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sabato 22 febbraio 2014

Clima mondo: Gennaio 2014 tra i più caldi dal 1880

La temperatura globale del mese di Gennaio 2014rimane sempre molto alta rispetto alla media 1951-1980. Secono i dati rilevati dal GISS (Goddard Institute for Space Studies) il mese si colloca al terzo posto tra i Gennaio più caldi a partire dal 1980. L'anomalia globale mensile risulta pari a +0.70°C, a soli due centesemi dal record per il mese registrato nel 2002 e nel 2003.

Per quanto riguarda l'emisfero boreale l'anomalia risulta ancora più elevata e pari a 0.94°C. Si notano scarti superiori a 2°C su buona parte dell'Europa e del Nord America ad esclusione degli Stati Uniti, che invece hanno vissuto un Gennaio più freddo della media con frequenti ondate di gelo.  

Fonte: 3BMeteo

martedì 18 febbraio 2014

L’aria fredda che ha portato la neve alle Canarie raggiunge il Senegal e il Niger: a Dakar registrata una massima sotto i +20°C, minime di appena +1°C in Niger

Lo scorso weekend un insolita nevicata aveva dipinto di bianco le cime delle isole Canarie, imbiancando le alture fino a quote relativamente basse, ai 1400 metri, o poco giù. Le nevicate hanno interessato quattro delle isole Canarie, dove è stata riscontrata una spolverata di bianco sulle rispettive cime. La neve si è vista sulle isole di Tenerife, Gran Canaria, La Palma e Gomera, dove si sono registrati accumuli a partire dai 1300-1400 metri di quota. Ma in alcune aree montuose delle isole di Tenerife, Gran Canaria, La Palma, la neve è caduta anche a quote localmente più basse, al di sotto dei 1200 metri, anche per merito delle precipitazioni di carattere convettivo che hanno permesso alla neve di scendere anche a quote più basse. Questa stessa aria fredda, d’origine sub-polare marittima, incuneandosi sul margine più orientale del promontorio anticiclonico azzorriano, che mantiene il proprio baricentro nel cuore dell’Atlantico settentrionale, è scesa verso latitudini più meridionali, attraverso una moderata ventilazione dai quadranti settentrionali che ha interessato l’Atlantico marocchino e le coste marocchine. I venti da Nord e N-NO hanno permesso all’aria fredda nord atlantica di versarsi a largo delle coste del Marocco, determinando su questo un brusco calo dei valori termici.
L'oasi di Bilma, in Niger (credit Wikipedia)
L’oasi di Bilma, in Niger (credit Wikipedia)
In alcune isole, nel corso della giornata di sabato, la colonnina di mercurio è scesa al di sotto dei +12°C +13°C a livello del mare. Una parte di questo flusso di aria fredda, di lontane origini sub-polari marittime, dopo aver interessato le Canarie e le coste del Marocco, si è versato fra Mauritania, Senegal e Gambia, determinando un brusco calo termico su gran parte dei paesi dell’Africa occidentale. Basti pensare che nella capitale senegalese, Dakar, è stata registrata una sorprendente temperatura massima di poco al di sotto dei +20°C. Massime al di sotto dei +20°C a Dakar, a due passi dal tropico del Cancro, sono davvero molto rare. Bisogna però ricordare che in questo periodo dell’anno Dakar è stretta nella morsa della stagione fresca oceanica,che va da Gennaio a Maggio. Ma l’afflusso delle masse d’aria fredde, di lontane origini sub-polari marittime, ha prodotto un significativo calo delle temperature anche sulle aree dell’entroterra, specie fra Senegal, Mauritania, Mali e Niger, dove si sono registrate temperature minime notturne particolarmente basse, con valori poco sopra la soglia dei +0°C. Nel nord del Niger, Bilma , sempre favorita da fortissimo irraggiamento notturna, è scesa a soli +1.5°C, anche se le massime si mantengono vicino ai +30°C. Ma in altre località desertiche, al confine fra gli stati del Mali, della Mauritania e del Niger, questa discesa fredda ha acuito le escursioni termiche giornaliere, fra giorno e notte. In alcune località, specie nel Niger occidentale, la differenza fra le massime giornaliere e le minime notturne è stata di oltre i +30°C. Nei prossimi giorni le temperature torneranno nuovamente a salire, anche se lungo le coste del Marocco e del Sahara occidentale avremo ancora un clima un po’ più freddo del normale, con temperature decisamente al di sotto delle medie del periodo.
Fonte: meteoweb

L'inverno dei record al contrario? Mai guardare solo al "proprio orticello"

Se c'è un errore frequente e molto comune riguardo i vari discorsi sull'andamento del clima planetario è quello della percezione locale. Molto spesso infatti si traspone il clima di casa nostra e lo si estende a tutto il mondo. Errore! Fortunatamente esistono le rilevazioni strumentali, i satelliti, i radar, che superano i facili abbagli delle sensazioni umane.
Non è difficle comprendere che, dopo il non invernoche stiamo vivendo, e che è ormai alle battute finali anche dal punto di vista meteorologico, rimane ancor più ferma in noi la convinzione che il clima ormai cambiato, sia molto più mite dei decenni scorsi. Possibile che la temperatura globale sia aumentata così tanto, 3,4,5 anche 10 gradi rispetto alla media degli scorsi decenni?
E qui casca l'asino. E' vero il clima rimane più caldo rispetto alla media degli ultimi 30 anni, ma la grande salita degli anni' 90 sembra essersi arrestata, ovvero il Pianeta si sta riscaldando meno, la curva tende ad appiattirsi. E questo lo dicono gli strumenti che, fortunatamente, sono arbitri imparziali, senza la deviazione delle precezioni umane.
E' stato dunque l'inverno dei record? Noi pensimo di si: in Italia abbiamo battuto i record di mitezza di piovosità e, sulle Alpi, anche di nevosità. Dall'altra parte del mondo, in America, è stato l'anno del gelo record, tre mesi con temperature da freezer quasi in pianta stabile. Qualcuno si chiederà che tutto ciò sia il rovescio di una stessa medaglia"?
Bingo! Ecco centrato il discorso, quello corretto, che supera le orticellistiche senzazioni umane ma che utilizza quanto di meglio possiamo disporre, il nostro cervello. Nel clima sono cambiati soprattutto i regimi di persistenza.La modifica della calotta polare, con meno ghiaccio e più neve, ha a sua volta modificato la distribuzione termica di mari e oceani.
Si sono modificati gli assetti delle correnti oceaniche e il loro impatto sul trasporto di umidità e calore. Trattasi di modifiche millesimali, non percepibili umanamente, ma incontrovertibili dal punto di vista strumentale e comunque determinanti. Gli equilibri assunti dei grandi centri di pressione rimangono stazionari per più tempo e causano lunghi periodi caratterizzati da tempo uguale. I minori gradienti di temperatura tra le alte e le medie latitudini tendono ad appiattire la circolazione emisferica in una o due sole grandi onde.
Quella che si è piazzata in Atlantico, tra noi e l'America, è stata una vasta onda depressionaria, un vero e proprio lobo del vortice polare. Il su asse ha diviso in due l'emisfero: a loro le correnti settentrionali e il gelo, a noi quelle meridionali e la mitezza. L'Atlantico infine, posto a monte delle correnti che giungono sull'Europa, ci ha aggiunto la sua umidità, ed ecco le piogge.
Inverno più mite in Italia vero, ma non andiamo oltre; cosa potrebbero rispondere infatti i cugini d'oltre oceano?
Fonte: meteolive

Previsioni Meteo: altri due giorni di super-caldo, poi torna il freddo con forte maltempo

L’ Italia sta vivendo l’ondata di caldo più intensa degli ultimi secoli per il mese di febbraio, con temperature da record in tutto il centro/sud: un caldo eccezionale che durerà ancora due giorni interi,martedì 18 e mercoledì 19 febbraio. Saranno altri due giorni di fuoco con temperature particolarmente elevate al punto che verranno battuti nuovi record di calore, con massime superiori ai +25°C sulle isole maggiori e diffusamente oltre i +22/+23°C in tutto il centro/sud.
27Domani, martedì 18 febbraio, splenderà il sole e farà caldo anche al nord, mentre mercoledì 19 tornerà il maltempo su tutto il settentrione con forti piogge e temporali in pianura Padana e abbondanti nevicate sulle Alpi oltre i 1.200/1.400 metri di quota. Le temperature resteranno elevate in tutt’Italia, superiori rispetto alle medie del periodo: solo dagiovedì 20 la colonnina di mercurio inizierà ad abbassarsi in modo significativo, con piogge e temporali diffusi in tutt’Italia. Venerdì 21, poi, il maltempo si concentrerà al sud con forti temporali tra Calabria e Sicilia, mentre poi nel weekend le temperature torneranno in linea con le medie del periodo, quindi decisamente fresche e tipicamente invernali (11-13°C più basse rispetto a quelle di questi giorni al centro/sud), con clima variabile in tutto il Paese. Un trend di fresco e instabilità che durerà probabilmente poi anche la prossima settimana, fino alla fine del mese. Un mese, però, questo febbraio 2014, che resterà irrimediabilmente segnato dall’ondata di calore di proporzioni storiche che stiamo vivendo in questi giorni.

Fonte: meteoweb

lunedì 17 febbraio 2014

Fine FEBBRAIO e il CAMBIO di circolazione. GFS insiste sull'arrivo del Freddo

Dopo un lunghissimo periodo in cui l'inverno non si è comportato da tale, finalmente si vede la possibilità nel lunghissimo termine, dell'arrivo di aria più fredda sull'Europa e forse anche sulla nostra Penisola. Ovviamente ci manteniamo nel "fanta meteo" dato che le carte che stiamno prendendo in considerazione vanno oltre le 300 ore. 
 Anche se la distanza temporale è tantissima, diciamo che l'ultima emissione del centro di calcolo americano GFS, rispecchia un pochino le nostre aspettative con l'arrivo del mese di Marzo. Ovvero, l'alta pressione potrebbe estendersi fin verso le alte latitudini e permettere così un cambio di circolazione da Ovest-Est a Nord-Sud.
Naturalmente anche se così fosse, si tratterebbe di discese di aria fredda e non gelida, anche perchè con il caldo e l'alta pressione che in questo periodo ha interessato la nostra Penisola, il gelo è confinato molto a nord e servirebbe solamente un "miracolo" per far si che esso giunga in territorio europeo.
Dunque, nel caso dovesse avverarsi questa situazione, che il centro di calcolo americano propone da qualche giorno, si avrebbero delle incursioni veloci di aria fredda, tipiche del mese di Marzo. Nel caso poi tali incursioni dovessero realemente interessare la nostra Penisola, allora sarebbero da valutare i reali effetti dovuti anche all'ingresso "reale" di aria fredda che vi sarà in quota. Insomma la strada è molto lunga
Fonte: meteoportaleitalia

Dall'anno senza ESTATE a quello " SENZA" INVERNO

Nel corso della primavera dell'anno ormai passato, molti "grandi" meteorologi annunciavano sull'Europa la possibilità di avere un'annata senza estate  e sappiamo tutti come è andata a finire. Gli stessi "meteoeologi" che nel corso della passata stagione autunnale hanno annunciato l'inverno più freddo del secolo.
 In realtà più o meno dal mese di Novembre, si era andata a delineare una situazione che aveva portato a pensare,almeno tutti coloro che ne masticano un pochino di meteorologia, che questo sarebbe stato un ipotetico anno " senza " inverno.
Un vortice polare molto compatto per diversi mesi, un'asse scorretto del vortice polare troposferico, la completa assenza dell'anticiclone delle Azzorre dallo scenario meteorologico, sono stati a grandi linee gli elementi che hanno condizionato fino ad ora il nostro "inverno" mascherato da autunno/primavera.
Anzi, fondamentalmente possiamo dire che c'è andata anche di lusso, perchè la poderosa cella di alta pressione che interessò l'Europa nel mese di Dicembre, poteva risultare anche più duratura di quanto in realtà già è stata.
Fino ad ora, l'inverno è da cestinare, tranne che per le Alpi dove con condizioni meteorologiche di questo genere, spesso vengono a verificarsi delle nevicate eccezionali...e in effetti così è stato.
Dell'inverno meteorologico in realtà restano ormai pochi giorni e difficilmente lo scenario sarà in grado di cambiare radicalmente. Forse vi sarà in futuro l'arrivo di aria più fredda anche sulla nostra Penisola, ma ciò non basterà a salvare una stagione "invernale" nulla.
Diciamo che è stato fatto un uso improprio della parola "senza", tanto che tra i molti titoli che abbiamo avuto modo di leggere nei mesi precedenti è mancato quello dell'anno "senza" inverno
Fonte: meteoportaleitalia

Sussulti perturbati al Nordest, ma migliora. C'è l'Alta Africana

La mancanza dell'Inverno è un fatto assodato, ma che nel bel mezzo di febbraio giungesse addirittura la primavera non ce l'aspettavamo. Sì, la frequenza con la quale s'è presentata l'Alta Africana - nell'ultimo decennio - dovrebbe aiutarci ad assorbire meglio il colpo, ma avere temperature consone ai mesi di marzo o addirittura aprile, non può non creare stupore.
Per chi ancora non lo sapesse, nel fine settimana si è ripresentato l'Anticiclone Africano. La spinta propulsiva, lo si è scritto più volte, non è stata così efficace da consentire una protezione completa del nostro Paese. L'ampia struttura perturbata che ha investito la Penisola Iberica, espandendosi successivamente sul Nord Africa, ha scalzato l'aria calda che stazionava nell'entroterra sahariano e l'ha spinta verso l'Italia. Gli effetti termici non si son fatti attendere, a cominciare dalle due Isole Maggiori. Qui, tra sabato e domenica, s'è respirata aria di primavera.
Al Nord, come detto meno protetto, è transitata l'ennesima perturbazione atlantica. La pioggia ha coinvolto le zone pianeggianti e la Liguria, estendendosi parzialmente sull'alta Toscana, mentre sulle Alpi c'è stata l'ennesima nevicata di un'annata da record. Attualmente permangono delle precipitazioni sparse sul Triveneto, in Emilia Romagna e sulla parte orientale della Lombardia, ma come detto la perturbazione si sposterà verso est e lascerà strada ad un miglioramento.
Nelle altre regioni abbiamo una prevalenza di cielo sereni o scarsamente nuvolosi. Lo scenario resterà immutato per gran parte della giornata, salvo un parziale aumento della nuvolosità medio alta a cominciare dalla Sardegna e in successiva estensione alle rimanenti zone. La ventilazione sarà occidentale e i venti favonici che dai pendii appenninici si propagheranno verso le aree costiere adriatiche e ioniche determineranno un ulteriore aumento delle temperature. Avremo punte di 24-25°C, addirittura non sono da escludere picchi localmente più elevati laddove la componente orografica agirà maggiormente. Insomma, per molte regioni dello Stivale sarà un'altra giornata tipicamente primaverile.
Fonte: meteogiornale

domenica 16 febbraio 2014

Un’altra settimana caldissima in tutt’Europa: anomalie termiche spaventose [MAPPA]

Quella che si conclude oggi è stata un’altra settimana di super-caldo in tutt’ Europa: soltanto in Portogallo e Irlanda, nell’ estremo occidente del continente, le temperature sono state appena inferiori rispetto alle medie del periodo, ma sul resto d’Europa abbiamo scarti positivi fino a 5-7°C e addirittura fino a 9°C rispetto alle medie nelle zone nord/orientali, tra Russia e Scandinavia, come possiamo osservare dalla mappa che pubblichiamo a corredo dell’articolo, emessa oggi dal NOAA.
Dopo gennaio, anche febbraio si concluderà con scarti termici positivi impressionanti rispetto alle medie del periodo in tutto il continente europeo. Un’anomalia che continua ininterrottamente ormai da ottobre, e che per estensione, durata e intensità, è paragonabile a quella dell’estate 2003…

Fonte: meteoweb

sabato 15 febbraio 2014

Ancora una volta l'INVERNO dimostra di essere particolarmente CALDO

Di freddo fino ad ora, sia sulla nostra Penisola che in Europa ce ne è stato veramente poco, anzi forse non è addirittura mai arrivato. Per ora i cluster previsionali, non vedono svolte nell'imminente medio-lungo termine.
 Fino a questo momento ogni mese del periodo invernale si è concluso sopra la media del periodo, non solo in Italia ma anche in Europa. E' notevole quanto sconcertante il fatto che dal mese di ottobre non si è avuto un mese con delle temperature nella norma del periodo.
La carta che vi stò per postare, mostra le anomalie di temperatura presenti proprio in Europa dal 1 ottobre 2013 al 31 di dicembre.
(Fonte: meteoportaleitalia)

martedì 11 febbraio 2014

Sochi: Olimpiadi invernali o estive? E' CALDO ANOMALO

La famosa località russa del Mar Nero, salita alla ribalta come ben sappiamo per i giochi olimpici invernali, sta registrando temperature che ben poco hanno a che fare con la natura della manifestazione. Ieri la temperatura massima ha raggiunto i 16°C e per il fine settimana i meteorologi prevedono valori addirittura più alti.
Il tepore primaverile si è fatto sentire anche presso Krasnaya Polyana, dove si tengono la maggior parte delle competizioni all'aria aperta. Sempre ieri alcuni sciatori hanno approfittato della neve al suolo per rinfrescarsi. Le alte temperature rendono la neve estremamente scivolosa, complicando ulteriormente le prestazioni degli atleti.
(Fonte: meteogiornale)

martedì 4 febbraio 2014

Tempo di bilanci: è stato un gennaio da record!


E' stato il terzo gennaio più caldo degli ultimi duecento anni. A comunicarlo il Consiglio Nazionale delle Ricerche.


Secondo il Consiglio Nazionale delle Ricerche è stato un gennaio davvero "bollente" sull'Italia, con precipitazioni superiori dell’86% alla media nazionale. In riferimento alla media 71-2000 la temperatura è risultata superiore di ben 2.1 gradi. 

Dal 1800 si tratta del terzo gennaio più caldo dopo il 1804 ed il 2007, dove l'anomalia risultò leggermente superiore. La redazione di MeteoLive però fa notare come su molte località anche il gennaio del 1951 fece segnare temperature altrettanto elevate. 

A livello nazionale gennaio è risultato il diciannovesimo gennaio piu’ piovoso dal 1800 ad oggi, con particolare accanimento sul settentrione, con oltre due volte e mezzo i millimetri che cadono mediamente durante questo mese e picchi sino ad oltre quattro volte la media sul Triveneto. 

Al nord peraltro il mese ha chiuso al terzo posto nella classifica tra i più piovosi di sempre e senza precedenti dal 1845.


(Fonte:MeteoLive)

Allerta Meteo, mappe davvero preoccupanti: continue “bombe” di maltempo, è un anno senza inverno!

Altro che freddo e “big snow“: di questo passo, il 2014 sarà ricordato come “l’anno senza inverno“: dopo il (presunto) “anno senza estate” del 2013 (in effetti abbiamo avuto una stagione molto piovosa e più fresca del solito, con pochissime ondate di calore). E’ da settembre che sull’Italia, ma in generale su gran parte d’Europa, le temperature si mantengono costantemente ben al di sopra rispetto alle medie del periodo, con brevi pause fredde (su tutte quella di fine novembre, l’unica ondata di freddo della stagione degna di questo nome, quando però l’inverno non era ancora iniziato…) molto più ridotte nell’intensità, nell’estensione geografica e soprattutto nella durata.
Adesso stiamo vivendo un vero e proprio “anno senza inverno“: l’Appennino è quasi completamente spoglio di neve, anche alle alte quote, con accumuli modesti e grandi difficoltà per gli operatori turistici costretti a vedere piste deserte e impianti chiusi per mancanza d’innevamento. Solo sulle Alpi c’è tantissima neve, ma solo alle quote medio/alte: è l’altra faccia della medaglia di una stagione così anomala, caratterizzata dal caldo e dal maltempo, e soprattutto da configurazioni che hanno portato sull’Italia costanti venti di scirocco tali da addensare precipitazioni copiose e abbondanti nel versante meridionale dell’arco alpino.
La circolazione climatica europea è dominata da un poderoso flusso zonale atlantico che sforna continue profonde perturbazioni oceaniche: da lì questi tempestosi cicloni spingono aria umida e mite da ovest verso il Vecchio Continente. Il freddo rimane confinato nell’estremo oriente, in Russia, mentre le isole Britanniche, la Francia occidentale e la Spagna sono esposte a burrasche violentissime come quelle dei giorni scorsi, che già si sono susseguite numerose negli ultimi due mesi.
Anche l’Italia viene colpita da queste pesanti ondate di maltempo, alternate a sbuffi caldi provenienti dal vicino nord Africa. Ne abbiamo avuto prova nei giorni scorsi, tra venerdì 31 gennaio e ieri, con piogge torrenziali in tutto il Paese (picchi di 650mm in Calabria) e gravi criticità per fiumi in piena, allagamenti, frane e inondazioni. Situazioni di emergenza che si ripeteranno ancora nei prossimi giorni, in quanto l’Italia sarà colpita da altre “bombe” di maltempo alternate a giornate di forte scirocco con intensi venti meridionali e temperature particolarmente miti al centro/sud.
Le mappe che pubblichiamo a corredo dell’articolo testimoniano in modo eloquente questa situazione così particolare, di blocco sinottico totale su scala Europea, che rischia di provocare gravi alluvioni nel nostro territorio nazionale. Già domani, mercoledì 5 febbraio, forti piogge colpiranno tutto il nord/ovest e in modo particolare la Liguria, con nuove abbondanti nevicate sui rilievi. In serata il maltempo si sposterà su Toscana, Lazio e Campania, con nuovi nubifragi su Roma.
Breve tregua giovedì mentre poi venerdì 7 al centro/sud farà decisamente caldo con forti venti di scirocco e al nord avremo altre forti piogge e temporali. Attenzione anche al weekend, con altre piogge sparse, e poi soprattutto all’inizio della prossima settimana quando, lunedì 10 febbraio, nuove piogge torrenziali interesseranno tutto il centro/nord e in modo particolare il nord/est e il Lazio, con violenti acquazzoni a Roma e in molte altre località.
Massima allerta, quindi, almeno fino a metà febbraio: le mappe sono davvero molto preoccupanti, il territorio è già zuppo d’acqua e non è in grado di assorbirne altra, invece sappiamo bene che ne arriverà tantissima a causa di queste continue ondate di maltempo. E con temperature decisamente elevate, sarà pioggia anche in montagna: un’aggravante per i corsi d’acqua che subiranno l’impeto furioso di ingenti quantitativi pluviometrici e idrometrici. Come possiamo osservare nella mappa elaborata a fianco, le profonde perturbazioni atlantiche che “attaccano” l’Europa centro/occidentale, provocano un mite richiamo Africano su gran parte d’Europa e costringono il freddo a rimanere bloccato ad est. Una situazione estremamente pericolosa per il nostro Paese.
(Fonte: meteoweb)

sabato 1 febbraio 2014

Gennaio 2014 in Italia: troppo caldo, troppa pioggia e troppa neve

Gennaio è terminato e possiamo tracciare un primo bilancio climatologico del mese.
La domanda che ci eravamo posti nel corso del mese era stata: riuscirà questo mese di gennaio ad essere ancora più caldo di quello record del 2007? Ebbene, nel complesso non ce l'ha fatta, il mese è stato 0,35°C più freddo del corrispettivo del 2007, ma su alcune zone d'Italia, in particolare su parte del Nord-Est, è stato battuto il record del 2007.
Le anomalie termiche in quella parte d'Italia, compresa tra la Pianura Veneta e la Venezia-Giulia sono state imponenti, e sono arrivate a sfiorare i 5 gradi rispetto alla norma climatologica.
I cieli quasi perennemente nuvolosi non hanno permesso la consueta perdita di calore notturna per irraggiamento, le correnti mediamente da sud hanno mantenuto mediamente elevate le temperature.
Ma il Nord-Est non è stata l'unica zona in cui quest'anno ha fatto più caldo rispetto al 2007: sul versante tirrenico le differenze tra i due mesi sono labili, su quello adriatico-ionico ha fatto mediamente più caldo quest'anno.

Madesimo seppellita dalla neve a fine mese, foto di Cristian CostaDove ha fatto più freddo allora? Su tutte le montagne, soprattutto a quote medio-alte sull'arco alpino, in considerazione delle abbondantissime nevicate che hanno interessato queste zone; su tutto il Nord-Ovest ed in particolare sulla Liguria centro-occidentale; sulla Sicilia e sulla Sardegna. Da nessuna parte ha fatto però più freddo rispetto alla norma climatica trentennale.
L'ultima parte del mese, come avvenuto anche nel 2007, è stata la più fredda, l'ultima decade ha avuto anomalie complessive di appena 1 grado oltre la norma e per quattro giorni di fila, dal 26 al 29 del mese, le temperature sono state "addirittura" leggermente inferiori alla norma. Effetto dell'unica irruzione artica del mese.
Di seguito i dati definitivi mensili di alcune città italiane e il confronto con le medie 1971/00 (cli.no) di gennaio:
Torino 0,1/8,8°C cli.no -2,5/6,6°C diff. +2,4°C
Milano 2,8/7,9°C cli.no -0,9/5,9°C diff. +2,85°C
Genova 7,7/12,1°C cli.no 5,5/11,5°C diff. +1,4°C
Venezia 5,6/10°C cli.no -0,1/6,6°C diff. +4,55°C
Trieste 7,7/11,5°C cli.no 3,8/7,6°C diff. +3,9°C
Bologna 3,5/9,1°C cli.no -0,5/6°C diff. +3,55°C
Firenze 5,8/12,9°C cli.no 2/10,9°C diff. +2,9°C
Pescara 4,6/14,7°C cli.no 1,8/11,2°C diff. +3,15°C
Roma 6,3/14,7°C cli.no 3,8/13,4°C diff. +1,9°C
Napoli 7,5/14,9°C cli.no 4,4/13°C diff. +2,5°C
Bari 7,8/15,4°C cli.no 4,9/12,6°C diff. +2,85°C
Reggio Calabria 9,8/16,6°C cli.no 8,2/15,3°C diff. +1,45°C
Trapani 9,5/16,5°C cli.no 7,9/15°C diff. +1,55°C
Alghero 7,3/14,8°C cli.no 6,3/13,9°C diff. +0,95°C
La piena dell'Arno a Pisa il 31 gennaioOltre alle temperature elevate, la circolazione mediamente atlantica ha causato precipitazioni frequenti ed abbondanti, con conseguenze nefaste in molte regioni d'Italia: le frane in Liguria, l'alluvione in Emilia, le esondazioni e gli allagamenti in Friuli, Toscana e Lazio. Le Alpi hanno ricevuto nevicate eccezionali, tra le Alpi Carniche e Giulie si arriva ad accumuli di circa 5 metri sotto i 2000 metri di quota!
Questi gli accumuli di pioggia in millimetri, registrati in alcune località italiane, secondo i dati provenienti da aeroporti civili e postazioni militari:
Genova 297, Capo Mele 286, Milano 230, Bergamo 260, Treviso 269, Venezia 255, Nova Gorica 370 (la stazione, pur slovena, è indicativa per Gorizia), Aviano 322 (mancano alcuni dati, 200 mm negli ultimi 3 giorni), Firenze 202, Pisa 213, Vigna di Valle 319, Pratica di Mare 185, Roma Fiumicino 264 (172 mm negli ultimi 2 giorni), Messina 182.
Purtroppo non esiste una distribuzione omogenea dei dati degli altri enti pubblici (regioni, autorità di bacino ecc.) per cui risulta dispendioso andare alla ricerca di tutti i dati pluviometrici, ma possiamo dire che alcuni dati riportati sono persino sottostimati: ad esempio in gran parte di Genova sono caduti almeno 400 mm di pioggia, con punte di 500, mentre nell'entroterra ligure di levante si arriva ad accumuli mensili di oltre 800 mm. In Lombardia la fascia a nord di Milano ha visto accumuli diffusi superiori ai 300 mm. Nella pianura friulana si toccano diffusamente valori di 400 mm, mentre in montagna si arriva a 1000 mm (1 metro!). In Alta Toscana localmente si sono superati i 1000 mm di accumulo mensile, un'enormità. Alcuni di questi dati sono record secolari per il mese di gennaio.
Abbiamo vissuto un mese di gennaio termicamente quasi uguale al 2007, ma con caratteristiche molto diverse: se in quell'anno le condizioni climatiche potevano dirsi quasi primaverili, quest'anno sono state decisamente autunnali, sebbene più fredde di un normale novembre.
Il periodo delle piogge non è ancora finito, forse verso la fine della prima decade di febbraio arriverà un periodo di alta pressione a darci un po' di tregua.
(Fonte: Meteo Giornale)