scaverà infatti una depressione al suolo che convoglierà aria ulteriormente umida da ESE su gran parte del settentrione.

Fonte: meteolive

Previsioni Meteo: altri due giorni di super-caldo, poi torna il freddo con forte maltempo

L’ Italia sta vivendo l’ondata di caldo più intensa degli ultimi secoli per il mese di febbraio, con temperature da record in tutto il centro/sud: un caldo eccezionale che durerà ancora due giorni interi,martedì 18 e mercoledì 19 febbraio. Saranno altri due giorni di fuoco con temperature particolarmente elevate al punto che verranno battuti nuovi record di calore, con massime superiori ai +25°C sulle isole maggiori e diffusamente oltre i +22/+23°C in tutto il centro/sud.
27Domani, martedì 18 febbraio, splenderà il sole e farà caldo anche al nord, mentre mercoledì 19 tornerà il maltempo su tutto il settentrione con forti piogge e temporali in pianura Padana e abbondanti nevicate sulle Alpi oltre i 1.200/1.400 metri di quota. Le temperature resteranno elevate in tutt’Italia, superiori rispetto alle medie del periodo: solo dagiovedì 20 la colonnina di mercurio inizierà ad abbassarsi in modo significativo, con piogge e temporali diffusi in tutt’Italia. Venerdì 21, poi, il maltempo si concentrerà al sud con forti temporali tra Calabria e Sicilia, mentre poi nel weekend le temperature torneranno in linea con le medie del periodo, quindi decisamente fresche e tipicamente invernali (11-13°C più basse rispetto a quelle di questi giorni al centro/sud), con clima variabile in tutto il Paese. Un trend di fresco e instabilità che durerà probabilmente poi anche la prossima settimana, fino alla fine del mese. Un mese, però, questo febbraio 2014, che resterà irrimediabilmente segnato dall’ondata di calore di proporzioni storiche che stiamo vivendo in questi giorni.

Fonte: meteoweb

Meteo Oggi - Previsioni Martedi 18 Febbraio 2014

Martedì 18: nubi irregolari al Nord con qualche debole pioggia sparsa soprattutto sulle basse pianure e sull'Emilia-Romagna ma in un contesto di tempo migliore anche con ampie schiarite in giornata; tendenza a intensificazione della nuvolosità la sera con piogge più diffuse specie al Nord-Ovest sulle Alpi centrali. Nubi più presenti anche al Centro-Sud ma senza piogge e in un contesto sempre ampiamente soleggiato e mite. 

Nord: 
nubi irregolari con qualche pioggia sparsa sulle medie e basse pianure e sull'Emilia-Romagna; più asciutto altrove anche con ampie schiarite sulle aree alpine e prealpine. Tendenza in serata a intensificazione della nuvolosità al Nord-ovest e sulle Alpi centrali, alta Lombardia con piogge frequenti e localmente moderate. Peggiora nella notte ovunque con nubi è piogge diffuse. Temperature sempre miti e sopra la media con massime in pianura comprese tra 10 e 14°.

Centro: 
nuvolosità irregolare presente su tutti i settori anche con addensamenti e locale copertura del cielo tra la Toscana, l'Umbria, le Marche e anche sulla Sardegna ma senza fenomeni degni di nota; cieli più soleggiati sul resto dei settori. Temperature stazionarie, sempre molto miti con valori massimi in pianura compresi tra 15 e 20°, fino a 22° a Roma.

Sud: prosegue il tempo stabile e ampiamente soleggiato salvo un po' più di nubi sulla Puglia meridionale e Sul golfo di Taranto con qualche occasionale piovasco e locali addensamenti anche sull'Ovest della Sicilia, Palermitano; in serata e la notte nubi irregolari più diffuse ma sempre asciutto. Temperature sempre molto miti e sopra la norma fino a punte di 22/23° in pianura.
Fonte: meteoindiretta

lunedì 17 febbraio 2014

Previsioni METEO MARTEDI' 18 FEBBRAIO: Qualche nuvola al NORD, mentre sarà PRIMAVERA al CENTRO-SUD ITALIA

Condizioni meteorologiche stabili domineranno lo scenario su gran parte della nostra Penisola, specialmente al Centro-Sud Italia, ove sarà primavera a tutti gli effetti. Non mancherà invece qualche addensamento nuvoloso al Nord.
 Nord Italia: Cielo poco nuvoloso su tutte le regioni del Nord Italia, fin dalla mattinata quando non mancherà qualche possibile addensamento nuvoloso, ma senza fenomenologia di rilievo. Nel pomeriggio e nel corso della serata le condizioni meteorologiche si manterranno le medesime, eccetto qualche debole piovasco sul basso Piemonte.
Centro Italia: Veramente poco da dire per quanto riguarda la giornata di martedì, in quanto sarà una delle più miti degli ultimi giorni. Il cielo sarà poco nuvoloso su tutte le regioni e non vi sarà alcun tipo di fenomenologia per tutto l'arco della giornata.
Sud Italia: Cielo sereno o poco nuvoloso su tutte le regioni dalla mattina alla sera. Anche qui si avrannocondizioni meteorologiche tardo primaverili.
Isole maggiori: Cielo sereno o poco nuvoloso sia sulla Sardegna che sulla Sicilia. Le temperature saranno piuttosto miti con punte di +24°C/+25°C sulla città di Palermo.
Temperature: In lieve aumento su tutte le regioni da nord a sud.
Mari: Saranno generalmente mossi o poco mossi a causa di intensi venti dai quadranti sudoccidentali.
Fonte:meteoportaleitalia

Caldo pazzesco al centro/sud, mai visto prima a febbraio: +27°C a Palermo, +26°C a Pescara!

E’ una giornata che rimarrà nella storia della meteorologia italiana questo lunedì 17 febbraio 2014, caratterizzato da un caldo record su gran parte del centro/sud, con temperature mai viste prima nel mese più freddo dell’anno che invece in questo 2014 sta avendo connotati più che primaverili.  Queste le temperature più elevate registrate fino al momento: +27°C a Palermo, +26°C a Pescara e Pantelleria, +25°C a Catania, Lamezia Terme e Lipari, +24°C a Cosenza e Termoli, +22°C a Bari, Foggia, Capri, Siracusa, Trapani e Catanzaro, +21°C a Messina, Cagliari, Salerno, Brindisi, Guidonia e Agrigento, +20°C a Roma, Napoli, Perugia, Reggio Calabria, Caltanissetta e Ragusa, +19°C a Frosinone, Latina, Lecce, Olbia e Crotone.
A03In molti casi sono record mensili, in serata pubblicheremo il report ufficiale con tutti i dettagli e i precedenti.
Anche al nord, nonostante un clima più umido e a tratti piovoso, le temperature sono elevate:  Bolzano e Ferrara hanno raggiunto i +10°C, Aosta, Milano, Bergamo e Piacenza i +11°C, Cuneo i +12°C, Brescia, Torino e Parma i+13°C, Treviso, Venezia, Genova e Bologna i+14°C, Trieste, Verona e Pisa i +15°C, Padova, Arezzo, Grosseto, Ravenna e Firenze i +16°C, come a maggio.  L’atmosfera sul Paese è caratterizzata dalla sabbia del Sahara trasportata sull’Italia dai venti provenienti dal nord Africa. 
Fonte: meteoweb

E’ un’altra giornata caldissima al centro/sud: Palermo già a +24°C, Pescara a +23°C! Italia invasa dalla sabbia del Sahara

E’ iniziata un’altra giornata di super-caldo al centro/sud Italia, con temperature elevatissime già dalle prime ore del mattino. Questi i valori termici misurati intorno alle 10.00 in alcune località del Paese, valori davvero mostruosi per il periodo, tipici del mese di giugno:+24°C a Palermo, +23°C a Pescara, +21°C a Pantelleria, +20°C a Catania, Trapani,  Termoli e Catanzaro, +19°C a Napoli, Bari, Foggia, Guidonia e Agrigento, +18°C a Roma, Messina, Brindisi e Salerno, +17°C a Reggio Calabria, Cosenza, Ragusa, Lecce e Ancona, +16°C a Firenze, Perugia, Rimini +15°C a Viterbo, Taranto e Trieste.
Tutta l’Italia è invasa dalla sabbia del Sahara, trasportata sull’atmosfera del Mediterraneo centrale dal flusso di correnti meridionali attivate dalla profonda perturbazione in azione tra Marocco e Algeria. Eloquenti le immagini satellitari. Nelle prossime ore le temperature aumenteranno ulteriormente, e in alcune località del centro/sud non è da escludere che vengano battuti alcuni record mensili. Intanto in Friuli Venezia Giulia sono in atto forti temporali con piogge torrenziali da ieri sera, in alcune località sono caduti oltre 260mm di pioggia con frane e allagamenti, mentre sulle Alpi nevica in modo eccezionale oltre i 1.200 metri di quota, con accumuli che diventano da record assoluto lì dove erano già presenti al suolo oltre 6 metri di neve e adesso ne sono caduti altri 2 in meno di 24 ore, tra ieri sera e stamattina. Attenzione perchè tra martedì e mercoledì nevicherà ancora.

Fonte: meteoweb

domenica 16 febbraio 2014

Un’altra settimana caldissima in tutt’Europa: anomalie termiche spaventose [MAPPA]

Quella che si conclude oggi è stata un’altra settimana di super-caldo in tutt’ Europa: soltanto in Portogallo e Irlanda, nell’ estremo occidente del continente, le temperature sono state appena inferiori rispetto alle medie del periodo, ma sul resto d’Europa abbiamo scarti positivi fino a 5-7°C e addirittura fino a 9°C rispetto alle medie nelle zone nord/orientali, tra Russia e Scandinavia, come possiamo osservare dalla mappa che pubblichiamo a corredo dell’articolo, emessa oggi dal NOAA.
Dopo gennaio, anche febbraio si concluderà con scarti termici positivi impressionanti rispetto alle medie del periodo in tutto il continente europeo. Un’anomalia che continua ininterrottamente ormai da ottobre, e che per estensione, durata e intensità, è paragonabile a quella dell’estate 2003…

Fonte: meteoweb

L'anno senza Inverno...

Correva l'anno 1816 e d'estate neppure l'ombra. Passò alla storia come"l'anno senza estate", un trimestre segnato da pesanti anomalie climatiche che causarono ingentissimi danni in molte zone dell'Emisfero Boreale. Negli Stati Uniti vi furono nevicate a giugno, in Canada il ghiaccio rimase sino ad agosto. In Europa strariparono i fiumi, nel nord l'agricoltura fu messa in ginocchio dal gelo e in alcune zone cadde la neve "rossa". Autorevoli studi concordano nell'attribuire quella "gelida" estate a precedenti eruzioni, la più imponente delle quali coinvolse il vulcano indonesiano Tambora.
Prendetela come una premessa "provocatoria", ben lungi da noi paragonare quegli accadimenti agli attuali. Tuttavia, dovendo raffrontare il clima di quegli anni col XXI° Secolo, potremmo affermare senza alcun dubbio che la facilità con cui si manifestano talune anomalie è più frequente. Che sia colpa del riscaldamento globale, non ci piove. Che la colpa del riscaldamento sia dell'uomo è un fatto assodato. Ci vediamo costretti ad affrontare certi argomenti perché quest'anno sembra proprio che l'inverno non ne voglia sapere. Siamo stati catapultati all'interno di un autunno infinito ed anche se sulle Alpi sono caduti metri di neve, non si può certo affermare che sia stato per mano dell'inverno.
Anni or sono ci lamentavamo dell'assenza dell'Atlantico. La Depressione d'Islanda era sparita senza apparente motivo. Ci si lamentava dell'assenza di piogge e in tanti gridavano alla progressiva desertificazione del Mediterraneo. Quel termine fu usato e abusato, perché i profani tendevano ad associarlo idealmente con l'ambiente desertico. Ma così non è. Magari un giorno capiterà di scrivere un approfondimento in merito, in questa sede ci preme rimarcare come anche il disperso Atlantico sia tornato in auge più vispo che mai.
I "freddofili", ed anche i meteo-appassionati, guardano con impazienza ai prossimi giorni. Si spera che l'anticipo primaverile che ci sta investendo, assolutamente inadeguato, possa condurci verso un salvagente invernale in extremis. Forse una piccola speranza c'è ancora, ma perché possa definirsi tale dovrebbe necessariamente realizzarsi entro le prossime 2 settimane. Dovesse accadere più in là, saremo costretti ad annoverare eventuali sfuriate fredde tra i più "classici colpi di coda" marzolini. Sarà lecito parlare di avvio primaverile "freddo", questo senz'altro, ma a qual punto il 2013-2014 verrà ricordato come l'anno "senza inverno".
Fonte:meteogiornale