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mercoledì 31 maggio 2017

Previsioni Meteo, maltempo prolungato e intenso: ulteriori conferme all’ipotesi fredda di GFS, ecco perché

Nel nostro articolo di ieri annunciavamo l’ipotesi “fredda” che ieri l’americana GFS metteva sul tavolo quasi all’improvviso, per la giornata del 7 giugno prossimo. Oggi a distanza di 24 ore ci siamo subito messi alla ricerca di conferme a riguardo controllando i nuovi run americani. Ebbene non solo abbiamo trovato, ahinoi per l’estate, le conferme che cercavamo ma addirittura la dose sembra rafforzarsi con il fine settimana del 10 giugno.
Ed ecco che lo squarcio freddo che si era aperto sull’Italia settentrionale giorno 7, non solo non si richiude ma, per la giornata del 10, sembra addirittura allargarsi ed approfondirsi al punto da comparire in quota ai 5000 metri, ben visibile in verde con la mappa delle 500 hPa, una grossa “goccia fredda” con un a-20° al suo centro. E lo strappo peraltro è altrettanto visibile anche ai 1500 metri con la corrispondente 850 hPa.
Se cosi fosse, sarebbe davvero una catastrofe per l’estate perché significherebbe che le precipitazioni che interesserebbero l’Italia settentrionale ed il versante tirrenico a partire dal 7 giugno, troverebbero nuova linfa, anzi benzina verrebbe da dire, nelle giornate  a seguire, perché lo ricordiamo una “goccia fredda” in quota è sempre sinonimo di una marcata instabilità al suolo.
In altre parole significherebbe maltempo prolungato per tutta la settimana prossima con la pioggia che inizierebbe da martedì ed i fenomeni che diventerebbero intensi nella seconda parte di settimana.
image: http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2017/05/Pioggia-GFS-del-10-giugno-300x232.gif
Pioggia GFS del 10 giugnoE le mappe di pioggia proposte da GFS per il 10 giugno, sono proprio in tale direzione.

Lo ribadiamo però, mancano ancora molti giorni per il 7, qualcosa potrebbe ancora cambiare, le GFS ci hanno spesso mostrato ribaltoni.
Per ora attendiamo quindi e prendiamo la cosa come una ipotesi che, in verità rispetto a ieri, ha trovato ulteriori conferme.

Fonte: meteoweb

venerdì 19 maggio 2017

Rapida, forte PERTURBAZIONE: maltempo al Nord, poi temporali verso sud. Crollo termico

EVOLUZIONE METEO SINO AL 27 MAGGIO 2017 - La perturbazione transiterà molto rapidamente, ciononostante avrà effetti rilevanti un po' ovunque. Al Nord per le precipitazioni e il fresco, altrove soprattutto per il fresco. Fresco che poi scivolerà verso est, lambendo l'Adriatico e in tal modo facilitando una temporanea destabilizzazione pomeridiana anche sulle interne del Centro Sud. Questo lo scenario che ci aspetta per i prossimi giorni, mentre proiettandoci oltre possiamo dirvi che l'Alta Pressione dovrebbe riprendere il controllo delle operazioni pur senza escludere frequenti temporali pomeridiani tipici di questo periodo.
IL METEO DI VENERDI' 19 MAGGIO 2017 - Confermato il parziale cedimento dell'anticiclone, con correnti ben più fresche in arrivo al Nord e sulle regioni centrali. Avremo il ritorno di temporali dapprima al Settentrione e Toscana, ma non mancherà occasione per delle piogge sparse - deboli - sulle tirreniche. Va detto che al Nord si tratterà sovente di fenomeni localmente violenti, segnati da grandinate e colpi di vento specie in Val Padana. Le temperature, di conseguenza, registreranno diffuse diminuzioni anche eclatanti. La ventilazione si disporrà dai quadranti occidentali, accelerando e agitando i mari.
METEO WEEKEND - Tra sabato e domenica l'aria fresca scivolerà lungo l'Adriatico, dando luogo a un rigurgito instabile dalle Marche in giù. Diciamo che la maggiore probabilità di precipitazioni si avrà sulla dorsale appenninica. Per la prossima settimana possiamo anticiparvi che il tempo si ristabilizzerà per il ritorno dell'Alta Pressione.
Fonte: meteogiornale

venerdì 25 settembre 2015

Meteo Italia: fine mese, aria fredda da Est in arrivo sull'Italia

Scenario simil invernale in Europa tra fine mese ed inizio Ottobre con un'anticiclone disposto lungo i paralleli sul Centro Nord Europa ed un afflusso relativamente freddo per il periodo in discesa sul bordo orientale dell'anticiclone. Molte Nazioni d'Europa saranno dunque attraversate da un brivido invernale con temperature decisamente sotto media come Polonia, Bielorussia, Ucraina, Repubblica Ceca, Slovacchia ed Ungheria. In realtà in questo periodo ci dovremmo attendere le piovose perturbazioni autunnali più che una situazione più consona all'inverno.

freddo da Est a fine Settembre

L'aria fredda in parte raggiungerà anche l'Italia portando un calo delle temperature; l'aria fresca darà vita ad una bassa pressione sul Mediterraneo responsabile poi di un'ondata di maltempo, specie al Centro Sud. Il quadro termico di conseguenza si ribalta in Europa. Queste le anomalie di temperatura nell'ultima settimana di Settembre

temperature sopra media in Europa, specie ad Est



Questo è il quadro in Europa entro la prima settimana di Ottobre.

temperature sotto media attese per la prima settimana di Ottobre


Fonte: 3bmeteo.it

lunedì 18 maggio 2015

Altra aria fredda in arrivo in settimana: ecco quanto calerà la temperatura

Il trend della prima metà di maggio, con insolito e prolungato caldo estivo, ha già lasciato spazio ad un ritorno verso condizioni climatiche più consone al periodo. Le temperature sono precipitate d'oltre 10 gradi ed il caldo non sembra dover tornare sino a fine mese. Anzi, nel corso della settimana che si accinge ad iniziare assisteremo alla penetrazione di una nuova incisiva saccatura, accompagnata da un nuovo flusso freddo nord-atlantico.
La mappa in basso, incentrata sulla fase centrale della settimana, evidenzia quella che è la variazione termica ipotizzabile rispetto al contesto odierno: ci attendiamo crolli di temperatura piuttosto marcati soprattutto al Centro-Nord, con picchi anche di 10 gradi in meno sui versanti di ponente. Le temperature scenderanno in molti casi sottomedia e, in virtù del maltempo, sarà una situazione più spiccatamente autunnale che primaverile.
Fonte: meteogiornale

mercoledì 25 marzo 2015

Meteo Pasqua 2015: aria fredda o bel tempo anticiclonico?

Stamane il modello americano si dimostra più ottimista e anche la media degli scenari che vi proponiamo qui di fianco a sinistra mostra la relativa tenuta dell'anticiclone durante il periodo di Pasqua (venerdì 3, sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 aprile).

Salgono dunque leggermente le azioni del bel tempo almeno sino a Pasquetta (55%) ma subito tallonate con il 45% dall'iniziativa delle correnti artiche che potrebbe spingere un fronte freddo ad attraversare l'Italia, seguito appunto da questo afflusso freddo, in grado di scavare una depressione sul nostro meridione, riportando la neve a quote basse sul medio Adriatico e proprio sul sud Appennino, tanto vento e un'apprezzabile flessione termica.

Il modello europeo strizza l'occhio a questa evoluzione fredda, ma solo nella sua emissione ufficiale, mentre le corse d'ensembles sono molto vicine alla soluzione in gran parte ottimista proposta dal modello americano.

Quest'ultimo fra l'altro non è che rimandi il maltempo poi di molti giorni, ma quel tanto che basta per salvarci il periodo di festa; infatti da martedì 7 vedrebbe piombare sul nord una saccatura dal nord Atlantica con formazione di un minimo proprio sulla Valpadana. 

Insomma il periodo di Pasqua si conferma difficile da prevedere con molti giorni d'anticipo; a rendere problematico inquadrare con precisione lo schema barico è l'incapacità dell'anticiclone di distendersi con forza nell'area mediterranea, così come i capricci della corrente a getto o forse sarebbe meglio dire del vortice polare, che non si capisce quanto voglia o possa ancora accelerare.

Certamente in altri tempi un affondo da nord come quello previsto sarebbe stata quasi la normalità per aprile; alcuni ricorderanno ad esempio la Pasqua di neve del 2001 su molte regioni, compreso il Monte Epomeo ad Ischia, che fu colpito da un'autentica bufera.

Gli affondi da nord in aprile hanno spesso portato neve sui Paesi dell'est europeo, sulla Svizzera, sull'Austria e appunto anche sul nostro versante adriatico e sul meridione: da menzionare l'affondo gelido e nevoso del 7 aprile 2003 con il nevone su Termoli in Molise. 

RIASSUMENDO: possibilità che il bel tempo tenga dal 2 al 6 aprile: 55%
possibilità che dal 3 aprile al 6 aprile arrivi aria fredda: 45%

Dopo Pasquapossibilità che il tempo cambi decisamente dal 7 aprile: 45%
possibilità che intervengano altre configurazioni bariche: 55%
Fonte: meteolive

mercoledì 11 marzo 2015

Previsioni meteo: tornerà la neve a quote basse, vediamo dove

Previsioni meteo - Dopo un inizio di primavera caratterizzato da un intensa ciclogenesi mediterranea la Primavera 2015 stenta ancora a dare cenni di un avvio secondo i canoni stagionali, infatti ancora una volta sono previste temperature sotto media e intensi venti settentrionali.

Secondo gli ultimi aggiornamenti provenienti dai modelli matematici, durante le prime ore di Giovedì 12 Marzo un nuovo impulso di aria fredda proveniente dai Balcani irromperà lungo le regioni adriatiche arrecando un nuovo peggioramento a carattere freddo. Le regioni maggioremnte interessate da questo peggioramento, saranno, ancora una volta, le Marche, L’Abruzzo e il Molise. In una seconda fase verrà interessato anche il meridione.

Nello specifico nell’arco della giornata sono previsti valori alla quota di 850 hPa fino a punte di -5°C di conseguenza lo zero termico si assesterà attorno gli 800 metri di quota. Tuttavia, le precipitazioni tranne una breve fascia temporale in cui esse risulteranno moderate a causa del passaggio del fronte freddo, risulteranno deboli e a carattere sparso. Di conseguenza la quota neve si assesterà attorno i 700/800 metri e in caso di rovesci localmente intesi anche a quote inferiori.



Fonte: inmeteo.net

giovedì 5 marzo 2015

Meteo a 15 giorni: l'aria fredda da est ci riprova, sarà la volta buona?

Est o non est? E' il tormentone del periodo!Sembrava che anche questa volta l'Atlantico potesse facilmente prendere il sopravvento, prima sospingendo verso di noi l'alta pressione, poi la solita saccatura in grado di portare pioggia. 

Invece siamo a marzo e il vortice polare notoriamente rallenta in modo notevole, quindi è un po' più facile che anche una configurazione ormai rara come quella che propone un anticiclone in sede scandinava, possa concretizzarsi.

Dunque nel corso della prossima settimana quella ferita mediterranea tenderà ad abbracciare nuovamente un po' tutte le regioni, come un grosso pallone colmo di aria moderatamente fredda in grado di prendere "ossigeno" cioè freddo, dall'est europeo e di spingerlo sin nell'area mediterranea.

Non aspettatevi chissà quali conseguenze, ma il rischio che si vada formando una nuova depressione in sede mediterranea non è affatto trascurabile, specialmente se vi sarà un minimo contatto con le correnti umide in arrivo dall'Atlantico, un Atlantico costretto a deviare verso sud proprio dalla presenza dell'anticiclone scandinavo.

Una depressione riporterebbe la neve a quote collinari ovunque si formi e ritarderebbe il cammino verso la primavera, anche se qualche corsa del modello americano strizza sempre l'occhio in ottica futura a qualche rimonta clamorosa dell'anticiclone, che sino ad ora però ha trovato scarsa conferma nei fatti.

RIASSUMENDO, ecco la sintesi del tempo da giovedì 12 a mercoledi 18 marzo:
giovedi 12
: possibile formazione di una depressione tra nord e centro con precipitazioni, nevose sino a quote collinari, specie sui settori occidentali. Irregolarmente nuvoloso al sud con locali rovesci, nevosi oltre i 700m. Freddo moderato.

venerdì 13: tempo simile, depressionario al nord, al centro e sulla Sardegna, un po' instabile al sud, tendenza ad attenuazione dei fenomeni. Freddo moderato. 

sabato 14 e domenica 15: residue condizioni di instabilità al sud e lungo l'Adriatico con locali precipitazioni, nevose oltre i 700m, tempo in miglioramento altrove.

lunedì 16: bel tempo ovunque, salvo residui addensamenti al sud e sull'Abruzzo con isolati rovesci, rialzo delle temperature.

martedì 17 e mercoledì 18: parentesi di tempo discreto o buono. Mite.
Fonte: meteolive

Al via il maltempo, aria fredda artica pronta a dilagare lungo la Penisola

ANTICICLONE INDIETRO TUTTA - L'assaggio primaverile, che ha caratterizzato quest'avvio di marzo, sta lasciando il passo al ritorno in grande stile dell'inverno anche alle latitudini mediterranee. Si sta realizzando proprio in queste ore un corposo cambiamento ben evidente anche dall'immagine satellitare. Un sistema perturbato si è infatti portato verso il cuore del Mediterraneo, ove si va scavando una circolazione di bassa pressione grazie al contestuale arretramento verso ovest dell'Anticiclone delle Azzorre che si è contemporaneamente allungato verso nord. Questo nuovo schema barico agevola l'affondo meridiano di masse d'aria fredda di matrice artica, che premono al seguito della perturbazione giunta sul Mediterraneo. L'aria fredda la distinguiamo facilmente sull'Europa Centro-Occidentale, addossata verso le Alpi.
PRIME PIOGGE SULL'ITALIA - Il peggioramento meteo in atto sulla nostra Penisola si va intensificando sotto gli effetti di un vortice in rapido approfondimento tra la Corsica ed il Mar Ligure. E' questa la perturbazione destinata a riportare in men che non si dica l'inverno, anche se al momento ancora non si avvertono gli effetti del vigoroso calo termico che sopraggiungerà già a partire dalla serata. La parte più avanzata del fronte si trova attualmente disposta tra la Sardegna Settentrionale e le regioni centrali, dove sono in atto precipitazioni in rapida intensificazione. Qualche precipitazione sta interessando anche il Nord, ma in maniera più diffusa l'Emilia Romagna. Sono invece ancora in attesa le regioni del Sud e la Sicilia, dove le schiarite si sono accompagnate a clima mite, con valori localmente sopra i 20 gradi.
Fonte: meteogiornale

lunedì 2 marzo 2015

Previsioni Meteo Marzo, non solo l’irruzione fredda di giovedì 5 e venerdì 6: freddo e neve almeno fino a metà mese!

Inizia oggi in Italia il mese di marzo 2015, inizia oggi la primavera meteorologica 2015 che per convenzione in tutto il mondo comincia ogni anno il primo giorno di marzo. In realtà, però, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane di primaverile in Italia ci sarà ben poco: soltanto un’illusione mite e soleggiata al sud tramartedì 3 e mercoledì 4, con temperature massime fino a +22/+23°C, ma subito dopo inizierà l’irruzione fredda che proprio la sera del mercoledì 4 inizierà a far diminuire le temperature al nord, e poi si estenderà a tutt’Italia nella giornata di giovedì 5.
24Gli ultimi aggiornamenti dei principali centri di calcolo hanno ulteriormente intensificato l’entità del freddo in arrivo tra giovedì e venerdì, con nevicate che potranno imbiancare il territorio fino ai 200-300 metri al centro/sud e fino ai300-400 metri all’estremo sud (Sicilia compresa). Ma non solo. Il maltempo insisterebbe in modo molto veemente nel weekend, tra sabato 7 e domenica 8 marzo, e si prolungherebbe anche nella settimana successiva con un continuo alito freddo da nord/est che continuerebbe a mantenere sull’Italia condizioni meteorologiche tipicamente invernali almeno fino a metà marzo, con maltempo diffuso soprattutto al centro/sud, localmente intenso in Puglia, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia, e con nevicate fino a quote collinari.
Fonte: meteoweb

lunedì 23 febbraio 2015

Allerta Meteo, da un ciclone all’altro: stavolta arriva da nord e porta aria fredda

Arriva dall’oceano Atlantico la nuova minaccia meteorologica per l’Italia: mentre nelle prossime ore si esaurirà il ciclone che imperversa da sabato, con fenomeni di instabilità residua al sud localmente intensi soprattutto in Sicilia, Calabria e Puglia, avanza da nord la nuova vasta e intensa perturbazione che raggiungerà l’Italia martedì 24, portando forti temporali nelle Regioni tirreniche, venti impetuosi con conseguenti forti mareggiate, temperature in picchiata e abbondanti nevicate fino a bassa quota. Sarà un ciclone che si approfondirà ulteriormente sul nostro Paese tra martedì sera e mercoledì 25, alimentando abbondanti precipitazioni su tutto il centro/sud.
Le Regioni più colpite, stavolta, saranno quelle del medio Adriatico: Romagna, Marche, Abruzzo e Molise, dove la neve cadrà copiosa oltre i 500-700 metri con accumuli rilevanti, e picchi di oltre 100-150mm di pioggia nelle basse colline. Forti temporali anche nel basso Tirreno tra Sardegna, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia. Al sud il maltempo continuerà anche giovedì, venerdì e poi nel prossimo weekend che ci porterà al mese di marzo. 
Fonte: meteoweb

venerdì 5 dicembre 2014

Nucleo di aria fredda polare marittima sta per invadere l’Italia: il maestrale accentua il calo termico, rovesci e temporali verso il centro-sud

L’elemento saliente del ponte dell’Immacolata sarà proprio il significativo calo termico, legato all’afflusso sul bacino centrale del Mediterraneo di parte di quel nucleo di aria fredda, polare marittima, attualmente in scivolamento dall’Atlantico britannico verso la Francia e il nord della Spagna. Questa avvezione fredda, che finalmente riuscirà a riportare il campo termico su valori decisamente più consoni per le medie stagionali, dopo il prolungato quanto anomalo periodo sopra media di questi ultimi mesi, verrà originata da una temporanea “meridianizzazione” del flusso perturbato principale, che dall’Atlantico orientale si spinge in direzione dell’Europa centrale. La marcata ondulazione del flusso perturbato principale è originata dal significativo “Tilting” verso est del robusto promontorio anticiclonico, presente con un asse disteso fra le Azzorre e le coste di Terranova. Subendo questo “Tilting” la struttura altopressoria, presente con i propri massimi al suolo sul vicino Atlantico, tenderà a distendere i propri elementi più orientali in direzione del Portogallo, della Spagna e delle coste atlantiche francesi. Lo spostamento verso levante del promontorio anticiclonico oceanico, disposto con i propri elementi principali fra la Spagna e la Francia, oltre ad imporre una netta “meridianizzazione” del flusso perturbato principale, al traverso della Francia e della Germania, determinerà lo scivolamento, in direzione del bacino centrale del mar Mediterraneo, di aria piuttosto fredda, d’estrazione polare marittima.
avnpanel2Questo nucleo di aria fredda, polare marittima, nel corso delle prossime ore dall’Atlantico britannico si muoverà verso le Isole Britanniche e la Francia, dove le temperature caleranno al di sotto delle medie stagionali già dalla prossima notte, grazie all’afflusso di tese correnti da NO e N-NO che interesseranno l’Inghilterra e la Francia. L’aria fredda nei bassi strati, dopo aver invaso la Francia e aggirato l’ostacolo delle Alpi, nel corso della giornata di domani comincerà a sfondare sul Mediterraneo attraverso la porta del Rodano, con l’attivazione di intensi e rafficosi venti di maestrale, che dal Golfo del Leone si espanderanno verso il mar di Corsica, mar di Sardegna, Canale di Sardegna, con una sostenuta a tratti intensa componente da NO, per poi proseguire nella serata successiva fino al Canale di Sicilia e al medio-basso Tirreno, tramite l’inserimento di una sostenuta ventilazione da O-NO e Ovest. L’ingresso delle prime masse d’aria fredde verrà evidenziato dalla formazione delle cosiddette “mistral clouds”, un complesso nuvoloso prodotto da forti turbolenze per “Shear orizzontale” del vento, molto caratteristico nell’area compresa fra il golfo del Leone, le Baleari e il mar di Sardegna, allorquando un’avvezione fredda trabocca dal Rodano.
06Lo sfondamento dell’aria più fredda, dalla valle del Rodano nei bassi strati e da Nord in quota produrrà una moderata attività convettiva che andrà ad interessare principalmente le regioni del medio-basso Tirreno, la Sardegna e la Sicilia, ove si assisterà ad una recrudescenza del maltempo, per l’intrusione del nucleo freddo di aria polare marittima fra i mari che circondano la Sardegna e il Tirreno. Proprio per i suddetti motivi, tra il pomeriggio e la serata successiva, sul medio-basso Tirreno, si potranno sviluppare degli annuvolamenti cumuliformi, causa l’inasprimento del “gradiente termico verticale” tra l’aria più fredda che affluisce in quota sopra quella molto più mite e umida che preesiste sopra la superficie marina, capaci di apportare dei rovesci e dei brevi temporali, specie sulle coste del Lazio, della Campania, dell’ovest Sardegna, della Sicilia occidentale e settentrionale, e dalla serata pure sulla Calabria tirrenica. Durante l’ingresso delle masse d’aria più fredde in quota dei temporali si origineranno nel tratto di mare fra la Sardegna, la Sicilia, le coste laziali, campane e calabresi, dove si potranno formare delle“Celle temporalesche” di carattere grandinigeno.
ImmagineNella giornata di domenica, l’entrata sul bacino centrale del Mediterraneo del nucleo di aria fredda polare marittima, continuerà ad apportare marcate condizioni di instabilità sulle regioni meridionali, con precipitazioni a carattere sparso che assumeranno carattere di rovescio, soprattutto fra il nord della Sicilia e la Calabria tirrenica, dove l’elevato “gradiente termico verticale”, sommato ad un discreto“forcing” dinamico in quota, e al “forcing” orografico imposto dai rilievi calabresi e siciliani alla fredda ventilazione settentrionale, agevolerà lo sviluppo di “Cellule temporalesche”sparse, in piena avvezione fredda. Le regioni settentrionali, in particolare sul nord-ovest, rimarranno sottovento, data la traiettoria troppo settentrionale, con schiarite da “foehn” che si apriranno sulle valli piemontesi e lombarde, mentre le regioni di nord-est e le Marche risentiranno di un progressivo aumento della copertura nuvolosa che potrà accompagnare delle piogge sparse e anche dei rovesci, che fra la notte di sabato e la giornata di domenica risulteranno più incisivi fra Marche, Abruzzo, coste del Molise e Puglia garganica.
Fonte: meteoweb

giovedì 4 dicembre 2014

Previsioni Meteo, arriva l’inverno: sventagliata fredda dalla Groenlandia, tanta neve e forte maltempo sull’Italia

Arriva dalla Groenlandia l’aria fredda che nei prossimi giorni raggiungerà l’Italia facendo crollare le temperature dopo il caldo di questi giorni. Anche stamattina numerose località di Puglia, Calabria e Sicilia hanno superato i +20°C, ma la “svolta” termica è ormai imminente. Nelle prossime ore continuerà il maltempo, soprattutto nelle Regioni tirreniche. La prima “sventagliata” fredda arriverà nel Ponte dell’Immacolata e in modo particolare nel weekend, tra sabato 6 edomenica 7 dicembre. L’aria fredda arriverà dalla Groenlandia ed è di tipo polare marittima: ai bassi strati arriverà sull’Italia riscaldata dal transito sulle acque dell’oceano Atlantico, ma rimarrà fredda in quota e durante le precipitazioni si riverserà ai bassi strati facendo ulteriormente crollare le temperature.
neve06Sempre dalla Groenlandia altri impulsi freddi partiranno verso l’Italia nelle ore successive, e raggiungeranno il nostro Paese nel corso della prossima settimana. Il nostro Paese sarà interessato da forte maltempo, soprattutto nelle Regioni meridionali, con forti venti e abbondanti precipitazioni. La neve cadrà copiosa in modo particolare sui rilievi e nelle zone interne, a quote medie e localmente medio/basse al centro/nord. L’inverno inizierà in modo subito significativo dopo un autunno bollente, senza in alcun modo freddo eccezionale o “gelo” come erroneamente scrive qualcuno, ma con freddo tipicamente invernale e temperature inferiori alle medie del periodo dopo una lunghissima anomalia positiva.
Fonte: meteoweb

venerdì 14 novembre 2014

METEO A 15 GIORNI: ancora molto "Atlantico", ma il freddo affila gli artigli più ad est

Freddo, se ci sei, batti un colpo. Nei prossimi giorni non ci saranno grosse novità a riguardo, ma ampliando lo sguardo alla terza decade del mese, qualcosa inizierà a muoversi, quantomeno sui settori orientali del nostro Continente.
Ci rendiamo conto che la situazione non è ancora propensa verso una svolta radicale della situazione, ma qualche passo avanti probabilmente verrà fatto verso la fine del mese.
La prima cartina che vi mostriamo riguarda l'ipotesi più probabile che potrebbe accompagnare l'esito previsionale di domenica 23 novembre. Apparentemente non sembrano esserci grossi cambiamenti: le correnti atlantiche, spalleggiate da una zona di alta pressione sull'Atlantico portoghese, faranno affluire ancora aria mite verso il nostro Continente.
Se però allunghiamo lo sguardo sulla destra della cartina, si notano progressi stagionali su tutto lo scacchiere orientale del Vecchio Continente, con le temperature che scenderanno a valori più consoni al periodo in questione.
In pratica, l'inverno inizierà a spingere da est, anche se la battaglia con il "mite Atlantico" sarà dura, ma tutto ciò non è di certo una novità di quest'anno.
Qualora dovesse prendere piede una "cooperazione" tra l'aria fredda da est e il mite Atlantico da ovest,potrebbe scaturire verso la fine del mese una configurazione di questo genere (seconda cartina a lato).
Al momento, la distanza previsionale è davvero elevata per poter giudicare se questa linea di tendenza possa ritenersi credibile o meno. Tuttavia, l'interazione tra le umide correnti atlantiche e i freddi venti orientali porterebbe un cospicuo carico di neve sui rilievi del nord a quote non più "stellari" come sta avvenendo in questi giorni.
L'obbiettivo primario, al momento, è quello di raffreddare e interrompere la mitezza estrema che da troppo tempo è presente non solo in Italia, ma su buona parte del nostro Continente. Solo dopo aver effettuato questo passo, si potrà "sperare" in qualcosa di più consistente sotto il profilo del freddo sull'Italia.
Fonte: meteolive

lunedì 7 luglio 2014

Una sferzata temporalesca seguita da aria fredda sub-polare marittima sta per investire il nord, domani attenzione anche ai sostenuti venti occidentali

Il forte temporale che nella serata di ieri ha colpito Torino e il suo hinterland era solo un presagio. Ormai ci siamo, la rottura estiva si fa sempre più vicina nelle regioni settentrionali, dove sta per irrompere un sistema frontale a carattere freddo che si prepara a dispensare piogge, rovesci e forti temporali in buona parte del nord Italia. Proprio in queste ore un asse di saccatura, sganciato dalla depressione d’Islanda, in azione sul nord Atlantico, affondando fino alla Francia sta penetrando sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo.
19Questa saccatura viene ben alimentata dalla discesa di un ramo secondario del “getto polare” che dall’Atlantico settentrionale scivola fino al Mediterraneo centro-occidentale, favorendo il rapido apporto di aria piuttosto fredda in quota che va ad erodere parzialmente il promontorio anticiclonico africano insistente sul bacino centrale del Mediterraneo. Una parte di quest’aria più fresca e umida, dopo aver invaso la Francia centrale, riuscirà a traboccare dalla valle del Rodano verso il Mediterraneo, spingendosi in direzione dei mari italiani, in particolare di quelli sardi, attraverso l’inserimento di una sostenuta ventilazione dai quadranti occidentali, che dal mar di Corsica e mar di Sardegna si estenderà verso il mar Ligure e il Tirreno. Proprio nel corso della prossima serata, la lenta traslazione verso levante della saccatura nord oceanica, facente capo alla figura della depressione islandese, accompagnerà il passaggio di un ben più complesso sistema frontale a carattere freddo che fra poco ore irromperà fra le Alpi occidentali e le regioni di nord-ovest, arrecando precipitazioni sparse a prevalente carattere temporalesco, ad iniziare da Valle d’Aosta, Piemonte e alta Lombardia, dove entro la serata odierna scoppieranno i primi rovesci temporaleschi, accompagnati da fulmini, tuoni e colpi di vento.
20140706_164516_Richtone(HDR)Ma nel corso della serata e successiva nottata, i rovesci e i temporali tenderanno ad estendersi anche alla Liguria, in particolare sulla Riviera di Levante, e all’alta Toscana, grazie al filtraggio, in quota nella media troposfera, di masse d’aria sempre più fredde, di origine sub-polare marittima, che acuiranno il “gradiente termico verticale” lungo tutta la colonna d’aria, instabilizzandola fortemente e agevolando la genesi di intensi moti convettivi che porranno le basi per la costruzione di imponenti cumulonembi. L’intrusione dell’aria decisamente più fredda, in quota, di matrice polare marittima, provocherà un marcato calo del geopotenziale, oltre che un incremento del“gradiente termico verticale” che agevolerà la genesi di moti convettivi capaci di costruire imponenti annuvolamenti cumuliformi, pronti a dare la stura a rovesci e temporali sparsi fra Piemonte, Lombardia, alto Veneto e Friuli Venezia Giulia.
CNMC_MET_201407070900_ITARSS_CP0H0H09_@@@@@@@@@@@@_@@@_000_@@@@Ma il grosso del maltempo si concentrerà fra Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli proprio nel corso della giornata di domani, allorquando il fronte freddo del sistema frontale sopra citato si sposterà verso le regioni di nord-est, attivando una spiccata instabilità convettiva anche nel cuore della pianura Padana. I temporali più intensi, nella giornata di domani, si formeranno principalmente lungo le zone pedemontane della pianura Padana, fra Lombardia, alto Veneto e Friuli, dove il “forcing” orografico delle Prealpi alle umide correnti pre-frontali da SO, che precedono il fronte freddo del sistema frontale, esalterà lo sviluppo di importanti correnti ascensionali, adatte per la formazione di cumulonembi piuttosto imponenti, e per questo capaci di arrecare precipitazioni, a prevalente sfogo di rovescio o temporale, con fulminazioni e forti colpi di vento.
35L’apporto, soprattutto in quota, di masse d’aria fredde, d’estrazione sub-polare marittima, in discesa dall’Atlantico islandese e dal mar del Nord, acuirà ulteriormente i contrasti termici con le masse d’aria molto più calde e umide, da giorni preesistenti nei bassi strati sopra il Catino Padano (il velo caldo e umido preesistente in estate sopra le pianure del nord). Quest’ultime, a seguito dello scorrimento in quota, nella media e alta troposfera, di aria piuttosto fredda, tenderanno ad ascendere liberamente verso l’alto, attivando cosi intensi moti convettivi che forniranno l’ambiente ideale per lo scoppio di intense “Cellule temporalesche” e possibili più complessi sistemi a “Multicella” che colpiranno, a suon di piogge e rovesci con fulminazioni, soprattutto le pianure del Piemonte, Lombardia, alto Veneto e Friuli Venezia Giulia. Ma oltre alla sferzata temporalesca, che localmente potrà dare luogo a fenomeni davvero intensi, con occasionali grandinate e forti colpi di vento da “Downburst”, le regioni settentrionali, nel corso delle giornate di martedì e mercoledì, dovranno fare i conti pure con l’arrivo dell’aria fresca, d’estrazione sub-polare marittima, che dall’Atlantico islandese e dal mar del Nord scivolerà in direzione delle Alpi, penetrando a sua volta pure sulla pianura Padana, dove le temperature subiranno un calo che potrebbe essere dell’ordine dei -9°C -10°C.
wind10m_H_web_39Localmente anche più a dispetto delle temperature registrate in questi ultimi giorni. Da segnalare, infine, come nel corso della mattinata di domani l’ingresso delle fredde masse d’aria, d’origine sub-polare marittima, sui mari che circondano l’Italia sarà accompagnato dall’inserimento di venti piuttosto sostenuti, da O-SO e Ovest, che interesseranno tutti i nostri bacini. Presentando locali rinforzi, fino alla soglia d’attenzione, solo fra mar di Corsica, basso mar Ligure e sulle Bocche di Bonifacio, dove le già tese correnti occidentali tenderanno ad amplificarsi ulteriormente per merito dell’incanalamento. Pertanto tutti i mari si presenteranno da mossi a molto mossi, soprattutto il mar di Corsica, il settore meridionale del mar Ligure, mar di Sardegna e il Tirreno centrale. Il moto ondoso andrà rapidamente a scadere dalla mattinata di mercoledì, con onde lunghe da O-SO sul medio-alto Tirreno e da Ovest sul basso Tirreno.

venerdì 16 maggio 2014

L’aria fredda dilaga con forti venti settentrionali che spazzano il basso Adriatico e lo Ionio, raffiche fino a 100 km/h registrate sul litorale molisano

Come avevamo previsto, l’avvezione di aria fredda, d’estrazione sub-polare marittima, che nella giornata di mercoledì 14 Maggio 2014 si è riversata sull’Italia e sui mari che la circondano, è stata accompagnata dall’inserimento di venti dai quadranti settentrionali piuttosto intensi, che per alcune ore hanno raggiunto l’intensità di burrasca (forza 7-8 Beaufort) lungo le coste del medio-basso Adriatico, il Canale d’Otranto e lo Ionio, cosi come su parte del basso Tirreno e sul Canale di Sicilia. Questa ondata di aria decisamente fredda, per il mese di Maggio, si è catapultata sul bacino centrale del mar Mediterraneo a seguito di una temporanea “meridianizzazione” del flusso perturbato principale a ridosso dell’Europa centrale, indotta dal considerevole “forcing” dinamico, esercitato nella media troposfera, da ben due differenti promontori anticiclonici, uno localizzato in mezzo all’Atlantico mentre il secondo rimaneva saldamente ancorato fra il Kazakistan occidentale e i territori della Russia europea, presentando una struttura di blocco.
Rtavn181Il primo, collocato in mezzo all’Atlantico, ergendosi verso latitudini più settentrionali, fino ad inglobare l’Irlanda e l’Inghilterra con massimi barici di oltre i 1035 hpa, ha impresso una direttrice prettamente meridiana al flusso principale perturbato che scorreva fra l’Europa centrale e del bacino centrale del mar Mediterraneo, delineando un sostenuto flusso di correnti nord-occidentali, attive a tutte le quote, che dal Regno Unito e dal mar del Nord si sono riversate sopra le pianure dell’Europa centrale, addossandosi a nord dell’arco alpino.  L’addensamento della massa d’aria fredda sul versante settentrionale delle Alpi, tra Svizzera e Francia, ha prodotto un incremento del campo barico, costringendo l’aria fredda (e più pesante) ad aggirare l’ostacolo alpino lateralmente, permettendole di traboccare dalle famose porte del Rodano (Maestrale) e del golfo di Trieste (Bora). Il notevole divario barico (“gradiente barico”) che si è instaurato tra i due versanti della barriera alpina (quello estero e quello italiano), per l’impatto delle fredde correnti settentrionali a nord dell’arco alpino, ha innescato un intenso flusso (Mistral) che si è ben canalizzato all’interno della valle del Rodano (unico valico che permette all’aria fredda oceanica, o di origini polari, di poter penetrare direttamente sul Mediterraneo dopo aver aggirato la catena alpina) per uscire a gran velocità sul golfo del Leone, con forti venti da N-NO, che si sono successivamente aperte a ventaglio sul “mare Nostrum”, già dalla serata di martedì 13 Maggio 2014, con il dilagare di una intensa ventilazione da NO che si sono rapidamente propagati in direzione del mar di Corsica e mar di Sardegna, per poi raggiungere le coste occidentali sarde e il Canale di Sardegna dalla nottata successiva, con venti piuttosto sostenuti da NO.
wind10m_H_web_44Nel frattempo, la temporanea meridianizzazione del flusso perturbato principale, in scorrimento fra Europa centrale e il Mediterraneo, ha modellato un ampia saccatura colma di aria fredda sub-polare marittima, che nel corso della tarda serata di martedì 13 Maggio 2014 è penetrata sul settore centro-occidentale del mar Mediterraneo, iniziando a interessare più direttamente le regioni italiane.L’affondo di questa ampia saccatura, che ha allungato il proprio corpo principale fino al Tirreno e alle regioni centrali italiane, nel corso della notte di martedì 13 Maggio 2014 ha subito un parziale“Stretching”, ben impresso dalle pressioni esercitate dal promontorio anticiclonico presente sul vicino Atlantico, agevolando di fatto l’incubazione di una giovanissima circolazione depressionaria che nel corso della notte, fra martedì 13 e mercoledì 14 Maggio 2014, si è subito chiusa sull’Adriatico centro-meridionale, con un minimo barico al suolo sui 1008 hpa. L’isolamento di questo minimo barico di 1008 hpa, in progressivo approfondimento, ha di fatto inasprito in maniera significativa il “gradiente barico orizzontale” fra l’Adriatico e il mar di Sardegna, consentendo una notevole intensificazione della ventilazione dai quadranti settentrionali che nel frattempo era già scivolata fra il mar di Sardegna, il Canale di Sardegna, il Canale di Sicilia e il basso Tirreno, dove nel corso della nottata, fra martedì 13 e mercoledì 14 Maggio, si sono inseriti sostenuti, a tratti anche intensi, venti da NO, che hanno lambito punte di oltre i 50-60 km/h lungo le coste della Sardegna meridionale e della Sicilia settentrionale e orientale.
analyzaNella giornata di mercoledì 14 Maggio 2014 il promontorio anticiclonico, presente in mezzo all’Atlantico, ha continuato ad allungarsi con i propri elementi più settentrionali verso le latitudini settentrionali atlantiche, cominciando al contempo a progredire col proprio bordo orientale verso il Portogallo e la Spagna, dove si è verificato un graduale aumento del geopotenziale in quota. La circolazione depressionaria che nel frattempo si era venuta ad isolare sul medio-basso Adriatico, dopo essersi approfondita ulteriormente, sprofondando fino a 1000 hpa, nel corso della giornata di mercoledì 14 ha cominciato a spostarsi in direzione della Serbia meridionale, prima di raggiungere il settore più occidentale della Romania, evolvendosi in un “CUT-OFF” riempito di aria fredda sub-polare marittima nella media troposfera, caratterizzato da un significativo“gradiente barico orizzontale” lungo il suo bordo più occidentale, ulteriormente inasprito dalla spinta verso nord-est del promontorio anticiclonico che dal vicino Atlantico si è allungato, col proprio asse principale, fino all’Inghilterra e al mar del Nord, con isobare di oltre i 1030 hpache hanno raggiunto la Francia settentrionale, il Belgio e l’Olanda.
1558468_10203212132697735_7069478557452684965_nIl fitto “gradiente barico orizzontale” che si è venuto a realizzare, tra la figura anticiclonica che dall’Atlantico si estendeva fino al mar del Nord, e la depressione, che dal medio-basso Adriatico si spostava verso la Serbia, approfondendosi sensibilmente, con un minimo barico al suolo sceso sotto i1000-998 hpa, nel corso della mattinata di mercoledì 14 Maggio 2014 ha ulteriormente rafforzato la già sostenuta ventilazione settentrionale, prevalentemente da NO e N-NO, che nel corso della giornata è risultata a tratti anche intensi, con rinforzi di burrasca, sul settore centro-meridionale dell’Adriatico, nel tratto compreso fra le coste molisane e il Gargano. Proprio in questo tratto di costa, specie fra il Gargano, e i litorali esposti del barese, leccese e brindisino, i venti da NO e N-NO hanno raggiunto le massime velocità, con picchi di oltre i70-80 km/h, a causa del fitto “gradiente barico orizzontale” presente lungo il bordo occidentale della depressione in allontanamento verso la Serbia e l’ovest della Romania. Fra le raffiche più forti, archiviate sul nostro territorio nazionale, segnaliamo i 55 nodi da 280° registrati dalla stazione meteorologica di Termoli, corrispondenti a circa 101 km/h da Ovest. Si tratta di un dato davvero notevole, che ancora una volta mette in evidenza la grande esposizione di Termoli all’impeto dei forti venti che provengono dal quadrante nord-occidentale e scivolano verso il basso Adriatico. Oltre ai sorprendenti 55 nodi da Ovest toccati dalla stazione meteorologica di Termoli, sono degni di nota i picchi di 50 nodi, circa 93 km/h, raggiunti, rispettivamente, nelle stazioni di Brindisi, Latronico ed Enna, tutte sotto la gestione del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare.
mareggiatamondellocapogyi2La depressione, muovendosi verso il sud-ovest della Romania, dopo essersi ulteriormente approfondita, presentando un forte “gradiente barico orizzontale” lungo il suo lato più occidentale, ha attivato venti molto forti, nel corso della giornata di ieri, che hanno spazzato con estrema potenza la pianura ungherese e il nord della Serbia, con rafficheche hanno toccato un picco estremo di ben 113 km/h da N-NO all’aeroporto internazionale di Srmellk, poco ad ovest del lago Balaton, dove le forti raffiche da N-NO e Nord, non trovando ostacoli orografici, hanno raggiunto intensità di tempesta, superando per almeno cinque volte la soglia fatidica dei 100 km/h. Questa intensa ventilazione, prevalentemente da NO e N-NO, particolarmente forti fra il medio-basso Adriatico, il Canale d’Otranto e lo Ionio settentrionale, si sono gradualmente attenuati solo dalla tarda mattinata di ieri, pur rimanendo al limite della soglia d’attenzione, fra il litorale molisano, il Gargano ed il Salento.
mareggiata-costaGli intensi venti settentrionali hanno reso l’Adriatico meridionale e lo Ionio da molto mossi ad agitati con onde alte più di 3.0 metri
Questi sostenuti venti dai quadranti settentrionali hanno prodotto anche un significativo incremento del moto ondoso su tutti i bacini meridionali, che da molto mossi sono divenuti localmente agitati a largo. In particolare il mar di Sardegna, Canale di Sardegna, Canale di Sicilia, basso Tirreno, e dal pomeriggio di mercoledì 14 Maggio 2014 pure il medio-basso Adriatico, il Canale d’Otranto e lo Ionio a largo, che da molto mossi (forza 4) sono divenuti agitati a largo (forza 5), favorendo lo sviluppo di onde di “mare vivo”, ben formate, alte anche più di 2.5-3.0 metri.
v10m_003Il sostenuto moto ondoso, sollevato dall’intensa ventilazione settentrionale, ha dato molto fastidio alla navigazione marittima, creando non poche difficoltà nei collegamenti marittimi con le isole minori, e producendo delle mareggiate lungo le esposte coste del Molise e del litorale garganico settentrionale. Le difficili condizioni meteo/marine hanno impedito il collegamento, via mare, fra il porto di Termoli e le isole Tremiti, rimaste isolate da due giorni. Solo a partire dalla mattinata odierna il moto ondoso, piuttosto accentuato fra il medio-basso Adriatico, il Canale d’Otranto e lo Ionio a largo, comincerà gradualmente a scadere, per merito del significativo indebolimento della ventilazione da NO, indotto dal progressivo colma mento della circolazione depressionaria, ormai evoluta in“CUT-OFF”, semi-stazionaria fra la Serbia meridionale e la Romania. Solo il mar Ionio, a largo, presenterà ancora un moto ondoso piuttosto sostenuto che si propagherà al basso Ionio e al mar Libico, con onde di “mare vivo” alte anche più di 2.0-2.5 metri. Sui restanti mari il moto ondoso subirà una graduale scaduta, tramite l’attivazione di una consistente onda lunga da NO in lento decadimento fra mar di Sardegna, Canale di Sardegna, Canale di Sicilia, basso Tirreno.
Fonte: meteoweb