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giovedì 27 luglio 2017
Incendi Francia, brucia la Costa Azzurra: “linea” di fuoco da Nizza a Marsiglia, migliaia in fuga
08:31
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Gli incendi, il caldo e la siccità di questa terribile estate 2017 continuano ad interessare non solo l’Italia, ma gran parte d’Europa. La situazione più critica, da ieri, è nel Sud della Francia, in Costa Azzurra, dove tra Nizza e Marsiglia una grande “linea” di fuoco sta bruciando ampie zone di vegetazione Mediterranea. A causa del forte vento, da ieri pomeriggio sono stati ridotti in cenere almeno mille ettari di bosco. Oltre 12.000 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni, soprattutto nella zona di Marsiglia e di Bormes-les-Mimosas, piccolo comune nel dipartimento del Var, nella regione della Provence-Alpes-Cote d’Azur (Paca). Tra gli evacuati anche una parte della famiglia del Granduca di Lussemburgo, che stava trascorrendo le vacanze nella Tour Sarrazine, la residenza estiva di proprieta’ del Granduca. “Le fiamme hanno inghiottito un centinaio di ettari intorno alla città, e nel Sud-ovest di Carro una casa e tre case mobili sono state raggiunte dal fuoco“, ha spiegato il prefetto della regione, Stéphane Bouillon. Cinque Canadair sono sul posto oltre a 300 pompieri e 70 veicoli dei vigili del fuoco. Per il momento non sono state segnalate vittime. I soccorsi “hanno fermato” l’incendio a Peynier, a Nordest di Marsiglia. “Infine il grande incendio divampato nella località della Costa azzurra Bormes-les-Mimosas sta per essere domato. Siamo ottimisti“, ha aggiunto.
Durante un Question time all’Assemblea Nazionale, il primo Ministro francese Edouard Philippe ha annunciato dei rinforzi terrestri e aerei per far fronte all’emergenza Incendi che sta colpendo il sud est della Francia e la Corsica. Pompieri provenienti da diverse zone della Francia si uniranno “a quelli che da diversi giorni lottano contro” le fiamme, ha affermato il premier, ricordando che “l’80% della flotta aerea e’ oggi disponibile“. Il Primo Ministro ha aggiunto che il governo acquisterà “sei aerei antincendio“. Phlippe ha poi affermato che in serata si recherà nel dipartimento del Var per “fare il punto sulla situazione con le autorità prefettizie e l’insieme delle forze che concorrono nel dare una risposta a questo problema“.
Fonte: meteowebmercoledì 26 luglio 2017
Maltempo, ecco lo “shock termico” sull’Adriatico: spiagge imbiancate, litorali devastati tra Marche e Abruzzo
08:43
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Maltempo – Crollano le temperature sull’Italia, con forti fenomeni di maltempo in atto come ampiamente previsto nei giorni scorsi. Violenti temporali – infatti – hanno colpito nel primo pomeriggio di oggi l’Italia centrale Adriatica, tra Marche e Abruzzo, dove si sono verificate violente grandinate che hanno imbiancato le spiagge di Grottammare e San Benedetto del Tronto. Sono caduti in meno di un’ora 47mm di pioggia a Pineto, 31mm a Vasto, 26mm a Cepagatti, 22mm a Chieti, 21mm a Tortoreto, 19mm a Nereto, 17mm a Torrevecchia Teatina, 13mm a Pescara e Roseto degli Abruzzi. Le temperature sono crollate in pieno giorno agli attuali +15°C a L’Aquila e Avezzano, +17°C a Pescara e San Benedetto del Tronto, +18°C a Vasto: è lo “shock termico” di cui abbiamo già parlato, in quanto in queste stesse località ieri pomeriggio la temperatura oscillava tra +36 e +38°C. La colonnina di mercurio è crollata di oltre 20°C in meno di 24 ore!
Tra San Benedetto del Tronto e Grottammare la pioggia è caduta abbondante accompagnata da raffiche di vento violentissime. Ci sono danni in città ad alcune abitazioni per via di alcuni vetri rotti, divelti molti ombrelloni sulla spiaggia. Molte le chiamate ai vigili del fuoco. Grandinata particolarmente violenta a Grottammare dove la spiaggia è diventata bianca. Allagamenti e difficoltà alla circolazione in tutta la riviera.
Fonte: meteoweb
martedì 25 luglio 2017
Allerta Meteo, “shock termico” in arrivo sull’Italia: tracollo di -20°C in piena estate, allarme per bombe d’acqua e tornado
09:17
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Allerta Meteo – L’Italia sta vivendo in queste ore un vero e proprio “shock termico”: le temperature stanno crollando gradualmente da Nord verso Sud. Nelle Regioni settentrionali è una serata fresca e gradevole: alle ore 21:00, infatti, avevamo +16°C a Belluno, +17°C a Udine, +18°C a Trento, Vicenza, Rovereto, Treviso e Merano, +19°C a Gorizia, Sondrio e Pordenone, +20°C a Parma, +21°C a Verona, +22°C a Venezia, Padova, Mantova, Piacenza, Lodi, Pavia e Ferrara. Eppure ieri pomeriggio, poco più di 24 ore fa, nelle stesse località la colonnina di mercurio superava i +35°C!
Oggi, invece, è stato l’ultimo giorno di caldo infernale al Sud, con picchi di +43°C in Sicilia dove Palermo ha raggiunto i +40°C, ma anche di +39°C lungo la costa Adriatica tra Abruzzo, Molise e Puglia. In queste aree lo “shock termico” sarà ancor più netto e clamoroso, perchè il brusco calo delle temperature sarà un vero e proprio tracollo, fino a -20°C quindi venti gradi in meno rispetto a queste ore. E non sarà uno “shock” indolore.
Già oggi al Nord abbiamo avuto forte maltempo, con nubifragi che in una situazione già drammatica per la pesante siccità, aggravano i danni all’agricoltura. Danni che hanno portato il presidente della Regione Veneto Zaia a dichiarare lo stato di crisi. In mattinata un violento temporale con pioggia e forte vento ha provocato cadute di rami e alberi a Udine, dove i vigili del fuoco sono stati impegnati in una quindicina di interventi. Tetti scoperchiati, allagamenti e alberi pericolanti nel Veneto, colpito da questa mattina da una serie di temporali, producendo danni ingenti e decine di interventi da parte dei vigili del fuoco. Tra le province piu’ colpite il trevigiano e la zona pedemontana del vicentino. L’Alto Adige e’ stato colpito da un fronte freddo, sia in quota sia a valle, che ha provocato una fitta nevicata intorno a mezzogiorno a passo dello Stelvio, a 2.770 metri. “La neve d’estate e’ una benedizione per i ghiacciai“, ha ricordato il meteorologo della Provincia di Bolzano Dieter Peterlin. Altri fenomeni violenti hanno colpito il Nord/Est nel pomeriggio.
Il maltempo che nei prossimi tre giorni (Martedì 25, Mercoledì 26 e Giovedì 27 Luglio) colpirà il Centro/Sud, sarà più estremo perché lo “shock termico” sarà più netto e i mari, caldissimi, alimenteranno l’energia dei fenomeni temporaleschi. Quanto accaduto domenica scorsa a Scilla, sulla Costa Viola (Reggio Calabria) testimonia la gravità che questi fenomeni estivi possono avere nelle Regioni meridionali. Le zone più a rischio nei prossimi giorni saranno moltissime, tra Abruzzo, Molise, Puglia, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.
I violenti temporali in arrivo non riusciranno a smorzare la crisi idrica, anzi: aggraveranno ulteriormente la situazione. Una situazione drammatica, anche a causa degli incendi che rendono elevatissimo il rischio idrogeologico. La cenere, infatti, rende impermeabile il suolo che non riuscirà ad assorbire le piogge, lasciando i terreni a secco e mettendo a rischio frane e inondazioni tutte le zone che hanno avuto incendi.
Oggi l’ennesimo SOS è arrivato da una rete di ricercatori italiani specializzata sugli incendi boschivi, che invita a interventi tempestivi per il ripristino del “verde” nelle zone colpite dai roghi potenzialmente a rischio idrogeologico. “A livello statistico, in Italia ma anche nel resto del mondo, il legame principale degli incendi è con la siccità“, ha spiegato all’ANSA Giorgio Vacchiano, attualmente ricercatore presso il Centro comune di ricerca della Commissione europea e membro del gruppo di lavoro sulla gestione degli incendi boschivi della Società italiana di selvicoltura ed ecologia forestale (Sisef). “Una volta acceso, il fuoco si propaga solo se la vegetazione è secca. Se raddoppia la siccità, raddoppiano anche gli incendi“. Per il ricercatore è sbagliato concentrare tutta l’attenzione sulle “accensioni” dei roghi: “Se il bosco è in salute, reso resistente al fuoco con una prevenzione adeguata, ci potrebbero essere anche migliaia di accensioni, ma pochissimi incendi. E quelli che si verificherebbero sarebbero domabili molto più facilmente e in sicurezza“, sottolinea. Estinte le fiamme c’è poi anche il rischio più grande che incombe per l’uomo: lo “scivolamento del suolo” o la “caduta massi superficiale” sui versanti ripidi, perché non ci sono più “alberi e radici che trattengono il terreno“. Proprio contro il rischio idrogeologico, afferma Vacchiano, c’e’ bisogno di interventi tempestivi, da attuare prima delle piogge di fine estate. In primis “opere di protezione temporanee” per evitare la caduta di massi, e poi i rimboschimenti. Questi ultimi sono una buona soluzione purche’ si evitino quelli “lampo” dettati “dalla scia emotiva“, rimarca. Occorre impiantare specie “in equilibrio con l’ecosistema“, miste, per “creare una vegetazione più varia e stabile” e “seguire il rimboschimento nel tempo“. Stesso tipo di ripristino è indicato per le aree turistiche ridotte in cenere, come la pineta di Castelfusano. Negli altri casi, suggerisce Vacchiano, “è la natura che deve fare il suo corso“. Nella macchia mediterranea, spiega, la ripresa della vegetazione dopo un incendio può avvenire naturalmente in 4-5 anni, al massimo in 10-12. Un processo per lo più da assecondare e, per certi versi, da aiutare, ad esempio non rimuovendo i tronchi bruciati, che “anche se non belli da vedere contribuiscono a stabilizzare il suolo“.
Fonte: meteowebvenerdì 21 luglio 2017
Violenta scossa di terremoto, panico nell’Egeo: tsunami sull’isola di Kos, morti e feriti
08:39
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Paura nella notte nell'Egeo: terremoto e tsunami travolgono l'isola greca di Kos, le autorità confermano vittime e feriti
Due persone sono morte e almeno centoventi sono rimaste ferite nell’isola greca di Kos, nel mar Egeo, a causa di una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6.7 che ha colpito ieri alle 22:31 UTC la città turca di Bodrum (l’antica Alicarnasso), la costa turca meridionale e le vicine isole greche.
Le vittime sono due giovani che stavano uscendo da un bar quando il tetto ha ceduto: si tratterebbe di due turisti, ha spiegato il sindaco dell’isola Giorgos Kyritsis, uno di nazionalità turca ed uno svedese.
Nell’isola di Kos un vecchio palazzo è crollato, ferendo gli abitanti. Ha ceduto anche la chiesa di San Nicola e parte della moschea di piazza della Libertà. Danneggiata gravemente anche la chiesa di Aija Paraskevi. Quella di Kos sembra essere l’area maggiormente colpita dal sisma: la zona più danneggiata è quella del proto dell’isola dove il traghetto Blue Star Paros non ha potuto attraccare e ha continuato la sua traversata verso Rosi, ha riferito l’agenzia di stampa greca Ana.
I soccorritori stanno cercando di recuperare persone intrappolate. Il sindaco di Kos Giorgos Kyritsis ha riferito ai media locali che le costruzioni nel centro della localita’ turistica sono state danneggiate ma quelle situate nel resto dell’isola sembrano non aver subito danni.
Alcuni testimoni oculari sull’isola di Kos hanno riferito di avere il mare “gonfiarsi” dopo la fortissima scossa di terremoto che nella notte ha provocato anche uno tsunami. Le autorita’ avevano avvertito in effetti della possibilita’ di un piccolo maremoto. L’acqua ha invaso una strada di fronte al mare e parte dell’abitato principale dell’isola, dove si trova anche la “citta’ vecchia”. Un’imbarcazione ha raggiunto la strada principale e diverse auto si sono scontrate fra loro a causa dell’innalzamento del livello delle acque.
Il sisma è stato avvertito anche nella località turistica turca di Bodrum e nell’isola greca di Rodi. Sei minuti dopo il terremoto principale si sono verificate almeno altre cinque repliche di magnitudo superiore a 4. Alcune foto e video diffusi sui social network da turisti britannici sembrerebbero mostrare a Bodrum un hotel inondato dall’acqua: nella citta’ turca evacuato anche un ospedale, dove alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto medici e piccoli pazienti ripararsi sotto le scrivanie. Momenti di panico anche nell’isola greca di Rodi, dove alcuni turisti inglesi hanno riferito di essere stati svegliati a causa dell’ondeggiamento degli edifici in cui alloggiavano.
I terremoti sono frequenti in Grecia e al largo della costa occidentale della Turchia: il 12 giugno scorso, una donna è morta e altre 15 persone sono rimaste ferite a causa del sisma di magnitudo 6.3 che ha colpito l’isola di Lesbo, nel Nord del Mar Egeo, e che era stato avvertito sia ad Atene che a Istanbul.
Fonte: meteoweb
giovedì 20 luglio 2017
Previsioni meteo, sull’Italia torna l’inferno africano: attesi picchi fino a +40°C, poi attenzione ad una possibile ”rottura dell’estate a fine mese”
09:00
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Sono terminati gli ultimi effetti provocati dalle correnti settentrionali che hanno riportato un clima normale negli ultimi giorni, con un caldo decisamente nella norma. Nel corso dei prossimi giorni, l’anticiclone sub-tropicale in arrivo dal Nord Africa tenderà nuovamente ad inglobare la nostra Penisola. Ne conseguirà un deciso aumento non solo della temperatura a tutte le quote ma anche dell’umidità relativa nei bassi strati. L’anticiclone africano tenderà ulteriormente a consolidarsi assicurando un ulteriore progressivo aumento delle temperature, ove saliranno sin verso i 37/38°C a partire da Venerdì, con possibili picchi fino a 40°C specie laddove soffieranno i venti secchi favonici tra pianure tosco-laziali, lungo il versante adriatico, sul Foggiano, sul Molise, sul Tavoliere e nelle pianure interne del meridione peninsulare. Da metà settimana il caldo entrerà infatti di nuovo nel vivo, stante l’afflusso più deciso di masse in risalita dall’entroterra nord-africano. In questa fase le temperature torneranno a toccare punte massime anche localmente superiori ai 37/38 gradi ed oltre al caldo aumenterà anche l’afa, sia nelle ore diurne che in quelle notturne. Le temperature aumenteranno anche al Nord dove la colonnina di mercurio raggiungerà localmente i 34/36°C, anche se un flusso atlantico alle alte quote sull’Italia settentrionale permetterà l’innesco di temporali di calore localmente anche molto forti non solo sui rilievi alpini e prealpini ma anche verso le zone pedemontane della Val Padana tra venerdì, sabato e domenica. Al Centro-Sud invece dominerà il sole proprio per la persistenza dell’anticiclone sub-tropicale che aggraverà ulteriormente la siccità ed il rischio incendi. Un cambio della circolazione avverrà soltanto tra il 24 ed il 26 Luglio quando una vistosa circolazione depressionaria andrà ad impadronirsi dei settori ovest Europei compresa l’Italia laddove prevediamo una accentuazione dell’attività temporalesca. Sorgono però ancora dei ”dubbi” da parte dei modelli proprio perché la traiettoria della depressione sul suolo europeo potrebbe seguire un percorso più orientale con i fenomeni che andrebbero a privilegiare le regioni di nord-est ed i versanti adriatici a causa dell’invadenza altopressoria in atlantico, deviando ad est il core della depressione, un’altra ipotesi, invece sarà un entrata più occidentale in grado di coinvolgere anche i settori tirrenici ed il nord-ovest, con un possibile isolamento della goccia fredda (cut off) proprio sui nostri mari. In sostanza riteniamo che la prima ipotesi sia quella propensa a verificarsi, data la distanza temporale seguiranno ulteriori aggiornamenti.
Fonte: meteoweb
mercoledì 19 luglio 2017
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