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sabato 8 marzo 2014

Nuovo affondo PERTURBATO dopo il 20 marzo?

Dopo il breve intermezzo freddo ed instabile atteso al centro-sud tra il 10 e l'11 marzo, da mercoledì 12 il tempo volgerà al bello su tutto il Paese, grazie ad un sostanziale rinforzo dell'anticiclone delle Azzorre, favorito da una accelerazione delle correnti occidentali alle latitudini europee più settentrionali. 

Tale cintura anticiciclonica dovrebbe reggere almeno sino a quasi tutta la seconda decade di marzo, garantendo tempo stabile e mite sull'Italia. Subito dopo, una frenata della corrente a getto potrebbe determinare un deciso affondo depressionario diretto verso sud, sino a coinvolgere anche il nostro Paese, riportando tempo piovoso e un deciso calo delle temperature. 

Su questo punto però i modelli non sono ancora del tutto convergenti. C'è chi vede il guasto anticipato ma minimizza l'entità del peggioramento, chi lo carica a tal punto da far pensare ad un vero e proprio colpo di coda invernale, chi invece lo lo inserisce in un ambito autunnale, così come è stato un po' per tutta questa stagione invernale e addirittura chi non lo vede affatto, optando per una prosecuzione di una fase mite ad anticiclonica. 

MeteoLive invece sposa l'ipotesi di maltempo autunnale, con correnti da sud ovest in grado di riportare aria umida ed altra pioggia. In pratica l'affondo della saccatura coinvolgerebbe l'ovest del Continente, attivando su di noi correnti umide di Libeccio, il tutto non prima del 19-20 marzo. L'attendibilità di tale ipotesi è al momento del 55%.

Seguite comunque tutti gli aggiornamenti.
Fonte: meteolive

lunedì 3 marzo 2014

Venti di BURRASCA attesi domani pomeriggio su Sardegna e centrali tirreniche

Cosa sta succedendo in questo momento?

Un nuovo minimo di bassa pressione prenderà consistenza sul mar Ligure già durante le ore pomeridiane odierne, ove provocherà il transito dell'ennesima perturbazione che, col proprio carico di nubi e precipitazioni, coinvolgerà ancora una volta il nostro stivale con effetti più vistosi sui settori tirrenici del centro e del nord. Avremo tuttavia a che fare con una perturbazione che andrà muovendosi velocemente da ovest verso est, il cui minimo al suolo, dopo aver stazionato per breve tempo sul settore ligure, tenderà a spostarsi abbastanza velocemente, dapprima verso le coste toscane (martedì 4 marzo), successivamente sui settori centro-meridionali italiani(mercoledì 5 marzo), ove potrebbe influenzare lo stato del tempo italiano ancora per diverso tempo. 

In arrivo burrasca di Maestrale sulla Sardegna e sui settori tirrenici centrali nella giornata di domani, martedì 4 marzo: quali saranno le ragioni di tanta ventilazione?

Nel momento in cui il minimo al suolo andrà migrando dal settori liguri verso quelli della  Toscana, il forte gradiente barico che verrà a crearsi, potrà determinare un notevole rinforzo della ventilazione nord-occidentale che coinvolgerà i settori notoriamente esposti a questo tipo di ventilazione.

L'innesco dell'intensa ventilazione troverà risposta da due fattori determinanti; il primo consiste nell'aumento della pressione provocato dall'avvicinamento dell'anticiclone atlantico ai settori occidentali europei. Il secondo non meno importante fattore, consisterà nell'approfondimento del minimo barico sin sotto i 1000mb di pressione in sede italiana. Il verificarsi contemporaneamente di questi due fattori, determinerà un aumento del gradiente barico che innescherà una forte ventilazione di Maestrale, pronta a coinvolgere la Sardegna ed i settori centrali tirrenici già entro la tarda serata di oggi. 

I settori più esposti comprenderanno ancora una volta laCorsica e la Sardegna dove a a partire da questa sera, raffiche molto forti di Maestrale potrebbero provocare già alcuni disagi sulle Bocche di Bonifacio e sulle zone di mare prospicienti. Dove la costa andrà restringendosi maggiormente, e quindi laddove l'effetto venturi risulterà amplificato, le raffiche di vento potrebbero raggiungere picchi sino 70km/h

Nelle ore immediatamente successive (prime ore su martedì 4) il Maestrale coinvolgerà anche i settori centrali e meridionali tirrenici, con rinforzi che potrebbero localmente portarsi sino 50-60km/h

Fonte: meteolive

sabato 1 marzo 2014

Lunedì altra tornata di pioggia ad iniziare dal nord

La struttura di maltempo che sta interessando l'Italia nella giornata odierna tenderà a spostarsi verso levante domenica, liberando il settore di nord-ovest e i versanti di ponente.
L'intervallo soleggiato sarà però molto breve. Da ovest arriverà di gran carriera una nuova perturbazione, che all'inizio della giornata di lunedì inizierà a dare effetti sulle regioni nord-occidentali, per poi propagarsi al resto del centro-nord entro la sera-notte.
Il flusso perturbato che dal vicino Atlantico raggiunge ancora il nostro Continente potrebbe placarsi ad iniziare dalla giornata di martedì per merito dell'espansione dell'alta pressione azzorriana verso l'Europa centro-occidentale. Vedremo se il rubinetto del maltempo verrà finalmente chiuso, oppure se si tratterà solo di un episodio.
Tornando a lunedì, questa è la sommatoria delle piogge attese sull'Italia tra le 7 e le 19 della giornata in parola.
Le regioni nord-occidentali, come accennato, saranno le prime a vedere nubi e piogge. Precipitazioni nel complesso moderate, ma con qualche rovescio o temporale possibile sulla Liguria e a seguire sull'alto Tirreno.
La neve cadrà a quote superiori a 700-800 metri sulle alpi occidentali, 900 metri sull'Appennino Ligure e 800-1000 sul settore centro-orientale alpino.
Tra il pomeriggio e la serata le piogge guadagneranno terreno verso levante, interessando la Sardegna, la Toscana, l'Umbria occidentale e il Lazio.
Martedì tutto il centro-sud e il nord-est saranno alle prese con un tempo perturbato e piuttosto freddo, mentre sul nord-ovest si farà strada qualche schiarita.
Fonte: meteolive

martedì 25 febbraio 2014

Allerta Meteo: in arrivo forte maltempo in tutt’Italia e tanta neve su Alpi e Appennini

Forte maltempo in arrivo nei prossimi giorni in tutt’Italia dopo la tregua di oggi con cielo sereno o poco nuvoloso in tutto il Paese come possiamo osservare dalla mappa satellitare che pubblichiamo a corredo dell’articolo: in Liguria, in Puglia e in generale al Sud ci sono delle nubi sparse comunque innocue, senza alcun tipo di precipitazione, e ampie schiarite ovunque. Splende il sole in modo molto deciso soprattutto al centro/nord, anche se nel pomeriggio/sera si faranno significativi gli annuvolamenti all’estremo nord/ovest. Proprio al nord/ovest, domani, mercoledì 26 febbraio, inizierà il nuovo peggioramento provocato da una saccatura atlantica che nei prossimi giorni lambirà l’Italia centro/settentrionale: le precipitazioni si estenderanno da nord/ovest a sud/est coinvolgendo tutto il territorio italiano, arriveranno giovedì al centro e venerdì intense al sud con forti temporali in Calabria e Sicilia.
03Un nuovo poderoso affondo nord Atlantico, poi, interesserà l’Italia nei primi giorni di marzo, come possiamo osservare nelle mappe a corredo dell’articolo: aria polare marittima di origine artica sfonderà dalla Valle del Rodano nel Mediterraneo centrale, provocando tanti altri giorni di forte maltempo tra il weekend e la prossima settimana. La neve cadrà copiosa su Alpi e Appennini a quote ancora da definire, ma in linea di massima “medie”, secondo le ipotesi più fredde già dai 700-800 metri in sù, secondo invece le ipotesi più calde comunque non oltre i 1.200/1.300 metri. Farà freddo, un freddo tipicamente invernale, ma senza particolari picchi di gelo. Sarà ancora una volta il maltempo a condizionare la situazione meteorologica italiana, e non è certo una novità…

Fonte: meteoweb

domenica 23 febbraio 2014

ALLERTA METEO - Il peggioramento di fine mese: ecco tutte le ultimissime novità

I giorni che ci separano dall'evento in questione sono ancora molti, tuttavia la modellistica a nostra disposizione è concorde (già da qualche giorno) riguardo la sinottica di maltempo prevista intorno al prossimo fine settimana. Le ultimissime elaborazioni iniziano a pulire gli scenari dalle grandi imperfezioni e ci permettono di notare i primi particolari della linea evolutiva più probabile.
Anzitutto potrebbero essere due le perturbazioni che investiranno l'Italia tra venerdì 28 febbraio e domenica 2 marzo. Una prima interesserà venerdìnord-ovest, Sardegna e parte delle centrali tirreniche, con le prime piogge, anche intense all'estremo nord-ovest. Il minimo di pressione associato alla ciclogenesi affonderà poi sui nostri mari di ponente andando in fase con un secondo minimo, in risalita dal nord Africa.
Ecco che sabato la perturbazione descritta sopra si intensificherà nuovamente e darà luogo ad una nuova passata di precipitazioni al nord, con estensione dei fenomeni anche a Toscana, Umbria e Marche. Nel frattempo una seconda perturbazione, quella legata al minimo nord-africano, si organizzerà andando a investire la Sardegna e il nostro meridione, ad iniziare dalle regioni estreme nella giornata di sabato 1.
Domenica 2 sotto la pioggia gran parte dell'Italia per l'azione congiunta delle due perturbazioni, con tempo piovoso soprattutto su nord-est e centro-sud. Le prime schiarite si potranno invece affacciare su nord-ovest e Sardegna.
Da segnalare che potremo avere rovesci di neve a tratti sino a quote basse su Piemonte e Valle d'Aosta, comunque al di sotto dei 1000 metri anche sul resto dell'arco alpino, su livelli prossimi a tale quota sull'Appennino centrale, probabilmente intorno o sopra i 1500 metri su quello meridionale.
Il quadro descritto, per quanto probabilisticamente piuttosto attendibile (65% di probabilità), potrà comunque subire alcune modifiche strada facendo, soprattutto per quanto riguarda le quote neve. Sarà opportuno dunque tornare sul discorso nei prossimi aggiornamenti. Vi aspettiamo! 
Fonte: meteolive

sabato 22 febbraio 2014

ATLANTICO ringalluzzito, si prepara all'assalto dell'Italia

Stiamo procedendo a vista, il mirino è puntato alla prossima settimana allorquando avremo un severo peggioramento che porterà tra l'altro anche un po' d'Inverno. Ma prima che ciò accada dobbiamo prestare attenzione a quel che sta accadendo ad ovest dell'Italia. Anzitutto continuiamo a registrare l'estrema vigoria Atlantica, che ora ci presenta una Depressione d'Islanda composta da due minimi di pressione.
Se le perturbazioni stanno avendo qualche difficoltà a raggiungerci con decisione è perchél'Alta delle Azzorre ha spinto una propaggine - molto debole - poco al di là delle Alpi. Si spiegano così i venti di Bora che hanno raggiunto il Nordest arrecando un peggioramento meteo e una diminuzione delle temperature.
Nelle altre regioni il tempo è variabile, evidenziamo le grosse celle temporalesche sviluppatesi sulle coste toscane dove nelle ultime ore si sono verificati intensi rovesci ed anche delle grandinate. Altri temporali sono riscontrabili sul Nord Africa e in Adriatico, cenno inequivocabile dei forti contrasti termici in atto. Infine vi invitiamo a prestare attenzione a quel piccolo fronte nuvoloso sulla Francia perché stasera raggiungerà le Alpi occidentali determinando un peggioramento.
Fonte  Meteo Giornale.

mercoledì 19 febbraio 2014

Maltempo, piogge torrenziali in Friuli: straripa il torrente Varma, Alta Valcellina isolata

Lo straripamento del torrente Varma, alla confluenza con il Cellina, ha causato la chiusura della strada regionale 251 e l’isolamento dell’Alta Valcellina sul versante friulano. I comuni di Claut, Cimolais ed Erto e Casso (Pordenone) sono ora raggiungibili unicamente dal bellunese. La Prefettura di Pordenone ha allertato le centrali operative del capoluogo veneto da cui partiranno eventuali missioni di soccorso, in forza di uno specifico protocollo siglato in occasione di precedenti alluvioni. Quanto ai pendolari e agli studenti, per rientrare a casa dal Friuli Occidentale dovranno percorrere un tragitto di oltre 100 chilometri attraverso Vittorio Veneto (Treviso) e Longarone (Belluno).
Fonte: meteoweb

martedì 18 febbraio 2014

Previsioni Meteo: altri due giorni di super-caldo, poi torna il freddo con forte maltempo

L’ Italia sta vivendo l’ondata di caldo più intensa degli ultimi secoli per il mese di febbraio, con temperature da record in tutto il centro/sud: un caldo eccezionale che durerà ancora due giorni interi,martedì 18 e mercoledì 19 febbraio. Saranno altri due giorni di fuoco con temperature particolarmente elevate al punto che verranno battuti nuovi record di calore, con massime superiori ai +25°C sulle isole maggiori e diffusamente oltre i +22/+23°C in tutto il centro/sud.
27Domani, martedì 18 febbraio, splenderà il sole e farà caldo anche al nord, mentre mercoledì 19 tornerà il maltempo su tutto il settentrione con forti piogge e temporali in pianura Padana e abbondanti nevicate sulle Alpi oltre i 1.200/1.400 metri di quota. Le temperature resteranno elevate in tutt’Italia, superiori rispetto alle medie del periodo: solo dagiovedì 20 la colonnina di mercurio inizierà ad abbassarsi in modo significativo, con piogge e temporali diffusi in tutt’Italia. Venerdì 21, poi, il maltempo si concentrerà al sud con forti temporali tra Calabria e Sicilia, mentre poi nel weekend le temperature torneranno in linea con le medie del periodo, quindi decisamente fresche e tipicamente invernali (11-13°C più basse rispetto a quelle di questi giorni al centro/sud), con clima variabile in tutto il Paese. Un trend di fresco e instabilità che durerà probabilmente poi anche la prossima settimana, fino alla fine del mese. Un mese, però, questo febbraio 2014, che resterà irrimediabilmente segnato dall’ondata di calore di proporzioni storiche che stiamo vivendo in questi giorni.

Fonte: meteoweb

domenica 16 febbraio 2014

MALTEMPO in PORTOGALLO. Neve sull'arcipelago di Madeira

L'isola si è svegliata sotto una coltre bianca sulle cime e zone più alte. Nel nord del Portogallo è ancora allerta meteo e a Madeira la pesante nevicata ha annullato i collegamenti aerei tra l'isola e la terraferma.
L'ultima neve record a Madeira risale al marzo 2011. L'isola è stata sferzata anche da un forte vento. I Vigili del Fuoco hanno tratto in salvo gli occupanti di tre veicoli che erano rimasti bloccati a Jardim da Serra a causa della neve e un autobus con circa 70 turisti che ha avuto difficoltà a circolare a causa del ghiaccio sulle strade. La situazione non è migliore nelle altri parti del Paese. Nelle città lungo la costa onde alte e piogge insistenti  hanno  allagato molte case. Le spiagge a sud di Lisbona e nella zona di Ovar sono state chiuse.
Fonte: meteoportaleitalia

giovedì 13 febbraio 2014

Un altro ciclone forte come un uragano arriva sull’Europa, massima allerta a ovest mentre sull’Italia risale l’anticiclone…

Si chiama “Ulla” e al momento si trova al largo, nell’oceano, apparentemente innocuo con i suoi982hPa di bassa pressione il nuovo ciclone sfornato dall’Atlantico che nelle prossime ore arriverà sull’Europa molto più violento, approfondendosi fino a 955hPa nel suo percorso diretto sul Regno Unito che verrà attraversato da questo nuovo ciclone forte come un uragano nella giornata di domani, venerdì 14 febbraio, in cui il tempo farà le bizze su gran parte del continente: in modo particolare Spagna, Portogallo, Francia e isole Britanniche risentiranno del transito di questa nuova tempesta con raffiche di vento fino a140km/h che lieviteranno fino a 150km/h tra domani sera e sabato mattina tra Irlanda, Galles, Inghilterra e Francia settentrionale.
20Nuove devastanti mareggiate colpiranno i litorali esposti a sud/ovest, e piogge torrenziali interesseranno tutta l’Inghilterra che già adesso si trova sott’acqua. Le temperature si impenneranno su valori eccezionalmente caldi per il periodo a causa di una lingua nord Africana che arriverà fin sulla Danimarca, portando la sabbia del Sahara persino su Londra, Parigi e Bruxelles.  Nella capitale inglese, a Londra appunto, la temperatura salirà fino a+10°C nella notte tra venerdì e sabato, con raffiche da sud/ovest fino a 100km/h e forti piogge, tanto che si temono gravi danni. Il forte vento sud/occidentale insisterà per tutta la giornata di sabato 15 e, seppur in modo più lieve, anche domenica 16 quando però tornerà a splendere il sole. A Parigi e Bruxelles sempre nella notte tra venerdì e sabato la temperatura si impennerà fino a +12°C. Tutto ciò mentre sull’Italia avanzerà l’anticiclone Sub-Tropicale che poi garantirà un weekend di sole e caldo al centro/sud, con temperature diffusamente sui +20°C e con picchi vicini ai +25°C in Sicilia. Saranno due giorni primaverili, mentre l’Europa occidentale sarà colpita dall’ennesima furiosa tempesta Atlantica di quest’inverno così particolare e bizzarro.

mercoledì 12 febbraio 2014

Nuovo violento ciclone atlantico sul Regno Unito: allagamenti e inondazioni, allarme rosso

Una nuova tempesta si sta abbattendo sulle coste occidentali del Regno Unito, portando con sé raffiche che potrebbero raggiungere i 160 chilometri orari. L’ufficio meteorologico britannico ha emesso l’allerta rossa del più alto livello per “venti eccezionalmente forti” per l’ovest del Galles e il nordovest dell’Inghilterra. Le raffiche, ha avvertito l’ufficio, potrebbero causare danni strutturali e interruzioni nella fornitura di corrente elettrica in vaste zone del Paese. L’Inghilterra è stata colpita dal maltempo da dicembre e gennaio è stato il mese più piovoso negli ultimi 250 anni. Molte zone del Paese, tra cui le coste sudoccidentali, la zona di Somerset Levels e la valle del Tamigi, sono state allagate e centinaia di case sono state sommerse.
(Fonte: meteo web)

La STORIA di un inverno fino ad ORA da CESTINARE e la grande confusione che si presenta sul lungo TERMINE. Ecco le prime considerazioni

Fino ad ora l'inverno è stato il grande assente sull'Europa e di conseguenza sulla nostra Penisola, vediamo allora di ripercorrere insieme gli avvenimenti meteorologici che fino ad ora ci hanno condizionato e che potranno in qualche modo interessarci nel prossimo futuro. Come al solito " i più" ad ottobre sono soliti ad elaborare delle tendenze meteo a lunghissimo termine. Tendenze che risultano apprezzabili agli occhi di chi studia questa fantastica materia, ma a cui molto spesso viene data troppa importanza. 
Come abbiamo detto e ridetto diverse volte, le previsioni meteorologiche assumono una validità notevole solamente sotto le 72 ore, dopodichè entriamo nel campo delle possibilità ed ecco la che la probabilità di riuscita di tale previsione si abbassa rapidamente. Pertanto è apprezzabile elaborare una previsione a lunga gittata per l'inverno o per l'estate che sia, ma con la consapevolezza che le possibilità di realizzazione siano ben poche.
Anzi vi faccio un esempio, avete presente il cubo di Rubik? Ecco, più o meno le ipotesi di realizzazione di una tendenza a lungo termine sono proporzionali al completamento del cubo, nel senso che appena salta un tassello può saltare tutto.
(Fonte: meteoportaleitalia)

lunedì 10 febbraio 2014

Ciclone Stephanie: sarà una notte da incubo, domani attenzione al Sud

ALLERTA METEO: SI PROSPETTA UNA NOTTE DA INCUBO, DOMANI IL CICLONE SI SPOSTA AL SUD - Si prospetta una serata difficile e una notte da incubo al centro/nord: alla luce degli ultimi aggiornamenti, infatti, continuerà a diluviare per molte ore in modo particolare al nord/est e nell’alto Tirreno, tra Liguria di levante, Emilia Romagna e alta Toscana, dove le precipitazioni di oggi sono già state torrenziali e tutti i corsi d’acqua sono in piena. Domani molti corsi d’acqua esonderanno sia in Toscana che in Emilia Romagna, e diversi centri abitati potrebbero finire sott’acqua. Massima allerta anche al nord/est: il ciclone Stephanie si sta confermando estremo come da previsioni, e i terreni già saturi d’acqua non riescono ad assorbire le grandi piogge di queste ore. Fortunatamente sulle Alpi nevica da quote basse, a partire dai300-400 metri al nord/ovest e dai 700-800 metri al nord/est, altrimenti staremmo già parlando di una terribile alluvione.
Domani, però, è alto il rischio di gravi criticità su tutto il territorio centro/settentrionale. Proprio domani, martedì 11 febbraio, l’allerta si sposterà al centro/sud, dove arriveranno forti temporali dopo il caldo di oggi (con picchi di+24°C in Sicilia) provocato dallo scirocco: le temperature crolleranno di oltre 10°C in poche ore, tornerà l’inverno con nevicate oltre i 1.000 metri sui rilievi appenninici e forti temporali nel pomeriggio/sera su gran parte delle Regioni meridionali e soprattutto in Calabria e Sicilia, dove potrebbero verificarsi grandinate e trombe d’aria per i forti contrasti termici. Eloquente, in tal senso, il bollettino della protezione civile.

(Fonte: meteoweb)

Dall'Atlantico all'assaggio primaverile. Inverno a fine mese?

Maltempo, oggi la giornata peggiore:
l'attuale perturbazione, l'ultima di una lunghissima serie, riproporrà condizioni di eccezionale maltempo. Su alcune regioni del Centro Nord le precipitazioni risulteranno fin troppo abbondanti e non dobbiamo scordarci che veniamo da un periodo segnato - pesantemente - da anomalie pluvio/nivometriche notevoli. Suoli e corsi d'acqua sono saturi, mentre sulle Alpi l'enorme quantità di neve presente verrà rimpinguata dalle abbondantissime nevicate delle prossime ore.
Dinamiche nuove:
finalmente possiamo darvi una buona notizia: l'Atlantico cederà il passo. Sarà una resa graduale e non è detto che sia definitiva. Ma quel che emerge dall'osservazione dei modelli, allo stato attuale, è una modifica sostanziale delle dinamiche bariche a livello di emisfero Boreale. Prima che ciò accada - vedremo a breve gli effetti iniziali - ci troveremo ad affrontare rimasugli instabili che dovrebbero focalizzarsi al Sud Italia ma senza quei connotati di eccezionalità riscontrati fin troppe volte.
Accenno di primavera:
metà mese, lo abbiam detto la scorsa volta, rappresenta in tutto e per tutto uno snodo cruciale. Le modifiche bariche succitate coincideranno, inizialmente, in una rimonta anticiclonica africana. Rimonta anticiclonica che riguarderà maggiormente le regioni Centro Meridionali e Insulari, laddove si respirerà presumibilmente aria primaverile.
Rialzo termico imponente:
lecito parlare di primavera perché le temperature subiranno una vera e propria impennata. Analizzando il profilo termico peninsulare emergono valori sino a 10°C alla quota isobarica di riferimento di 850 hPa (che corrispondono grosso modo a 1500 metri d'altitudine). Al suolo, localmente, si potrebbero superare facilmente i 20°C nelle ore più calde. C'è da dire che il Nord, al contrario, resterà ai margini del miglioramento tant'è che l'analisi modellistica comparata evidenzia riflessi atlantici di rilievo.
Cambia la distribuzione delle masse Artiche:
il pattern configurativo subirà modifiche sostanziali oltre il 60° parallelo, laddove assisteremo ad un trasferimento delle masse d'aria fredda dal comparto Canadese verso quello Euroasiatico. Non trascurabile l'inserimento di una bolla anticiclonica sulla verticale del Polo, che potrebbe tornare utile a destabilizzare ulteriormente la tenuta del Vortice Polare. Si deve puntare necessariamente alla modifica nella struttura del Vortice Canadese, l'assoluto protagonista di questo lungo autunno. A quel punto si potrebbero inserire le prime rimonte anticicloniche oceaniche, inseribili in quell'ottica di scambi meridiani dei quali s'è discusso nei precedenti editoriali.
Freddo a fine mese?: 
i vari modelli di previsione fotografano dinamiche invernali in ultima decade, ribadendo quelle dinamiche più volte descritte e riprese pocanzi. Il freddo potrebbe quindi giungere a fine stagione, ma ciò non esclude che gli effetti possano rivelarsi significativi.
Focus: evoluzione sino al 23 febbraio 2014
Il maltempo inizierà ad allentare la morsa e dopo gli strascichi instabili dei prossimi 2-3 giorni assisteremo ad un graduale consistente miglioramento per mano dell'Alta Africana. Miglioramento che andrà a manifestarsi in modo sostanziale al Centro Sud e nelle due Isole Maggiori, laddove le temperature registreranno un'impennata. Il Nord rimarrà più esposto alle correnti atlantiche, specie i confini alpini laddove non mancherà occasione per ulteriori precipitazioni.
Più che rimonta anticiclonica duratura è bene parlare di tregua. Tregua di maggior durata rispetto alle precedenti, su questo non c'è dubbio, ma che potrebbe condurci verso quel cambio di scenario entro l'ultima decade di Febbraio. A fine periodo potrebbero manifestarsi le prime dinamiche invernali degne di nota.
Evoluzione sino al 28 febbraio 2014
A questo punto possiamo ipotizzare, entro fine mese, la prima vera incursione invernale dell'anno. Difficile dirvi, già da ora, dinamiche ed entità. Per i dettagli, qualora l'ipotesi dovesse concretizzarsi, vi sarà tempo.
In conclusione.
L'Inverno, quanto mai assente, potrebbe farsi vedere proprio in conclusione. Rammentiamo che il 1 marzo, meteorologicamente parlando, prenderà piede la stagione primaverile.
(Fonte: meteogiornale)

Maltempo: Protezione civile, allerta per Toscana e Veneto

Un nuovo impulso perturbato di origine atlantica, nelle prossime ore portera' ancora precipitazioni diffuse sulle regioni settentrionali e centrali tirreniche del nostro Paese. Sulla base delle previsioni disponibili il Dipartimento della Protezione Civile d'intesa con le Regioni coinvolte - alle quali spetta l'attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati - ha emesso, quindi, un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticita' idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino di criticita' consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it). L'avviso meteo prevede dalla mattinata di domani, lunedi' 10 febbraio, precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna, in estensione a Veneto e Friuli Venezia Giulia, con quantitativi fino a molto elevati su Liguria di levante, Toscana ed Emilia Romagna occidentale.
  Sono previste, inoltre, nevicate diffuse, al di sopra dei 500-700 metri, su Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, fino a 200-400 metri sul Piemonte meridionale e sull'entroterra ligure, in estensione a Veneto e Friuli Venezia Giulia al di sopra dei 700-900 metri, con apporti al suolo da moderati ad abbondanti. Sempre da domani mattina e' atteso un rinforzo della ventilazione, con venti di burrasca sud-orientali - e rinforzi di burrasca forte - su Toscana, Lazio, Sardegna, Sicilia, in estensione all'Emilia-Romagna, con mareggiate lungo tutte le coste esposte. Sulla base dei fenomeni previsti e' stata valutata per la giornata di domani criticita' rossa per rischio idrogeologico e idraulico sulle zone vallive e pianeggianti dei bacini del Veneto e su gran parte della Toscana. Domani la criticita' e' arancione per le restanti aree del Veneto e della Toscana nord-occidentale, i bacini marittimi centrali e di levante della Liguria, la Sardegna occidentale compresi il Logudoro e l'intero campidano, il Friuli Venezia Giulia e l'Emilia-Romagna, mentre sono indicate in criticita' gialla la Liguria di ponente, la Sardegna orientale, l'area alpina e prealpina della Lombardia e gran parte dell'Italia centrale, comprese Campania e Molise.
 E' utile ricordare che le valutazioni di criticita' idrogeologica (su tre livelli: rossa, arancione e gialla) possono includere una serie di danni sul territorio, riportati sul sito del Dipartimento. Il quadro meteorologico e delle criticita' previste sull'Italia e' aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all'evolversi dei fenomeni, ed e' disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticita' specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguira' l'evolversi della situazione.

Nuova ondata di maltempo allerta dalla Liguria al Lazio

Nuovo avviso di criticità della Protezione civile: nevicate a quote basse in tutto il Nord, venti di burrasca sulla Sardegna e sulle regioni centrali tirreniche. Segnalati rischi di allagamenti e frane per Veneto e Toscana. Una nuova perturbazione di origine atlantica nelle prossime ore porterà ancora precipitazioni diffuse sulle regioni settentrionali e centrali tirreniche del nostro Paese.
Sulla base delle previsioni disponibili il Dipartimento della Protezione Civile d'intesa con le Regioni coinvolte - alle quali spetta l'attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati - ha emesso, quindi, un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticita' idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino di criticita' consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).

L'avviso meteo prevede dalla mattinata di domani precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna, in estensione a Veneto e Friuli Venezia Giulia, con quantitativi fino a molto elevati su Liguria di levante, Toscana ed Emilia Romagna occidentale.

Sono previste, inoltre, nevicate diffuse, al di sopra dei 500-700 metri, su Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, fino a 200-400 metri sul Piemonte meridionale e sull'entroterra ligure, in estensione a Veneto e Friuli Venezia Giulia al di sopra dei 700-900 metri, con apporti al suolo da moderati ad abbondanti.

In Sardegna, la Protezione civile ha diramato un'allerta meteo di moderate criticità da domani e per le successive 24-36 ore per il Campidano, il Logudoro e l'Iglesiente, oltre ai bacini del Tirso e Montevecchio Piscilappiu.

In Emilia Romagna a preoccupare è ancora la piena del fiume Secchia, nella bassa modenese. La protezione civile ha attivato la fase di preallarme dopo le diffuse e intense precipitazioni che hanno interessato il bacino del fiume, anche a causa delle criticità che rimangono dopo la recente alluvione. L'allerta è stata attivata per i comuni di Campogalliano e Soliera, , Casalgrande, Castellarano e Rubiera. Rimane vigente quella relativa ai comuni di Modena, Bastiglia e Bomporto.

Nella giornata di lunedì è atteso un rinforzo della ventilazione, con venti di burrasca sud-orientali - e rinforzi di burrasca forte - su Toscana, Lazio, Sardegna, Sicilia, in estensione all'Emilia-Romagna, con mareggiate lungo tutte le coste esposte.

Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di domani criticità rossa per rischio idrogeologico e idraulico sulle zone vallive e pianeggianti dei bacini del Veneto e su gran parte della Toscana.
(Fonte: Repubblica)

sabato 8 febbraio 2014

Maltempo, quando piove sul bagnato: perché le nuove piogge in arrivo sono pericolose

Nei prossimi giorni sono previsti nuovi forti temporali in particolar modo sul Centro-Nord, con l’arrivo del ciclone Stephanie. Stavolta le precipitazioni in arrivo preoccupano particolarmente. Dopo settimane di forte maltempo infatti, in particolar modo dopo la settimana passata in cui si sono registrati numerosi episodi di esondazioni fluviali, smottamenti e frane, i terreni sono saturi e l’arrivo di nuova pioggia potrebbe aumentare il numero e l’entità dei fenomeni di dissesto.
Per comprendere meglio come mai i suoli saturi presentino un rischio grave, bisogna conoscere la struttura del sottosuolo. I geologi suddividono il terreno in due zone: quella satura e quella non satura, separate da una fascia di transizione. Il limite fra zona satura e non satura è marcato dal livello della falda acquifera, che oscilla a seconda dell’apporto delle precipitazioni, e che quindi si abbassa in estate e cresce nei mesi invernali.
La differenza fra zona satura e non satura è tutta racchiusa nella quantità di acqua presente negli interstizi del terreno: nella zona satura tutti i pori sono occupati, mentre in quella non satura l’acqua può essere presente in percentuali variabili. Nella zona non satura l’acqua non è mai del tutto assente. Esiste infatti una frazione che riesce comunque a legarsi molecolarmente alle particelle che costituiscono il terreno. Essa viene definita acqua di ritenzione, e semplificando si può dire che è quella porzione di acqua presente nel terreno che crea “umidità” e che non si muove verso il basso. Essa è legata in maniera fortissima ai grani del terreno. Va differenziata dall’acqua gravifica, che come dice il nome è libera di muoversi verso il basso per gravità, e che va ad alimentare la falda.
Infine, bisogna menzionare sia l’acqua capillare, che risale dalla falda nella zona non satura, sia quella porzione di acqua situata nel terreno a pochissima distanza dalla superficie, che subisce i fenomeni di evapotraspirazione, cioè la somma di evaporazione (passaggio fisico dallo stato liquido a gassoso) e traspirazione (assorbimento di acqua da parte delle radici delle piante).
Con l’aumento delle precipitazioni nei mesi autunnali, la falda idrica e quindi la zona satura, salgono verso il piano campagna, e la fascia non satura si riduce sempre più. In questi giorni, in particolar modo nella pianure alluvionali fluviali e lacustri, la falda è salita al punto da emergere in molti punti, creando vasti pantani. Anche sui pendii montuosi e collinari il terreno è quasi al punto di saturazione, con una percentuale di acqua intrappolata nei pori altissima, prossima al 100%. Basta poco perché questo limite venga raggiunto.
E qui, entra in gioco il problema meccanico: se da una parte i terreni pianeggianti, anche se coperti di acqua, non possono dar luogo a franamenti (il problema casomai è quello provocato ai centri abitati ed alle coltivazioni), bastano pendenze minime per scatenare le frane.
Il motore delle frane è la forza di gravità. Senza questa forza, non ci sarebbero frane. La presenza dell’acqua non è il motore, ma in qualche modo, volendo semplificare molto, è un importantissimo ingrediente che permette a questo motore di accendersi. In sostanza la presenza di acqua nel terreno lo indebolisce, facendolo diventare più vulnerabile alla gravità e quindi al movimento verso il basso. Inoltre l’acqua ha un peso: ed è proprio questo peso uno degli elementi che portano al movimento.
I due fattori che portano alla frana sono proprio questi: da un lato la perdita di resistenza da parte del terreno (potremmo dire “resistenza a franare”), perché viene meno la coesione del materiale e si riducono quelli che in ingegneria sono chiamati gli “sforzi efficaci”. Dall’altra un aumento del peso del pendio, appesantito per la saturazione.
La meccanica delle frane è molto complessa ed entrano in gioco numerosi altri fattori, di cui sarebbe troppo lungo trattare in questo articolo, ma è certamente l’acqua un importantissimo elemento la cui assenza o presenza può significare sicurezza o rischio.
Ecco perché l’arrivo di nuove “bombe d’acqua” previsto da lunedì sulle regioni centro-settentrionali italiane, su terreni saturi o al limite della saturazione, viene visto con preoccupazione.
Inoltre il problema non sono sole le frane ma anche i fiumi: i terreni saturi non assorbono più pioggia e l’acqua di precipitazione scorrerà in superficie riversandosi subito nel reticolo fluviale, causando nuove piene.
Si tratta di fenomeni del tutto naturali, che sono sempre accaduti nella storia della Terra. Il problema è che le attività umane, da quelle agricole ad industriali, per non parlare delle infrastrutture e delle città, sono fortemente vulnerabili a questi fenomeni, e in molti casi li hanno amplificati a dismisura con lo stravolgimento di equilibri naturali.
(Fonte: meteo web)

Meteo Lunedì: nuova intensa perturbazione, maltempo al Centronord, quasi primavera al Sud

Lunedì arriva l'ennesima perturbazione atlantica, ancora più intensa! Il fronte verrà infatti ospitato in una stretta saccatura nord atlantica in affondo sul Mediterraneo occidentale ed in successivo rapido movimento verso l'Italia, supportata da un profondo vortice che dall'Atlantico si proietterà direttamente verso la Francia centrale. Condizioni meteo tempestose sono dunque attese proprio sulla Francia ma anche sulla Spagna, mentre sul nostro Paese vi sarà un forte richiamo di correnti meridionali, miti e molto umide. 

In tal contesto il Nord e le centrali tirreniche saranno investite da piogge e rovesci anche forti e a sfondo temporalescoattenzione particolare a Liguria, Toscana, tutta la fascia prealpina, pedemontana del Nord ed il Friuli Venezia Giulia, dove si potranno superare punte di 100-150mm. Inutile dire che il rischio frane, allagamenti ed esondazioni sarà piuttosto elevato: i terreni sono già fin troppo intrisi d'acqua e faticano a sopportare ulteriori apporti pluviometrici, peggio se così abbondanti. Precipitazioni più deboli interesseranno anche il medio adriatico, Sud troppo ai margini dell'azione ciclonica, con al più qualche pioggia sulla Campania ( al Meridione qualche pioggia o rovescio sparso dovrebbe sopraggiungere solo Martedì ). 

Ancora una volta neve abbondante in arrivo sulle Alpi, mediamente oltre 400-800m, ma anche in collina sul Nordovest, se non a tratti in pianura sul Piemonte occidentale e meridionale ( fiocchi dunque possibili a Torino, Asti); inizialmente neve non esclusa fino al fondovalle anche su Alpi Retiche, Alto Adige, Dolomiti. Tra sera e notte quota neve in progressivo rialzo specie sulle Prealpi. Una situazione che rischia di aggravare pesantemente le criticità già presenti in diversi comuni oltre i 1500m, letteralmente sepolti dalla neve, e che conferma un trend eccezionalmente nevoso per le Alpi in questa fase della stagione invernale. 

Sarà invece praticamente primavera al Sud, dove i forti venti di Scirocco faranno impennare le temperature fino a 17-19°C, con punte di oltre 20°C in Sicilia. Molto mite anche al Centro, più freddo al Nord grazie al maltempo.


(Fonte: 3BMeteo)

Lunedì confermato nuovo pericoloso carico di pioggia

 In questo articolo vorremmo invece soffermarci sul peggioramento previsto per Lunedì prossimo, 10 Febbraio. In mattinata, i principali modelli meteorologici che vengono utilizzati per fare le previsioni, hanno rincarato la dose, aumentando il numero e la quantità di precipitazioni previste.
La mappa delle precipitazioni previste tra la mezzanotte e le sei di Lunedì mattina mostra l’avanzamento della perturbazione da Ovest. Come spesso succede in questi casi, l’arrivo di aria Atlantica da Nord formerà una depressione sul Golfo Ligure, che rimarrà in posizione per molte ore, prima di esaurirsi. Questo aiuterà la diffusione delle piogge soprattutto su Nord Ovest, Liguria e sul Nord della Toscana. Inizialmente le precipitazioni risulteranno nevose su Alpi, Appennini e anche sulla pianura del Nord Ovest.Ancora da valutare l’ipotesi di neve fino a Torino. 
Nel corso della mattinata il peggioramento si sposta verso Est, continuando ad interessare Toscana ed Appennini. La quota neve sarà in risalita a causa di un repentino aumento della temperatura, che culminerà nella giornata di Martedì. Dato che la pioggia cadrà a quote localmente anche molto alte la situazione richiede estrema attenzione. Crescerà il rischio valanghe e i corsi d’acqua subiranno notevoli ingrossamenti a causa dello scioglimento del manto nevoso. Altra situazione pericolosa in Friuli, dove le piogge arriveranno in mattinata ed insisteranno fino alla sera, come si vede bene nella prossima mappa.
Sul Centro e Nord Ovest rimangono precipitazioni forti solo in prossimità dei rilievi, altrove i fenomeni vanno scemando. Continuano le piogge sul Friuli, soprattutto al confine con la Slovenia. Le precipitazioni rimarranno intense lungo tutto l’arco Nord della regione, fino a sera.
La diminuzione dei fenomeni su tutto il Centro e Nord Italia sarà molto graduale: per un vero miglioramento delle condizioni bisognerà aspettare almeno il primo pomeriggio di Martedì.
(Fonte: meteoindiretta.it)

Via una perturbazione, ne segue subito un'altra

Si è aperta un'altra crisi perturbata che ci accompagnerà presumibilmente anche per buona parte della prossima settimana. Le ampie schiarite osservabili attualmente su molte regioni d'Italia sono riconducibili all'intervallo che intercorre tra due perturbazioni successive. Una prima, quella di ieri, sta ancora arrecando delle precipitazioni nelle regioni del Sud Italia - a carattere temporalesco in Sicilia - la seconda ha già raggiunto i settori alpini più occidentali e presto determinerà un aumento della nuvolosità su tutto il Nordovest.
Le regioni Settentrionali, dopo gli abbondanti fenomeni di ieri, stanno tirando un po' il fiato ma il sole fa enorme fatica a mostrarsi. In pianura, salvo in alcune zone, si sono formati densi banchi di nebbia. Le temperature si mantengono basse, spesso vicine o addirittura inferiori allo zero. Ma dicevamo del nuovo peggioramento. Comincerà ad accelerare nel corso del pomeriggio, con piogge localmente intense sulla Liguria di Levante in graduale espansione verso le provincie settentrionali toscane.
In Val Padana i fenomeni saranno meno convincenti, spesso a carattere intermittente o persino assenti sul Piemonte mentre risulteranno insistenti a ridosso di Alpi e Prealpi centro orientali a partire dal tardo pomeriggio. Qui, ancora una volta, prevediamo fitte nevicate al di sopra degli 800-1000 metri. Non sono da escludere degli sconfinamenti a quote inferiori, localmente fin verso i fondivalle.
Nelle altre regioni il tempo sarà buono, con più sole sulle Adriatiche e ampie schiarite che prenderanno il sopravvento anche al Sud. Sulla Sardegna, così come tra Umbria e Lazio, dopo un mattinata sostanzialmente soleggiata si osserverà un progressivo aumento della nuvolosità ma che comunque non dovrebbe dar luogo a fenomeni di rilievo. Soltanto sull'Isola, settore nordoccidentale in particolare, potrebbero affacciarsi le prime deboli piogge nelle prime ore della prossima notte.
In conclusione segnaliamo venti in accelerazione da Libeccio o Ponente e risulteranno di maggiore intensità tanto sui mari di ponente quanto sui crinali della dorsale appenninica. Questo farà sì che sui litorali adriatici si manifestino correnti secche favoniche e un conseguente rialzo delle temperature.

(Fonte: Meteo Giornale)