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venerdì 13 gennaio 2017

Fendente artico in arrivo: nuova svolta meteo, freddo duraturo e tanta neve


Nelle ultime ore gran parte d'Italia ha subito gli effetti dell'ingresso d'aria più umida e mite da occidente. Si tratta di una massa atlantica che si muove dinanzi al freddo artico e che preannuncia l'ennesima svolta. Il rialzo termico, abbondante, che ha coinvolto Centro Sud e Isole - meno il Nord, dove regge un discreto cuscino d'aria fredda - verrà rapidamente scalzato da un altrettanto vigoroso abbassamento delle temperature.
Il primo impulso freddo giungerà nelle prossime ore, portando le prime nevicate a bassissima quota, poi ne arriverà un secondo stavolta con traiettoria nordest-sudovest e scaverà un minimo di Bassa Pressione sui nostri mari. Ora, sull'evoluzione del Vortice c'è ancora un po' d'incertezza ma appare sempre più probabile un coinvolgimento soprattutto del Centro Nord e Sardegna.
IN ATTO PEGGIORAMENTO: aria più umida da ovest-sudovest sta portando condizioni di brutto tempo sulle regioni tirreniche e in Sardegna. Avremo piogge e nevicate oltre i 1600 metri, almeno inizialmente. In serata comincerà ad affluire aria fredda, con nevicate diffuse sui confini alpini mentre al Sud - dove insisteranno precipitazioni - la neve scenderà sino agli 800-1000 metri. Sarà il preludio al peggioramento artico successivo.
METEO WEEKEND: sabato meteo variabile con tendenza a peggioramento in Sardegna. Quota neve attorno ai 500-600 metri. Nel resto d'Italia non ci aspettiamo precipitazioni ma un sensibile calo delle temperature, questo si. Possibili nevicate lungo i confini alpini, localmente in sconfinamento sui settori nostrani.
La giornata di domenica vedrà alcune interessanti variazioni. Dovremmo assistere a un peggioramento un Emilia Romagna, specie settori orientali, con nevicate sino in pianura. Potrebbe riprendere a nevicare dalle Marche sino al Molise, occasionalmente anche in Puglia, a quote collinari. Colline imbiancate anche in Sardegna, mentre al Sud la fenomenologia sarà più irregolare e a carattere nevoso al di sopra dei 700-800 metri. Meglio nelle altre regioni.
TREND INIZIO SETTIMANA: dovrebbe subentrare un più vigoroso peggioramento dettato dallo sviluppo di un Vortice di Bassa Pressione sul Tirreno. Avremo maltempo su varie regioni con possibilità di nevicate a bassa o bassissima quota. Anche in pianura al Nord.
Fonte: meteogiornale

venerdì 9 dicembre 2016

Anticiclone in rinforzo, ma le novità meteo non sono finite: svolta da metà dicembre

BEL TEMPO: il maltempo che ha coinvolto Sardegna e Sicilia, picchiando duro, è terminato. L'Alta Pressione, che già proteggeva ampie zone d'Italia, si sta rafforzando e dovrebbe garantirci un periodo di bel tempo. Bel tempo non scevro da alcune insidie, legate essenzialmente alla staticità atmosferica e conseguentemente al ritorno delle nebbie e delle nubi basse. Le più colpite saranno le aree pianeggianti e vallive centro settentrionali.

00FORTI ESCURSIONI TERMICHE: le temperature subiranno un andamento opposto. Le massime, grazie all'abbondante soleggiamento, guadagneranno dei gradi e si attesteranno su valori superiori alle medie del periodo. Le minime invece scenderanno, complici le intense inversioni termiche. Tant'è che già stamane è possibile osservare gelate - anche in presenza di nebbia - in alcune zone del Nord Italia. Ciò non toglie che in linea generale avremo un periodo dominato da anomalie di segno positivo.
FREDDO A EST, ATLANTICO A OVEST: l'Alta Pressione si verrà a trovare tra due fuochi. Mentre a est continuerà lo scivolamento d'aria gelida, a ovest rivedremo grosse depressioni atlantiche. Diciamo che il nostro Paese, in considerazione del lieve sbilanciamento del fulcro anticiclonico verso l'Europa occidentale, verrà influenzato più facilmente dal freddo orientale. Sarà un'influenza marginale, ma che comunque dovrebbe servire a ridarci temperature più consone al periodo già da metà della prossima settimana.
PROIEZIONI NATALIZIE: proiettandoci verso l'ultima decade di dicembre, quindi anche al periodo natalizio, sembrano crescere le quotazioni inerenti possibili irruzioni artiche alle medie latitudini. Questo perché il blocco anticiclonico potrebbe spostarsi in Atlantico o comunque sull'Europa occidentale, lasciando strada libera al freddo in arrivo da nord. E' ancora presto per dirvi se l'Italia verrà colpita direttamente o se rientrerà all'interno di circolazioni secondarie. Staremo a vedere, ma quel che appare abbastanza probabile è il ritorno del maltempo proprio a ridosso delle festività natalizie.
Fonte: meteogiornale

giovedì 3 novembre 2016

Arrivano piogge da ovest, nel weekend maltempo. Poi la grande svolta meteo: inverno

I primi, importanti cenni di cambiamento li abbiamo avuti nella giornata di ieri allorquando nubi da ovest ci suggerivano l'ingresso d'aria umida oceanica. C'erano anche le prime piogge. Questi scricchiolii anticiclonici proseguiranno e sfoceranno in un peggioramento meteo ben più importante sul finire della settimana.
Aria fredda artica, in seno a una profonda irruzione meridiana, raggiungerà l'Europa occidentale e da noi richiamerà aria umida dai quadranti sudoccidentali. In prima istanza avremo tante piogge e un temporaneo innalzamento termico, poi lo scivolamento del freddo verso est darà luogo a un corposo raffreddamento anche in Italia. E potrebbe essere il primo di una serie di impulsi artici.
GIOVEDI' 03 E VENERDI' 04 NOVEMBRE: abbiamo scelto di accorpare le giornate di oggi e domenica perché il quadro meteorologico sarà abbastanza simile. Giovedì ci aspettiamo il passaggio di un sistema nuvoloso al Centro Sud con annesse piogge abbastanza frequenti seppur sparse e non persistenti. Ma non mancherà occasione per qualche acquazzone più vivace. Meglio in Sardegna, Sicilia e Nord Italia, pur in presenza di nubi a tratti persistenti.
Venerdì meteo variabile con tendenza ad ampie schiarite. Ci sarà spazio per ulteriori piovaschi o deboli piogge nelle tirreniche centro meridionali, ma nulla più. Il vento è previsto in rinforzo dai quadranti occidentali e le temperature minime registreranno un generale aumento.
PEGGIORA FORTE NEL WEEKEND: a partire da sabato subentrerà un'intensa fase di maltempo a cominciare dalle regioni settentrionali, poi in estensione alla Sardegna e alle centrali tirreniche. Non appena l'affondo freddo iberico traslerà verso est, portando l'aria fredda anche su di noi, si scaverà un'ampia area di Bassa Pressione che porterà brutto tempo un po' ovunque e un netto calo delle temperature. Sarà l'occasione per le prime importanti nevicate sui nostri rilievi e non certo a quote proibitive.
Fonte: meteogiornale

venerdì 8 gennaio 2016

Previsioni Meteo, ulteriori conferme: niente freddo né neve, forti sbalzi termici per il caldo anomalo

Previsioni Meteo: gli aggiornamenti serali di GFS ed ECMWF confermano quanto avevamo già scritto in mattinata. Nessuna “svolta invernale” all’orizzonte

Niente da fare, l’inverno non decollerà neanche la prossima settimana e arriveremo a ridosso del 20 gennaio con continue anomalie di caldo: nessuna “svolta invernale”, nessun cambiamento significativo né nella situazione barica continentale, né nella fenomenologia meteorologica sull’Italia. Si alterneranno vampate di calore a brevi sfuriate fresche e perturbate che porteranno la neve soltanto ad alta quota sui rilievi del nostro Paese, poca e per qualche ora prima della vampata calda successiva che la scioglierà tutta.
11 mattinaE’ lo stesso copione che si ripete: dopo la burrasca delle scorse ore, adesso le temperature stanno nuovamente aumentando e nei prossimi giorni farà molto caldo in tutt’Italia nonostante i forti venti di libeccio che soprattutto lunedì 11 gennaio interesseranno il Paese. Intanto già da domani sarà un lungo weekend mite, con punte di oltre +22/+23°C al Centro/Sud. Tra domenica e lunedì picchi di +25°C e oltre, non solo al Sud ma anche nelle Regioni Adriatiche a causa del garbino che determinerà l’effetto foehn lungo la dorsale orientale dell’Appennino, a causa dei forti venti sud/occidentali sull’Italia.
Recm1442Sarà l’ennesima parentesi di gran caldo di quest’inverno decisamente anomalo; tramartedì 12 e mercoledì 13 le temperature diminuiranno nuovamente per un’altra burrasca molto simile a quella delle scorse ore; si potranno verificare altri forti temporali con grandine per i contrasti termici, soprattutto al centro/sud e altre “spruzzate” di neve sui rilievi, ma soltanto a quote di montagna. Nessun freddo né tanto meno gelo, neanche tracce di neve a quote medio/basse. Nei giorni immediatamente successivi seguirà un’altra intensa ondata di caldo che potrebbe persistere fino al weekend successivo, tra sabato 16 e domenica 17 gennaio, addirittura con temperature anche superiori ai +25°C al Sud.
cogne 02L’inverno, quindi, fatica a decollare. Dopotutto, come abbiamo già scritto stamattina, la stagione è ancora molto lunga e di chance per il freddo (quello vero) e la neve a bassa quota ci saranno, numerose, tra fine mese, febbraio e marzo. Nel periodo in cui sempre più spesso l’inverno da’ il meglio di se’. Nonostante le anomalie di caldo della prima parte della stagione, attuali e anche dei prossimi giorni viste le prospettive, la stagione è ancora tutt’altro che compromessa.
Fonte: meteoweb

mercoledì 2 dicembre 2015

Svolta meteo invernale dopo metà dicembre

Consolidamento dell'Anticiclone: l'analisi odierna conferma un consolidamento del promontorio anticiclonico nord africano. La spinta è talmente forte che la struttura arriva a lambire la Scandinavia, costringendo così le perturbazioni atlantiche al transito sul Circolo Polare Artico.
Caldo anomalo: non dovrebbe essere una novità, visto l'andazzo dell'ultimo mese, ma non ci stancheremo mai di dirvi che condizioni climatiche come quelle in auge son ben distanti dal concetto di normalità stagionale. Le temperature, soprattutto le massime, sono schizzate su valori primaverili con gravi ripercussioni al manto nevoso depositatosi sui rilievi.
Qualche pioggia per l'Immacolata: il dominio anticiclonico non sarà così forte come avvenuto nel recente passato. Tant'è che tra lunedì 7 e martedì 8 dicembre (giorno dell'Immacolata) osserveremo un aumento della nuvolosità e la comparsa di qualche pioggia. La causa? L'indebolimento dell'Alta Pressione e l'intrusione di qualche sbuffo instabile sui mari meridionali. A seguire potremmo osservare qualche perturbazione più organizzata lambire le Alpi, il che potrebbe deporre a favore di qualche nevicata sui versanti settentrionali.


La vera svolta dopo metà mese: le attuali proiezioni sembrano confermare una prosecuzione del periodo di stabilità - pur tra alti e bassi - sino a metà dicembre. Dopodiché potremmo avere un graduale peggioramento a seguito di crescenti apporti d'aria fredda artica verso il cuore dell'Europa. Potrebbe essere il preludio ad una forte irruzione invernale nel periodo natalizio.
Fonte: meteogiornale

giovedì 15 gennaio 2015

Sempre più probabile la svolta invernale in terza decade di gennaio

La seconda metà di gennaio sembrerebbe proprio intenzionata a proporre uno scenario diverso rispetto a quello visto sinora. Il "non inverno" che ha caratterizzato questa prima metà di gennaio, sarebbe sostituito da una graduale migrazione dell'alta pressione dal settore franco-iberico verso l'oceano Atlantico. Da questa importantissima manovra potrebbe prender vita l'inverno europeo.

Giungono ancora conferme positive dagli ultimissimi aggiornamenti a nostra disposizione, l'atmosfera si prepara ad archiviare (almeno temporaneamente) la fase spiccatamente zonaleche ha caratterizzato questa prima metà di gennaio. A seguito della "scodata" invernale verificatasi al meridione nei primissimi giorni del nuovo anno infatti, una brusca accelerazione della corrente a getto occidentale ha convogliato sull'intera Europa delle masse d'ariaestremamente miti di origine oceanica. Le masse d'aria più fredde di origine artica o continentale si sono quindi limitate ad interessare i settori orientali del continente, escludendo la mitteleurope ed il comparto franco-iberico, sino a questo momento rimasti sotto l'algida protezione dell'anticiclone delle Azzorre oppure protagoniste di un teso flusso di vento proveniente da ovest.

Evento "apripista" a questa seconda dinamica invernale, una perturbazione che tra venerdì 16 esabato 17 gennaio, trascinerà aria più fredda dai settori nord-atlantici sin verso le nostre regioni settentrionali italiane. Venerdì 16 sarà la giornata della pioggia, lo Scirocco soffierà attivamente sul nostro Paese, mentre le temperature seguiteranno a mantenersi abbastanza miti, confinando il limite delle nevicate sopra i 1000 metri anche sulle Alpi. Sabato 17l'aria fredda spingerà dall'arco alpino occidentale in direzione delle regioni settentrionali italiane, determinando un ritocco verso il basso delle temperature, fiocchi di neve sulle Alpi sin verso i 600-800 metri, specie quelle occidentali. Successivo miglioramento con ampie schiarite dalla serata/nottata tra sabato 17 e domenica 18.

Gli accadimenti a livello emisferico, dagli Stati Uniti, sino a casa nostra.

Al di là del nostro orticello di casa, il cambiamento riguarderebbe una scala molto più ampia, estesa all'intera circolazione prevista sull'emisfero settentrionale. Dopo molte settimane, le coste occidentali americane diverranno sede di bassa pressione, andrà interrompendosi il forcing perturbato legato al trabordamento delle masse d'aria gelida canadesi sull'oceano Atlantico settentrionale. "Bolle" d'aria più calda riusciranno quindi a spingersi verso le elevate latitudini dell'oceano Atlantico, avviando un'azione di blocking nei confronti della ventilazione zonale. Un progressivo raffreddamento delle temperature interverrebbe sull'Europa, laddove andrebbe scavandosi una vasta e complessa figura di bassa pressione dai comportamenti e dagli effetti ancora molto incerti.

Se da un lato infatti, tutti i modelli sono più o meno concordi nel prevedere un mutamento della sinottica su larga scala, comprendente i vari step sopra descritti, a livello europeo sussiste ancora molta difficoltà nell'interpretare correttamente gli effetti locali che tale circolazione avrebbe sullo stato del tempo.
Fonte: meteolive

venerdì 5 dicembre 2014

Previsioni Meteo, ecco l’inverno: svolta termica imminente, freddo e tanta neve in arrivo

E’ ormai imminente la svolta meteorologica stagionale: nel weekend del Ponte dell’Immacolata le temperature si abbasseranno tornando dapprima in linea con le medie stagionali, generalmente in tutt’Italia nella giornata di sabato 6, e poi abbassandosi persino al di sotto delle stesse medie tra domenica 7 elunedì 8: arriva, quindi, il primo vero freddo della stagione, un freddo tipicamente invernale ma per il momento senza particolari eccessi. Non si tratta, infatti, di “gelo” o di freddo eccezionale. Nei giorni più freddi, tra martedì 9 edomenica 14 dicembre, le temperature saranno 5-6°C inferiori alle medie del periodo. Comunque arriverà il freddo per la prima volta dopo un lungo periodo bollente che ha caratterizzato quasi tutto il mese di novembre e questi primi giorni di dicembre con temperature straordinariamente elevate al centro/sud, in alcuni casi (30 novembre e 1 dicembre) fino a picchi senza precedenti nella storia.
Il freddo, come ampiamente descritto su MeteoWeb nei precedenti aggiornamenti, arriverà con 3 differenti “irruzioni”: la prima nel weekend tra sabato 6 e domenica 7 dicembre, la seconda tra la sera di lunedì 8 e la giornata di martedì 9, con gli ultimi strascichi residui mercoledì mattina al sud; la terza e probabilmente la più intensa tra venerdì 12sabato 13 e domenica 14. L’entità del freddo sarà crescente tra la prima ondata del weekend, la seconda dell’Immacolata e la terza di Santa Lucia. Il denominatore comune sarà il maltempo, particolarmente intensi in tutti questi frangenti nelle Regioni del centro/sud, con precipitazioni abbondanti e venti forti. L’aria fredda arriverà dalla Groenlandia tramite il nord Atlantico, sarà quindi di tipo polare marittimo, più fredda in quota rispetto ai bassi strati dove il transito sull’Europa occidentale la renderà più mite rispetto alla sua origine artica. La neve cadrà copiosa fino a quote molto basse al nord, in collina al centro e sui rilievi del Sud, localmente la prossima settimana anche sotto i 1.000 metri di altitudine, comunque molto abbondante: tutte le stazioni sciistiche italiane, comprese quelle siciliane, avranno un innevamento tale da poter aprire i battenti in largo anticipo rispetto al solito.

martedì 18 novembre 2014

METEO a 15 GIORNI: niente da fare, inverno rimandato a dicembre?

Il tentativo dell'inverno di mettere radici sull'est europeo e poi di tentare una sortita sul centro del Continente e sul nord Italia, verrà molto probabilmente spento sul nascere dall'inserimento di correnti occidentali molto forti, che riporteranno variabilità a tratti perturbata, in un contesto termico però decisamente mite. 

E' questa l'opinione sia della corsa ufficiale, che del run parallelo e di quello di controllo del modello americano: insomma le tre corse che dovrebbero risultare le più attendibili.

In realtà la grande corsa delle correnti occidentali, un bulldozer che sembrerebbe non temere ostacoli, trova qualche ostacolo nelle corse perturbatrici, che non credono troppo nella sua performance. 

Infatti molte di esse virano verso scenari ben più freddi, combattono per tenere in piedi la diga anticiclonica che permetterebbe al gelo di radicarsi sul territorio e poi di interagire eventualmente con le correnti atlantiche portando neve a bassa quota.

Allora: chi è che fa andare la filanda? Il dubbio resta, ma solo tuffandoci come Indiana Jones nelle catacombe per cercare di svelare i misteri del Santo Graal; altrimenti da comuni mortali non avremmo dubbi: vincerà l'Atlantico con la sua mitezza e la sua variabilità almeno sino ai primi giorni di dicembre.

Però se insistete, continueremo a vestire i panni degli "archeologi del meteo" e ad addentrarci nei meandri più oscuri delle carte modellistiche. Magari troveremo anche la leva per frenare la corsa della corrente a getto, o no?

SINTESI DA MARTEDI 25 novembre a MARTEDI 2 dicembre:
Tra martedì 25 e giovedì 27
: possibile ritorno delle correnti atlantiche, che riassorbiranno un vortice freddo sul centro Europa e provocheranno piogge soprattutto al nord e lungo le regioni tirreniche, neve oltre i 1500m sulle Alpi. Richiamo mite al centro-sud.

Tra venerdì 28 e sabato 29: ancora variabilità con residue precipitazioni al nord e al centro, ma con tendenza a miglioramento.

Da domenica 30 a martedì 2 dicembre: forti correnti da ovest sul centro Europa con passaggi nuvolosi anche lungo le Alpi e in Adriatico ma senza conseguenze, possibili nebbie sulle pianure del nord, nelle valli del centro, nubi basse sul levante ligure e l'alta Toscana, mite, eccezion fatta sotto la nebbia.
Fonte: meteolive

mercoledì 12 marzo 2014

GELO si, GELO no, ARTICO sì, ARTICO no: ecco lo snodo cruciale

Abbiamo utilizzato una mappa MultiModel, elaborata dal nostro Centro di Calcolo, per farci un'idea su quella che potrebbe essere l'evoluzione da qui a fine mese. La data che a nostro avviso rappresenta uno snodo cruciale è quella del 20 marzo. Come evolverà il meteo in ultima decade?
La media dei singoli modelli di previsione dice che l'Italia si troverà a ridosso del fulcro principale dell'Alta delle Azzorre, collocata sull'Europa occidentale. Tuttavia proprio questo sbilanciamento ad ovest potrebbe esporci a quell'ampia saccatura Artica pronta a gettarsi verso sud.
Affinché avvenga lo scivolamento v'è necessità che l'Anticiclone si spinga un po' più a nord, ma è difficile stabilire fin da ora se l'irruzione Artica impatterà l'Europa centrale - e in seguito il Mediterraneo - o l'Europa orientale. A nostro avviso la soluzione finale potrebbe essere rappresentata da una via di mezzo, ovvero una rapida sciabolata d'aria fredda destinata a traslare rapidamente verso Balcani ed Egeo. Staremo a vedere.
Fonte: meteogiornale

venerdì 21 febbraio 2014

Previsioni Meteo, torna il freddo e anche un po’ di neve: attenzione a inizio marzo, l’inverno non è finito…

Le temperature sono in picchiata in tutt’ Italia e in modo particolare al centro/sud dove in queste ore la colonnina di mercurio sta tornando in linea con quelle che sono le medie del periodo, dopo il caldo record dei giorni scorsi: si rientra quindi in condizioni di normalità invernale grazie a un calo termico di oltre 10°C per molte località che avevano battuto i record storici di caldo mensile superando abbondantemente i +23/+24°C tra Lazio, Campania, Puglia, Sardegna e Calabria o addirittura, soprattutto in Sicilia, anche i +25°C.
Oggi, ad esempio, le città più calde sono Catania e Olbia che non superano i +16°C, mentre Napoli, Cagliari, Brindisi, Trapani, Taranto, Palermo e Firenze sono a +15°C, Reggio Calabria, Crotone, Lecce, Alghero, Latina, Treviso, Bologna e Genova a +14°C, Viterbo, Forlì, Pisa, Salerno, Ravenna, Aviano e Venezia a +13°C, Messina, Bari, Foggia, Trieste, Termoli, Verona, Grosseto, Guidonia, Rimini eBergamo a+12°C, Roma, Milano, Torino, Bolzano, Pescara, Ferrara, Parma e Perugia a +11°C, Ancona, Brescia e Frosinone a +10°C. Il clima è primaverile al nord, dov’è tornato a splendere il sole, mentre al centro/sud (vedi Pescara e Roma ma anche Reggio Calabria e Palermo) le temperature sono crollate tornando in linea con le medie del periodo, e diminuiranno ulteriormente di qualche grado nelle prossime ore in modo particolare nelle zone joniche del Sud.
Nel fine settimana, tra sabato 22 e domenica 23 febbraio, le temperature si abbasseranno ulteriormente scendendo localmente al di sotto rispetto alle medie del periodo. Il clima rimarrà ancora instabile e perturbato, con piogge e rovesci sparsi sabato al nord/est e nelle Regioni del centro, domenica in tutto il Sud. La neve tornerà a cadere su tutti i rilievi dell’Appennino, sabato oltre i 1.400/1.500 metri, domenica oltre i 1.000/1.200 metri, seppur senza accumuli particolarmente significativi (non basterà, ad esempio, per consentire ai gestori degli impianti sciistici di aprire le piste in quest’inverno desolante per il turismo invernale appenninico).
La prossima settimana, tra lunedì 24 e mercoledì 26, avremo una breve tregua del maltempo, seppur con temperature stazionarie, fresche e in linea con le medie del periodo, ma ampie schiarite tra nubi sparse in tutto il Paese, e qualche precipitazione isolata al nord. Da giovedì 27, però, inizierà un nuovo peggioramento che poi nei primi giorni di marzo potrebbe diventare impetuoso, con un affondo di aria artica polare marittima dal nord Atlantico sul Mediterraneo centrale. Sull’Italia, quindi, potremmo avere forte maltempo e abbondanti nevicate fino a quote medio/basse in modo particolare al centro/nord, ma successivamente anche al sud dove una perturbazione Afro/Mediterranea potrebbe ulteriormente intensificare i fenomeni di maltempo estremo, con forti venti, piogge abbondanti e tanta neve in montagna. Attenzione che l’inverno non è ancora finito e, anzi, proprio nel mese di marzo, potrebbe tirar fuori le unghie!

Fonte: meteoweb

ATTENZIONE!!! Falsa partenza della primavera: inizierà con un'irruzione nord-atlantica venata di artico!Scopri i dettagli

Tutto confermato. Questa mattina i due principali modelli matematici di previsione, l'americano GFS e l'europeo ECMWF confermano l'impianto barico che già vi abbiamo indicato ieri: l'inizio della primavera astronomica (1° marzo) potrebbe avere connotati più invernali che primaverili. Ma andiamo con ordine.
Il "pattern" atlantico non ha alcuna intenzione di mollare la presa sull'Europa, sebbene l'avanzare della stagione cominci a farsi sentire e si noti un innalzamento di latitudine del fronte polare. Le perturbazioni non riescono più ad entrare con decisione sul Mediterraneo occidentale per una maggiore opposizione della fascia di alta pressione subtropicale, ma permangono le classiche ondulazioni, più o meno marcate, in seno al flusso atlantico, che oggi e domani instabilizzeranno il meteo italiano.
A metà della prossima settimana è atteso il primo peggioramento intenso sul Nord Italia, che potrebbe però essere solo il preludio di un altro ancora più intenso ed a carattere più freddo atteso per il prossimo week-end, proprio all'inizio della primavera astronomica.
Le dinamiche non sono molto diverse da quelle viste a fine gennaio: la rediviva alta pressione orientale opporrà un blocco allo scorrere delle perturbazioni sul Nord Europa, perturbazioni che tenderanno quindi a scivolare a sud, verso il Mediterraneo. Nel contempo reagirà anche l'onda azzorriana che tenderà ad ergersi verso nord, richiamando masse d'aria fredda da nord verso il Mediterraneo. La perturbazione, in origine nord-atlantica, verrà quindi parzialmente alimentata anche da aria artica. Non avremo a che fare con un'ondata di gelo, ma solo con una fase perturbata dalle caratteristiche ancora invernali, ma comunque di normale entità a cavallo tra inverno e primavera.
Nei prossimi giorni verificheremo se verrà ulteriormente confermata questa linea di tendenza.
Fonte: meteogiornale

lunedì 17 febbraio 2014

Fine FEBBRAIO e il CAMBIO di circolazione. GFS insiste sull'arrivo del Freddo

Dopo un lunghissimo periodo in cui l'inverno non si è comportato da tale, finalmente si vede la possibilità nel lunghissimo termine, dell'arrivo di aria più fredda sull'Europa e forse anche sulla nostra Penisola. Ovviamente ci manteniamo nel "fanta meteo" dato che le carte che stiamno prendendo in considerazione vanno oltre le 300 ore. 
 Anche se la distanza temporale è tantissima, diciamo che l'ultima emissione del centro di calcolo americano GFS, rispecchia un pochino le nostre aspettative con l'arrivo del mese di Marzo. Ovvero, l'alta pressione potrebbe estendersi fin verso le alte latitudini e permettere così un cambio di circolazione da Ovest-Est a Nord-Sud.
Naturalmente anche se così fosse, si tratterebbe di discese di aria fredda e non gelida, anche perchè con il caldo e l'alta pressione che in questo periodo ha interessato la nostra Penisola, il gelo è confinato molto a nord e servirebbe solamente un "miracolo" per far si che esso giunga in territorio europeo.
Dunque, nel caso dovesse avverarsi questa situazione, che il centro di calcolo americano propone da qualche giorno, si avrebbero delle incursioni veloci di aria fredda, tipiche del mese di Marzo. Nel caso poi tali incursioni dovessero realemente interessare la nostra Penisola, allora sarebbero da valutare i reali effetti dovuti anche all'ingresso "reale" di aria fredda che vi sarà in quota. Insomma la strada è molto lunga
Fonte: meteoportaleitalia

giovedì 13 febbraio 2014

Vortice Canadese e Vortice Siberiano: scontro tra Titani

Le ultime speranze di riscatto di questo non inverno sono affidate ad una eclatante quanto improbabile retrogressione gelida siberiana. Lo scenario barico emisferico era già stato inquadrato ieri dalle ECMWF: la risalita di un'onda subtropicale sino al Polo Nord favorirebbe la discesa di masse di aria gelida dalle lande siberiane. Ma a rompere le uova nel paniere, come possiamo vedere nella GFS emisferica, arriverebbe ancora una volta il Vortice Canadese, vero protagonista di questa stagione.
Ecco quindi riproporsi una sfida vista più volte e per più anni: il Vortice Canadese che spinge da nord-ovest e quello siberiano che spinge da nord-est. Sappiamo anche come generalmente tale sfida vada a finire: il Vortice Candese riesce a respingere il Vortice Siberiano, il quale può al massimo tentare di invadere l'Europa centro-settentrionale. Servirebbe un blocco altopressorio più coriaceo e spostato a ovest, per favorire la colata siberiana sino all'Italia. Per ora accontentiamoci di registrare lo scontro tra titani.
(Fonte: meteogiornale)

Previsioni Meteo: arriva un anticiclone primaverile, prossima settimana decisiva per la svolta fredda

Ancora instabilità in queste ore sull’Italia, soprattutto al Sud, ma tra giovedì sera e venerdì mattina un nuovo peggioramento interesserà il nord con piogge sparse a causa di una nuova saccatura nord Atlantica in approfondimento sull’Italia: il nostro Paese continua a subire l’impeto delle correnti oceaniche che hanno dominato gli ultimi mesi, provocando eccezionali anomalie termiche e pluviometriche tali da rendere “tropicale” il clima italiano  con caldo costante e piogge da record.
Una situazione barica che ha dominato gli ultimi mesi, infatti, ha confinato il freddo nel nord/est dell’Europa, senza mai irruzioni significative sul continente, letteralmente assediato dalle miti correnti atlantiche e africane che hanno determinato eccezionali scarti termici positivi rispetto alle medie del periodo. Nel contempo, l’arrivo di continui cicloni provenienti dall’oceano ha provocato piogge torrenziali e venti impetuosi con intense mareggiate, tutti fenomeni che hanno devastato molte aree da Spagna e Portogallo a Gran Bretagna, Francia e Italia come ben abbiamo visto dalle notizie di cronaca degli ultimi giorni e delle ultime settimane.
Se questa situazione cambierà o meno, lo scopriremo la prossima settimana: infatti dopo la residua instabilità di oggi e domani, nel weekend avremo un anticiclone primaverile con temperature in netto aumento in tutto il centro/sud, dove la colonnina di mercurio supererà abbondantemente il muro dei +20°C. Per avere un cambio della situazione, però, dovrebbe attivarsi verso nord l’anticiclone delle Azzorre, che bloccherebbe la circolazione atlantica andando a spalancare la porta del freddo dall’Europa nord/orientale fin sui Balcani e sull’Italia centro/meridionale. Un’ipotesi concreta per un cambio di pattern sinottico su scala continentale, che potrebbe poi così dominare il clima tra fine febbraio, marzo e aprile, portando sul nostro Paese (e non solo…) quel freddo e quella neve a bassa quota che sono mancati durante l’inverno. Ovviamente è e rimane ancora oggi soltanto un’ipotesi. Quello che accadrà la prossima settimana sarà decisivo per capire se questo nuovo disegno si realizzerà o se, invece, sarà l’Atlantico con il suo tiepido flusso umido e piovoso a dominare anche l’ultima parte della stagione invernale.

(Fonte: meteo web)