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mercoledì 16 dicembre 2015

Previsioni Meteo, respiro freddo balcanico al Sud mentre dal Maghreb avanza l’Anticiclone di Natale

Previsioni Meteo: un impulso d’aria fredda proveniente dai Balcani porterà il freddo al Sud tra mercoledì 16 e venerdì 18, ma l’Anticiclone che caratterizzerà anche il Natale sta risalendo imperterrito dal Maghreb

Il contesto climatico e meteorologico internazionale rimane anomalo con una struttura sinottica folle sull’area Euro-Mediterranea, ma paradossalmente nei prossimi giorni – tra mercoledì 16 e venerdì 18 dicembre – al Sud arriverà aria fredda tipicamente invernale. Nulla d’eccezionale, ma le temperature torneranno momentaneamente, almeno per 48 ore, in linea con le medie del periodo o addirittura qualche grado inferiori, anche se su una piccolissima parte del territorio italiano e in modo particolare su Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia orientale. Contemporaneamente, infatti, in Sardegna e al nord/ovest ci saranno quasi 10°C in più.

Lo scenario tra l’Europa e il Mediterraneo

01Proprio mentre il grande Anticiclone che caratterizzerà anche il Natale sta già risalendo dal Maghreb verso l’Europa, proprio lungo il suo bordo orientale un freddo respiro balcanico riuscirà ad insinuarsi fin nel mar Jonio. Nei prossimi due giorni farà più freddo a Creta che in Scozia, e non di poco: la differenza termica sarà di circa 10°C in “favore” della Scozia. A Londra e Parigi la temperatura potrà aumentare fino a valori primaverili vicini ai +20°C mentre in Grecia si abbatteranno buere di neve fino a bassa quota. In Spagna, poi, farà caldo proprio come in primavera con picchi di oltre +26/+27°C nel Sud del Paese e di +25°C fin nell’area pirenaica. E’ il grande anticiclone che nei giorni successivi, a partire dal weekend, arriverà anche sull’Italia e nell’Europa centro-orientale, ma intanto al Sud avremo due-tre giorni tipicamente invernali con temperature basse e un po’ d’instabilità, qualche debole pioggia con nevicate (con accumuli sottilissimi) sui rilievi appenninici. Un piccolo assaggio d’inverno qualche giorno prima del solstizio. 
Fonte: meteoweb

martedì 15 dicembre 2015

Smog, la Pianura Padana tra le zone più inquinate al mondo: le mappe-shock della NASA dallo Spazio

La Nasa ha misurato i livelli di inquinamento della Terra attraverso nuove mappe satellitari ad alta risoluzione. Tra i territori più inquinati, anche la Pianura Padana.


La mappa mondiale che giunge dallo spazio non lascia alcun dubbio: Stati Uniti, Europa, Cina, Sudafrica e Medio Oriente sono i principali Paesi che emettono più biossido di azoto, un gas sprigionato dagli scarichi delle auto, dalle centrali elettriche e più in generale dalle attività industriali. A misurarlo, scattando una vera e propria fotografia dell’inquinamento del pianeta, è stata la Nasa attraverso nuove mappe satellitari ad alta risoluzione. L’analisi è stata condotta per 10 anni e ha interessato diverse zone del globo e 195 città.
usa mappI risultati sono stati presentati nel corso del meeting dell’American Geographysical Union di San Francisco e pubblicati sul ‘Journal of Geophysical Research’. “I cambiamenti della qualità dell’aria osservati non sono casuali – spiega Bryan Duncan, scienziato del Nasa Goddard Space Flight Center di Greenbelt (Maryland), che ha guidato la ricerca – Nei dati si vede l’impatto di decisioni governative come le nuove costruzioni o la regolamentazione degli agenti inquinanti“. Le informazioni analizzate dal team di Duncan riguardano il periodo 2005-2014 e i dati sono quelli registrati dagli strumenti a bordo del satellite Nasa ‘Aura’.
Il biossido di azoto è una delle sostanze prese maggiormente in considerazione dal monitoraggio ed è importante perché a livello del suolo può trasformarsi rapidamente in ozono, uno dei principali inquinanti che si respirano nello smog urbano. “Con i nuovi dati ad alta risoluzione siamo in grado di ingrandire l’immagine fino a vedere i cambiamenti del livello di inquinamento nelle singole città, e anche in alcune fonti, come per esempio le centrali elettriche di grandi dimensioni“, spiega Duncan. Usa ed Europa sono tra i principali responsabili delle emissioni di anidride carbonica, ma sono anche le aree in cui tra il 2005 e il 2014 si è osservata la diminuzione più drastica: dal 20% al 50% negli Usa, e del 50% nel Vecchio continente.
mappPer gli esperti il calo in questione è dovuto alle nuove leggi ambientali che hanno imposto miglioramenti tecnologici per ridurre l’inquinamento delle auto e degli impianti industriali. In Cina, invece, si è registrato un aumento, soprattutto nella zona Nord del Paese. “In studi precedenti avevamo osservato tendenze apparentemente contraddittorie – ricorda Anne Thompson, coautrice del lavoro –Finché non abbiamo avuto questa nuova visione spaziale, la questione è rimasta un mistero“. In Medio Oriente, dal 2005, si è registrato un aumento dei livelli di biossido di azoto in Iraq, Kuwait e Iran, probabilmente dovuto alla crescita economica. In Siria, per contro, le emissioni sono diminuite a partire dal 2011, forse a causa della guerra civile che ha interrotto l’attività economica e provocato milioni di sfollati.
mappamondo ariaPer quanto ci riguarda, invece, la mappa mondiale evidenzia come la Pianura Padana si possa annoverare tra le zone più inquinate del mondo. Lo smog in questa zona, oltre, che all’elevata industrializzazione è dovuto anche alle condizioni meteorologiche come quelle in atto in questo periodo, con l’anticiclone che non consente il ricambio d’aria tra Alpi e Appennino (molto chiara la spiegazione ai microfoni di MeteoWeb di Guido Lanzani dell’Arpa Lombardia). Secondo gli esperti l’eccessivo smog aumentato in maniera esponenziale nell’ultimo periodo è dovuto, oltre che ad azioni antropiche, soprattutto all’anticiclone che da ormai quasi due mesi, con una brevissima pausa a fine novembre, sta interessando il territorio italiano. I livelli di polveri PM10, soprattutto nelle città della Pianura Padana, si sono impennati eccezionalmente. L’evento è determinato proprio dall’alta pressione che incrementa il ristagno dell’aria con la totale assenza di vento che, quindi, favorisce l’accumulo di queste polveri sottili al suolo.
Fonte: meteoweb

Previsioni meteo domani Mercoledì 16 Dicembre

Fonte: meteolive

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Nubi, nebbie e foschie con 1025hPa: ecco l’anticiclone di dicembre. Grave siccità [DATI e MAPPE]

Meteo Italia, la situazione di queste ore: alta pressione in tutto il Paese, ma non mancano nebbie, nubi e foschie.

Nonostante l’anticiclone, in queste ore sull’Italia non mancano nubi, nebbie e foschie. E’ l’alta pressione di dicembre: come più volte già illustrato nei precedenti aggiornamenti, quando l’anticiclone arriva in pieno inverno lascia comunque spazio a questo tipo di manifestazioni nei bassi strati, per i fenomeni dell’inversione termica e per piccole infiltrazioni fresche e umide che possono provocare formazioni nuvolose. Dopotutto nonostante queste nubi e nebbie, continua a non piovere in tutto il territorio nazionale e nelle Regioni del centro/nord e della Sardegna diventa molto pesante la situazione della siccità.
01Anche il clima è decisamente gradevole. Le temperature massime di oggi sono state miti soprattutto all’estremo Sud, nella Sicilia sud/occidentale, ma anche in altre località meridionali e tirreniche. Ovunque sul territorio nazionale abbiamo valori termici significativamente superiori rispetto alle medie del periodo: il termine “caldo” utilizzato d’inverno, infatti, non è assoluto relativamente alle sensazioni del corpo umano, ma relativo alla normalità climatica del periodo. Le temperature massime di oggi sono state di +19°C a Linosa e Mazara del Vallo, +18°C a Marsala, Licata, Gela, Scicli, Lampedusa e Ustica, +17°C a Palermo, Trapani, Agrigento, Vittoria, Ispica, Latina, Decimomannu, Capo San Lorenzo e Capo Carbonara, +16°C a Napoli, Catania, Messina, Reggio Calabria, Siracusa, Olbia, Cagliari e Lamezia Terme, +15°C a Taranto, Crotone, Alghero, Civitavecchia, Brindisi e Caserta, +14°C a Roma, Bari, Lecce, Catanzaro, Salerno, Guidonia, Pisa e Albenga, +13°C a Firenze, Pescara, Frosinone, Foggia e Termoli, +12°C a Vicenza, Cosenza, Grosseto, Aviano, Trieste, Pordenone, Genova e Treviso, +11°C a Torino, Udine, Avellino e Viterbo, +10°C a Benevento, Perugia, Cuneo, Ancona e Arezzo, +9°C a Milano, Venezia, Verona, Padova, Brescia, Novara, Mantova, Monza, Ravenna, Cervia, Biella e Forlì, +8°C a Bologna, Bolzano, Parma, Bergamo, Domodossola, Cantù e Ferrara, +7°C a Modena, Sondrio, +6°C a Piacenza, +3°C ad Aosta.
avnpanel1Nei prossimi giorni l’alta pressione diventerà ancora più possente e tornerà sui valori barici della scorsa settimana, con picchi di oltre 1030hPa. Le schiarite saranno più ampie e lo zero termico tornerà ad oltre 4.000 metri di altitudine sulle Alpi, soprattutto occidentali, dove continuerà a sciogliersi la poca neve presente persino alle altissime quote. Persisteranno ancora nebbie e foschie soprattutto in pianura Padana.
Fonte: meteoweb

giovedì 10 dicembre 2015

Previsioni meteo domani Venerdì 11 Dicembre

Fonte: meteolive

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Inverno no, rimandato a Natale. Ma torneranno le piogge

Anticiclone meno robusto: in queste ore stiamo registrando il passaggio di un sistema nuvoloso associabile ad una lunga perturbazione atlantica che dal nord Europa si è distesa sul Mediterraneo. La presenza dell'Alta Pressione ha inibito i fenomeni, tuttavia non mancherà occasione per qualche goccia di pioggia prima al Centro e Sardegna, poi al Sud.
Si rivede l'Atlantico: la buona notizia, considerando la penuria di spunti di discussione, è che la minore robustezza anticiclonica si tradurrà nel ritorno di qualche perturbazione atlantica. L'inizio della prossima settimana vedrà transitare, da ovest verso est, una discreto fronte nuvoloso sostenuto probabilmente da tese correnti occidentali. Caleranno le temperature, pioverà un po' e si rivedranno nevicate sui rilievi. Insomma, un ritorno a condizioni meteo-climatiche più consone al periodo.
Non è ancora svolta: avevamo indicato metà dicembre come snodo cruciale verso l'inverno, ma a quanto pare potrebbe rivelarsi un fuoco di paglia. Sembra infatti che il promontorio nord africano, dopo essersi posizionato sulla Penisola Iberica, possa approfittare di un affondo perturbato a ovest delle Azzorre per ripresentarsi sul nostro Paese. A quel punto si tornerebbe alle condizioni meteorologiche attuali: stabilità, nebbie, nubi basse e clima mite.
Verso il Natale: dovremo tenere d'occhio l'eventuale spostamento di un Vortice d'aria molto fredda verso la Russia europea e nel contempo potrebbe strutturarsi una cellula di Alta Pressione in Scandinavia. Cellula che, qualora dovesse comunicare col promontorio afro-mediterraneo, potrebbe creare i presupposti per un blocco anticiclonico a ridosso dell'Italia e in grado di pilotare un po' d'aria fredda verso di noi (da est). Il tutto avverrebbe in ultima decade, in prossimità delle festività natalizie, ma dato l'ampio range temporale a disposizione dovremo necessariamente rivalutare il tutto.

mercoledì 9 dicembre 2015

Previsioni Meteo, FOCUS sul peggioramento di domani al centro/sud: torna la neve in Appennino [MAPPE]

Previsioni Meteo, tutti i dettagli sul peggioramento delle prossime ore: domani piogge sparse e qualche temporale al Sud


Dopo un’Immacolata dal clima primaverile, anche oggi sull’Italia è una splendida giornata gradevole con ampie schiarite grazie al poderoso anticiclone che staziona sul nostro Paese da diverse settimane. Persistono nebbie e foschie in pianura Padana ma altrove splende il sole e l’atmosfera si riscalda in modo anomalo rispetto al periodo, con temperature di gran lunga superiori rispetto alle medie non solo sulle coste e al Sud, ma anche sull’arco alpino.
POPLEX.2015343.terra.1kmAbbiamo infatti +19°C a Reggio Calabria, Messina e Siracusa, +18°C a Napoli, Palermo, Catania, Taranto, Cagliari e Trapani, +17°C a Cosenza, Catanzaro, Latina, Olbia, Guidonia, Caserta e Lamezia Terme, +16°C a Roma, Genova, Salerno, Bari, Lecce, Brindisi, Oristano, Crotone e Aosta. Nelle prossime ore la situazione cambierà soprattutto al centro/sud a causa di un debole (e momentaneo) cedimento dell’anticiclone che lascerà entrare sull’Italia degli spifferi freschi e instabili da nord/est.
32Tra giovedì 10 e venerdì 11 dicembre avremo quindi un timido peggioramento soprattutto nelle Regioni Adriatiche e al Sud, a causa di questi spifferi freschi provenienti dai Balcani. Le temperature diminuiranno di diversi gradi, tornando per qualche ora nella normalità del periodo, e ci sarà un po’ di maltempo, senza fenomeni particolarmente estremi ma con piogge sparse e qualche temporale breve ma intenso a causa dei contrasti termici.
previsioni meteo giovedì 10 dicembre 2015Tornerà anche la neve sui rilievi Appenninici, in modo particolare tra Marche, Abruzzo e Molise, dove domani mattina si verificheranno nevicate oltre i1.000 metri di quota. Più a Sud, tra Campania, Puglia e Basilicata, la quota neve si assesterà sui 1.200 metri mentre all’estremo Sud, in Calabria e Sicilia, dove i fenomeni saranno più intensi soprattutto nel basso Tirreno, nevicherà oltre i1.400/1.500 metri. Nelle località più colpite, tra Sicilia tirrenica e Calabria meridionale, potranno cadere 50-60mm di pioggia, con qualche forte grandinata e raffiche di vento freddo settentrionale fino a 70km/h

Fonte: meteoweb

Previsioni meteo domani Giovedì 10 Dicembre

Fonte: meteolive

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Previsioni Meteo, clamoroso stratcooling sull’Artico: -90°C a 30hpa, quali conseguenze sull’inverno?

Davvero impressionante il raffreddamento del vortice polare stratosferico, raggiunti i -90°C sopra il Polo Nord. Le Previsioni Meteo sull’inverno.

L’esordio dell’inverno meteorologico, lo scorso 1 Dicembre 2015, è stato un autentico disastro. Ma se la strada è tutta in salita, nuovi grossi ostacoli si preparano a minare quella che dovrebbe essere la stagione più fredda dell’anno. A differenza di quanto viene riportato lo “stratcooling”, ossia il possente raffreddamento del vortice polare stratosferico, al traverso del mar Glaciale Artico, non si è arrestato. Anzi, proprio in questi ultimi giorni, la figura del vortice polare stratosferico si sta raffreddando ulteriormente, raggiungendo valori termici davvero estremi, che non lasciano ben sperare per il futuro della stagione invernale. Dalle ultime analisi si nota come il nucleo centrale del vortice polare stratosferico rischia di sfondare la fatidica soglia dei-90°C a 30 hpa, circa 23.850 metri, sopra la verticale dell’Artico.
Il grafico evidenzia il poderoso raffreddamento del vortice polare stratosferico al traverso del mar Glaciale Artico
Il grafico evidenzia il poderoso raffreddamento del vortice polare stratosferico al traverso del mar Glaciale Artico
Un valore veramente estremo che rischia di compattare e rinvigorire l’intera struttura in stratosfera, con inevitabili ripercussioni in troposfera, anche se al momento è prematuro parlare di un vero e proprio accoppiamento fra vortice polare stratosferico e vortice polare troposferico. Insomma, con questo intenso raffreddamento in stratosfera, l’indice “NAM” potrebbe arrivare a oltrepassare i +2,0. Solitamente quando la “NAM” si trova in fase positiva si accompagna ad un notevole ricompattamento del vortice polare in sede artica, in grado di perdurare per settimane o mesi. La presenza di un vortice polare molto freddo e profondo sopra il Polo Nord comporta una intensificazione delle umide correnti zonali alle medio-alte latitudini, con la ripresa di un alto indice zonale e la rigenerazione del ramo principale del “getto polare”, con diversi “Jet Streak” (massimi di velocità del “getto”), specie fra l’Asia centrale, la Cina, il Giappone, il Pacifico settentrionale, il nord America e l’Atlantico settentrionale. La vasta circolazione ciclonica va ad intensificarsi alle alte latitudini, con lo sviluppo di profondi cicloni extratropicali (anche vere e proprie “depressioni-uragano” con minimi barici sui 940-935 hpa) colmi di aria gelida d’estrazione artica in costante invorticamento.
La fura del vortice polare stratosferico, si nota la forma perfettamente circolare che evidenzia la compattezza dell'intera struttura sopra l'Artico
La figura del vortice polare stratosferico, si nota la forma perfettamente circolare che evidenzia la compattezza dell’intera struttura sopra l’Artico
Ciò dovrebbe inibire l’avvento di importanti ondate di freddo verso la fascia temperata, mentre l’aria gelida rimarrà confinata oltre il circolo polare artico e le alte latitudini, interessando principalmente ad ondate il Canada, la Groenlandia, l’Islanda, la Lapponia e la Siberia settentrionale. Quando il vortice polare tende a rafforzarsi una profondissima circolazione depressionaria principale colma di aria gelida artica, si attiva sopra il mar Glaciale Artico, a cui si associano altre aree cicloniche secondarie che rinvigoriscono importanti figure di bassa pressione, come la famosa depressione semi-permanente d’Islanda o la depressione delle Aleutine. Si viene così ad innescare un intenso “gradiente barico orizzontale” e il “gradiente di geopotenziale”, fra le latitudini artiche e quelle temperate, che va a rinvigorire il ramo principale del “getto polare” che scorre sull’intero emisfero, con i relativi “Jet Streaks” (massimi di velocità del “getto”) localizzati nelle aree di massimo “gradiente di geopotenziale” fra alte e medie latitudini.
plot004_f18Un vortice polare compatto, sia in sede stratosferica che in troposfera, generalmente rafforza sensibilmente il flusso perturbato piuttosto intenso, capace di scorrere a gran velocità sull’area atlantica, intorno al 50° parallelo nord, con ondulazioni (“onde di Rossby”) a tratti marcate, ma che vengono prontamente tagliate dai poderosi “Jet Streaks” che si attivano fra il Pacifico settentrionale, il nord America e l’Atlantico settentrionale, a seguito dell’inasprimento del “gradiente di geopotenziale” e del “gradiente termico orizzontale” tra le latitudini artiche e l’area temperata. In particolare sull’Asia orientale, cosi come sul nord Atlantico, a causa del frazionamento del vortice polare in due o più “lobi” secondari (con elevata vorticità positiva in quota) posizionati fra la Groenlandia, l’Artico norvegese e le coste artiche della Siberia, si vengono ad instaurare delle vaste aree con valori di geopotenziali in quota estremamente bassi, in grado di produrre dei formidabili “gradienti di geopotenziale” che alimenteranno ulteriormente il ramo principale del “getto polare”, imprimendogli forza e velocità.
plot009_f12Questo forte “gradiente di geopotenziale” in quota, che si verranno ad innescare fra i territori della Siberia orientale e la Cina centrale, attiverà possenti “Jet Streaks” che dal Pacifico occidentale, con massimi di velocità di oltre i 290-300 km/h alla quota di 250 hpa, si estenderanno molto velocemente sopra i cieli del Canada e degli USA settentrionali, prima di versarsi sull’Atlantico occidentale, inibendo i flussi di calore e le spinte meridiane dell’anticiclone delle Azzorre. In sostanza, la presenza di un “getto polare” molto forte, rinvigorito da questi“gradienti di geopotenziale” attivi fra l’Asia orientale, il nord America e l’Atlantico settentrionale, con intensi “Jet Streaks” che si distribuiranno fra il Pacifico settentrionale e l’Atlantico orientale, fino alle porte dell’Europa occidentale, tenderanno ad inibire lo sviluppo delle onde troposferiche, in grado di ergersi fino alle latitudini artiche e intaccare dall’interno la figura del vortice polare troposferico, favorendone uno “split” completo di quest’ultimo.
plot002_f06In tale contesto di “AO” positiva, con elevata zonalita, le masse d’aria molto gelide, d’estrazione artica, rimarranno confinate fra l’altopiano della Siberia orientale (Jacuzia), dove è attivo un invasivo“lobo siberiano” del vortice polare, e l’area russo-scandinava, dove troviamo un “lobo”del vortice polare piuttosto attivo che dal nord della Groenlandia tende ad allungarsi fino alle coste della Siberia centro-orientale, con un profondo minimo di geopotenziale alla quota di 500 hpa, responsabile del netto rinvigorimento del ramo principale del “getto polare” che tuttora esce a gran velocità dal continente nord americano, con frequenti “Jet Streaks” che attraversano molto rapidamente l’Atlantico per portarsi sopra i cieli dell’Europa occidentale. Insomma, inutile girarsi attorno. Gli amanti del freddo e della neve dovranno rassegnarsi, almeno in questa prima parte della stagione. Anche se questo non vuol dire che non ci sarà alcuna ondata di freddo con nevicate fino a bassa quota e altre possibili sorprese.
Credit: NASA/GSFC
Credit: NASA/GSFC
Specie durante i temporanei quanto fisiologici rallentamenti delle correnti zonali, quando lungo il Pacifico settentrionale e il nord Atlantico si attiveranno dei flussi di calore un po’ più compatti lungo i margini orientali delle“onde di Rossby” provenienti dal Pacifico e dal nord America che saranno in grado di intaccare il vortice polare troposferico, disturbandolo per quel che basta per farlo scivolare di latitudine, con il conseguente afflusso dell’aria fredda di origine polare fin verso le medie latitudini. Episodi, per l’appunto, molto brevi, che di tanto in tanto potranno ravvivare una stagione per larga parte statica e monotona.
Fonte: meteoweb

lunedì 7 dicembre 2015

Previsioni meteo domani Martedì 8 Dicembre

Fonte: meteolive

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