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mercoledì 9 dicembre 2015
Previsioni Meteo, clamoroso stratcooling sull’Artico: -90°C a 30hpa, quali conseguenze sull’inverno?
08:37
2015, artico, ilportalemeteo, inverno, stratcooling
Davvero impressionante il raffreddamento del vortice polare stratosferico, raggiunti i -90°C sopra il Polo Nord. Le Previsioni Meteo sull’inverno.
L’esordio dell’inverno meteorologico, lo scorso 1 Dicembre 2015, è stato un autentico disastro. Ma se la strada è tutta in salita, nuovi grossi ostacoli si preparano a minare quella che dovrebbe essere la stagione più fredda dell’anno. A differenza di quanto viene riportato lo “stratcooling”, ossia il possente raffreddamento del vortice polare stratosferico, al traverso del mar Glaciale Artico, non si è arrestato. Anzi, proprio in questi ultimi giorni, la figura del vortice polare stratosferico si sta raffreddando ulteriormente, raggiungendo valori termici davvero estremi, che non lasciano ben sperare per il futuro della stagione invernale. Dalle ultime analisi si nota come il nucleo centrale del vortice polare stratosferico rischia di sfondare la fatidica soglia dei-90°C a 30 hpa, circa 23.850 metri, sopra la verticale dell’Artico.
Il grafico evidenzia il poderoso raffreddamento del vortice polare stratosferico al traverso del mar Glaciale Artico
Un valore veramente estremo che rischia di compattare e rinvigorire l’intera struttura in stratosfera, con inevitabili ripercussioni in troposfera, anche se al momento è prematuro parlare di un vero e proprio accoppiamento fra vortice polare stratosferico e vortice polare troposferico. Insomma, con questo intenso raffreddamento in stratosfera, l’indice “NAM” potrebbe arrivare a oltrepassare i +2,0. Solitamente quando la “NAM” si trova in fase positiva si accompagna ad un notevole ricompattamento del vortice polare in sede artica, in grado di perdurare per settimane o mesi. La presenza di un vortice polare molto freddo e profondo sopra il Polo Nord comporta una intensificazione delle umide correnti zonali alle medio-alte latitudini, con la ripresa di un alto indice zonale e la rigenerazione del ramo principale del “getto polare”, con diversi “Jet Streak” (massimi di velocità del “getto”), specie fra l’Asia centrale, la Cina, il Giappone, il Pacifico settentrionale, il nord America e l’Atlantico settentrionale. La vasta circolazione ciclonica va ad intensificarsi alle alte latitudini, con lo sviluppo di profondi cicloni extratropicali (anche vere e proprie “depressioni-uragano” con minimi barici sui 940-935 hpa) colmi di aria gelida d’estrazione artica in costante invorticamento.
La figura del vortice polare stratosferico, si nota la forma perfettamente circolare che evidenzia la compattezza dell’intera struttura sopra l’Artico
Ciò dovrebbe inibire l’avvento di importanti ondate di freddo verso la fascia temperata, mentre l’aria gelida rimarrà confinata oltre il circolo polare artico e le alte latitudini, interessando principalmente ad ondate il Canada, la Groenlandia, l’Islanda, la Lapponia e la Siberia settentrionale. Quando il vortice polare tende a rafforzarsi una profondissima circolazione depressionaria principale colma di aria gelida artica, si attiva sopra il mar Glaciale Artico, a cui si associano altre aree cicloniche secondarie che rinvigoriscono importanti figure di bassa pressione, come la famosa depressione semi-permanente d’Islanda o la depressione delle Aleutine. Si viene così ad innescare un intenso “gradiente barico orizzontale” e il “gradiente di geopotenziale”, fra le latitudini artiche e quelle temperate, che va a rinvigorire il ramo principale del “getto polare” che scorre sull’intero emisfero, con i relativi “Jet Streaks” (massimi di velocità del “getto”) localizzati nelle aree di massimo “gradiente di geopotenziale” fra alte e medie latitudini.
Specie durante i temporanei quanto fisiologici rallentamenti delle correnti zonali, quando lungo il Pacifico settentrionale e il nord Atlantico si attiveranno dei flussi di calore un po’ più compatti lungo i margini orientali delle“onde di Rossby” provenienti dal Pacifico e dal nord America che saranno in grado di intaccare il vortice polare troposferico, disturbandolo per quel che basta per farlo scivolare di latitudine, con il conseguente afflusso dell’aria fredda di origine polare fin verso le medie latitudini. Episodi, per l’appunto, molto brevi, che di tanto in tanto potranno ravvivare una stagione per larga parte statica e monotona.
Fonte: meteoweb
lunedì 7 dicembre 2015
Previsioni Meteo, anticiclone indistruttibile: niente da fare fino al 20 dicembre, tendenza sconvolgente a lungo termine
08:08
anticiclone, freddo, ilportalemeteo, lungo termine
La goccia fredda che in queste ore sta transitando su Sardegna e nord Italia, e che domani provocherà violenti temporali proprio in Sardegna e piogge sparse in molte Regioni (qui l’allerta meteo con tutti i dettagli), sarà soltanto una timida e breve parentesi perturbata in un contesto climatico assolutamente anomalo per il periodo, ai limiti della follia climatica. Il possente anticiclone che dall’inizio del mese occupa il territorio Euro-Mediterraneo persisterà ancora a lungo, probabilmente non solo per una ma probabilmente anche per altre due settimane, addirittura incrementando i propri valori di alta pressione avvicinandosi ai 1040hPa tipici dei mesi estivi.
Fonte: meteoweb
venerdì 4 dicembre 2015
Previsioni Meteo, timidi segnali di cedimento dell’anticiclone per l’Immacolata: a piccoli passi verso l’inverno
08:32
anticiclone, ilportalemeteo, inverno
Previsioni Meteo, l’anticiclone è super e persisterà ancora a lungo sull’Italia ma arrivano a lungo termine i primi piccoli segni di cedimento per la prossima settimana.
Parlare d’inverno nell’ennesima giornata eccezionalmente mite potrebbe sembrare contrastante, dopotutto l’anticiclone persisterà ancora a lungo sull’Italia ma volgendo lo sguardo a lungo termine si iniziano a scorgere i primi timidi segnali di cambiamento. In queste ore il clima è molto mite soprattutto al Sud con picchi diffusi di oltre +20°C in molte località della Sicilia (tra cui Catania città), +19°C a Palermo, +18°C a Messina, Cosenza, Taranto e Reggio Calabria, +17°C a Napoli. Temperature elevate che persisteranno anche nei prossimi giorni.
Andiamo avanti a piccoli passi verso l’inverno, dopotutto il solstizio è ancora lontano (quest’anno sarà alle ore 05:48 del mattino).
Fonte: meteoweb
giovedì 3 dicembre 2015
Alta pressione persistente, cambia qualcosa dopo il 10 dicembre
09:03
alta pressione, cambio, clima pazzo, ilportalemeteo, inverno, prima decade
Scenario barico bloccato
Come abbiamo più volte spiegato nei precedenti articoli, lo scenario barico emisferico ed europeo appare bloccato da una configurazione AO+ e soprattutto NAO++.
Come abbiamo più volte spiegato nei precedenti articoli, lo scenario barico emisferico ed europeo appare bloccato da una configurazione AO+ e soprattutto NAO++.
Questo significa che il flusso freddo ciclonico scorre veloce sopra il 50° parallelo, mente alle latitudini inferiori dominano le alte pressione, come ben possiamo vederE nella prima mappa GFS.
I Modelli intravedono qualcosa dopo il 10 dicembre
Cambiamento possibili sono intravisti solo dopo il 10 dicembre, quando il vortice polare (VP), venendo disturbato nell'area nord americana potrebbe iniziare a pulsare verso sud in sede europea. Ciò significa che potrebbe avere irruzioni di aria fredda verso l'Europa centrale e meridionale, come possiamo vedere nella successiva cartina GFS elaborazioni MTG del 12/12 dicembre.
Cambiamento possibili sono intravisti solo dopo il 10 dicembre, quando il vortice polare (VP), venendo disturbato nell'area nord americana potrebbe iniziare a pulsare verso sud in sede europea. Ciò significa che potrebbe avere irruzioni di aria fredda verso l'Europa centrale e meridionale, come possiamo vedere nella successiva cartina GFS elaborazioni MTG del 12/12 dicembre.
Pochi disturbi all'alta pressione
Rimanendo entro i sette giorni non si vedono quindi grossi cambiamenti, se non una diminuzione delle temperature in quota.
Rimanendo entro i sette giorni non si vedono quindi grossi cambiamenti, se non una diminuzione delle temperature in quota.
Per tali motivi riconfermiamo sino al 10 dicembre tale scenario meteo:
1. Montagne: clima mite, in grado di favorire la fusione della neve caduta.
2. Coste e colline: clima primaverile, prevalenza di sole.
3. Pianure e valli interne: rischio nebbie persistenti, con particolare riferimento alla Pianura Padana. Inversione termica.
Nei centri urbani aumenterà l'accumulo degli inquinanti in modo progressivo e pericoloso.
Fonte: meteogiornale
mercoledì 2 dicembre 2015
Svolta meteo invernale dopo metà dicembre
17:13
clima pazzo, dicembre, ilportalemeteo, metà mese, natale, svolta fredda
Consolidamento dell'Anticiclone: l'analisi odierna conferma un consolidamento del promontorio anticiclonico nord africano. La spinta è talmente forte che la struttura arriva a lambire la Scandinavia, costringendo così le perturbazioni atlantiche al transito sul Circolo Polare Artico.
Caldo anomalo: non dovrebbe essere una novità, visto l'andazzo dell'ultimo mese, ma non ci stancheremo mai di dirvi che condizioni climatiche come quelle in auge son ben distanti dal concetto di normalità stagionale. Le temperature, soprattutto le massime, sono schizzate su valori primaverili con gravi ripercussioni al manto nevoso depositatosi sui rilievi.
Qualche pioggia per l'Immacolata: il dominio anticiclonico non sarà così forte come avvenuto nel recente passato. Tant'è che tra lunedì 7 e martedì 8 dicembre (giorno dell'Immacolata) osserveremo un aumento della nuvolosità e la comparsa di qualche pioggia. La causa? L'indebolimento dell'Alta Pressione e l'intrusione di qualche sbuffo instabile sui mari meridionali. A seguire potremmo osservare qualche perturbazione più organizzata lambire le Alpi, il che potrebbe deporre a favore di qualche nevicata sui versanti settentrionali.
La vera svolta dopo metà mese: le attuali proiezioni sembrano confermare una prosecuzione del periodo di stabilità - pur tra alti e bassi - sino a metà dicembre. Dopodiché potremmo avere un graduale peggioramento a seguito di crescenti apporti d'aria fredda artica verso il cuore dell'Europa. Potrebbe essere il preludio ad una forte irruzione invernale nel periodo natalizio.
Fonte: meteogiornale
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