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martedì 25 agosto 2015

SFIDA VERTICALE: le montagne più alte del mondo, i 14 ottomila dell'Hima...

Immagini suggestive delle vette più alte del mondo.....iniziamo a prepararci per l'inverno alle porte!
Video da non perdere.



Fonte: youtube - WINTERSEASONchannel

giovedì 21 maggio 2015

Un anno in time-lapse - Da non perdere!

Un anno in time-lapse in un parco di montagna
Il montaggio di questo video è davvero suggestivo ed interessante
Da non perdere!



fonte: youtube - Dan Hudson

mercoledì 18 febbraio 2015

La NEVE di città è più bella che in montagna...

Il romanticismo della neve è unico anche e soprattutto se i fiocchi cadono nei nostri quartieri cittadini più degradati. E' proprio qui infatti che dovremmo commuoverci pensando a quanta gente, senza mezzi per andare in montagna, si rallegra per una bella giornata bianca che arriva gratis dal cielo. 

Pensiamo per un attimo a quante persone vedono nella neve qualcosa di mistico, soprannaturale; una gioia indescrivibile che pervade e fa solidarizzare di più anche con il vicino di casa antipatico, che ci spinge a salutare l'odiosa cassiera del supermercato con un largo sorriso, ad affacciarci alla finestra e a fermare l'attimo che fugge dei fiocchi bianchi che svolazzano nell'aria. 

La neve di borgata, così come quella nei centri storici, è prima di tutto occasione per socializzare con il prossimo, è una vera manna perchè ci nutre spiritualmente. La nostra strada, la nostra via, il nostro quartiere, la vecchia fabbrica diroccata, l'alberello striminzito in mezzo al giardino: tutto è bianco. 

Laddove c'è la tua casa, là c'è anche il tuo cuore! Chi non vive in città non deve disprezzare i cittadini: anche se sei un giovane lettore studia la città dove vivi, vivila fino in fondo anche se è brutta, perchè se un giorno sarai lontano rivivrai con il pensiero la disposizione del tuo quartiere, ti ricorderai di quella nevicata, della mamma che ti portava a passeggio, degli amici. 

La neve fa parte della nostra vita, chi la disprezza non la capisce, ma va ovviamente rispettato, anche se non serve a nulla ricordargli che anche lui o lei un tempo sono stati bambini. (ma forse avranno avuto una mamma che non amava la neve, forse hanno vissuto in povertà, in situazioni di disagio) 

In ogni caso la neve resta una delle emozioni più grandi che il cielo sappia offrirci, anche se porta qualche disagio, pazienza, non vorremmo più sentire però quelle frasi stereotipate del tipo "la neve va bene in montagna", come peraltro ho già ricordato in altri articoli. La neve va dove deve andare, come e quando vuole, senza chiedere il permesso a nessuno: così è da sempre e così per sempre sarà.

mercoledì 14 maggio 2014

Meteo Giro d'Italia 5°tappa: Taranto-Viggiano 203 KM


La carovana rosa che nella giornata di ieri ha affrontato la 4°tappa nel territorio pugliese e vinta ancora una volta da Kittel, nella giornata di oggi si muoverà fin sulla Basilicata andando ad incontrare le prime vere asperità.
 Infatti, già dalla serata di oggi la maglia rosa, che ora è nelle mani di Matthews potrebbe cambiare padrone visto che prima i corridori dovranno affrontare la salita di Sella San Chirico e poi ripetere per due volte nel finale la salita del Viggiano, che mostra una pendenza massima dell'8%.
Passando al meteo, la giornata si presenterà piuttosto instabile, anche se nella prima mattinata non dovrebbero verificarsi delle piogge. Nelle ore centrali e le prime ore pomeridiane della giornata, non mancherà qualche piovasco alternato a qualche schiarita. Le temperature saranno in lieve calo, tanto che i corridori passeranno a percepire dai +19°C/+20°C della costa, temperature pari o inferiori ai +13°C intorno ai 1000 metri di altezza.
Fonte: meteoportaleitalia

giovedì 6 marzo 2014

Valanghe Valle d’Aosta: pericolo “marcato” in aumento

In Valle d’Aosta il pericolo valanghe e’ ‘marcato’ – indice 3 su una scala di 5 punti – ma in aumento a ‘forte’ (indice 4) nei prossimi giorni a causa del previsto rialzo delle temperature. E’ quanto riportato nel bollettino dell’ufficio valanghe dell’amministrazione regionale. “Nonostante il naturale scaricamento dei versanti nei giorni scorsi – si legge – c’e’ ancora molta neve potenzialmente instabile. Con il rialzo delle temperature ci sara’ un aumento dell’attivita’ valanghiva naturale”.
Fonte: meteoweb

lunedì 3 marzo 2014

Un video bellissimo con le 14 montagne più alte del mondo! Dedicato a chi ama le sfide verticali!

Video documentario sulle 14 montagne più alte del mondo. Nel video, dedicato al mondo dell Alpinismo, sono mostrate in ordine di altezza: Shishapangma 8027 m, Gasherbrum II 8035 m, Broad Peak 8047 m, Gasherbrum I 8068 m, Annapurna 8091 m, Nanga Parbat 8125 m, Manaslu 8163 m, Dhaulagiri 8167 m, Cho Oyu 8201 m, Makalu 8463, Lhotse 8516 m, Kangchenjunga 8586 m, K2 8611 m, Everest 8848 m tutte della catena asiatica dell Himalaya.





(fonte: youtube - winterseason.it)

sabato 1 marzo 2014

In alta montagna l’innevamento sta toccando livelli di rilevanza storica, e storici rifugi rischiano di collassare sotto la neve

Ma cosa succede in quota? Lo rivelano le varie ricognizioni fatte durante le schiarite che si stanno intervallando alle fitte nevicate, ed alcuni rifugi risultano in sofferenza per la grande quantità di neve.
In Trentino, lo storico rifugio Silvio Agostini, in val d’Ambiez, posto a 2410 metri sul livello del mare è stato seriamente danneggiato dalle enormi quantità di neve che sono presenti in zona, e gli interni sono stati in parte devastati dalla neve. Si parla di danni da valanga, ma è difficile stabilire cosa sia accaduto. Dalle immagini disponibili sembrerebbe che il rifugio sia stato danneggiato dal peso della neve sul tetto.
Siamo, per ora, lontani dai valori di nevosità del 1951, quando le Alpi furono interessate da nevicate furiose, con oltre 15 metri di neve caduta alla quota di soli 1500 metri, e si parla di accumuli al suolo a fine inverno anche di 10 metri a quella quota.
Rifugio Silvio Agostini (fonte  trentinocorrierealpi).
Tuttavia, in quota, laddove i rifugi sono posti in zone interessate dalle maggiori nevicate, la situazione è impegnativa se si considera che marzo ed aprile sono mese di grandi nevicate oltre i 2000 metri di quota.

Rifugio Silvio Agostini (fonte trentinocorrierealpi).
Fonte: Freddofili

giovedì 27 febbraio 2014

L’incanto di un’alba tra mare e monti [FOTO MERAVIGLIOSE]

Il sole che sorge in un freddo mattino d’inverno… svegliarsi, aprire le finestre ed ammirare la Majella che s’illumina attimo dopo attimo… Uscire da casa e, nell’equilibrio di forme e colori, nei suoni del vento o nel riflesso del sole sul mare c’è qualcosa di assoluto che emoziona e piace a tutti… E’ inutile negarlo. Destarsi all’alba ha tutt’altro sapore… la natura è così morbida, rilassata… Senza dubbio il momento del giorno più amato da chi detesta l’impellenza, il caos, la confusione, le controversie. Riusciremo a meravigliarci di fronte ad un’alba sulla Costa dei Trabocchi, tanto cara a Gabriele D’Annunzio, o alle prime luci che rendono radiosa la Montagna Madre degli abruzzesi? A giudicare dalle splendide immagini credo proprio di sì….
Fonte: meteoweb

sabato 22 febbraio 2014

Un video bellissimo! Dedicato a tutti coloro che amano la montagna...

Le superbe montagne del Trentino vi daranno la pelle d'oca! Mettetevi comodi, regolate il volume delle casse, rilassatevi e godetevi questa grande bellezza a tutto schermo...

venerdì 14 febbraio 2014

Onore a te Pirata: hai scalato i monti con il Sole, la Pioggia e la Neve. Da 10 anni che il ciclismo si è spento!

Mentre una nuova stagione è ormai alle porte, il mondo del ciclismo - e non solo per la dimensione del personaggio - ricorda oggi Marco Pantani, nel decennale della sua morte, in un anonimo residence di Rimini. Quello che la sera del 14 febbraio 2004 usciva dalla vita, stroncato da un overdose di cocaina, era un uomo ormai solo e disperato. 
Del campione che aveva fatto sognare tutti con le sue imprese solitarie sulle vette da leggenda del ciclismo non c’era più traccia, scomparso da quel mattino di giugno a Madonna di Campiglio nel Giro del 1999. Vi era arrivato il giorno prima trionfante in maglia rosa, tra due ali di folla entusiasta. Se ne andava distrutto, espulso dalla corsa, scortato da due carabinieri come fosse un delinquente: un ematocrito fuori norma, che faceva sospettare il ricorso all’Epo, era stato riscontrato in un controllo a sorpresa. 

Il Pirata pregustava il Mortirolo, come apoteosi di un Giro stradominato: i tifosi l’attendevano ancora una volta al lancio per terra della sua bandana come segnale di un altro irresistibile attacco che non ci sarà. Cominciava invece per lui un viaggio nelle tenebre,  in un tunnel senza uscita. Lui che l’anno prima aveva vinto Giro e Tour, portato a esempio del campione pulito in un ambiente già inquinato dall’Epo, era diventato il primo dei drogati. 

Una macchia per lui insopportabile. Scritte ostili, spalle voltate, sempre più folto il partito del discredito. Non era Pantani il primo corridore a essere fermato per l’ematocrito troppo alto. Né sarebbe stato l’ultimo. Ma il modo con cui Pantani da quel giorno venne trattato, da campione a quasi mostro, fu una squallida esibizione di perbenismo sulla pelle di un atleta tanto forte sui pedali appena la strada si impennava, quanto fragile dentro, incapace di reagire a una realtà che all’improvviso gli si era ribaltata contro, a un mondo che l’aveva idolatrato e che adesso non gli dava più credito nemmeno quando a fatica Pantani tentò di tornare Pantani, con due acuti al Tour del 2000 fino all’ultimo disperato tentativo di risorgere sull’ascesa verso la cascata del Toce nel Giro del 2003. 

Poi il buio di una vita spesa ad autodistruggersi il più in fretta possibile. Contro di lui fu un linciaggio sistematico che ancora oggi fa male come denuncia, in una lettera scritta a mano, indirizzata al figlio e pubblicata in questi giorni sul sito della Fondazione (www.pantani.it), Paolo Pantani, il padre di Marco. “Sette procure, giudici, giornali, televisioni, enti sportivi compreso la federazione ciclistica: non riesco a darmi pace, non potrò mai rassegnarmi e accettare che un uomo buono, giusto, onesto, sensibile e generoso come te abbia dovuto soffrire tutto quell’inferno”. Un dolore straziante di un padre che attende che sia almeno restituita al figlio “la sua dignità”, ma che purtroppo sa che nel coro di chi celebrerà oggi il mito di un ciclista unico si mescoleranno anche tanti voci che hanno concorso a distruggerlo.


(Fonte:firstonline.info)

mercoledì 29 gennaio 2014

Cosa accadrà la prossima settimana in Italia?

La prima settimana del mese di febbraio sembra trascorrere con un tempo tutt'altro che stabile sulla nostra Penisola. Non mancheranno piogge e sulle regioni settentrionali la quota neve potrebbe scendere a quote interessanti, quantomeno nella prima parte della settimana.

Ecco gli artefici del tempo in Italia fino alla giornata di mercoledì 5 febbraio.
Sull'Europa nord-orientale seguiterà a campeggiare un'alta pressione fredda, che porterà ancora temperature di gelo anche sulla Vicina Russia.
Più ad ovest avremo l'estenuante lavorio delle correnti atlantiche, che almeno fino a mercoledì penetreranno solo parzialmente sul nostro Continente.
In Italia andrà in scena un tempo abbastanza freddo al nord, con rischio di precipitazioni anche nevose a quote collinari, specie sul nord-ovest. Al centro e al sud avremo invece un tempo più mite, anche se piovoso e umido a tratti.
Nella seconda parte della settimana, la "forzata" delle correnti occidentali dovrebbe consentire la penetrazione di un sistema frontale, atteso per venerdì tra l'Europa centrale e l'Italia.
In questo frangente il tempo peggiorerà su tutta l'Italia, ma le temperature subiranno un aumento, specie al centro e al sud, stante l'arrivo di correnti miti sud-occidentali.
Altra neve in vista per le Alpi, a quote di media montagna.
(Fonte: MeteoLive)