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giovedì 28 maggio 2015

Caldo incredibile in India, si scioglie anche l’asfalto: FOTO sconvolgenti da New Delhi

Solo quasi 1.500 i morti in India per l’eccezionale ondata di calore che ha colpito il Paese asiatico, che ha fatto registrare il maggior numero di vittime per il caldo degli ultimi 20 anni. Lo Stato piu’ colpito e’ l’Andhra Pradesh, dove si sono raggiunti i 47 gradi e 1.020 morti dal 18 maggio. Ed e’ allarme negli ospedali dove i medici cercando di fronteggiare l’emergenza, ma “le corsie sono completamente piene”, ha riferito J V Subbarao, dottore al Rajiv Gandhi Institute for Medical Sciences, che non ha “mai visto qualcosa del genere, con cosi’ tante persone che arrivano gia’ decedute”.
caldo-india1I pazienti accusano mal di testa, vertigini e in alcuni casi deliri, sintomi dei colpi di calore. A pagare il prezzo piu’ alto sono poveri e anziani, inconsapevoli dei rischi che possono essere fatali se non curati. E anche nei bilanci, il loro numero e’ sottostimato visto che non sempre si recano in ospedale per morire. Vittime si registrano anche nel vicino Stato di Telangana, dove altre 340 hanno perso la vita, con temperature fino a 48 gradi, nello Stato orientale dell’Orissa, con 43 vittime, e altre 13 nel vicino bengala Occidentale. La causa dei decessi, secondo gli esperti, e’ da ricercare nell’improvvisa ondata di calore seguita ai mesi umidi di febbraio e marzo che hanno mantenuto le temperature basse. L’aumentata domanda di elettricita’ per l’aria condizionata ha portato a interruzioni di corrente in alcune parti della capitale, peggiorando la situazione. Le autorita’ hanno ordinato l’installazione di condizionatori nei rifugi per i senza tetto. Al momento le previsioni non danno sollievo, con poche speranze che la situazione meteo possa migliorare a breve nel nord dell’India, dove venti caldi e secchi hanno aggravato la situazione. L’arrivo dei monsoni nel Kerala, a sud, e’ previsto per il 30 maggio ma ci vorranno settimane perche’ giunga a dare refrigerio nelle aride pianure.Solo quasi 1.500 i morti in India per l’eccezionale ondata di calore che ha colpito il Paese asiatico, che ha fatto registrare il maggior numero di vittime per il caldo degli ultimi 20 anni. Lo Stato piu’ colpito e’ l’Andhra Pradesh, dove si sono raggiunti i 47 gradi e 1.020 morti dal 18 maggio. Ed e’ allarme negli ospedali dove i medici cercando di fronteggiare l’emergenza, ma “le corsie sono completamente piene”, ha riferito J V Subbarao, dottore al Rajiv Gandhi Institute for Medical Sciences, che non ha “mai visto qualcosa del genere, con cosi’ tante persone che arrivano gia’ decedute”.
caldo-india1I pazienti accusano mal di testa, vertigini e in alcuni casi deliri, sintomi dei colpi di calore. A pagare il prezzo piu’ alto sono poveri e anziani, inconsapevoli dei rischi che possono essere fatali se non curati. E anche nei bilanci, il loro numero e’ sottostimato visto che non sempre si recano in ospedale per morire. Vittime si registrano anche nel vicino Stato di Telangana, dove altre 340 hanno perso la vita, con temperature fino a 48 gradi, nello Stato orientale dell’Orissa, con 43 vittime, e altre 13 nel vicino bengala Occidentale. La causa dei decessi, secondo gli esperti, e’ da ricercare nell’improvvisa ondata di calore seguita ai mesi umidi di febbraio e marzo che hanno mantenuto le temperature basse. L’aumentata domanda di elettricita’ per l’aria condizionata ha portato a interruzioni di corrente in alcune parti della capitale, peggiorando la situazione. Le autorita’ hanno ordinato l’installazione di condizionatori nei rifugi per i senza tetto. Al momento le previsioni non danno sollievo, con poche speranze che la situazione meteo possa migliorare a breve nel nord dell’India, dove venti caldi e secchi hanno aggravato la situazione. L’arrivo dei monsoni nel Kerala, a sud, e’ previsto per il 30 maggio ma ci vorranno settimane perche’ giunga a dare refrigerio nelle aride pianure.
Fonte: meteoweb

mercoledì 27 maggio 2015

India “soffocata” da un caldo senza precedenti: almeno 1200 morti, temperature percepite fino a +60°C!

Ormai da diversi giorni una eccezionale ondata di calore sta attanagliando diversi stati dell’India centro-orientale, e non solo, spingendo i termometri ben oltre la soglia dei +47°C +48°Call’ombra. Il caldo sta divenendo davvero “feroce” in molte aree della vicina India, in particolare fra gli stati del Madhya Pradesh, Vidarbha, Andhra Pradesh, Telangana, Bihar e Jharkhand, dove nei giorni scorsi si sono misurate temperate massime veramente estreme, prossime ai +47°C +48°C all’ombra, accompagnate da valori di umidità relativa medio-bassa che hanno reso la calura ancora più insopportabile, con un effetto “afa” eccezionale.
untitledNegli stati dell’India orientale, dove l’umidità relativa è decisamente più elevata che nel Pakistan o nel Rajasthan (luoghi dove in questo periodo dell’anno si possono superare con una certa facilità i +50.0°C), queste temperature così elevate, sommandosi a tassi di umidità superiori al 40-50 %, arrivano a far percepire all’organismo umano temperature sui +60°C (il valore percepito dal corpo, da non confondere con la temperatura reale). Si tratta di una situazione davvero estremo che purtroppo, come confermano report delle autorità sanitarie indiane, ha determinato numerosi decessi, soprattutto fra gli anziani e i soggetti affetti da patologie respiratorie o malnutrizione. Purtroppo, fino ad oggi, questa ondata di calore davvero estrema ha cagionato la morte di almeno 1200 persone, ma il numero secondo le autorità sanitarie indiane potrebbe essere solo provvisorio, e rischia di salire ulteriormente nei prossimi giorni.
131594772_11nGli stati maggiormente colpiti sono quelli di Andhra Pradesh e del vicino Telangana dove sarebbero morte fino a 1000 persone. Altre vittime sono registrate anche nel Bengala Occidentale e nello stato dell’Orissa. In sostanza questa gigantesca “heat wave” sta coinvolgendo decine di milioni di cittadini indiani, dagli stati settentrionali a quelli dell’ovest, passando per l’Andhra Pradesh e il Bengala occidentale, incluse le aree più popolose del paese asiatico. Nei giorni scorsi la temperatura massima nella capitale indiana, Nuova Delhi, ha sfondato la soglia dei +44.5°C (108.7° F), mentre in alcuni quartieri della metropoli la colonnina di mercurio ha sforato i +45°C +46°C, rendendo il clima davvero irrespirabile.
64011923In quei giorni una temperatura massima di ben +45.4°C è stata registrata nella città di Jharsuguda, dove si sono segnalati 12 decessi per il caldo estremo. Ma il picco di questa sorprendente quanto micidiale ondata di calore si è raggiunto a cavallo del 23 e 24 Maggio, quando nella città di Allahabad il termometro ha sfondato i +47°C all’ombra. Il giorno più caldo in assoluto è stato il 24 Maggio 2015 quando a Khammam la massima definitiva nelle 24 ore si è portata oltre il muro dei fatidici +48°C all’ombra, stabilendo la temperatura massima più elevata registrata sul territorio indiano dall’inizio di questa brutale onda di calore pre-monsonica. Lo stesso giorno, mentre Khammam sfondava i +48°C, in alcune località montane come Mussoorie, situata 2.010 metri sul livello del mare, sono stati misurati ben +36°C.
29768016Si tratta di valori davvero eccezionali che mettono in evidenza la portata eccezionale dell’onda di calore che indugia da giorni su gran parte del sub-continente indiano e nel vicino Pakistan. Ma molto probabilmente la fase di picco di questa brutale ondata di calore entro il weekend verrà archiviata. Ormai siamo giunti all’apice del caldo pre-monsonico che interessa l’intera area indo-pakistana, soprattutto nel settore interno pakistano, dove il sole prossimo allo “Zenit”(raggi solari perpendicolari sulla linea dell’orizzonte durante le ore centrali del giorno), il prevalente regime anticiclonico in quota, la debole ventilazione e l’aria molto secca nei bassi strati inaspriscono notevolmente la gran calura, trasformando queste aree in autentici forni a cielo aperto.
indiaNei giorni scorsi diverse località hanno sfondato il muro dei +48°C +49°C, avvicinandosi pericolosamente ai fatidici+50°C all’ombra, anche per merito dell’azione di intense “Subsidenze atmosferiche”indotte dal possente regime anticiclonico sub-tropicale. Al contempo il flusso dell’umido “Monsone di SO”, in fase di sviluppo sul mar Arabico a largo delle coste della Somalia, sarà destinato ad intensificarsi ulteriormente, visto che l’intenso riscaldamento dell’area indo-pakistana agevolerà un significativo calo dei valori barici a suolo, favorendo la formazione della vasta depressione termica fra il Pakistan centro-meridionale ed il nord dell’India, con valori che scendono sotto i 994 hpa fra il Punjab e le pianure del Gange.
a2_stIn più il transito del “getto sub-tropicale” in quota, sopra il bordo settentrionale della grande onda semi/permanente di calore insistente sulla regione indo-pakistana (nei medi e bassi strati), agevola la formazione dell’attività “termoconvettiva” sui rilievi del nord dell’Afghanistan, del Pakistan, sull’Himalaya occidentale e sull’altopiano tibetano interno, dove si sviluppano degli annuvolamenti cumuliformi che nelle ore serali e notturne produrranno delle piogge, rovesci e pure dei temporali anche di forte intensità.
Fonte: meteoweb

martedì 26 maggio 2015

Caldo killer in India: il bilancio dei morti sale a 750

Continua a salire il bilancio delle vittime dell’ondata di caldo nell’India settentrionale e sud orientale dove finora oltre 750 persone hanno perso la vita per collassi e eccessiva disidratazione. Anche ieri, il clima torrido, che da giorni registra temperature al di sopra dei 45 gradi, ha causato decine di morti negli Stati dell’Andhra Pradesh e Telangana. Le autorita’ hanno ordinato alle amministrazioni comunali di aprire dei centri di distribuzione di acqua potabile e di bevande rinfrescanti. E’ stato chiesto alla popolazione di evitare l’esposizione al sole nelle ore piu’ calde. L’ondata di caldo, accompagnata da un vento secco proveniente dai deserti occidentali e tipica di questo mese, si sta muovendo ora verso il nord, in particolare in Uttar Pradesh e nella capitale New Delhi. Il bollettino meteo non prevede cambiamenti per i prossimi giorni che continueranno quindi a essere caratterizzate da alta pressione e temperature al di sopra della media stagionale.
Fonte: meteoweb

lunedì 25 maggio 2015

Ondata di calore soffocante in India, picchi di +50°C: 400 morti negli ultimi 4 giorni!

Circa 400 persone sono morte in quattro giorni in India per l’ondata di caldo che ha soffocato il Paese. “Duecento persone sono morte nel sud dello Stato di Andhra Pradesh, altre 200 nel vicino Telangana. Le vittime sono in gran parte persone senza casa e sono decedute per colpi di calore”, ha spiegato una fonte ufficiale. Ilcaldo ha travolto anche altre zone del Paese, tra cui la capitale New Delhi che ha toccato i 45 gradi. Il caldo, secondo le previsioni meteo, non si placherà per giorni a causa dell’ondata di aria calda in Pakistan, dove le temperature toccano i 50 gradi. Le autorità sanitarie hanno invitato gli indiani a non uscire durante le ore più calde e a bere molta acqua prima di uscire.
Fonte: meteoweb

venerdì 18 luglio 2014

Forti mareggiate monsoniche stanno per flagellare le coste dell’India occidentale, attese onde alte fino a 6 metri

Nella seconda decade del mese di Luglio, come scritto di recente, il flusso dell’umido“Monsone di SO” si è notevolmente rafforzando fra le coste somale e quelle dell’India occidentale. Questo significativo rinforzo dei venti monsonici, che ora spirano a carattere burrascoso lungo buona parte del mar Arabico, è prodotto dall’inasprimento del“gradiente barico orizzontale” fra l’oceano Indiano sub-equatoriale e l’area indo-pakistana, dove è attiva la bassa pressione termica, nei bassi strati (prodotta dall’intenso riscaldamento stagionale del sub-continente indiano, che occorre in coincidenza dei passaggi “zenitali” del sole), con valori barici sotto i 995-994 hpa. Questa profonda bassa pressione di natura termica, caratterizzata da un minimo barico al suolo attorno i 992-993 hpa sull’India settentrionale, sta incentivando un progressivo rinforzo degli intensi venti da SO e O-SO che in questi giorni sferzeranno le coste somale e il mar Arabico occidentale, con punte sopra i 60-70 km/h, e raffiche di picco anche oltre gli 90-110 km/hdavanti le coste del Puntland e l’isola di Socotra.
La furia del "Monsone di SO" in azione da giorni sul mar Arabico, con venti che toccano i 100 km/h
La furia del “Monsone di SO” in azione da giorni sul mar Arabico, con venti che toccano i 100 km/h
Da circa due settimane lungo il settore occidentale del mar Arabico, nel tratto antistante le coste della Somalia settentrionale, sono attivi forti venti burrascosi, da SO e O-SO, che raggiungono l’intensità di burrasca forte, rendendo il mare da agitato a molto agitato, con la formazione di onde di “mare vivo”, alte più di 4-5 metri, ma con “Run-Up” fino a 6-7 metri a largo della Somalia settentrionale.Pur rimanendo attive in mare aperto, i forti venti da SO e O-SO Dopo aver attraversato l’intero mar Arabico, queste imponenti onde di “mare vivo”si dirigeranno verso i litorali bassi e sabbiosi del Maharashtra, dando origine a significative mareggiate che potranno erodere interi tratti di costa, intorbidendo le acque per almeno un miglio, a seguito del rimescolamento delle ingenti quantità di sabbia presenti nei fondali. Le mareggiate monsoniche si abbatteranno con grande impeto anche lungo l’area costiera di Mumbai, dove si attende l’arrivo di onde alte anche più di 5-6 metri che si romperanno con spettacolari spruzzi a ridosso dei centri abitati. Visto la presenza di burrasche piuttosto intense davanti la Somalia, alcune di queste ondate potrebbero essere davvero enormi, causando notevoli danni nelle aree costiere fortemente già esposte al fenomeno dell’erosione. La navigazione verrà resa proibitiva per le navi di piccola e media stazza. L’imponente moto ondoso sollevato dalle burrasche del “Monsone di SO”, in azione nel tratto di mare antistante le coste somale, rischia di distruggere, erodendola, la giovanissima isoletta di fango e roccia sorta poco meno di un anno fa davanti la costa pakistana, a largo di Gwadar, a seguito del devastante sisma di 7.8 Richter che lo scorso 24 Settembre 2013 ha devastato la regione meridionale pakistana del Belucistan.
Le imponenti ondate monsoniche che raggiungono la costa di Mumbai
Le imponenti ondate monsoniche che raggiungono la costa di Mumbai
Nell’isola yemenita di Socotra, che si trova in mezzo alla traiettoria dei cosiddetti “getti somali”, cosi chiamate data la loro origine attorno le coste del Corno d’Africa, i venti impetuosi da SO e O-SO sono divenuti a tratti anche tempestosi, con raffiche di picco che hanno superato la fatidica soglia dei 90-100 km/h.  Proprio durante la giornata dello scorso giovedì 3 Luglio,  l’isola yemenita, nel cuore del mare Arabico, è stata letteralmente spazzata da un violenta bufera monsonica, con fortissimi venti da SO e O-SO che alle 08:00 AM (ora locale) hanno raggiunto un picco di ben 126 km/h da SO, mentre il vento medio sostenuto ha raggiunto un picco estremo di 107 km/h. La raffica dello scorso 3 Luglio, archiviata dalla stazione meteorologica dell’isola di Socotra, ha raggiunto la forza di un uragano di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson. Le raffiche più forti si stanno registrando proprio sulle coste più settentrionali dell’isola yemenita, direttamente investite dalle turbolenti raffiche di caduta dai rilievi che caratterizzano la parte centrale di Socotra. Non è un caso se la zona dell’aeroporto sia quella maggiormente colpita dalle potenti folate di vento, da S-SO e SO, che spesso possono raggiungere picchi estremi fino a 90-100 km/h. Gli incredibili 126 km/h da SO registrati a Socotra, lo scorso 3 Luglio, per il momento rappresentano la raffica di vento più forte registrata dall’attivazione dell’umido Monsone estivo sull’oceano Indiano settentrionale.
India CycloneNel corso dei prossimi giorni gli umidi e burrascosi “getti somali”, in azione davanti le coste somale e a ridosso del golfo di Aden, verranno richiamati verso nord-est dalla profonda depressione termica presente sull‘India settentrionale, con un minimo barico al suolo sotto i 994 hpa. L’ulteriore approfondimento della depressione termica, che nel corso dei prossimi giorni tenderà a spostarsi in direzione del Pakistan orientale, favorirà un nuovo rinforzo della già intensa circolazione monsonica da SO che sferzerà l’intero mar Arabico, con“getti somali” davvero molto forti davanti le coste del Puntland e l’isola di Socotra. Queste correnti sud-occidentali sono molto umide a causa del loro passaggio obbligato sulle superfici sub-equatoriali dell‘oceano Indiano e sul mare Arabico, muovendosi in direzione delle coste dell’India occidentale, dal Kelara allo stato del Maharashtra, tenderanno a dispensare abbondanti precipitazioni, visto l’interazione fra gli umidi “getti somali” e i rilievi del Ghati occidentale, i quali ergeranno una barriera naturale al flusso da O-SO e Ovest, addossando una fitta nuvolosità cumuliforme che darà luogo a frequenti piogge e temporali, distribuiti a macchia di leopardo, a tratti anche di forte intensità, ed ulteriormente enfatizzati dal notevole “forcing”orografico che queste montagne riescono ad esercitare agli umidi venti da O-SO.
Local youngsters enjoy a soaking after a high wave hit the shoreline during high tide in the Arabian Sea along the promenade in MumbaiQuest’ultimi vengono costretti a sollevarsi bruscamente verso l’alto, raffreddandosi e favorendo la rapida condensazione del vapore acqueo, con il conseguente sviluppo di imponenti annuvolamenti cumuliformi in grado di arrecare forti rovesci di pioggia e fenomeni temporaleschi, di moderata e forte intensità, maggiormente probabili fra gli stati del Kelara e Maharashtra. Ma l’umido flusso del “Monsone di SO”continuerà a rimanere piuttosto attivo in quasi tutti gli stati indiani e su quelli che si affacciano sol golfo del Bengala, dove sarà presente un’attività convettiva piuttosto accesa, che viene supportata anche dal continuo apporto di aria calda e umida, d’estrazione marittima, nei bassi strati, che scorre al di sotto dell’”Easterly Jet Stream” (la famosa “corrente a getto orientale” che domina sull’area tropicale), la quale tende ad inasprire notevoli divergenze, scorrendo sopra il flusso dai quadranti occidentali, legato al Monsone estivo, che domina nei medi e bassi strati. Queste divergenze, tra l’” Easterly Jet Stream” in quota ed il flusso monsonico nei bassi strati, coadiuvate da aree di profonda convenzione, spesso favoriscono la formazione di circolazioni depressionarie tropicali, più o meno organizzate, che dal golfo del Bengala tendono a spostarsi verso gli stati dell’India centrale e settentrionale, dove apportano forti precipitazioni convettive, per poi successivamente spostarsi verso ovest, proseguendo più indebolite in direzione del mar Arabico e del Pakistan meridionale.
Figure3Sono proprio queste depressioni tropicali a causare le piogge torrenziali che caratterizzano il Monsone estivo sull’Asia meridionale, ed in modo particolare sugli stati indiani. Intanto nei prossimi giorni piogge persistenti, enfatizzate dal potente “forcing” orografico prodotto dai rilievi himalayani nei confronti dell’umida circolazione monsonica che risale in direzione delle pianure dell’India centro-settentrionale, colpiranno il versante meridionale dell’Himalaya, specie lungo lo stato dell’Assam, dove sono attesi veri e propri diluvi. Entro fine mese il Monsone raggiungerà il suo “clou” stagionale anche negli stati dell’India settentrionale, completando la sua massima espansione verso nord, in collaborazione con la massima spinta settentrionale dell’ITCZ.In gran parte dell’India i cieli rimangono molto nuvolosi o coperti, mentre le abbondanti precipitazioni, spesso sotto forma di rovescio o temporale, tendono a mantenere le temperature massime su valori al di sotto dei +28°C +27°C.

lunedì 23 giugno 2014

INDIA: Anche se in ritardo il Monsone 2014 comincia a produrre i suoi effetti

L'India ha sperimentato giorni di caldo estremo e l'arrivo del Monsone nelle prime due settimane di giugno, ma è stato deludente, con precipitazioni inferiori fino al 45 % rispetto alle medie stagionali.
La temperatura dell'aria a Nuova Delhi è stata di 48° C (118 ° Fahrenheit), e si sono registrate temperature al di sopra dei 43 °C (110 ° F) per sette giorni. I dati satellitari offrono alcuni spunti su ciò che stava accadendo sul territorio.
Le mappe qui riportate mostrano le anomalie della temperatura della superficie terrestre (LST) nell'Asia meridionale dal 02 al 09, 10 al 17 giugno 2014, ed evidenziano quanto la superficie terrestre si è riscaldata al di sopra o al di sotto della media.
ine acquisita il 2-9 giugno 2014
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Il colore rosso più scuro indica le aree dove il terreno é 12° C (22 ° F) al di sopra della media 2001-2010; le aree blu mostrano le aree sotto la media, e i colori grigi raffigurano le aree con dati incompleti (di solito a causa di un'eccessiva copertura nuvolosa).
La mappa qui riporata raffigura il riscaldamento dell'estremo nord-ovest dell'India e del Tibet nella prima settimana di giugno; le alte temperature sono meno estreme nel periodo dal 10-17 giugno.
Immagine acquisita il 10-17 Giugno 2014
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Ogni mappa mostra una media di otto giorni. Gli estremi vicino a New Delhi non appaiono chiari in questa mappa perché le temperature erano di circa 5 °C sopra la norma, mentre nelle altre zone erano di 12 °C al di sopra.
Gran parte dell'Europa centrale e occidentale dell'India è stata più fresca nella seconda settimana; ci sono anche diverse aree grigie in cui la nuvolosità maschera le misurazioni del terreno. Le precipitazioni, la copertura nuvolosa,e le brezze umide provenienti dal Mar Arabico, probabilmente spiegano il cambiamento nelle temperature superficiali terrestri. L'agenzia meteorologica dell'India ha notato che il monsone è arrivato, ma le precipitazioni nel periodo da giugno a settembre dovrebbero essere più deboli del normale.
Il livello delle frane in tutto il Pakistan, l'India, il Nepal e il Bangladesh è attualmente inferiore a quel che si registra di solito. Questa immagine, dalla IMD , mostra il deficit di precipitazioni monsoniche a partire dal 19 giugno.
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In Asia meridionale, le regioni altamente esposte a frane sono il SW India (Kerala per esempio) e naturalmente la regione himalayana, che sono entrambe in uno stato di deficit di precipitazioni, al momento.
Tuttavia, il fronte monsonico sta ora avanzando in tutta la regione, e con esso arrivano le prime segnalazioni di frane.
In Nepal, durante la notte del 20 giugno, ci sono state due gravi frane. La prima, ad Aglung VDC, Nipane, nel distretto di Gulmi, una frana ha seppellito una casa, lasciando nove morti e sette dispersi. Questo è il peggior incidente cauasato da una frana nel Nepal quest'anno.
A Khung VDC, nel quartiere di Pyuthan, una frana ha ucciso cinque persone e ha provocato un altro ferito.
Fonte: meteoportaleitalia

mercoledì 12 marzo 2014

Oltre un metro di neve nella regione del Kashmir: LE FOTO

Le regioni settentrionali dell'India sono tagliate fuori dal mondo a causa di copiose nevicate e pioggia. La neve  impedisce il lavoro negli aeroporti e molte delle strade sono del tutto impraticabili.
A causa di questa ondata di maltempo, le autorità hanno deciso di chiudere le scuole e gli uffici per due giorni. Pioggia e neve da stanno  provocando il caos anche nella regione del Kashmir. In molte zone si sono registrate 3-4 metri di neve fresca a metà marzo, un fenomeno insolito per questo periodo. Nelle aree del Jammu e Kashmir, è alto il rischio valanghe. Circa 50 persone sono stati trasferiti in luoghi più sicuri.
Fonte: meteoportaleitalia
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