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mercoledì 23 agosto 2017

Terremoto Ischia, 2 morti e 42 feriti: salvati i fratellini sotto le macerie, 2.600 sfollati. Il punto della situazione

Terremoto Ischia, gioia per il salvataggio dei bambini sotto le macerie di Casamicciola: straordinaria gara di solidarietà, ma rimane lo strazio per i morti e la paura per tutti gli altri. Ben 2.600 sfollati, in corso l'allestimento di una tendopoli

Due morti, 42 feriti, 2.600 sfollati e tre bambini salvati dopo oltre 15 ore di ininterrotto lavoro delle forze dell’ordine e dei volontari. E’ il bilancio della scossa di terremoto del 4 grado di magnitudo che ieri alle 20.57 ha scosso Ischia e in particolare la zona di Casamicciola, dove si sono registrati i danni peggiori. Un boato, poi il blackout e tanta paura per tutti, edifici crollati o pesantemente danneggiati tra cui quello sotto cui erano rimasti Ciro, Mathias e Pasqualino, di appena sette mesi, il primo a essere salvato stanotte. Matthias, 8 anni, è arrivato tra le braccia dei soccorritori qualche ora dopo, ma è il salvataggio di Ciro, 11 anni, ad aver richiesto più tempo: eppure è stato proprio lui, coraggiosissimo, a guidare i soccorritori per aiutarli fino a raggiungere i tre bambini. Sotto le stesse macerie c’è il corpo di una donna, il cui recupero è ancora in corso perché secondo i soccorritori si trova più in profondità. La prima vittima era ancora una donna, un’anziana colpita dai calcinacci della chiesa di Santa Maria dei suffragi. È in questa zona, nella parte alta di Casamicciola tra piazza Maio e il ‘Purgatorio’, che il terremoto si è sentito più forte e ha prodotto i maggiori fanno: le forze dell’ordine stanno ancora evacuando la zona, dove sono parecchi i muri crollati e gli edifici danneggiati, come l’hotel Tusculum.
Camminando per le strade, tra polvere e macerie, l’impressione è assolutamente stridente con il clima normalmente vacanziero di questi giorni, con il sole e il caldo; ma di turisti ridanciani in costume non se ne vedono più, tutti hanno fatto le valigie già ieri sera o, chi non ha trovato posto sui traghetti notturni e ha trascorso le ore di buio all’aperto, in piazza o al porto, stamattina. I porti di Ischia e Casamicciola sono stati presi dall’assalto fin da prima dell’alba, con lunghe code alle biglietterie e agli imbarchi. Se i turisti sono andati via i residenti evacuati invece si stanno dividendo tra gli alberghi dell’isola e lo stadio comunale. La scossa di ieri sera era stata inizialmente classificata come di grado 3,6, poi corretta a 4 dopo i dati dell’osservatorio Vesuviano: ma l’impressione per chi era ieri sera a Casamicciola è che fosse molto più forte. I testimoni parlano di un boato e di una scossa fortissima. Gli sfollati sono 2.000 a Casamicciola, 600 a Lacco Ameno, mentre 1.051 persone hanno lasciato l’isola, secondo il bilancio fatto dal capo del dipartimento della protezione Angelo Borrelli, giunto sull’isola in mattinata insieme al numero uno dei vigili del fuoco Bruno Frattasi. Non ci saranno tendopoli, ha assicurato Borrelli, cui il Premier Paolo Gentiloni ha affidato con un decreto il compito di coordinamento di tutte le forze in campo. Trentanove i feriti, la maggior parte dei quali già dimessi dall’ospedale Rizzoli, che nella notte era stato evacuato ma poi è stato giudicato di nuovo agibile: ne restano ricoverati circa 12, tutti non gravi. L’unico le cui condizioni sono serie è un uomo trasferito al Cardarelli di Napoli.

Terremoto Ischia, il precedente del 28 luglio 1883

Quegli anni furono i miei più dolorosi e cupi“: così Benedetto Croce ricordava la sofferenza per il terremoto di Ischia del 28 luglio 1883, che fece più di 2 mila morti e gli strappò il padre, la madre e la sorella. Ieri sera sull’isola – all’epoca un villaggio di pescatori e di pochi villeggianti, oggi tra le più note località turistiche del Belpaese – la terra è tornata a tremare, seminando di nuovo terrore e lutto.
Stavolta, però, al dolore per le due vittime ha fatto da contraltare prima la speranza e poi la gioia per i tre fratellini estratti vivi dalle macerie. Secondo quanto riferito dai soccorritori è stato proprio uno dei bambini a salvare la vita al fratellino e a se stesso, prima spingendolo sotto un letto e poi battendo con un manico di scopa per richiamare l’attenzione. Ora, bisognerà pensare agli oltre duemila sfollati di Casamicciola e agli altri 600 a Lacco Ameno, secondo i numeri resi noti dal capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, che oggi ha fatto un primo punto della situazione con i sindaci dell’isola. Intanto, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, al termine del Comitato Operativo nazionale della protezione civile al quale ha preso parte, ha firmato il decreto che dichiara il rischio di compromissione degli interessi primari in seguito al sisma che ha colpito l’isola di Ischia nella serata di ieri. “Questo decreto – spiega una nota della Protezione civile -, nelle more del perfezionamento della dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri, rende pienamente operativo l’intero Servizio nazionale della protezione civile. Infatti, per assicurare un intervento tempestivo, il decreto ha previsto che sia il Capo del Dipartimento della Protezione civile a coordinare tutte le forze in campo impegnate nelle operazioni di assistenza e soccorso alla popolazione“. Con la successiva dichiarazione di emergenza saranno poi disponibili tutti gli strumenti straordinari che potranno essere utilizzati dal Commissario che il Capo del Dipartimento della Protezione civile nominerà con ordinanza d’intesa con la Regione Campania.
L’Italia si unisce nel dolore per le vittime e nella solidarietà. Siamo tutti a fianco delle forze impegnate nei soccorsi” ha scritto su Twitter il premier Gentiloni. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato ai sindaci di Casamicciola e di Lacco Ameno per esprimere il cordoglio per le vittime e la solidarietà e la vicinanza alla popolazione colpita dal terremoto. Nel corso delle telefonate i sindaci hanno manifestato l’apprezzamento e la riconoscenza per i soccorsi tempestivi ed efficienti. “Il Presidente Mattarella si è impegnato a visitare, quando possibile, i comuni colpiti e ha assicurato la sua attenzione per la ricostruzione – si legge in una nota del Quirinale -. Il Capo dello Stato ha aggiunto di condividere l’apprezzamento per Protezione Civile, Vigili del fuoco, Forze dell’ordine e di tutti coloro che si stanno prodigando con abnegazione e professionalità per l’opera di soccorso. Un augurio particolare Mattarella ha voluto far giungere ai fratellini estratti dalle macerie con grandi complimenti alla squadra dei soccorritori“.

Terremoto Ischia, le telefonate di Mattarella, Merkel e Macron

Ciro, Mattias e Pasquale. La speranza, dopo il terremoto del 21 agosto, ad Ischia ha i nomi di questi tre fratellini estratti vivi dalle macerie. A loro e alle due vittime della scossa corre il pensiero del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. In contatto telefonico con i sindaci dei comuni dell’isola colpiti dal sisma – Casamicciola e Lacco Ameno – Mattarella ha assicurato di recarsi al piu’ presto sui luoghi del disastro. Il Capo dello Stato, come in altre circostanze, attendera’ che i soccorritori abbiano completato il loro lavoro per non essere di intralcio alle operazioni con la sua presenza. Nella telefonata, sindaci e Capo dello Stato hanno condiviso l’apprezzamento per il lavoro svolto dalla Protezione Civile, dai vigili del Fuoco e dalle Forze dell’ordine impegnati nei soccorsi. Anche Gentiloni si e’ congratulato con i soccorritori per il salvataggio dei tre fratellini. In costante contatto con il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, e con il capo del dipartimento dei Vigili del Fuoco il presidente del Consiglio ieri, a pochi minuti dalla scossa, si e’ recato nella sala operativa della Protezione Civile per seguire da vicino l’andamento delle operazioni. E oggi ha raccolto le attestazioni di solidarieta’ e vicinanze arrivate dai colleghi europei, a cominciare da una affezionata frequentatrice dell’Isola come Angela Merkel – “la piu’ profonda vicinanza alle popolazioni e ai soccorritori” – passando per Emmanuel Macron fino ad arrivare al premier portoghese Antonio Costa. E sempre oggi, Gentiloni ha partecipato alla riunione del Comitato operativo nazionale della Protezione Civile dove ha firmato il decreto con la “dichiarazione del rischio di compromissione degli interessi primari”. “Questo decreto – spiega una nota del Comitato – nelle more del perfezionamento della dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei ministri, rende pienamente operativo l’intero Servizio nazionale della protezione civile. Infatti, per assicurare un intervento tempestivo, il decreto ha previsto che sia il capo del Dipartimento della Protezione civile a coordinare tutte le forze in campo impegnate nelle operazioni di assistenza e soccorso alla popolazione. Con la successiva dichiarazione di emergenza saranno poi disponibili tutti gli strumenti straordinari che potranno essere utilizzati dal commissario che il capo del Dipartimento della Protezione civile nominera’ con ordinanza d’intesa con la Regione Campania”.  “Siamo vicini al dolore per le vittime e uniti nella solidarieta’. Grazie ai soccorritori per il loro infaticabile lavoro”, sono le parole che il presidente del Senato, Pietro Grasso, affida a twitter. Solidale con le popolazioni colpite e’ anche la Presidente della Camera, Laura Boldrini: “Voglio esprimere la vicinanza mia e di tutta la Camera dei deputati alla popolazione di Ischia colpita dal sisma di ieri sera. Partecipo al dolore delle famiglie delle vittime e alla gioia di chi ha potuto riabbracciare i propri cari incolumi”. E, aggiunge: “Un grazie particolare a tutti i soccorritori che si stanno prodigando da ore. A pochi giorni dal primo anniversario del terremoto che ha devastato il centro Italia, il nostro Paese deve fare i conti ancora una volta con la sismicita’ del suo territorio. Mettere in sicurezza gli edifici deve essere obiettivo condiviso”.

Terremoto Ischia, il punto della situazione sui feriti

Virginia Scafarto, direttore sanitario Asl Napoli, nel pomeriggio ha fatto il punto della situazione sui feriti: “Abbiamo avuto 42 accessi al Pronto soccorso, di questi alcuni medicati e già dimessi.Per un solo paziente coinvolto nel sisma è stato disposto il trasferimento a Napoli perché aveva una frattura del bacino che sembrava preoccupante ma ora e’ ricoverato e sta bene“.

Terremoto Ischia, si lavora per allestire una tendopoli al campo sportivo

Sono in corso di allestimento nel campo sportivo di Ischia alcune tende per prestare assistenza ai circa 2600 sfollati dopo il terremoto di ieri sera. L’obiettivo della Protezione civile però non è quello di creare una vera e propria tendopoli, ma solo un punto di assistenza, e di smistare quanti sono costretti ad abbandonare le proprie case tra le strutture alberghiere del resto dell’isola e eventualmente le scuole che in questo momento non sono in attività.

Terremoto Ischia, le polemiche sull’abusivismo

 “In Italia si muore per un terremoto che in altre parti del mondo non desterebbe la minima preoccupazione”. Montano le polemiche e le reazioni indignate dopo il sisma di magnitudo 4.0 che ha colpito l’isola di Ischia provocando 2 morti, 39 feriti e il crollo di decine di case. Vittime e macerie che geologi, ingegneri e urbanisti definiscono “allucinanti” per un terremoto dall’intensità non elevata, che non avrebbe dovuto provocare una simile devastazione. Una condanna senza mezzi termini è quella dell’urbanista Sandro Simoncini, per cui “al netto delle peculiarità geologiche di quel territorio, che rendono il sottosuolo particolarmente fragile, non si può non rimarcare come l’isola nel corso dei decenni sia stata sottoposta a una sistematica speculazione edilizia”. “Si è costruito anche là dove leggi e buon senso non lo avrebbero permesso”, spiega il docente alla Sapienza di Roma e presidente di Sogeea, “utilizzando materiali e tecniche di scarsa qualità e senza prevedere alcun accorgimento antisismico”.Una dura presa di posizione è arrivata anche dall’ex procuratore aggiunto di Napoli, Aldo De Chiara, che in un’intervista al Corriere della Sera punta il dito contro la scarsa qualità delle costruzioni. “In molti casi è stato accertato che viene utilizzato cemento impoverito”, spiega l’ex pm, che è stato coordinatore della sezione tutela del territorio della Procura partenopea. “Noi avevamo lanciato l’allarme sul rischio di crolli anche in caso di scosse non particolarmente forti. Purtroppo quello che denunciavamo è successo ieri sera”. De Chiara avverte che “le costruzioni degli ultimi anni sono in gran parte fuori legge” ricordando che “alcuni anni fa ci fu un grosso temporale proprio a Casamicciola che provocò una frana e la morte di alcune persone. Anche in quel caso per il mancato rispetto della legge”.Poche ore dopo la scossa che alle 20.57 di lunedì ha colpito le isole flegree, anche il presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Francesco Peduto, è intervenuto definendo “allucinante” il fatto “che si continui a morire per terremoti di questa entità”. Quello che lascia più interdetti, ha detto il presidente Cng “è la mancanza di atti concreti per la prevenzione”. “Il governo e il parlamento si assumano la responsabilità di decidere in proposito senza farsi distogliere da interessi e lobby”, insiste Peduto. Gli fa eco il presidente dei geologi della Campania sottolineando che “non è normale che un terremoto 4.0 determini crolli di edifici ed evacuazioni di ospedali” e indica tra le cause “costruzioni fatiscenti, abusive e realizzate senza alcuna verifica sismica”. Di “omicidio edilizio” parla il presidente del Consorzio nazionale ricostruzione ecologica, Claudio Del Medico Fasano, per cui la tragedia di Casamicciola è “l’ennesima dimostrazione dell’assoluta inconsistenza delle teorie riferite alle costruzioni antisismiche proposti da progettisti, distributori e imprese senza scrupoli”. Respingono tutte le accuse i sindaci dell’isola di Ischia, che in una nota “deplorano le notizie false relative a presunti danni e crolli” e negano l’esistenza di “connessioni tra l’evento sismico e i fenomeni legati all’abusivismo edilizio”.
Fonte: meteoweb

martedì 15 novembre 2016

Terremoto Nuova Zelanda, le immagini shock di case e ferrovie distrutte dalla faglia

Terremoto Nuova Zelanda, arrivano altre spaventose immagini dalla zona di Kaikoura

Per fortuna non arrivano altre notizie di nuove vittime in Nuova Zelanda: il bilancio di 2 morti dovrebbe essere ormai definitivo, anche se oltre 1.200 turisti sono ancora bloccati a Kaikoura, completamente isolati dal resto del Paese. Con il passare delle ore, però, arrivano nuove drammatiche immagini del disastro provocato dal sisma. Proprio a Kaikoura, nella zona di Bluff, una fattoria è stata devastata dalla faglia che si è letteralmente aperta sotto le fondamenta dell’abitazione. In un Paese poco abitato come la Nuova Zelanda, ci vuole proprio “fortuna” a trovare un edificio costruito letteralmente sopra una faglia. Molto più diffuse, invece, le crepe nelle strade e i danni alle linee ferroviarie. Commoventi le immagini delle mucche impaurite in un piccolo appezzamento di terra che ha resistito mentre tutto intorno il suolo sprofondava.
Fonte: meteoweb

lunedì 31 ottobre 2016

Terremoto Centro Italia: notte di forti scosse e freddo, oltre 15mila sfollati

Proseguono senza sosta le scosse di terremoto nelle Marche e nell’Umbria: sono oltre un centinaio le scosse registrate dalla mezzanotte nelle aree tra Rieti, Macerata, Perugia e Ascoli Piceno. La piu forte, alle 04:27, in provincia di Perugia, di magnitudo 4.2 a 11 chilometri di profondita’ e a soli 3 chilometri da Norcia: vista la vicinanza con l’epicentro, anche scosse di magnitudo minore erano nettamente percepibili, soprattutto dalle auto, dove moltissimi residenti di Norcia hanno passato la notte. Temperature molto basse nella notte con punte anche di due gradi. In questi momenti sono molti in fila per una tazza di caffè caldo nella tensostruttura della protezione civile allestita vicino al palazzetto dello sport.

Una lunga notte per gli sfollati

Prima notte del dopo terremoto trascorsa in auto o nelle strutture di accoglienza per la popolazione colpita dal nuovo terremoto tra Umbria, Marche e Lazio. Diverse le scosse avvertite chiaramente anche nella zona di Norcia.
Sono oltre quindicimila le persone assistite dal Servizio Nazionale della Protezione Civile in seguito al forte terremoto che ieri mattina ha colpito il territorio dell’Italia centrale già interessato dalle scosse del 24 agosto e del 26 ottobre.
In particolare, oltre cinquecento sono accolte in strutture alberghiere nell’area del Trasimeno e oltre quattromila negli alberghi sulla costa adriatica. A queste si aggiungono circa tremila persone nella Regione Umbria e altre settemila nella regione Marche ospitate in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale.
I dati, riferiti alla tarda serata di ieri, sono da considerarsi in continua evoluzione e aggiornamento.
Rimangono, inoltre, tra gli assistiti a seguito del sisma del 24 agosto, oltre 1100 cittadini ospitati in alberghi e strutture ricettive – prevalentemente a San Benedetto del Tronto –, presso le abitazioni del progetto C.A.S.E. nel comune dell’Aquila o nei MAP localizzati in altri comuni d’Abruzzo nonché nelle residenze sanitarie assistenziali nelle quattro regioni colpite dal sisma.

Inagibili due chiese in centro a Roma

A scopo precauzionale sono state dichiarate inagibili dai vigili del fuoco due chiese del centro storico di Roma. Dopo accurati sopralluoghi a seguito della forte scossa di ieri mattina, sono state chiuse la chiesa di San Francesco nel rione Monti e di quella di piazza Sant’Eustachio. Sarebbe inagibile anche la chiesa di Santa Barnaba nel comune di Marino, nell’area dei Castelli romani.

Montegallo, la chiesa di Santa Maria Pantano distrutta

La chiesa di S.Maria in Pantano, lo storico edificio a 1200 metri sul monte Sibilla, e’ completamente crollata. Non ha resistito all’ultima scossa di ieri. Lo ha rivelato il sindaco di Montegallo, Sergio Fabiani, che ha anche spiegato che se il paese aveva resistito alle scosse, ieri ha subito il colpo di grazia: “Il 40% e’ distrutto, ho gia’ fatto ordinanze di sgombero, sono gia’ partiti 140 sfollati per Grottammare e altri se ne andranno oggi. Siamo affranti, schiantati”.

Torna l’elettricità in Umbria

Enel comunica di aver completato la rialimentazione di tutte le forniture elettriche nelle zone agibili, sia a Norcia sia a Cascia, dove erano rimaste le ultime utenze disalimentate. Per quanto riguarda le aree non accessibili a Norcia e a Castelluccio di Norcia, tutte evacuate, Enel procedera’ in collaborazione con Protezione Civile e Vigili del Fuoco in base alle azioni di ripristino dell’agibilita’.

Curcio: nessuna vittima perché eravamo già attivi

Dopo due mesi di terremoto infinito per tutti noi che lo stiamo vivendo da molto vicino forse è rimasta da spremere soltanto la buccia del limone. Ma il gioco di squadra è straordinario e se potessi ringrazierei una ad una tutte le persone che ho incontrato“. Lo afferma Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile, in una intervista al Corriere della Sera. Sul fatto che questa volta non ci siano state vittime, benché la scossa sia stata molto più forte del 24 agosto, il capo della Protezione civile spiega: “Stavolta il sistema di protezione civile era già attivo perché stavamo gestendo il post sisma del 26 ottobre e prima ancora quello del 24 agosto. Gli interventi sul territorio sono stati immediati e così pure la risposta alle richieste di soccorso“. “Senza dubbio che questo è un Paese con due grandi ricchezze – aggiunge Curcio – La solidarietà e la dignità. Le ho viste entrambe manifestarsi durante le ore più tremende. Tutt’Italia si è mobilitata per aiutare i comuni colpiti. Che, da parte loro, hanno reagito con un coraggio e una compostezza incredibili. Malgrado la grande paura e la disperazione che pure ho visto negli occhi dei sindaci da quando questo dramma è iniziato“. Ora il lavoro della Protezione civile, sottolinea sarà quello di “dare un’accoglienza e un’assistenza dignitosa a tutte le persone che sono fuori casa, impostando subito, con i territori, la strategia per il medio-lungo periodo“.


Fonte: meteoweb

giovedì 27 ottobre 2016

Altra più forte scossa di TERREMOTO, 5.9 su Italia centrale. Molti danni, crolli

Nuova fortissima scossa di terremoto nelle zone interessate questa sera da un'altra potente scossa stimata di 5.4 come magnitudo, mentre la nuova ha avuto intensità di ben 5.9.
In zona è in atto un'ondata di maltempo.
Il paesino di Ussita ha subito ingenti danni, ma le notizie sono sommarie. Manca l'energia elettrica, le linee telefoniche sono interrotte.
Questa l'Italia è dei terremoti, talvolta forti, altre violentissimi, persino accompagnati da maremoti (tsunami).
Serve prevenzione, i terremoti sono un fenomeno naturale che genera disastri perché il nostro è un Paese dall'edilizia arretrata, dove c'è chi specula nelle opere pubbliche utilizzando materiali di pessima qualità. Siamo una Civiltà evoluta, che ha origini imponenti, ma con il tempo abbiamo perso certe qualità.
Messico e Cile, Paesi meno avanzati di noi hanno investito molto nell'antisismico. In Giappone scosse come quelle odierne avvengono anche una al mese.
Ore 20:00. (ANSA) - Il terremoto di magnitudo 5,4 avvenuto oggi nella zona compresa tra Perugia e Macerata è collegato a quello avvenuto il 24 agosto nel Reatino. Lo ha detto all'ANSA il sismologo Alessandro Amato, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). (ANSA).
Ore 19:50. Nuovo terremoto: crolli in Valnerina. L'Italia è Paese a forte rischio terremoto. Le notizie che giungono sono di crolli per la fortissima scossa, che rammentiamo è stata di magnitudo 5.4. È stata avvertita particolarmente a Roma e Firenze. In Toscana, a pochi passi dalla città toscana, ieri c'era stata un'altra forte scossa.
Riguardo la magnitudo, dall'estero, vista l'irraggiungibilità del sito web ufficiale italiano dei terremoti ad ogni scossa sismica, è diffusa una notizia di scossa sino a 5.6, ma il valore esatto sarà quello definito dal INGV.
Ore 19:20. Fortissima scossa è avvenuta alle ore 19:10 in territorio marchigiano.
La scossa superficiale, a 9 km di profondità, è stata avvertita in tutta l'Italia centrale
Fonte: meteogiornale

giovedì 25 agosto 2016

Terremoto Italia, 20 anni shock al Centro: è l’Appennino in “sofferenza”

Il terremoto di oggi al Centro Italia s'è verificato in una delle zone a più alto rischio sismico dell'Europa, ed è l'ennesima forte scossa degli ultimi anni lungo la dorsale appenninica

Il terremoto di oggi al Centro Italia, al confine tra Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche, è soltanto l’ennesimo forte sisma che negli ultimi anni scuote l’Italia centrale lungo l’Appennino. In modo particolare è il terzo forte terremoto che negli ultimi 19 anni colpisce la stessa area a distanza di pochi chilometri: prima il terremoto tra Umbria e Marche del 1997 (una sequenza molto lunga, con 11 vittime e la scossa principale di magnitudo 6.1); poi la catastrofe di L’Aquila del 6 aprile 2009 (magnitudo 6.3, 308 vittime) e oggi ancora un disastro nella stessa zona.
Ma c’è anche il terremoto del 31 ottobre 2002 in Molise, con 30 morti a San Giuliano di Puglia (magnitudo 5.8), i terremoti di 20 e 29 maggio 2012 in Emilia Romagna, nel cuore della pianura Padana ma sempre collegati allo stesso meccanismo spiegato per il sisma di oggi dal sismologo dell’INGV Alessandro Amato: “il tipo di movimento osservato dai dati sismici indica una faglia estensionale, simile a quella all’origine dei terremoti più recenti e vicini, ossia quello de L’Aquila del 2006 e quello di Colfiorito del 1997. Anche quei terremoti erano stati superficiali, avvenuti come questo alla profondità compresa fra 8 e 10 chilometri, cosa che spiega i forti scuotimenti“.

Il terremoto è avvenuto in una zona “ad alta sismicità”, nella quale storicamente si sono verificate forti scosse. Il forte terremoto più recente, di magnitudo 5.9, ha colpito Norcia nel 1979, altri forti terremoti sono avvenuti fra ‘600 e ‘700. Il più violento, di magnitudo stimata 7, colpì Norcia e Cascia nel gennaio 1703.

Il sismologo INGV Andrea Tertulliani ha aggiunto che scosse come questa che ha colpito il Centro Italia “sono state già registrate nei decenni passati” e “riteniamo che altre ne verranno”. “Già nel 1639 in quest’area è stato registrato un sisma ‘gemello’ al terremoto verificatosi questa notte”. In quell’anno, riferisce, “furono registrate scosse della stessa entità, a dimostrazione che stiamo parlando di una zona ad altissimo rischio sismico”. Ma quello del ‘600 non è l’unico terremoto che ha sconvolto nei secoli passati quest’area del Centro Italia.
Anche nel 1703 -ricorda Tertulliani– ci fu una sequenza sismica molto intensa e che coinvolse un’area estesa nel territorio di Norcia”, molto simile a alla scossa che ha stravolto questa notte un’area fra il Lazio, l’Umbria e le Marche. “Il terremoto di questa notte, ribadisco, è avvenuto in un’area considerata ad altissimo rischio sismico, un’area dove i terremoti si ripetono con frequenza” evidenzia ancora il sismologo. Più di recente, “voglio ricordare il terremoto che ha colpito l’Umbria nel 1997” aggiunge ancora Tertulliani riferendosi al sisma che ha colpito Umbria e Marche nel 1997, un forte sisma che interessò parte delle due regioni dell’Italia centrale nel settembre-ottobre 1997 e nel marzo 1998, con una magnitudo di 6,1.

Senza dimenticare, prosegue ancora il sismologo dell’Ingv, il terribile terremoto de L’Aquila del 2009, un sisma che fu anticipato da una serie di eventi sismici, iniziati nel dicembre 2008, con epicentri nell’intera area della città, della conca aquilana e di parte della provincia dell’Aquila. La scossa principale, verificatasi il 6 aprile 2009 alle ore 3.32, ha avuto una magnitudo pari a 6,3.

Da non dimenticare, sempre sull’Appennino anche se più a Sud, il devastante terremoto dell’Irpinia il 23 novembre 1980 (Magnitudo 6.5, 2.914 morti) e quello più recente sul Pollino il 26 ottobre 2012, di magnitudo 5 con una vittima.

Fonte: meteoweb

mercoledì 24 agosto 2016

Violento terremoto 6.0 al Centro Italia, Amatrice è distrutta: crolli e vittime, notte da incubo

Terremoto 6.0 tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo: paesi rasi al suolo, tante vittime

Un violento terremoto ha colpito l’Italia centrale nella notte: erano le 03:36 quando si è verificata la scossa principale, di magnitudo 6.0 ad appena 4.2km di profondità, con epicentro al confine tra Umbria, Lazio, Abruzzo e Marche. L’epicentro è stato nei pressi di Accumoli, in provincia di Rieti, dove il Sindaco parla di “almeno un morto“. Gravi danni ad Amatrice, dove il Sindaco Sergio Pirozzi parla di “paese distrutto, strade di accesso sono bloccate” lanciando un appello ai soccorritori per liberarle. “Su una c’e’ una frana e un’altra ha un ponte che sta per crollare. La gente si sta riunendo negli impianti sportivi, siamo senza corrente“. Grido d’allarme per la popolazione: “metà paese non c’e’ più, la gente e’ sotto le macerie“.
Almeno una vittima accertata ad Accumoli, paese nel Reatino epicentro della forte scossa di terremoto di questa notte. Lo rende noto all’AGI il sindaco Stefano Petrucci. “Qui e’ una tragedia, abbiamo crolli e morti. Al momento uno accertato, ma altre quattro persone sono sotto le macerie e non rispondono ai soccorritori. E’ un disastro, siamo senza luce, senza telefoni, i vigili del fuoco non sono ancora arrivati”.
La scossa principale è stata seguita da numerose forti scosse di assestamento, le più forti di magnitudo 5.1 alle 04:32 e magnitudo 5.1 alle 04:33, ma anche di magnitudo 4.4 alle 03:56, di magnitudo 4.1 alle 04:59 e di magnitudo 4.0 alle 05:08. Fino al momento ben 6 scosse di magnitudo superiore a 4. Scosse avvertite in tutta l’Italia centrale, fino a Roma. Il terremoto che ha devastato la zona di Arquata del Tronto, nell’Ascolano, avrebbe fatto due vittime. La notizia non e’ stata pero’ ancora stata confermata ufficialmente. In paese ci sarebbero crolli diffusi, e vigili del fuoco stanno scavando fra le macerie. Sul posto anche una colonna mobile.
“Non abbiamo conferme ufficiali, ma anche a noi risulta che ci siano vittime sotto le macerie”. Cosi’ il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci. “Adesso la protezione civile locale sta facendo un sopralluogo proprio nelle frazioni, a Pescara del Tronto (dove sono stati segnalati due morti – ndr) e Capodacqua”. Sono piccoli borghi dove le case sono costruite con il tufo locale, semidisabitati d’inverno ma molto frequentati dai villeggianti d’estate, persone originarie del posto che ritornano in paese. Le frazioni, aggiunge il sindaco, che ha avuto lui stesso l’abitazione lesionata, sono praticamente isolate e non e’ facile raggiungerle. Sul posto starebbe per arrivare anche il vescovo di Ascoli mons. Giovanni D’Ercole. Petrucci segnala anche il passaggio di numerose ambulanze lungo la strada Salaria.
Due persone sono morte nel crollo della loro abitazione a Pescara del Tronto, una frazione di Arquata. Lo confermano i carabinieri. Si tratterebbe di una coppia di anziani coniugi, deceduti nello stesso crollo.
Il sisma ha raso al suolo la frazione di Pescara del Tronto (Ascoli Piceno) e si teme che fra le macerie possano esserci vittime. Sul posto sono al lavoro i Vigili del fuoco, il 118 e la Protezione civile. Insieme ad Arquata del Tronto, il borgo e’ uno dei centri che ha riportato maggiori danni nelle Marche.
A seguito del terremoto, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha convocato il Comitato Operativo della Protezione Civile presso dal sede del Dipartimento.
Due persone contuse in maniera lieve sono state soccorse dal 118 in Umbria dopo il terremoto avvertito in tutta la regione. Un’anziana ha riportato un piccolo taglio cadendo per uscire di casa a Spoleto. Un extracomunitario ha invece riportato una distorsione alla caviglia per scappare. Lo si apprende dall’ufficio stampa dell’Azienda ospedaliera di Perugia.
Le scosse di terremoto della notte sono state avvertite distintamente anche in Romagna, dai turisti negli alberghi della riviera come dai residenti nell’entroterra, ma non sono stati segnalati per ora danni. Diversi i sistemi d’allarme entrati in funzione. Numerose le telefonate di cittadini ai centralini di vigili del fuoco e forze dell’ordine, a Rimini come a Forli’, a Cesena come a Ravenna, per segnalare le scosse e avere notizie. Diverse persone, svegliate di soprassalto, hanno preferito scendere in strada. Il sisma e’ stato nettamente avvertito da molte persone anche nel Bolognese.
Secondo i vigili del fuoco di Ascoli Piceno, vi sarebbero dei feriti nella zona interna della provincia, in particolare nei Comuni di Arquata, Pretare Pescara del Tronto. Delle loro condizioni non si sa nulla, ma per il momento escludono decessi. I vigili del fuoco stanno inviando squadre di soccorso nelle zone piu’ colpite. La Protezione civile delle Marche conferma le province dove si segnalano piu’ danni sono Ascoli e Macerata.
Nelle Marche il sisma ha provocato crolli ‘a macchia di leopardo’ in tre province: Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Lo rende noto la Sala operativa unificata della Protezione civile, che raccoglie i dati dai Centri operativi comunali e delle Sale provinciali, tutti attivati. I danni maggiori si registrano ad Arquata del Tronto e Pescara del Tronto (Ascoli), e ad Amandola (Fermo), dove e’ caduto un cornicione dell’ospedale Mogliano e Gualdo (Macerata).
Ha ruotato “come nel terremoto del 1979” il pinnacolo della chiesa di San Benedetto, a Norcia, in seguito al sisma di questa notte. Lo ha detto all’ANSA il sindaco Nicola Alemanno, impegnato nelle verifiche sul territorio. Al momento non risultano problemi per le persone. “Siamo tutti in strada”, ha riferito ancora il sindaco. “Ci risultano – ha aggiunto – danni diffusi su tutto il territorio, ma stiamo ancora verificando la situazione. Qualche problema sembra esserci anche per le strutture in cemento armato e per qualche chiesa ma stiamo ancora verificando”.
Le forti scosse di stanotte sono state sentite distintamente anche in tutto l’Abruzzo. All’Aquila la gente e’ scesa in strada. Tante le chiamate al 118 per malori e paura, ma nessun caso grave. Gente in strada anche a Pescara e Teramo, dove la scossa si e’ sentita distintamente. Per ora non sono segnalati danni. Il sisma e’ stato avvertito anche in Molise, nell’Isernino.
Nessun danno ad Assisi per le Basiliche di San Francesco per il forte terremoto avvertito anche nella citta’ umbra. Lo ha detto all’ANSA padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro Convento. La scossa ha svegliato l’intera comunita’ francescana. I frati e il capo restauratore Sergio Fusetti si sono subito nella Basilica superiore e in quella Inferiore per verificare la situazione. Al momento non risultano danni ma le verifiche proseguiranno nelle prossime ore.
A seguito del terremoto alcuni giunti di pilastri che sorreggono i viadotti della A25 tra Pratola e Cocullo (L’Aquila), dalle prime informazioni, si sarebbero mossi. Al momento sono in corso controlli da parte dei tecnici della Strada dei Parchi, anche se al momento la circolazione resta comunque aperta e regolare
Fonte: meteoweb

giovedì 7 gennaio 2016

Terremoto meteo nel Nord-Emisfero: il Vortice Polare verrà distrutto a metà gennaio

Evoluzione meteo dei prossimi 7 giorni
Rimandando all'Editoriale modelli l'analisi dettagliata e approfondita dell'evoluzione meteo dei prossimi sette giorni, vogliamo qui concentrarci sul terremoto barico che verso la metà del mese porterà alla distruzione del vortice polare. L'Italia andrà incontro, nel frattempo, ad una nuova scaldata per correnti sud-occidentali, soprattutto sui monti e sulle regioni peninsulari, e poi all'irruzione del fronte polare dopo il 10 gennaio, che porterà nuove depressioni nord-atlantiche.
Distruzione del VP a metà mese
L'azione congiunta di tutte e tre le onde subtropicali emisferiche porterà il Vortice Polare (VP), unico protagonista dei mesi di novembre e dicembre, allo split (taglio) in ben tre noccioli, come ben possiamo vedere nella GFS emisferica a 500 hPa. Stiamo osservando un fenomeno raro per portata e intensità: il VP completamente esploso in tre noccioli gelidi che faranno irruzioni alle medie latitudini americane, asiatiche e europee. E l'indice AO, che misura la salute del VP, scenderà a valori inusitati, praticamente a -5 o addirittura -6.
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Lo scenario europeo di metà mese
Seguendo sempre il modello americano, il nocciolo europeo del VP verrà spinto dall'onda subtropicale emisferica nord-atlantica verso sud, convogliando correnti gelide sull'Europa centro-orientale e correnti fredde su quella centro-occidentale. Sebbene sia troppo presto, a circa una settimana dall'evento, scendere nei particolari per l'Italia, aumentano le probabilità che si possa aprire una fase nettamente invernale per il nostro paese.
Fonte: meteogiornale

venerdì 18 settembre 2015

Terremoto 8.3 e tsunami in Cile: 10 morti, un milione di evacuati. Il riepilogo 18 ore dopo la scossa

Pochi minuti di panico scatenato dalle scosse, ore intere di angoscia durante la notte e la scoperta dei danni con la luce del giorno dopo: cosi’ hanno vissuto i cileni l’ennesimo terremoto che ha colpito il paese latinoamericano, lasciando un bilancio di 10 morti, qualche decina di feriti e oltre un milione di persone evacuate dalla costa per il rischio di uno tsunami. Il terremoto, di magnitudo 8,4 nella scala di Richter – il sesto sisma piu’ intenso della storia del CILE e il piu’ violento dell’anno a livello mondiale – e’ iniziato poco prima delle ore 20 (l’una del mattino in Italia), con epicentro a 25 km ad ovest di Illapel, nella regione di Coquimbo, circa 200 km a nord di Santiago.
Cile Terremoto Tsunami coquimbo (31)La scossa iniziale e’ stata abbastanza forte, ma sono state le repliche che si sono susseguite nelle ore seguenti – piu’ di 400, secondo le autorita’ locali – che hanno seminato il panico nella popolazione, mentre il governo ha immediatamente ordinato l’evacuazione della costa pacifica, tenendo in conto il rischio di uno tsunami. Di fatto, il terremoto e’ stato cosi’ intenso che e’ stato sentito a migliaia di chilometri di distanza, sulla costa atlantica dell’Argentina e dell’Uruguay, dove centinaia di persone sono uscite di casa preoccupate dai tremori, e si sono moltiplicati i messaggi allarmati sui social network.
Cile Terremoto Tsunami coquimbo (16)Il temuto tsunami fortunatamente non e’ arrivato, anche se localita’ come La Serena, capoluogo della provincia di Coquimbo, sono state raggiunte da onde alte 4,5 metri e a Valparaiso, 400 km piu’ a sud, sono state registrate “variazioni importanti delle maree, di quasi due metri”, secondo le autorita’ locali. La presidente Michelle Bachelet ha riunito un consiglio dei ministri di emergenza la scorsa notte nel Palacio de la Moneda di Santiago e oggi si e’ recata nella zona colpita dal sisma per monitorare personalmente la situazione ed ha proclamato la regione “area di catastrofe”.
Cile Terremoto Tsunami coquimbo (4)“Ci sono ancora circa 100 mila famiglie senza luce, in gran parte a Coquimbo, La Serana e Ovalle”, ha detto Bachelet, che ha congratulato la protezione civile ma anche i cittadini comuni del suo paese per quella che ha definito “una risposta molto positiva ed efficace” dopo il terremoto. La presidente ha annunciato anche la sospensione delle attivita’ ufficiali previste per il fine settimana, in occasione de “La Dieciocho”, una festa di due giorni in cui i cileni celebrano la loro indipendenza dall’impero coloniale spagnolo. E cosi’, mentre l’allarme rosso per il rischio tsunami e’ stato revocato oggi su tutta la costa cilena, e’ cominciata l’ispezione della distruzione causata dal sisma: e’ nei dintorni di Illapel che si e’ registrato il maggior numero di casi, mentre nelle localita’ costiere le ondate di acqua marina hanno distrutto imbarcazioni e veicoli di ogni tipo, provocando anche danni importanti negli edifici piu’ vicini all’oceano.
Fonte: meteolive

giovedì 17 settembre 2015

Terremoto 8.3 in Cile, allarme “tsunami distruttivo”: frane e fuga

Violento terremoto di magnitudo 8.3 in Cile, allarme “tsunami distruttivo”. Frane e gente in fuga, le immagini in diretta.

Un violento terremoto di magnitudo 8.3 alle 00:57 italiane di questa notte ha scosso il Sud America in Cile, dov’erano le 19:57 di ieri sera, con epicentro circa 400km a nord rispetto alla Capitale Santiago del Cile. La scossa ha provocato numerose frane, ma al momento non si hanno ancora notizie su eventuali danni o feriti. E’ scattata immediatamente l’allerta tsunami di “livello massimo”, con possibili “onde distruttive” in arrivo sulle coste. Grande paura a Valparaiso e Iquique, dove sono suonate le sirene. Le autorità con gli altoparlanti stanno intimando alla popolazione di evacuare. Grande fuga verso le colline.
Fonte: meteoweb

sabato 25 aprile 2015

Terremoto in Nepal: il bilancio sale ad almeno 711 morti

Le scosse di terremoto che hanno colpito il Nepal oggi hanno causato un bilancio provvisorio di almeno 711 morti. Lo ha reso noto nel pomeriggio il ministero dell’Interno a Kathmandu. Al termine di una riunione al ministero, sono stati diffusi diffusi i dati delle citta’ piu’ colpite. Prevalgono le vittime nella capitale, Kathmandu, con almeno 256 morti, seguita da Bhaktapur (144), Sindhupalchowk (80), Rasuwa (70) e Lalitpur (67).
Fonte: meteoweb

martedì 13 gennaio 2015

"Terremoto" modelli: da venerdì tanto MALTEMPO con NEVE nelle Alpi e attenzione...

Il modello europeo ipotizza anche nevicate sino in pianura la prossima settimana al nord e sulla Toscana, a quote basse sul resto del centro.

RIVOLUZIONE: una vera rivoluzione barica è in atto da stamane nelle mappe modellistiche, che per la prima volta ridimensionano in maniera vistosa il ruolo dell'anticiclone delle Azzorre e la spinta della corrente a getto, proponendoci una seconda parte di gennaio tutta da vivere in compagnia del tempo spesso instabile, a tratti perturbato, di stampo tardo autunnale e forse anche con qualche momento invernale. 

NEVICATE: giungeranno da venerdì sulle Alpi e potrebbero persistere anche nel fine settimana cancellando dal cahier de doleances tutte le lamentele per la mancanza di neve naturale. Gli apporti più significativi sono attesi sulle Alpi e le Prealpi centro-orientali a partire dai 1100-1200m, ma con limite che dipenderà molto dal microclima delle valli. Comunque sia sarà una bella boccata d'ossigeno per tutte le località alpine.

PEGGIORAMENTO: i passaggi nuvolosi di questi giorni da sud ovest saranno solo il segnale di un mutamento delle condizioni atmosferiche che si andrà maggiormente concretizzando da venerdì, quando una saccatura farà il suo ingresso nel Mediterraneo e determinerà precipitazioni diffuse al nord e sulla Toscana che, complice la formazione di una depressione, nel fine settimana potrebbero estendersi a tutto il Paese con caratteristiche ancora autunnali.

PROSSIMA SETTIMANA: il modello europeo inasprisce e rinnova il peggioramento facendogli assumere anche caratteristiche più invernali, lasciando cioè aperta la porta all'inserimento di aria artica marittima anche dalla valle del Rodano e favorendo così l'abbassamento della quota neve al nord e al centro, con potenziali situazioni nevose anche in pianura. Per completezza d'informazione però occorre dire che sia il modello americano che quello canadese vedono termiche così favorevoli alla neve, ma anch'essi pongono l'accento sulla reiterazione del maltempo.

COMMENTO: comunque vada a finire il team di MeteoLive è contento di aver colto con quasi 15 giorni di anticipo la linea di tendenza di metà mese e la svolta ulteriore di stamane, sia pure ancora non definitiva e suscettibile di aggiustamenti, suggerisce che il lavoro sulle sudate carte alla fine ripaga. 

OGGI: correnti da sud ovest con nuvolaglia già presente su Liguria, Toscana, parte della Valpadana, in ulteriore aumento in giornata per l'arrivo di un corpo nuvoloso più compatto dalla Francia ma con fenomeni solo deboli, sporadici ed isolati. PIù sole sul resto del Paese. Temperature in lieve diminuzione nei valori massimi per l'inserimento di aria più umida.

DOMANI: ancora nuvolaglia irregolare tra nord e centro ma senza fenomeni di rilievo e con tendenza a temporanee schiarite ovunque, verso sera nuovo aumento della nuvolosità sulla Liguria. Temperature relativamente miti per il periodo.
Fonte: meteolive

mercoledì 12 febbraio 2014

Terremoti, l’esperto: “si sta muovendo la faglia di Reggio, la più pericolosa di tutta la Calabria”

Nei giorni scorsi una sequenza sismica ha interessato la città di Reggio Calabria, con28 scosse di terremoto in poche ore tra sabato pomeriggio e domenica mattina. Lo sciame, al momento, sembra essersi arrestato ma gli addetti ai lavori rimangono vigili, perchè la zona è ad alto rischio ed è costantemente monitorata. Le scosse sono state deboli: la più intensa, infatti, è stata di magnitudo 2.9, ma l’epicentro proprio nel centro cittadino ha fatto sì che la popolazione riuscisse ad avvertite in modo sensibile anche le scosse più lievi.
01Per approfondire l’argomento, di grande attualità in questo periodo, abbiamo intervistato Carlo Tansi, grande esperto dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dell’I.R.P.I. (Research Institute for Geo-Hydrological Protection). Tansi ci ha spiegato innanzitutto che “un terremoto è un scuotimento del terreno dovuto al movimento di fratture – chiamate faglie – che attraversano la superficie terrestre“, e che “secondo la “Teoria della tettonica a placche, i continenti non sono fermi ma si muovono e costituiscono un insieme di placche rigide che “galleggiano” su un orizzonte plastico. I continenti possono avvicinarsi o allontanarsi reciprocamente. Lungo i limiti di contatto tra i continenti le rocce si rompono. Le rotture avvengono lungo fratture chiamate faglie, lunghe decine e decine di chilometri e profonde generalmente fino a 15-20 km. La Calabria è collocata esattamente lungo la zona di contatto tra l’Europa e l’Africa che si stanno avvicinando velocità media di circa 7 millimetri/anno: in altre parole la Calabria è “schiacciata” dalla grande morsa costituita dalla placca africana a sud e dalla placca europea” (vedi immagine accanto).

(Fonte: meteoweb)