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giovedì 13 marzo 2014

Dissesto idrogeologico, il premier Renzi: “più di un miliardo e mezzo da spendere subito”

Sono gia’ pronti 1 miliardo e 648 milioni per il dissesto idrogeologico. Noi abbiamo messo un miliardo e mezzo, siamo stati piu’ bassi. Questo miliardo e mezzo bisogna spenderlo“. Cosi’ Matteo Renzi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “L’intervento verra’ agevolato da due unita’ di missione che partiranno dal primo aprile“, aggiunge. ”I progetti ci sono- dice Renzispesso e’ la burocrazia che ci ferma“. Quindi, “da questo punto di vista l’intervento verra’ agevolato, insieme al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti- spiega il presidente del Consiglio- da due unita’ di missione, che abbiamo oggi approvato e che saranno pronte a partire dal primo di aprile“.
Fonte: meteoweb

sabato 15 febbraio 2014

Beltempo sull’Italia centro-meridionale, il Sole torna a splendere su un territorio pieno di criticità idrogeologiche

Il beltempo tornato sull’ Italia centro-meridionale da alcuni giorni è certamente una notizia positiva per il nostro territorio, stremato dalle precipitazioni abbondantissime cadute in questo inizio 2014. I terreni sono ancora saturi, e sono centinaia le criticità idrogeologiche ancora attive, in particolar modo per frane piccole e grandi. Tutte situazioni che stanno incidendo sulla vita di molte persone, per la chiusura di strade, per la riduzione di carreggiate, per il manto stradale dissestato, per frane attive che minacciano centri abitati. Percorrere in questi giorni tante strade del centro-sud, è un continuo imbattersi in cartelli di pericolo, deviazioni, lingue di fango che hanno invaso parte della strada, rivoli d’acqua che escono da ogni punto dei pendii collinari e montuosi, paesaggi collinari con vistose ferite per distacchi franosi anche molto ampi.
La pausa dal maltempo fa respirare, perché i terreni si asciugano (almeno superficialmente), e soprattutto perché si arrestano i fenomeni più pericolosi, come colate di fango, improvvisi distacchi di colline, eccetera. È infatti quando l’acqua scorre che le frane si muovono. Il ritorno del beltempo congela la situazione così com’è, ma non bisogna abbassare la guardia. I terreni difficilmente si asciugheranno in così pochi giorni, in un periodo dell’anno in cui le temperature (a parte l’anomalia di questi giorni particolarmente caldi) non sono alte, e in cui la durata del giorno è breve. L’arrivo delle prossime probabili precipitazioni potrebbe quindi riattivare i tantissimi fenomeni di dissesto che adesso sono quiescenti (in stand-by ), ma che aspettano solo l’arrivo di nuova pioggia per riattivarsi.
Un lavoro utile di questi giorni di pausa è certamente quello della canalizzazione delle acque, del drenaggio: ripristinare le canale in zone collinari e montane, canalizzare l’acqua per far si che non penetri nei terreni a rischio frana alle prossime piogge. Questo è il minimo. Poi ci sono i lavori di consolidamento e di messa in sicurezza, ma si tratta di operazioni più lunghe e costose, e in molti casi (è quello che sta succedendo in queste ore) ci si deve accontentare di cartelli di pericolo e restringimenti di carreggiata. Nel caso di frane più grandi sono giorni in cui i geologi compiono sopralluoghi per verificarne le dimensioni e la profondità, e per valutare i rischi di coinvolgimento di strade, infrastrutture, abitazioni, nel caso in cui non si siano ancora del tutto mobilizzate.
L’immagine di questi giorni è comunque quella di una zona d’Italia pesantemente colpita dal maltempo delle settimane scorse, e che attende con le dita incrociate il passaggio dei nuovi probabili fenomeni di maltempo, sperando che non si aggrivino situazioni locali di dissesto.
Il tutto mentre il piano di messa in sicurezza del paese richiesto da anni da geologi, gruppi di difesa del territorio, associazione di bonifiche, eccetera, resta un’utopia. La difesa dal rischio idrogeologico non è mai stata una priorità dei governi e non lo è stato neanche quest’anno. E così l’Italia si riempie di cartelli di pericolo, di birilli,  di transenne, di strisce rosso-bianche per segnalare punti pericolosi, di toppe poco durevoli sulle voragini apertesi nelle strade, in attesa che arrivi la prossima tempesta, sperando che sia piccola e che vada tutto bene. Un paese rattoppato e con le dita incrociate.
(Fonte:meteoweb)

giovedì 13 febbraio 2014

Alluvione nel Regno Unito, mai così tanta pioggia da secoli: Inghilterra allagata e continua a diluviare!

Il Regno Unito sta attraversando un periodo di piogge senza precedenti, ed altre ancora sono attese e previste per le prossime ore e i prossimi giorni. Le circostanze meteo hanno portato a numerose inondazioni su vaste aree del sud del Paese, incluse le zone limitrofe al Tamigi, ma ovunque la terra è del tutto satura d’acqua.  I media si sono concentrati sull’area agricola detta Somerset Levels, che sorge al di sotto del livello del mare, e che è rimasta isolata completamente sott’acqua per 8 settimane. Il Primo Ministro David Cameron ha richiesto ulteriori fondi per dragare i fiumi in risposta alle richieste dei residenti locali i quali sono concordi nel sostenere che gli allagamenti sono dovuti al fatto che laEnvironment Agency non ha provveduto in merito.
UK-flood-mapMentre il Paese non riesce a rialzarsi a causa del susseguirsi dei fenomeni meteo estremi, il Met Office ha rilasciato un report riportando alla ribalta la discussione sul cambiamento climatico e se questo possa giocare un qualche ruolo negli eventi che stanno interessando il Regno Unito.
Julia Slingochief scientist del Met Office, ha riassunto la posizione del servizio meteo dicendo che “tutte le prove disponibili suggeriscono una connessione al cambiamento climatico,” specificando comunque quanto sia difficile interpretare la situazione meteo attuale.
I dati ufficiali del Met Office mostrano che quest’inverno ha portato con sé delle precipitazioni record tra Inghilterra e Galles riferiti agli ultimi 248 anni, da quando hanno avuto inizio le rilevazioni. Dicembre e gennaio, considerati globalmente, hanno già segnato il record degli ultimi 104 anni. Le precipitazioni hanno colpito il Paese ma hanno devastato il sud, dove a gennaio sono caduti 200 mm in più rispetto alla media del periodo.
TOPSHOTS-BRITAIN-WEATHERFino a 80 mila abitazioni britanniche sono ancora al buio mentre i pendolari questa mattina hanno subito ulteriori ritardi e disagi, in particolare lungo la linea ferroviaria, dopo le interruzioni e i danni dovuti ai forti venti (della forza di un uragano). Oggi le condizioni climatiche sembrano concedere una tregua ma le previsioni indicano che una nuova perturbazione proveniente dall’Atlantico porterà ulteriori disagi a partire da domani quando i venti torneranno fortissimi, a circa 100 km/h. Il primo ministro Cameron presiederà oggi il primo incontro di una nuova commissione istituita per far fronte alla crisi dovuta all’emergenza alluvioni. Il livello dell’acqua resta alto in molte zone dell’Inghilterra, a ovest di Londra in particolare, dove restano in vigore 16 punti d’allerta lungo il Tamigi.
(Fonte: Meteo Web)

    mercoledì 12 febbraio 2014

    Nuovo violento ciclone atlantico sul Regno Unito: allagamenti e inondazioni, allarme rosso

    Una nuova tempesta si sta abbattendo sulle coste occidentali del Regno Unito, portando con sé raffiche che potrebbero raggiungere i 160 chilometri orari. L’ufficio meteorologico britannico ha emesso l’allerta rossa del più alto livello per “venti eccezionalmente forti” per l’ovest del Galles e il nordovest dell’Inghilterra. Le raffiche, ha avvertito l’ufficio, potrebbero causare danni strutturali e interruzioni nella fornitura di corrente elettrica in vaste zone del Paese. L’Inghilterra è stata colpita dal maltempo da dicembre e gennaio è stato il mese più piovoso negli ultimi 250 anni. Molte zone del Paese, tra cui le coste sudoccidentali, la zona di Somerset Levels e la valle del Tamigi, sono state allagate e centinaia di case sono state sommerse.
    (Fonte: meteo web)

    Maltempo: secondo la Coldiretti a gennaio è piovuto il doppio della media! Le ULTIMISSIME

    Secondo quanto riferito da un monitoraggio effettuato dalla Coldiretti, in Italia è caduta più del doppio della pioggia (addirittura il +107%) rispetto alla media del periodo a gennaio con le precipitazioni violente ed intese della prima decade del mese di febbraio che hanno peggiorato la situazione. Monitoraggio effettuato sulla base dei dati Ucea, che lancia l'allarme per i terreni saturi di acqua con il rischio frane in un Paese dove l'82% dei comuni ha parte del territorio a rischio idrogeologico. (Fonte: meteogiornale)

    martedì 11 febbraio 2014

    Maltempo in Toscana, a Pisa la piena dell’Arno alle 11: il fiume rischia di esondare

    A Pisa fiato sospeso per il passaggio dell’Arno in piena. In un primo momento la piena era prevista per le ore 9; l’Arno dovrebbe raggiungere la massima portata in citta’ dalle ore 11 in poi. Verso le 10,30 e’ prevista, in via precauzionale, la sospensione del traffico nelle zone prossime ai lungarni. Per tutta la notte il prefetto Francesco Tagliente, insieme al sindaco Marco Filippeschi e al presidente della Provincia, Andrea Pieroni, hanno monitorato, dalla Prefettura, la situazione per garantire la sicurezza dei cittadini con le esigenze di mobilita’ e vivibilita’. A Pisa l’Arno ha toccato 4,66 metri ed ora la piena del fiume sta passando tra Signa e Empoli. Dalle 10.30 fino alla fine della piena saranno chiusi i lungarni centrali e i ponti al traffico veicolare. I bus saranno regolari. Poco dopo le ore 9 e’ stato aperto il canale Scolmatore. Nel frattempo e’ stato completato il posizionamento dei sacchi di sabbia vicino alle paratie ad ulteriore protezione degli argini. Le scuole e gli uffici pubblici sono regolarmente aperti.
    (Fonte: meteoweb)

    lunedì 10 febbraio 2014

    Previsioni meteo ITALIA domani Martedi' 11 Febbraio

    Domani, Martedi' 11 Febbraio

    Nord: Molte nubi al Nordest con residue precipitazioni, nevose oltre i 600-1000m, in graduale assorbimento entro sera da Ovest con schiarite. Inizialmente variabile al Nordovest con nubi e locali nebbie in pianura, ma con tendenza a rasserenamento entro sera. Temperature in generale rialzo, massime tra 9 e 14°C. Venti deboli-moderati tra O e NO. Mosso o molto mosso il Ligure, tendente a mosso o poco mosso l'alto Adriatico.
    Centro: Acquazzoni sparsi su Tirreniche ed ovest Sardegna, in sconfinamento entro il pomeriggio anche sulle Adriatiche; fiocchi sin verso i 1300-1500m. Migliora tuttavia dalla serata sulle Tirreniche con ampie schiarite, salvo residui annuvolamenti a ridosso della dorsale appenninica; resta, invece instabile tra basse Marche ed Abruzzo. Temperature stabili, massime tra 13 e 16°C. Venti in ulteriore rinforzo da O-NO con mari molto mossi, agitati i bacini sardi.
    Sud: Torna a peggiorare con nubi in aumento dalle Tirreniche, associate a prime piogge al mattino su alta Campania ed ovest Sicilia in estensione pomeridiana a Tirreniche, Molise, alta Puglia e buona parte della Sicilia nonché in serata ai restanti settori. Migliora la notte in Sicilia. Temperature in calo ad Ovest, in rialzo ad Est; massime tra 14 e 19°C. Venti moderati-tesi tra NO e SE con mari tendenti a molto mossi o agitati.

    (Fonte: 3BMeteo)

    Ciclone Stephanie: sarà una notte da incubo, domani attenzione al Sud

    ALLERTA METEO: SI PROSPETTA UNA NOTTE DA INCUBO, DOMANI IL CICLONE SI SPOSTA AL SUD - Si prospetta una serata difficile e una notte da incubo al centro/nord: alla luce degli ultimi aggiornamenti, infatti, continuerà a diluviare per molte ore in modo particolare al nord/est e nell’alto Tirreno, tra Liguria di levante, Emilia Romagna e alta Toscana, dove le precipitazioni di oggi sono già state torrenziali e tutti i corsi d’acqua sono in piena. Domani molti corsi d’acqua esonderanno sia in Toscana che in Emilia Romagna, e diversi centri abitati potrebbero finire sott’acqua. Massima allerta anche al nord/est: il ciclone Stephanie si sta confermando estremo come da previsioni, e i terreni già saturi d’acqua non riescono ad assorbire le grandi piogge di queste ore. Fortunatamente sulle Alpi nevica da quote basse, a partire dai300-400 metri al nord/ovest e dai 700-800 metri al nord/est, altrimenti staremmo già parlando di una terribile alluvione.
    Domani, però, è alto il rischio di gravi criticità su tutto il territorio centro/settentrionale. Proprio domani, martedì 11 febbraio, l’allerta si sposterà al centro/sud, dove arriveranno forti temporali dopo il caldo di oggi (con picchi di+24°C in Sicilia) provocato dallo scirocco: le temperature crolleranno di oltre 10°C in poche ore, tornerà l’inverno con nevicate oltre i 1.000 metri sui rilievi appenninici e forti temporali nel pomeriggio/sera su gran parte delle Regioni meridionali e soprattutto in Calabria e Sicilia, dove potrebbero verificarsi grandinate e trombe d’aria per i forti contrasti termici. Eloquente, in tal senso, il bollettino della protezione civile.

    (Fonte: meteoweb)

    Il ciclone Stephanie è sull’Italia, tra oggi e domani si rischia il disastro!

    l ciclone Stephanie è arrivato sull’Italia: la tempesta annunciata da giorni sta provocando forte maltempo in tutto il Paese, con forti piogge al centro/nord, abbondanti nevicate sulle Alpi e impetuosi venti di scirocco al sud dove invece il maltempo arriverà domani, martedì 11. Seguiamo attentamente l’azione della tempesta in diretta minuto per minuto.
    12:50 – IL MALTEMPO SI INTENSIFICA - Come ampiamente previsto, si sta intensificando in queste ore l’ondata di maltempo che sta colpendo il centro/nord a causa del passaggio del ciclone Stephanie. La pioggia si sta facendo sempre più forte in modo particolare tra Liguria e Toscana: Varazze ha raggiunto i 31mm, Stella San Martino sulle colline del savonese i 40mm, Savona è a 26mmmentre Genova a 22mm e La Spezia a 20mmcon un picco di 35mm a Brugnato, sulle colline. Valori di 30mm sulle Cinque Terre. In Toscana invece abbiamo 60mm a Caldana di Gavorrano, 37mm a Casteani, 42mm a Roccalbegna, 40mm a Campiano e 44mm a Sassetta, tra livornese e grossetano, dove si registrano le precipitazioni più abbondanti. Forti piogge anche nel Lazio con picchi di 50mm nel viterbese.
    11:15 – Il CICLONE STEPHANIE E’ SULL’ITALIA - Il ciclone Stephanie è arrivato sull’Italia: il vortice ciclonico si trova a ridosso dell’arco alpino, profondo 988hPa nella valle del Rodano (Francia meridionale): da lì sta già provocando la risalita di nuclei perturbati verso l’Italia da sud/ovest, come si evince in modo chiarissimo dalle ultime mappe satellitari. Sta infatti piovendo in modo incessante su tutto il nord e nelle Regioni centrali tirreniche: a Napoli e Grosseto con +12°C, a Firenze con+11°C, a Roma e Pisa con +10°C, a Genova e Bologna con +8°C, a Venezia e Verona con+7°C, a Milano, Parma e Piacenza con +6°C, a Torino è mista a neve con +2°C. In maremma segnalati picchi di 50mm mentre in Liguria nelle località più colpite ci avviciniamo ormai ai30mm. Ed è solo l’inizio: il “clou” del maltempo sarà nel pomeriggio/sera, ed è grande l’apprensione per le forti piogge che potranno provocare nuove piene 
    (Fonte: Meteo web)

    Maltempo Toscana, allerta meteo: "Pioggia e possibili allagamenti"; alcune scuole chiuse

    Il tempo torna a peggiorare e ricompare il pericolo di allagamenti. Nuovo allerta meteo, a partire da oggi', lanciato dalla Soup, la sala operativa unificata permanente della
    Regione Toscana. L'avviso di criticita' regionale "elevata" per rischio idrogeologico-idraulico e' valido dalle 8 di lunedi' 10 febbraio fino alla mezzanotte di mercoledi' 12 febbraio e riguarda tutta la Toscana. Lo riporta un comunicato stampa della Regione.
    Diverse scuole sono chiuse, in particolare nel grossetano, dove alcune scuole sono rimaste chiuse per tutta la giornata di lunedì.
    Problemi in provincia di Livorno, dove a causa del vento forte i traghetti andranno a singhiozzo.
    La sala operativa regionale avverte che saranno possibili allagamenti e tracimazioni, con possibilita' di erosione delle sponde, rottura degli argini e che l'acqua potra' sormontare passerelle e ponti, e scorrere lungo le strade. Saranno possibili frane e smottamenti. Gli eventi sono previsti con criticita' elevata in quasi tutta la Toscana.
    Rischio minore (criticita' moderata) per le seguenti zone: Magra, Versilia, Serchio e Basso Serchio, Casentino e Tevere. Sono previste in particolare piogge diffuse su tutto il territorio regionale a partire dalla mattina di lunedi', in estensione dalla costa verso le zone interne. Dal pomeriggio sera le precipitazioni potranno assumere carattere di rovescio o temporale, particolarmente intensi nelle aree occidentali e a ridosso dei rilievi. Martedi' le precipitazioni, a prevalente carattere di rovescio, tenderanno a diventare piu' sparse e ad interessare sopratutto le zone orientali e meridionali della regione.
    Vento forte dalle 8 alle 20 di domani, lunedi' 10 febbraio. Sulla costa e in arcipelago e' previsto vento di burrasca forte di scirocco, con tendenza all'attenuazione in serata, nelle zone interne e, a ridosso dei rilievi, raffiche di burrasca o burrasca forte nel pomeriggio.
    Mare agitato dalle 8 alle 20 di domani in arcipelago e sulla costa centro-meridionale esposta ai venti meridionali. Tendenza all'attenuazione in serata, con mari molto mossi o mossi. Criticita' moderata per eventi connessi a mareggiate e forte vento per le attivita' marittime e nelle vicinanze della costa. Criticita' moderata anche per possibilita' di black out, caduta di alberi, tegole e cornicioni e circolazione stradale a causa del vento.
    (Fonte: lanazione.it)

    Nuova ondata di maltempo allerta dalla Liguria al Lazio

    Nuovo avviso di criticità della Protezione civile: nevicate a quote basse in tutto il Nord, venti di burrasca sulla Sardegna e sulle regioni centrali tirreniche. Segnalati rischi di allagamenti e frane per Veneto e Toscana. Una nuova perturbazione di origine atlantica nelle prossime ore porterà ancora precipitazioni diffuse sulle regioni settentrionali e centrali tirreniche del nostro Paese.
    Sulla base delle previsioni disponibili il Dipartimento della Protezione Civile d'intesa con le Regioni coinvolte - alle quali spetta l'attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati - ha emesso, quindi, un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticita' idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino di criticita' consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).

    L'avviso meteo prevede dalla mattinata di domani precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna, in estensione a Veneto e Friuli Venezia Giulia, con quantitativi fino a molto elevati su Liguria di levante, Toscana ed Emilia Romagna occidentale.

    Sono previste, inoltre, nevicate diffuse, al di sopra dei 500-700 metri, su Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, fino a 200-400 metri sul Piemonte meridionale e sull'entroterra ligure, in estensione a Veneto e Friuli Venezia Giulia al di sopra dei 700-900 metri, con apporti al suolo da moderati ad abbondanti.

    In Sardegna, la Protezione civile ha diramato un'allerta meteo di moderate criticità da domani e per le successive 24-36 ore per il Campidano, il Logudoro e l'Iglesiente, oltre ai bacini del Tirso e Montevecchio Piscilappiu.

    In Emilia Romagna a preoccupare è ancora la piena del fiume Secchia, nella bassa modenese. La protezione civile ha attivato la fase di preallarme dopo le diffuse e intense precipitazioni che hanno interessato il bacino del fiume, anche a causa delle criticità che rimangono dopo la recente alluvione. L'allerta è stata attivata per i comuni di Campogalliano e Soliera, , Casalgrande, Castellarano e Rubiera. Rimane vigente quella relativa ai comuni di Modena, Bastiglia e Bomporto.

    Nella giornata di lunedì Ã¨ atteso un rinforzo della ventilazione, con venti di burrasca sud-orientali - e rinforzi di burrasca forte - su Toscana, Lazio, Sardegna, Sicilia, in estensione all'Emilia-Romagna, con mareggiate lungo tutte le coste esposte.

    Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di domani criticità rossa per rischio idrogeologico e idraulico sulle zone vallive e pianeggianti dei bacini del Veneto e su gran parte della Toscana.
    (Fonte: Repubblica)

    Ci risiamo: preoccupante ondata di maltempo al Centro Nord

    Venti da sud, a testimoniare l'intensità della perturbazione in arrivo. Nubi pesanti, anzi, pesantissime solcano i cieli delle regioni di ponente. Ha cominciato a piovere in Sardegna, su Lazio, Toscana e Nordovest. Nevicate sono riapparse sulle Alpi occidentali dopo una tregua effimera. Ingredienti che adornano un piatto ben più corposo tanto da rendersi difficile da mandar giù. Le precipitazioni diventeranno rapidamente forti, localmente violente, e ci accompagneranno nell'arco dell'intera giornata.
    Abbiamo citato i venti meridionali perché ci dicono che la struttura perturbata, proveniente da ovest, dopo aver raggiunto la Penisola Iberica è scivolata sul Nord Africa. Avremo a che fare con lo Scirocco, o con l'Ostro. Dopodiché avverrà la rotazione da Libeccio, ma solo in un secondo momento. Solo in Val Padana, altra consuetudine di un certo tipo di scenari, la ventilazione risulterà più debole e orientale. Ci sarà da prestare attenzione alla pericolosa linea di confluenza che si verrà a creare in Liguria: sul Ponente sfocerà la Tramontana, mentre sul settore centro orientale affluirà il più mite Libeccio dal Mar Ligure.
    Il vento potrebbe risultare localmente burrascoso, come nel caso dello Scirocco sul medio-alto Adriatico piuttosto che del Libeccio sul Canale di Sardegna e lungo i crinali appenninici centro meridionali. In tema di precipitazioni, avremo piogge a carattere torrenziale sul Levante Ligure e nelle province settentrionali Toscane, in successiva espansione verso il Lazio. Forti rovesci, anche in forma temporalesca, dovrebbero investire la Sardegna occidentale.
    Per quel che concerne le Alpi, confermiamo l'ennesima eccezionale nevicata di quest anno. Nevicherà anche a quote collinari, senza escludere locali sconfinamenti nei fondivalle e in pianura sul Piemonte. La quantità risulterà notevole sui settori centro orientali, soprattutto al di sopra dei 1000 metri, con accumuli che andrà a sfiorare - o addirittura a raggiungere - il metro. Concludiamo dando cenno del tempo all'estremo sud e in generale sulle coste Adriatiche: a parte qualche annuvolamento di poco conto, il tempo sarà discreto o addirittura buono.
    (Fonte: meteogiornale)

    domenica 9 febbraio 2014

    Allerta Meteo, lunedì e martedì da incubo: altra “bomba” di maltempo, si rischia una grande alluvione

    Sta arrivando sull’Italia l’atteso ciclone Stephanie che dall’oceano Atlantico si muove in queste ore verso Portogallo e Spagna per poi raggiungere domattina il nostro Paese: sarà un inizio settimana da incubo con piogge alluvionali su gran parte del centro/nord, ed è alto il rischio che si possa verificare un altro disastro idrogeologico, stavolta anche peggiore rispetto a quello della settimana scorsa a causa del susseguirsi di fenomeni meteorologici sempre più eccezionali. In questo 2014, infatti, sono già stati battuti tutti i record nivometrici sulle Alpi e pluviometrici al centro/nord, record che verranno però ulteriormente ritoccati nei prossimi giorni a causa di questo ciclone che sta arrivando inesorabile.
    Per l’Italia avremo due giorni di maltempo impetuoso: lunedì 10 e martedì 11 febbraio. I fenomeni perturbati colpiranno dapprima il nord/ovest, per poi estendersi a tutto il nord, alle Regioni centrali tirreniche e infine martedì in modo più blando al sud. Nelle Regioni meridionali, dopotutto, questo ciclone arriverà soltanto marginalmente, senza fenomeni particolarmente estremi. Anzi, domani avremo un forte vento di scirocco che farà impennare le temperature su valori straordinariamente miti, ben oltre i +20°C in Calabria e Sicilia dove già oggi alcune località stanno sfiorando questo valore climatico decisamente anomalo per il periodo e più caratteristico della primavera. Al nord, invece, farà molto più freddo, soprattutto al nord/ovest dove la neve cadrà fino a bassa quota, con accumuli significativi dai 300 metri in sù tra Piemonte e Liguria. Localmente potrebbe nevicare anche più in basso, al punto che a Torino ci attendiamo un’imbiancata. Quota neve più alta sulle Alpi centro/orientali, ma comunque nevicherà oltre i 600-700 metri di quota, mentre sull’Appennino tosco/emiliano la “dama bianca” cadrà solo dai 1.400 metri in sù, e sull’Appennino centrale solo oltre i 1.700 metri. Situazione particolarmente preoccupante per le Alpi già seppellite da una coltre nevosa eccezionale, che avranno un altro incredibile carico nevoso.
    Ma a preoccupare più di ogni altra cosa è la situazione idrogeologica in 6 RegioniLiguria,ToscanaEmilia RomagnaVenetoFriuli Venezia Giulia e Lazio. A causa delle piogge torrenziali con picchi di oltre 200mm in 24h, si verificheranno nuove frane e smottamenti che potranno provocare danni e disagi ma, soprattutto, andranno nuovamente in piena tutti i corsi d’acqua (già gonfi), che martedì 11potrebbero esondare in più punti soprattutto alnord/est, in Emilia Romagna e Toscana, e nel Lazio. Le mappe che pubblichiamo a corredo dell’articolo sono eloquenti: si rischia una grande alluvione a causa di quest’ennesima “bomba” di maltempo, che sta arrivando prima della possibile “svolta” che dopo metà mese potrebbe portare gelo e neve a bassa quota in tutt’Italia

    (Fonte: meteoweb)

    Previsioni domani Lunedì 10 Febbraio: AGGIORNAMENTI

    Severo peggioramento dalla nottata di Lunedì con piogge anche intense al nord. Settimana ancora piuttosto instabile almeno fino a Giovedì!
    (Fonte: meteoindiretta)

    Allerta Meteo, bollettino pesantissimo della protezione civile: criticità rossa in 2 Regioni, arancione in 4

    Un nuovo impulso perturbato di origine atlantica, nelle prossime ore porterà ancora precipitazioni diffuse sulle regioni settentrionali e centrali tirreniche del nostro Paese. Sulla base delle previsioni disponibili il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le Regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso, quindi, un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino di criticità consultabile sul sito del Dipartimento.
    L’avviso meteo prevede dalla mattinata di domani, lunedì 10 febbraio, precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna, in estensione a Veneto e Friuli Venezia Giulia, con quantitativi fino a molto elevati su Liguria di levante, Toscana ed Emilia Romagna occidentale. Sono previste, inoltre, nevicate diffuse, al di sopra dei 500-700 metri, su Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, fino a 200-400 metri sul Piemonte meridionale e sull’entroterra ligure, in estensione a Veneto e Friuli Venezia Giulia al di sopra dei 700-900 metri, con apporti al suolo da moderati ad abbondanti.
    Sempre da domani mattina è atteso un rinforzo della ventilazione, con venti di burrasca sud-orientali – e rinforzi di burrasca forte – su Toscana, Lazio, Sardegna, Sicilia, in estensione all’Emilia-Romagna, con mareggiate lungo tutte le coste esposte. Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di domani criticità rossa per rischio idrogeologico e idraulico sulle zone vallive e pianeggianti dei bacini del Veneto e su gran parte della Toscana. Domani la criticità è arancione per le restanti aree del Veneto e della Toscana nord-occidentale, i bacini marittimi centrali e di levante della Liguria, la Sardegna occidentale compresi il Logudoro e l’intero campidano, il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia-Romagna, mentre sono indicate in criticità gialla la Liguria di ponente, la Sardegna orientale, l’area alpina e prealpina della Lombardia e gran parte dell’Italia centrale, comprese Campania e Molise.

    (Fonte: meteoweb)

    sabato 8 febbraio 2014

    Meteo, una domenica divisa tra piogge e schiarite. Coldiretti: decine di milioni di euro di danni all’agricoltura

    E' ancora un meteo a due facce quello previsto per la giornata di domenica. 
    Sulle regioni di Nord-Ovest ampie schiarite dal mattino. Nuvolosità inizialmente più diffusa invece sulle regioni di Nord-Est e sulla Romagna, con possibilità di precipitazioni nella prima parte della mattinata su Trentino-Alto Adige, alto Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Neve oltre i 1.000 metri. I fenomeni saranno seguiti da un rapido miglioramento da metà giornata, ad eccezione del Friuli-Venezia Giulia, dove le piogge potranno persistere nella prima parte del pomeriggio.   
    Al Centro, iniziali schiarite sulla Sardegna, con nubi in intensificamento nel corso della giornata. Nuvolosità variabile sul Centro peninsulare, con addensamenti più consistenti e isolate precipitazioni a ridosso dei rilievi montuosi del versante tirrenico.  
    Al Sud, nubi e schiarite sulla Sicilia, con qualche isolata pioggia a ridosso dei monti e con tendenza a rasserenamenti più decisi nel pomeriggio. Nuvolosità irregolare invece sul Meridione peninsulare, con annuvolamenti più diffusi sulla Campania e sul basso versante tirrenico, associati a rovesci sparsi in mattinata e nel primo pomeriggio. Ma la tendenza sarà a un miglioramento.
    Intanto si contano decine di milioni di euro di danni in agricoltura con migliaia aziende finite sott'acqua, raccolti e coltivazioni andati perduti, pregiati vigneti sommersi ma anche decine di migliaia di animali morti annegati. Danni inoltre a macchinari e attrezzature. E' questo il bilancio provvisorio dei danni in agricoltura tracciato dalla Coldiretti sugli effetti della recente ondata di maltempo. 
    (Fonte: Rainews )

    Maltempo, quando piove sul bagnato: perché le nuove piogge in arrivo sono pericolose

    Nei prossimi giorni sono previsti nuovi forti temporali in particolar modo sul Centro-Nord, con l’arrivo del ciclone Stephanie. Stavolta le precipitazioni in arrivo preoccupano particolarmente. Dopo settimane di forte maltempo infatti, in particolar modo dopo la settimana passata in cui si sono registrati numerosi episodi di esondazioni fluviali, smottamenti e frane, i terreni sono saturi e l’arrivo di nuova pioggia potrebbe aumentare il numero e l’entità dei fenomeni di dissesto.
    Per comprendere meglio come mai i suoli saturi presentino un rischio grave, bisogna conoscere la struttura del sottosuolo. I geologi suddividono il terreno in due zone: quella satura e quella non satura, separate da una fascia di transizione. Il limite fra zona satura e non satura è marcato dal livello della falda acquifera, che oscilla a seconda dell’apporto delle precipitazioni, e che quindi si abbassa in estate e cresce nei mesi invernali.
    La differenza fra zona satura e non satura è tutta racchiusa nella quantità di acqua presente negli interstizi del terreno: nella zona satura tutti i pori sono occupati, mentre in quella non satura l’acqua può essere presente in percentuali variabili. Nella zona non satura l’acqua non è mai del tutto assente. Esiste infatti una frazione che riesce comunque a legarsi molecolarmente alle particelle che costituiscono il terreno. Essa viene definita acqua di ritenzione, e semplificando si può dire che è quella porzione di acqua presente nel terreno che crea “umidità” e che non si muove verso il basso. Essa è legata in maniera fortissima ai grani del terreno. Va differenziata dall’acqua gravifica, che come dice il nome è libera di muoversi verso il basso per gravità, e che va ad alimentare la falda.
    Infine, bisogna menzionare sia l’acqua capillare, che risale dalla falda nella zona non satura, sia quella porzione di acqua situata nel terreno a pochissima distanza dalla superficie, che subisce i fenomeni di evapotraspirazione, cioè la somma di evaporazione (passaggio fisico dallo stato liquido a gassoso) e traspirazione (assorbimento di acqua da parte delle radici delle piante).
    Con l’aumento delle precipitazioni nei mesi autunnali, la falda idrica e quindi la zona satura, salgono verso il piano campagna, e la fascia non satura si riduce sempre più. In questi giorni, in particolar modo nella pianure alluvionali fluviali e lacustri, la falda è salita al punto da emergere in molti punti, creando vasti pantani. Anche sui pendii montuosi e collinari il terreno è quasi al punto di saturazione, con una percentuale di acqua intrappolata nei pori altissima, prossima al 100%. Basta poco perché questo limite venga raggiunto.
    E qui, entra in gioco il problema meccanico: se da una parte i terreni pianeggianti, anche se coperti di acqua, non possono dar luogo a franamenti (il problema casomai è quello provocato ai centri abitati ed alle coltivazioni), bastano pendenze minime per scatenare le frane.
    Il motore delle frane è la forza di gravità. Senza questa forza, non ci sarebbero frane. La presenza dell’acqua non è il motore, ma in qualche modo, volendo semplificare molto, è un importantissimo ingrediente che permette a questo motore di accendersi. In sostanza la presenza di acqua nel terreno lo indebolisce, facendolo diventare più vulnerabile alla gravità e quindi al movimento verso il basso. Inoltre l’acqua ha un peso: ed è proprio questo peso uno degli elementi che portano al movimento.
    I due fattori che portano alla frana sono proprio questi: da un lato la perdita di resistenza da parte del terreno (potremmo dire “resistenza a franare”), perché viene meno la coesione del materiale e si riducono quelli che in ingegneria sono chiamati gli “sforzi efficaci”. Dall’altra un aumento del peso del pendio, appesantito per la saturazione.
    La meccanica delle frane è molto complessa ed entrano in gioco numerosi altri fattori, di cui sarebbe troppo lungo trattare in questo articolo, ma Ã¨ certamente l’acqua un importantissimo elemento la cui assenza o presenza può significare sicurezza o rischio.
    Ecco perché l’arrivo di nuove “bombe d’acqua” previsto da lunedì sulle regioni centro-settentrionali italiane, su terreni saturi o al limite della saturazione, viene visto con preoccupazione.
    Inoltre il problema non sono sole le frane ma anche i fiumi: i terreni saturi non assorbono più pioggia e l’acqua di precipitazione scorrerà in superficie riversandosi subito nel reticolo fluviale, causando nuove piene.
    Si tratta di fenomeni del tutto naturali, che sono sempre accaduti nella storia della Terra. Il problema è che le attività umane, da quelle agricole ad industriali, per non parlare delle infrastrutture e delle città, sono fortemente vulnerabili a questi fenomeni, e in molti casi li hanno amplificati a dismisura con lo stravolgimento di equilibri naturali.
    (Fonte: meteo web)

    Lunedì confermato nuovo pericoloso carico di pioggia

     In questo articolo vorremmo invece soffermarci sul peggioramento previsto per Lunedì prossimo, 10 Febbraio. In mattinata, i principali modelli meteorologici che vengono utilizzati per fare le previsioni, hanno rincarato la dose, aumentando il numero e la quantità di precipitazioni previste.
    La mappa delle precipitazioni previste tra la mezzanotte e le sei di Lunedì mattina mostra l’avanzamento della perturbazione da Ovest. Come spesso succede in questi casi, l’arrivo di aria Atlantica da Nord formerà una depressione sul Golfo Ligure, che rimarrà in posizione per molte ore, prima di esaurirsi. Questo aiuterà la diffusione delle piogge soprattutto su Nord Ovest, Liguria e sul Nord della Toscana. Inizialmente le precipitazioni risulteranno nevose su Alpi, Appennini e anche sulla pianura del Nord Ovest.Ancora da valutare l’ipotesi di neve fino a Torino. 
    Nel corso della mattinata il peggioramento si sposta verso Est, continuando ad interessare Toscana ed Appennini. La quota neve sarà in risalita a causa di un repentino aumento della temperatura, che culminerà nella giornata di Martedì. Dato che la pioggia cadrà a quote localmente anche molto alte la situazione richiede estrema attenzione. Crescerà il rischio valanghe e i corsi d’acqua subiranno notevoli ingrossamenti a causa dello scioglimento del manto nevoso. Altra situazione pericolosa in Friuli, dove le piogge arriveranno in mattinata ed insisteranno fino alla sera, come si vede bene nella prossima mappa.
    Sul Centro e Nord Ovest rimangono precipitazioni forti solo in prossimità dei rilievi, altrove i fenomeni vanno scemando. Continuano le piogge sul Friuli, soprattutto al confine con la Slovenia. Le precipitazioni rimarranno intense lungo tutto l’arco Nord della regione, fino a sera.
    La diminuzione dei fenomeni su tutto il Centro e Nord Italia sarà molto graduale: per un vero miglioramento delle condizioni bisognerà aspettare almeno il primo pomeriggio di Martedì.
    (Fonte: meteoindiretta.it)

    venerdì 7 febbraio 2014

    Allerta meteo in Emilia e Lazio, in arrivo piogge e rovesci

    Allerta per piogge e rovesci sui settori tirrenici e Appennino settentrionale, in particolare l'ondata di maltempo è in arrivo su Emilia Romagna e Lazio, mentre nevicate abbondanti sono attese in Friuli Venezia Giulia, mentre il livello di criticità è al massimo, criticità rossa, per rischio idraulico su parte del Veneto: il dipartimento della Protezione civile ha emesso un nuovo avviso di avverse condizioni meteo.

    Una nuova perturbazione di origine atlantica, in veloce transito sulla nostra penisola, porterà infatti - ha spiegato il Dipartimento - condizioni di instabilità più spiccate sui settori tirrenici centrali e sull'Appennino settentrionale, con un generale rinforzo della ventilazione sud-occidentale. Sulla base delle previsioni disponibili il Dipartimento della Protezione civile, d'intesa con le Regioni coinvolte - alle quali spetta l'attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati - ha emesso, quindi, un avviso di condizioni meteorologiche avverse.

    L'avviso meteo prevede, precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio, sull'Emilia-Romagna, in particolare sul settore appenninico occidentale, mentre dalla sera di oggi si prevedono precipitazioni sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, sul Lazio. Inoltre si prevedono nevicate al di sopra degli 800-1000 m sul Friuli-Venezia Giulia, con apporti al suolo abbondanti. Infine, sempre dalla serata, sono previsti venti di burrasca di provenienza sud-occidentale, con rinforzi di burrasca forte, su Romagna e Marche.

    Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per oggi e domani criticità rossa per rischio idraulico sulle zone vallive e pianeggianti dei bacini del Veneto. Domani la criticità è arancione per rischio idrogeologico e idraulico per buona parte dell'Emilia Romagna, mentre sono indicate in criticità gialla le altre Regioni interessate dal maltempo.


    (Fonte: tmnews.it)

    mercoledì 5 febbraio 2014

    Perturbazione pronta a fiondarsi sul Centro Nord: forte maltempo

    Le schiarite apparse su molte regioni, ad esempio sulle Adriatiche piuttosto che al Sud, riusciranno a persistere per buona parte della giornata pur senza escludere un'alternanza con degli annuvolamenti poco consistenti. Su altre regioni, al contrario, i cieli si mantengono nuvolosi, addirittura coperti. Come segnalato in apertura continua a nevicare su varie località alpine e dei piovaschi seguitano ad interessare alcuni settori tirrenici.
    La circolazione del vento è mutata: non più lo Scirocco, bensì il Libeccio. solo in Val Padana permangono deboli venti orientali. Ventilazione occidentale quale prerogativa di un quadro meteorologico ben definito: Atlantico. Quando parliamo d'Atlantico facciamo riferimento alle perturbazioni che arrivano dall'Oceano, quindi da ovest, sospinte verso l'Italia da quell'ampio ciclone collocato tra l'Islanda e il Regno Unito. Trattasi di impianto appropriato all'autunno, meno all'inverno, ma come ribadito più e più volte la stagione in essere ha ben poco di quelle che dovrebbero essere tradizionalmente le peculiarità dell'inverno mediterraneo.
    Ciò detto, ci prestiamo ad affrontare l'ennesima perturbazione i cui effetti si esplicheranno maggiormente al Centro Nord. Fin dal mattino assisteremo ad un'accelerazione di piogge e nevicate nelle regioni Settentrionali. Pioverà copiosamente in Liguria, specie Levante, così come nevicherà abbondantemente sulle Alpi. La quota rimarrà sui livelli attuali, ovvero tra gli 800 e i 1000 metri pur senza escludere locali sconfinamenti a quote inferiori. Ovviamente sarà altra neve fresca che andrà a sommarsi ai metri già presenti al suolo, il ché per talune località non è certo una buona notizia.
    Altra zona di criticità, per quel che concerne le piogge, è l'alta Toscana. Ma pioverà abbastanza anche su Umbria e Lazio, in questo caso nella seconda parte della giornata. Così come non mancherà occasione per delle piogge sulla Sardegna. In serata ecco che i fenomeni cominceranno a spingersi verso la Campania, mentre avranno abbandonato il Nordovest e parte del Nordest. Su Adriatiche e al Sud, zone ioniche soprattutto, difficilmente avremo delle precipitazioni. La dorsale appenninica fornirà adeguata protezione contro i venti provenienti da w/sw. Da segnalare, nel caso dei rilievi appenninici centro settentrionali, una quota neve ubicata mediamente a 1000/1200 metri.
    (Fonte: Meteo Giornale)