ilMeteo.it

Entrate e scoprite le ultime news del "ilMeteo.it"

Meteo Giornale

Entrate e scoprite le ultime news di "meteogiornale.it"

Meteo.it

Entrate e scoprite le ultime news del "meteo.it"

Meteoareonautica

Entrate e scoprite le ultime news di "meteoareonautica"

3BMeteo

Entrate e scoprite le ultime news di "3bmeteo"

Meteociel

Entrate e scoprite le ultime news di "Meteociel"

martedì 27 gennaio 2015

METEO A 7 GIORNI: il gioco della TURBOLENZA e del FREDDO sullo Stivale

In vista un periodo invernale molto interessante per la nostra Penisola, in un primo tempo dal punto di vista fenomenologico, poi anche termico (ad iniziare dalle regioni settentrionali).

In vista una fase invernale dinamica ed interessante per la nostra Penisola. Lo diciamo senza veli in quanto tutte le elaborazioni oggi disponibili contemplano la possibilità di avere intrusioni instabili e successivamente più fredde,che si insinueranno da nord-ovest verso il bacino centro-occidentale del Mediterraneo.
Il primo passaggio è atteso sull'Italia tra giovedì 29 e venerdì 30. Un fronte freddo a penetrazione non ottimale si dirigerà dalla Francia verso le nostre regioni,con effetti più vistosi prima lungo il Tirreno, poi su tutto il centro-sud.
Inizialmente avremo un clima ventoso, turbolento ma non eccessivamente freddo al suolo. La prima cartina inquadra la situazione attesa per le ore centrali della giornata di sabato 31 gennaio in Europa e in ItaliaIl blu scuro non prevede basse temperature al suolo, bensì i bassi geopotenziali connessi con aria molto fredda alle quote superiori (a 5000 metri si prevedono circa -30° sulla verticale del nord Italia).
Il contrasto acceso con l'aria più mite presente in basso darà luogo a diffuse condizioni di instabilità sull'Italia. In un primo tempo, il freddo verrà veicolato dalla quota attraverso le precipitazioni (rovesciamento freddo). Successivamente avremo un deposito al suolo di aria progressivamente più fredda non appena la fase di contrasto si sarà placata (quando il vento mollerà la presa).
L'aria fredda è più pesante di quella calda, di conseguenza tenderà ad evolvere verso il basso non appena le condizioni della colonna d'aria soprastante saranno atte a garantire questo processo.
Turbolenza in una prima fase, freddo e relative nevicate a bassa quota in un secondo momento.Questo sembra essere il filo conduttore che traghetterà la stagione fredda verso i primi giorni del nuovo mese.
Non si tratterà di un episodio fugace. La seconda cartina a lato, valida per lunedì 2 febbraio, ci mostra un impianto invernale di tutto rispetto sul nostro Continente. Da notare la depressione da contrasto presente sul Mare Nostrum che sarà foriera di precipitazioni anche nevose a bassa quota su parte del nostro Paese.
Profumo di inverno anche a lungo termine? Se volete saperne di più potete leggere la rubricaFantameteo. Per il momento, ecco la possibile linea di tendenza del tempo fino alla giornata di lunedì 2 febbraio.
Fino a mercoledì 28 gennaio: aria fredda, ma abbastanza secca sull'Italia, con neve a quote collinari in Adriatico e clima instabile al meridione. Più sole e tempo secco altrove. Ventoso per Tramontana ovunque.
Giovedì 29 gennaio: peggiora sul Tirreno e parte del nord con neve a quote abbastanza basse inizialmente, in rialzo fino a 800-1000 metri in giornata. Precipitazioni anche in Sardegna, asciutto all'estremo sud, Adriatico e nord-ovest. Ventoso ovunque e temperature in temporaneo aumento.
Venerdì 30 e sabato 31 gennaio: ventoso, instabile e progressivamente più freddo sull'Italia, con fenomeni più probabili al centro-sud. Mari un brutte condizioni.
Tra domenica 1 e lunedì 2 febbraio: clima abbastanza freddo al nord, instabile con rovesci e quota neve in calo al centro e al sud, ventoso ovunque.
Fonte: meteolive

Previsioni meteo domani 28 Gennaio 2015

Fonte: meteolive

giornata
mattino
pomeriggio
sera

Previsioni Meteo, grande attenzione al “Vortice Polare” in arrivo nei “Giorni della Merla”: possibili “complicanze” molto pericolose…

Le previsioni meteo per i Giorni della Merla, gli ultimi di gennaio: proprio tra giovedì 29, venerdì 30 e sabato 31 gennaio arriverà sull’Italia il temibile “Vortice Polare”, che poi continuerà a provocare forte maltempo e copiose nevicate nei primi giorni di febbraio

Grande attenzione al “Vortice Polare” in arrivo sull’Italia in concomitanza con i “Giorni della Merla”, che quest’anno confermeranno l’antica tradizione contadina che prevede il clima più rigido dell’anno proprio negli ultimi tre giorni del mese di gennaio. Nessuna tregua sull’Italia dopo il transito di un nocciolo d’aria gelida che nella giornata di mercoledì 28 provocherà forte maltempo e nevicate fino a bassa quota al centro/sud: già giovedì 29 l’Italia subirà i primi effetti del peggioramento dovuto allo sfondamento del “Vortice Polare” da nord, con le prime nevicate fino a bassa quota nelle Regioni centro/settentrionali. Il clou del maltempo, però, sarà tra venerdì 30sabato 31 e domenica 1 febbraio.
snow storm bufere neve meteo (2)E’ ancora troppo presto per poter entrare nei dettagli e delineare un primo FOCUS previsionale; si tratta di un evento particolarmente estremo e di difficile interpretazione. In tanti da giorni parlano di freddo “senza eccessi”, di episodio “non eccezionale” ma hanno ragione solo in parte. Il freddo sarà “senza eccessi” soltanto al suolo, dove l’aria polare marittima non è mai particolarmente intensa, ma in quota arriveranno nuclei freddissimi che, con la complicità di valori di geopotenziale davvero eccezionali per l’Italia, durante le precipitazioni di riverseranno molto rapidamente ai bassi strati. In un simile contesto, la previsione della quota neve diventa un terno al lotto perchè le carte termiche al suolo rischiano di diventare inutili con isoterme ad 850hPa assolutamente fuorvianti rispetto a quelle che poi saranno le temperature reali durante i fenomeni di maltempo a causa del riversamento dell’aria gelida dalle alte quote ai bassi strati. Attenzione soprattutto alle possibili “complicanze”, e cioè alle ciclogenesi italiche facilmente prevedibili nei mari che circondano il nostro Paese al momento dell’impatto del Vortice Polare, così freddo, sul cuore del Mediterraneo. Non è da escludere una grande nevicata al centro/nord, o forse anche più di una, fin su coste e pianure. Al momento ci sentiamo di escludere la neve a Firenze e Roma, ma solo perché la situazione non è ancora chiara e non si riesce bene ad individuare l’evoluzione barica di questo peggioramento. Nei prossimi aggiornamenti sicuramente la previsione diventerà più chiara, e potrebbe presentare risvolti clamorosi…
Fonte: meteoweb

lunedì 26 gennaio 2015

Previsioni Meteo: altri 2 cicloni di freddo e neve, poi nel weekend arriva il Vortice Polare [MAPPE]

Le previsioni meteo per i prossimi giorni: ancora freddo, maltempo e neve per tutta la settimana, nei “Giorni della Merla” piomba sull’Italia il “Vortice Polare”

Ancora freddo, maltempo e neve sull’Italia per tutta questa settimana, l’ultima del mese di gennaio che finirà col botto in concomitanza con i “Giorni della Merla”, proprio tra venerdì 30sabato 31 quando il Vortice Polare piomberà sull’Italia provocando forte maltempo e abbondanti nevicate fino a bassa quota. Ma intanto anche nei giorni precedenti le condizioni meteorologiche si manterranno avverse: innanzitutto oggi e domani, con il ciclone posizionato nel mar Jonio che sta provocando maltempo diffuso al centro/sud con nevicate sui rilievi. Il maltempo si intensificherà nelle zone joniche della Calabria oggi pomeriggio, con forti temporali soprattutto nel crotonese, e forti venti intorno all’occhio del ciclone in allontanamento verso la Grecia. Domani parziale tregua delle avversità meteorologiche, ma persisteranno piogge e temporali nel basso Tirreno con nevicate oltre gli 800-900 metri sui rilievi di Calabria e Sicilia.
12Attenzione a dopodomani, mercoledì 28 gennaio: da nord/est scivolerà sull’Italia una goccia fredda che farà ulteriormente diminuire le temperature alimentando il maltempo in tutte le Regioni centro/meridionali, con piogge e temporali. La neve cadrà fino a bassa quota sui rilievi Appenninici, con accumuli a partire dai200 metri su Marche, Abruzzo e zone interne di Umbria e Lazio, oltre i 300 metri su Molise, Gargano e zone interne della Campania, oltre i400 metri sulle Murge e in Lucania, oltre i500-600 metri tra Calabria e Sicilia.
21Giovedì 29 sarà una giornata di “svolta”: le correnti diventeranno impetuose occidentali, pre-frontali rispetto al Vortice Polare che avanzerà da nord/ovest e che raggiungerà l’Italia venerdì 30. Definire tutti i dettagli sugli effetti che avrà nel nostro Paese è ancora molto complicato, ma sicuramente lungo tutta la Penisola avremo forte maltempo, venti impetuosi, mareggiate, precipitazioni abbondanti che risulteranno nevose fino a bassa quota. Tra venerdì e sabato le aree più colpite dalle precipitazioni saranno quelle meridionali tirreniche, tra Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna, dove la quota neve dovrebbe scendere dagli iniziali 1.300 metri fino agli 800 metricirca; farà molto più freddo al centro/nord, con possibili nevicate fino in pianura o bassa collina tra Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche. Su Roma e Napoli venerdì e sabato dovrebbero essere due giorni di freddo e forte maltempo, con piogge torrenziali e temperature ferme su valori molto bassi, tra +3 e +6°C, senza neve sulla costa ma con abbondanti nevicate in collina. Al nord ampie schiarite con possibili nevicate soltanto al nord/ovest nella fase iniziale del peggioramento, tra giovedì pomeriggio e venerdì mattina, e poi all’estremo nord/est sabato, quando la neve potrebbe imbiancare anche Trieste. Freddo e maltempo anche domenica, con nevicate fino a quote medio/basse nelle Regioni meridionali. Ma di questo parleremo nei prossimi aggiornamenti, intanto è opportuno concentrarsi sul nowcasting per le prossime ore e i prossimi giorni, dal clima tipicamente invernale.
Fonte: meteoweb

Allerta Meteo, allarme massimo a New York per la più grande nevicata della storia. Previsioni, dati e mappe

E’ allerta meteo sulla costa orientale americana per quella che i meteorologi delNational Weather Service hanno definito una “tempesta di neve storica” con punte fino a90cm di neve previste in poco più di 24 ore tra lunedì pomeriggio e martedì (ora locale). Da Philadelphia a New York City, al Maine sono previsti i disagi maggiori anche se l’epicentro saràNew York. Il primo cittadino Bill de Blasio ha mostrato ieri sera alla stampa una lista delle peggiori tempeste che hanno investito la Grande Mela dal 1872 ad oggi, ed ha avvertito che “questa potrebbe essere la più grande tempesta di neve della storia” ed ha esortato i concittadini a restare a casa e “a prepararsi a qualcosa di ben peggiore di quanto si sia mai visto prima. Preparatevi a mettervi al sicuro, prendete ogni precauzione possibile. E’ ora di prepararsi a condizioni meteorologiche estreme“.
10470246_821203161279815_4071083608509659097_nSi teme un picco fino a 76cm di neve, 8 cm in più del precedente record di 68cm che paralizzò New York tra l’11 ed il 12 febbraio del 2006.
La tempesta non preoccupa solo per gli enormi accumuli di neve che porterà con sé, anche le forti raffiche di vento paralizzeranno i trasporti dal New Jersey al New England: l’allerta relativa alle bufere è in vigore per il New Jersey, New York City e Long Island, come anche per il Connecticut, il Rhode Island ed il Massachusetts.
Sono attesi venti a 80 km/h e la visibilità scenderà a meno di 400 metri a causa dell’intensità delle precipitazioni nevose, che dovrebbero raggiungere il picco di 2,5 cm l’ora.
99-363233-000004Il ciclone, proveniente dall’entroterra nord America, si riverserà sull’oceano Atlantico e da lì risalirà il mare proprio lungo l’east coast tra stasera e domani mattina. Eloquenti le mappe a corredo dell’articolo. La nevicata più grande della storia di New York è stata quella dell’11-12 febbraio 2006 (68cm), seguita da quella di 26 e 27 dicembre 1947 (65cm), al terzo posto quella del 12-14 marzo 1888 (53cm), poi quella del 25-26 febbraio 2010 (53cm) e al quinto posto quella del 7-8 febbraio 1996 (51cm). Sicuramente la nevicata in arrivo nei prossimi giorni, anche se non dovesse diventare la più abbondante della storia, entrerà almeno nella “top five” portando così a 3 il numero di nevicate più grandi di sempre che si sono verificate negli ultimi 9 anni su una storia secolare, un dato davvero eloquente sull’entità dei cambiamenti climatici e dei fenomeni estremi.
Fonte: meteoweb

A Febbraio cruda fase invernale sull'Europa

Ormai tutti i principali modelli fisico-matematici sono concordi nel delineare uno scenario barico europeo per la prima settimana di febbraio freddo e nevoso. La dinamica è stata già più volte tracciata ed è una classica azione di intrusione calda subtropicale verso il Polo in grado di portare ad un quasi split (distruzione) del vortice polare. Uno dei suoi lobi verrà espulso verso l'Europa e andrà a collocarsi tra la Scandinavia e la Germania, come possiamo vedere nella Multimodel a 500 hPa del 2 febbraio.
Sebbene tale profondo vortice non sia accompagnato da temperature a 850 hPa particolarmente basse, i suoi bassissimi valori di pressione al suolo e in quota assicureranno nevicate sino in pianura su diverse regioni europee. Resta da vedere se anche l'Italia rientrerà in tale dinamica invernale.
In una prima fase, dal 30 gennaio al 2 febbraio, le temperature non saranno abbastanza basse da permettere neve sino in pianura. Ma la neve potrà scendere tranquillamente sino alle colline del Centro-Nord. Successivamente le temperature scenderanno ancora, e allora si potrebbero aprire scenari nevosi anche al piano al Nord e forse nelle valli del Centro.
Elementi discriminanti:
1. Formazione di minimi al suolo profondi, in grado di produrre precipitazioni moderate o forti.
2. Ingresso più deciso di aria fredda a 850 hPa.
Seguiamo con interesse tale evoluzione meteo.
Fonte: meteogiornale

La carta chiave per domenica 1° febbraio: minimi pressori a confronto


L'emissione ufficiale del modello europeo si differenzia dalle corse d'ensemble proprio nella fase chiave della futura fase invernale.



L'affondo della saccatura legata al vortice polare nel corso del week-end 31 gennaio-1° febbraio potrebbe avere due risvolti: un minimo pressorio sul Ligure, così come sentenzia nella sua corsa ufficiale il modello europeo, un minimo localizzato sull'alto Adriatico, secondo la sintesi degli scenari delle corse d'ensemble dello stesso modello.

Secondo la corsa deterministica insomma l'affondo dell'aria fredda più ad ovest sarebbe realtà, ma la somma delle corse probabilistiche strizza ancora l'occhio a situazioni da nord-ovest. 

Cosa cambierebbe? Nell'ipotesi del minimo allargato (a mascherina) in Valpadana e con perno sul ligure ci sarebbe possibilità di neve a bassa quota su gran parte del nord, in caso contrario i fenomeni si localizzererebbero su Triveneto, Emilia-Romagna e poi centro-sud, resterebbe asciutto al nord-ovest, anche se sull'Italia entrerebbe decisamente più freddo. 

Tutta la situazione appare dunque delicata: è ovvio che tutto dipenderà dal posizionamento della saccatura, che ancora non è chiaro. Il modello europeo nelle corse d'ensemble strizza l'occhio a quello americano, anche lui propenso a vedere le correnti da nord-ovest come prevalenti e vincenti.

Seguite comunque tutti gli aggiornamenti, la situazione è fortemente evolutiva.
Fonte: meteolive

Previsioni meteo domani Martedì 27 Gennaio 2015

Fonte: meteolive
giornata
mattino
pomeriggio
sera

In settimana l’inverno piomberà sull’Europa, freddo e neve alla conquista del vecchio continente

La settimana che sta per iniziare verrà caratterizzata da una recrudescenza dell’inverno sul vecchio continente, grazie allo scivolamento di latitudine, fino all’Europa centrale, di uno dei“lobi” principali del vortice polare troposferico. Già a metà della prossima settimana, fra il 27 e il 28, freddo e nevicate torneranno ad interessare i paesi dell’Europa centrale, in particolare la Germania, la Francia, ma anche la Repubblica Ceca, l’ovest della Polonia, il sud della Svezia, la Norvegia, la Danimarca, il Belgio e l’Olanda, dove spireranno freddi venti da N-NO e Nord in discesa dal mar del Nord. Entro giovedì 29 Gennaio le prime importanti nevicate di dovrebbero imbiancare buona parte del territorio tedesco, inclusa la capitale Berlino.
1932353_754356127970448_1908220003755461700_nL’avvettare di masse d’aria piuttosto fredde, d’estrazione polare marittima, dovrebbe incentivare un significativo abbassamento delle temperature che si spingeranno abbondantemente sotto la soglia degli zero gradi. Al contempo, con lo scivolamento verso la MittelEuropa del vortice polare, l’avvento di aria molto fredda, per non dire gelida, in quota permetterà alle precipitazioni nevose di spingersi fino a bassissima quota, raggiungendo persino il piano senza grossi problemi, lasciando importanti accumuli, anche superiori dell’ordine dei 10 cm di neve fresca. Nevicate un pò più consistente si verificheranno sulle alture della Baviera, dove il manto bianco raggiunge picchi di oltre i 40-50 cm in diverse località. Sui rilievi alpini, lungo il versante settentrionale, invece si supera già abbondantemente il metro di altezza.
Snow_storm_in_Kiev_Ukraine_by_Pedro_Moura_Pinheiro_on_Flickr_CCLa situazione però potrebbe cominciare un po’ a complicarsi quando, l’asse di saccatura, proteso fra la regione Artica, le Alpi, propagandosi verso latitudini più meridionali comincerà ad entrare in fase di “stretching”, subendo ad ovest la pressione del “tilting” dell’imponente promontorio anticiclonico delle Azzorre, posizionato con massimi di oltre 1042 hpasull’Atlantico settentrionale. Entrando in “stretching” la parte più meridionale di essa evolverà in una ciclogenesi a carattere freddo, localizzata nei bassi strati, che entro gli ultimi giorni del mese affonderà sull’Europa centrale, arrecando condizioni di tempo instabile e molto freddo, con precipitazioni diffuse, a prevalente carattere nevoso. Quest’area depressionaria, in ulteriore approfondimento, spostandosi in direzione della regione danubiana, più ad est sarà in grado di richiamare aria più mite e umida, d’estrazione oceanica, da Ovest e SO, che si spingerà verso la Polonia e il mar Baltico. Questo flusso più mite oceanico andrà ad interagire con l’aria molto fredda, d’origine polare, che dalla Scandinavia si muoverà verso la Danimarca e il mar del Nord, attraverso una fredda ventilazione orientale, da Nord e N-NO. L’interazione di queste masse d’aria produrrà una estesa nuvolosità che nelle prossime ore apporterà nevicate estese fra Germania orientale, Polonia, Repubbliche Baltiche, Svezia meridionale e Danimarca. Su queste ultime tre le nevicate potranno essere persistenti. Ma anche la Danimarca dovrebbe risentire in modo pesante delle nevicate, di debole e moderata intensità, associate alla gelida ventilazione dai quadranti settentrionali.
Fonte: meteoweb

venerdì 23 gennaio 2015

NEVE a quote basse in arrivo da domenica sera al centro-sud


L'ingresso di aria più fredda risulterà graduale, ma comporterà conseguenze nevose in Adriatico e sul meridione.


In seno a correnti da nord che correranno proprio lungo il bordo orientale dell'anticiclone, sul Mediterraneo centrale andrà approfondendosi ancora una volta una circolazione depressionaria, che peraltro non smetterà mai completamente di essere attiva anche durante questo fine settimana.

Sarà però da lunedì 26 che l'azione dell'aria freddacomincerà a produrre conseguenze nevose importanti lungo il medio Adriatico, con la neve che potrebbe presentarsi sin verso i 200m, sfiorando la costa marchigiana ed in parte abruzzese nelle ore più fredde. 

Procedendo verso sud l'influsso dell'aria fredda risulterà meno efficace nell'abbassare la quota neve, che comunque si attesterà a quote collinari sul Molise e appena un po' più su sulla Basilicata, mentre si posizionerà mediamente oltre gli 800m sulla Calabria ed oltre i 900-1000m sulla Sicilia, l'area più perturbata ma anche quella raggiunta con più difficoltà dall'isoterma di zero gradi a 1500m.

Freddo invece importante si riscontrerà in quota tra nord e centro, dove specie sul medio Adriatico potranno raggiungersi termiche di -6°C a 1500m, valori in grado di far scendere la neve sino alle quote pianeggianti in caso di rovesci, anche laddove la temperatura nei bassi strati non fosse propriamente da neve.

Da notare anche la possibilità di qualche rovescio nevoso sui monti sardi sino a 600-700m.

Le nevicate potrebbero continuare, sia pure attenuate, nella giornata di martedì 27 con temperature in quota un po' altalenanti, ma comunque sempre piuttosto basse.

Ultima segnalazione per i settori alpini di confine dove insisteranno da domenica deboli nevicate intermittenti: ci riferiamo all'alta valle d'Aosta, alla Formazza, all'alta Valtellina, alle valli del Brennero sino all'Aurina in Alto Adige.
 
Fonte: meteolive